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Recensione IPVanish VPN

Una VPN potente con alcune caratteristiche davvero interessanti

IPVanish VPN
Image Credit: IPVanish

Il nostro verdetto

IPVanish è veloce e configurabile, con alcune caratteristiche interessanti. Le app presentano alcuni difetti e non sono sempre comodissime da usare, ma se state cercando una VPN che unisca potenza e prestazioni, date almeno un’occhiata a questo prodotto.

Pro

  • Buone prestazioni nella maggior parte delle località
  • Sblocca Netflix
  • Il client Windows ha tantissime funzionalità
  • Supporto allo split-tunneling

Contro

  • Le app non sono sempre comodissime da usare
  • Manca il supporto ai Bitcoin
  • In alcuni ambiti il sito di assistenza non è esaustivo al massimo
  • iPlayer rimane bloccato

Tutte le VPN si lanciano in dichiarazioni roboanti sulla qualità dei servizi offerti, ma la statunitense IPVanish si spinge oltre, arrivando ad affermare che il loro è “il miglior servizio VPN al mondo”, questo è quanto leggiamo sul loro sito web, su cui campeggiano informazioni come “più di 40 mila IP condivisi, più di 1300 server per il P2P in più di 75 paesi, niente log del traffico e assistenza in tempo reale via chat disponibile 24 ore al giorno per sette giorni su sette”.

Inoltre, sul sito leggiamo che IPVanish è l’unico servizio VPN di tipo Top Tier, ovvero è IPVanish è l’unico che possiede e gestisce direttamente i server che utilizza. Si tratta di un’ottima cosa, visto che, in questo modo, il fornitore del servizio di VPN ha maggiore controllo sulla configurazione e il funzionamento dei server e fa intendere che IPVanish può contare su un livello di risorse e di competenze che non sempre si trova nei prodotti concorrenti.

Il servizio è disponibile su diverse piattaforme con app per Windows, Mac, Android, iOS e anche Amazon Fire TV. Inoltre, ci sono delle guide per la configurazione del servizio su Linux, Chromebook e altre piattaforme ancora.

Ci sono altre VPN che fanno qualcosa di simile, ma con diverse limitazioni. Per esempio, in alcuni casi, è possibile connettere solo tre dispositivi contemporaneamente e spesso questi tre dispositivi devono appartenere (e devono essere usati) dal titolare dell’account. 

IPVanish, da questo punto di vista, è diverso, ed è una ventata di aria fresca. Infatti non solo questo servizio consente di avere fino a 10 connessioni simultanee, ma i dispositivi connessi possono essere di qualsiasi membro della famiglia. Quindi, con un solo account, più utenti possono accedere alla VPN contemporaneamente, per esempio il vostro partner e i vostri figli. Questa scelta è davvero interessante, visto che permette di risparmiare non poco denaro. 

Nel tempo, il servizio si è migliorato di parecchio. Per esempio, adesso IPVanish offre un servizio di assistenza telefonica 24 ore su 24 (sette giorni su sette) e anche assistenza via chat. Però attenzione: nel momento in cui scriviamo, il sito è disponibile solo in lingua inglese e il numero di telefono per l’assistenza tecnica ha un prefisso statunitense. Quindi, per l’assistenza, vi consigliamo di usare o la chat in tempo reale oppure l’email. L’app Android adesso può aprire un’altra app specifica dopo che ci si è connessi con successo alla VPN, un’idea intelligente. Le altre migliorie includono un maggior numero di server e di località disponibili, funzionalità auto-connect su iOS migliorata e supporto al russo e all’hindi per la versione per Windows. 

Prezzi

IPVanish offre un prezzo ridotto se si scelgono abbonamenti di durata maggiore (Immagine: IPVanish)

Piani tariffari e prezzi

Per quanto riguarda i piani tariffari, IPVanish offre tre piani tariffari di base. . Si può pagare 10 dollari al mese (circa 9 euro) con fatturazione mensile oppure 8,99 dollari al mese (circa 8 euro) per tre mesi con pagamento anticipato. Il prezzo scende a soli 6,49 dollari al mese (circa 5,80 euro) se si sceglie l’opzione annuale.  

Si tratta di un ottimo rapporto qualità prezzo viste le caratteristiche offerte ed è molto simile a quello che troviamo per altre VPN di alto livello, anche se, in alcuni casi, si possono trovare offerte migliori per abbonamenti di lunga durata, nei prodotti concorrenti. Per esempio, nel caso di Nord VPN, il piano annuale costa 6,99 dollari al mese (circa 6,30 euro) che è di poco superiore a quello di IPVanish, ma poi il prezzo per l’abbonamento che dura due anni crolla a soli 3,99 dollari al mese (circa 3,60 euro). 

IPVanish non è molto generoso per quanto riguarda la possibilità di provare il servizio. Per esempio non c’è alcuna prova gratuita ma c’è una garanzia di rimborso pari solo a sette giorni (ExpressVPN e altri offrono trenta giorni) 

I mezzi di pagamento accettati sono solo PayPal e carta di credito. In passato l’azienda consentiva di pagare anche in altri modi, tra cui Bitcoin, ma adesso non è più così.

Come avrete potuto notare, dal punto di vista dei piani offerti, delle garanzie di rimborso e dei mezzi di pagamento non siamo di fronte al servizio migliore sul mercato, ma non mancano i lati positivi. Per esempio tutti i piani offerti da IPVanish sono descritti in maniera chiara, dando all’utente un’idea ben precisa su quanto pagherà e sulla frequenza di fatturazione. Inoltre non ci sono clausole poco chiare o scritte in piccolo.  Per esempio, non si perde il diritto al rimborso se si effettua un certo numero di login o se si consuma un certo ammontare di GB. Se il servizio non vi soddisfa, potete chiedere un rimborso entro i primi sette giorni e l’azienda vi ridarà indietro il denaro, senza alcun problema. 

Privacy

IPVanish tutela la privacy degli utenti grazie alla cifratura e all'utilizzo di protocolli sicuri (Immagine: IPVanish)

Privacy

IPVanish protegge la privacy degli utenti tramite l’utilizzo di crittografia con standard AES-256, una soluzione davvero ottima, e il supporto ai protocolli più sicuri ossia OpenVPN e IKEv2.  

Le app di IPVanish fanno ancora di più da questo punto di vista, fornendo un livello di controllo inusuale sulla configurazione di OpenVPN. La possibilità di scegliere la propria porta OpenVPN (1194 o 443) può risultare utile per connettersi, mentre l’opzione “Obfuscate OpenVPN Traffic” riduce il rischio che il tunnel VPN venga rilevato o bloccato in quei Paesi che non consentono l’uso di VPN come la Cina e l’Iran. 

Protezione contro leak DNS

In tutti i test DNS leak effettuati, IPVanish non ha lasciato trapelare alcuna informazione su quello che stavamo facendo.  (Immagine: ProxyRack)

Il Client Windows offre un Kill Switch , DNS e anche protezione verso i leak IPv6 per ridurre il rischio che la propria vera identità venga rivelata online, per esempio se cade la connessione VPN.

Le app per i dispositivi mobili non hanno il kill switch, e quindi sono potenzialmente più vulnerabili se la VPN cade all’improvviso. IPVanish ha sottolineato che Android 8 (e le versioni successive) hanno un’opzione integrata per bloccare le connessioni senza VPN ((Impostazioni>Wireless e reti>Altro>VPN>scegli app VPN>attivare “blocca connessioni senza VPN”), ma quest’opzione potrebbe non essere disponibile su tutti i dispositivi. Anche nel caso in cui sia disponibile, è l’utente che deve attivarla e questa impostazione va gestita separatamente rispetto alla VPN. Si tratta di una soluzione accettabile per gli utenti esperti, ma noi riteniamo che sia preferibile poter visualizzare e controllare lo stato del kill switch all’interno dell'app stessa. 

Comunque questa è una preoccupazione di importanza relativa, e l'app offre tante cose interessanti riguardo alla privacy. Per esempio, l’app iOS consente la creazione di elenchi di reti wireless che IPVanish proteggerà sempre e si possono creare elenchi di reti da ignorare perché sicure. Poi è possibile far sì che la VPN si accenda e si spenga autonomamente, in linea con le impostazioni decise dall’utente, in modo da offrire una protezione costante della propria privacy.  

Per avere la conferma che il servizio tuteli effettivamente l’identità dell’utente, abbiamo controllato se ci fossero leak usando siti come IPleak, DNS leak test and Do I leak. Nessuno dei test eseguiti ha rilevato problemi, quindi l'app è riuscita a proteggere il nostro vero indirizzo IP in tutte le circostanze. 

Log dei dati

IPVanish ha una politica di zero log, a tutela degli utenti (Immagine: IPVanish)

Log dei dati

Se si va sul sito di IPVanish, si trova un messaggio che descrive una politica molto chiara in merito all’archiviazione dei dati di navigazione. 

"In merito al log dei dati abbiamo una politica molto rigida che non rivelerà l’identità degli utenti. Non registriamo l’attività degli utenti mentre usano la nostra app, per tutelare il diritto degli utenti stessi alla propria privacy. 

Quando leggiamo dichiarazioni del genere, messe in bella vista sul sito, è nostra abitudine confrontarle con le classiche informazioni scritte in piccolo che riguardano la Privacy Policy. Dobbiamo dire che, nel caso di IPVanish, la Privacy Policy conferma quanto affermato nel messaggio che avete letto.

"IPVanish è un fornitore di servizio VPN con una politica di “zero log”, vale a dire che non vengono registrati dati relativi a connessione, traffico o attività degli utenti quando usano i nostri servizi”.  

A giugno dello scorso anno, destò preoccupazione un documento nel quale emerse che IPVanish, nel 2016, rispondendo a una citazione in giudizio da parte del ministero per la sicurezza interna degli Stati Uniti aveva fornito informazioni riguardo l’attività di un utente, compresi i dati relativi a connessioni e disconnessioni e, forse, l’utilizzo di protocolli specifici. 

Da allora IPVanish è stata ceduta e Liance Crosby, l’amministratore delegato della società acquirente, StackPath, ha affermato di non essere a conoscenza di tutto quello che riguarda quel caso specifico e che sulla base di controlli da parte di enti terzi indipendenti e della prassi attuale, non ci sono più log di alcun tipo. 

A prescindere di come stiano veramente le cose, tutta questa vicenda dimostra come le affermazioni fatte dalle VPN non si possano prendere per per oro colato. I proclami che vediamo sui siti delle VPN in cui si parla con orgoglio di una politica di tipo “zero log” non corrispondono sempre alla realtà.  

Questo vuol dire quindi che IPVanish è da evitare? A nostro parere, no. Il caso dei dati di navigazione rivelati al dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti è da attribuirsi alla gestione aziendale precedente, non a quella attuale. L’attuale proprietario di IPVanish, StackPath (uno dei principali fornitori di servizi cloud) ha rilasciato una  dichiarazione pubblica molto forte: “Senza alcuna eccezione, IPVanish, in qualità di azienda controllata da StackPath, attualmente non registra e non conserva registrazioni dei dati relativi agli utenti, né lo ha fatto in passato e nemmeno lo farà in futuro”. 

Di fronte a un’affermazione di questo tipo, crediamo che, in futuro, trovarsi di fronte a un caso che riguardi i dati di log degli utenti sarebbe un danno non da poco per l’azienda, quindi riteniamo che StackPath abbia tutto l’interesse a far sì che ciò non accada. Ovviamente questo non si traduce in una garanzia assoluta per la vostra sicurezza, ma è nostra opinione che le promesse fatte pubblicamente da parte di StackPath abbiano maggiore peso rispetto a qualsiasi sforzo di marketing compiuto dalle altre VPN tramite messaggi ad effetto sui propri siti web. 

Anzi, in alcuni casi, non si sa nemmeno che azienda c’è dietro a una determinata VPN. Gli utenti, ovviamente, non dovrebbero basarsi sulle promesse di politiche che non prevedono la registrazione dei dati di navigazione. 

Altri fornitori di VPN, come NordVPN e Vypr VPN, per cercare di rassicurare gli utenti su questo fronte, hanno consentito ad aziende terze di svolgere una verifica indipendente dei sistemi in uso per capire come vengano effettivamente gestiti i dati. Ci auguriamo che IPVanish e le altre realtà del settore facciano la stessa scelta. 

Prestazioni

OpenSpeedTest è uno dei servizi che usiamo per testare la velocità di ciascuna VPN che proviamo (Immagine: OpenSpeedTest)

Prestazioni 

Valutare le prestazioni di una VPN richiede tempo e quindi abbiamo adottato tutta una serie di test e tecniche di vario tipo per capire veramente di cosa fosse capace IPVanish. 

Il primo test è stato un programma di benchmarking personalizzato che si è connesso automaticamente dal Regno Unito a più di 50 server di IPVanish, ha salvato i log relativi al tempo di connessione, eseguito un test per il ping per vedere se ci fossero problemi di latenza, e ha utilizzato un servizio di geolocalizzazione per avere conferma che il nuovo indirizzo IP fosse effettivamente della località indicata da IPVanish. 

Un aspetto che ci ha subito colpito è stato il fatto che, anche dopo aver eseguito il test per ben due volte, e aver effettuato più di cento tentativi di connessione, la connessione non è riuscita soltanto in un caso (quando abbiamo provato altre VPN, in alcun casi, il tasso di connessioni non riuscite è arrivato anche al 10%). Chiaramente questo è stato un test di breve durata, non sufficiente per esprimere un giudizio definitivo, ma visto che in una prova più recente IPVanish è sempre riuscito a connettersi, sembra che questo servizio di VPN sia più affidabile della maggior parte dei concorrenti

I tempi di connessione si sono dimostrati eccellenti, a volte inferiori ai tre secondi usando il nostro programma di test. Molti servizi VPN hanno una media di cinque secondi, altri ancora si caratterizzano per un valore persino superiore. Da questo punto di vista, va sottolineato che i tempi di connessione rilevati dal nostro programma di test sono leggermente inferiori a quelli che si ottengono usando le app di IPVanish, ma comunque rimane valido il punto principale: IPVanish si connette più rapidamente rispetto alla maggior parte delle VPN concorrenti. 

Quanto alla geolocalizzazione, abbiamo rilevato solo un’imperfezione: un server indiano che secondo il servizio di geolocalizzazione era situato in Francia. Ad un’analisi più attenta, però, abbiamo scoperto che era il servizio di geolocalizzazione a sbagliarsi. Infatti la libreria del servizio era sbagliata, mentre IPVanish aveva ragione: il server si trovava effettivamente in India. 

Successivamente siamo passati ai test per la velocità di download e ci siamo affidati a siti come Netflix Fast, Speedtest di Ookla e altri siti di benchmarking. I test hanno coinvolto 10 località del Regno Unito, 15 negli USA, 15 in Europa e 16 tra Asia e Australia. 

Le velocità di download con i server del Regno Unito, quindi nello stesso Paese dove eravamo noi, si sono dimostrate eccellenti, visto che oscillavano tra i 60 e 70 Mb/s a partire da una connessione in fibra con velocità massima di 75 Mb/s. Considerate che il valore massimo che siamo riusciti a raggiungere con VPN spenta è stato di 72-73 Mb/s. 

Le velocità raggiunte in Europa si sono rivelate soddisfacenti. Infatti in Paesi vicini come Francia, Germania e Olanda abbiamo ottenuto regolarmente valori attorno ai 65 Mb/s. Ovviamente, all’aumentare della distanza le velocità calavano, ma si sono sempre mantenute su valori accettabili; per esempio, in Spagna abbiamo raggiunto 40-45 Mb/s. Soltanto la Grecia ha fornito valori bassi nel corso dei nostri test, visto che i risultati sono stati di 8-12 Mb/s. 

I server statunitensi hanno fornito risultati nel complesso soddisfacenti, con il valore più alto che è stato un notevole 65 Mb/s. Degno di nota è anche il risultato raggiunto a Los Angeles, ovvero 45 Mb/s. 

Come prevedibile, i risultati ottenuti dai server più distanti si sono caratterizzati per una grande variabilità. Si passa dai risultati decisamente accettabili ottenuti a Singapore (35 Mb/s) e in Australia (30 Mb/s) ad altri del tutto insufficienti come quelli rilevati in Malesia (in questo caso i valori erano spesso inferiori a 1 Mb/s). In ogni caso, anche in località remote la maggior parte dei server ha avuto prestazioni molto buone e, nel complesso, IPVanish si è dimostrata più veloce della stragrande maggioranza dei concorrenti

Nella seconda batteria di test, abbiamo effettuato delle rilevazioni di velocità manuali usando un server dedicato situato negli USA. Questo ci ha consentito di cogliere le eventuali variazioni in termini di performance quando ci si connette dagli Stati Uniti. Nel nostro caso avevamo a disposizione un server con una connessione eccellente (1 Gb/s) e questo significa che potevamo valutare con grande precisione la VPN più veloce, ma tenete a mente che in situazioni d’uso normali non si ha quasi mai a disposizione una connessione così rapida e quindi è improbabile che si raggiungano le velocità che abbiamo rilevato noi. 

Le prestazioni più elevate in suolo statunitense sono state superiori a quelle di ExpressVPN e si sono poste sullo stesso piano di quelle di NordVPN, con valori attorno ai 90-100 Mb/s. 

Nel Regno Unito i risultati non sono stati altrettanto impressionanti, visto che parliamo di 50-55 Mb/s, ma si tratta comunque di valori senz’altro accettabili. 

Le prestazioni nel resto d’Europa sono state simili a quelle viste nel Regno Unito e, nei Paesi più vicini, abbiamo raggiunto 40-60 Mb/s, ma non sono mancate delle prestazioni insufficienti (Polonia 5 Mb/s, Grecia 2-4 Mb/s). 

Lo stesso si può dire sostanzialmente per le connessioni a lunga distanza. Infatti se da un lato i risultati ottenuti a Singapore (30-35 Mb/s) sono soddisfacenti e sono caratteristici per la maggior parte delle altre connessioni in questa zona, dall’altro non mancano le eccezioni, come la Malesia, in cui abbiamo ottenuto 2-2,5 Mb/s. 

Nel complesso, IPVanish fornisce un livello di prestazioni superiore alla media e, se si usano le località servite meglio (USA, Regno Unito, Australia e Singapore) i risultati sono senza dubbio soddisfacenti. In alcune delle località meno comuni, però, la velocità di connessione può essere davvero insoddisfacente e, da questo punto di vista, nomi grossi del settore come ExpressVPN e NordVPN offrono maggiori garanzie. 

Netflix 1

Nei nostri test, IPVanish è stata in grado di sbloccare Netflix USA (Immagine: IPVanish)

Netflix

IPVanish può contare su una rete di server molto ampia, questo vuol dire che ci sono ampie possibilità che si possa accedere a siti bloccati per area geografica come Netflix, ad esempio.  

Per verificare la capacità di “sblocco” offerta da IPVanish, abbiamo usato uno strumento di test automatico per accedere a tre server del Regno Unito e 10 degli Stati Uniti, e abbiamo controllato se ci facessero accedere a BBC iPlayer, YouTube versione USA e Netflix versione USA.  

Nessuno dei server del Regno Unito ci ha permesso di usare iPlayer, il che è un po’ una delusione. 

Tutti i server VPN statunitensi ci hanno permesso di guardare i contenuti YouTube con restrizioni geografiche. Non si tratta di una novità, visto che tutte le altre VPN offrono questa caratteristica, ma noi controlliamo sempre, giusto per essere sicuri che non ci siano problemi di sorta.  

L’aspetto migliore è che tutti i server IPVanish usati per il nostro test ci hanno permesso di accedere a Netflix versione USA, davvero un ottimo risultato se consideriamo quanto Netflix si sforzi a bloccare le VPN. 

Errore Netflix

Nessuna VPN è in grado di garantire l'accesso a Netflix nel lungo periodo (Immagine: Netflix)

La possibilità di accedere a Netflix, comunque, è qualcosa che cambia velocemente e abbiamo visto diverse recensioni di IPVanish sui vari App store in cui gli utenti affermano che, per loro, Netflix USA risultava inaccessibile. Noi, però, possiamo solo scrivere una recensione sulla nostra esperienza d’uso effettiva e, anche in caso di problemi, abbiamo visto che la chat in tempo reale di IPVanish è stata in grado di fornirci delle località funzionanti pochi minuti dopo aver ricevuto la nostra richiesta. Nessuna VPN può garantire l’accesso a Netflix nel lungo periodo, ma sembra che IPVanish se la cavi meglio della concorrenza, da questo punto di vista. 

Torrent

IPVanish consente di usare i torrent senza limiti per quanto riguarda la quantità di dati che s può scaricare (Immagine: uTorrent) 

Torrent

IPVanish non sbandiera ai quattro venti il fatto che supporti il P2P, come del resto non fanno nemmeno le altre aziende del settore. Però, basta navigare un po’ all’interno del loro sito e si troverà una pagina dedicata al P2P in cui si afferma che il servizio offerto è “la VPN più veloce per i torrent” con “privacy garantita al 100%”. 

Non ci sono limiti relativamente all'ammontare di dati che si può scaricare, né dal punto di vista della quantità di dati scaricati né da quello della velocità di connessione.  Nessun limite è previsto nemmeno per quanto riguarda la scelta della località del server a cui agganciarsi. A differenza di quanto fatto da alcuni prodotti concorrenti, nel caso di IPVanish, il traffico P2P è consentito su tutti i server della VPN.

IPVanish offre una funzione interessante, parliamo del server proxy SOCKS5. Sostanzialmente, su questo server si ha accesso a un protocollo ulteriore che nasconde l'indirizzo IP dell'utente ma senza avere la cifratura tipica di una normale VPN, eliminando così i cali di prestazione che ne derivano. Questa funzionalità è perfettamente compatibile col traffico P2P e può rappresentare un modo semplice di nascondere la propria identità e scaricare torrent al massimo della velocità disponibile. Per maggiori informazioni in merito, è possibile leggere il sito di assistenza tecnica di IP Vanish

L’unico piccolo difetto da questo punto di vista è che IPVanish non supporta il pagamento tramite criptovalute. Però, se non è possibile associare un’azione compiuta su internet ad un account specifico, non è grosso problema questa mancanza. Nel complesso, poi, IPVanish con i torrent offre prestazioni superiori alla concorrenza

Configurazione client

IPVanish è disponibile su una vasta gamma di piattaforme (Immagine: IPVanish)

Configurazione client

IPVanish supporta direttamente una vasta serie di piattaforme e ci sono client per Windows, Mac, Android, iOS, e Fire TV. Non ci sono estensioni per il browser, ma le pagine di assistenza tecnica offrono una guida per la configurazione di Chrome e Firefox, nonché tutorial relativi a router, Chromebook, Linux e altre piattaforme.   

I link per il download delle app sono facili da trovare all’interno del sito e, aspetto molto utile, non è necessario effettuare il login ad un account IPVanish per poterle scaricare.

Non ci sono sorprese durante il processo di configurazione del client. Le applicazioni per Windows e Mac si installano come un qualsiasi programma, mentre le app per iOS e Android si scaricano dai rispettivi app store. Inoltre, per gli utenti esperti, è disponibile un download diretto dei file APK Android, un’opzione che garantisce  un maggiore controllo del processo di setup.

Se non vi interessano i client ufficiali, IPVanish offre anche dei tutorial per la configurazione manuale per Windows, Mac, Android, iOS e altre piattaforme ancora. Queste guide non sono tanto numerose e dettagliate quanto quelle che troviamo per Express VPN, ma comunque le informazioni in esse contenute sono più che soddisfacenti. Sul sito sono presenti 12 guide per Windows, per esempio, con guide separate che riguardano la configurazione di OpenVPN, PPTP, P2TP e IKeV2 per Windows 7,8, e 10.

Se usate OpenVPN o strumenti basati su OpenVPN, apprezzerete sicuramente la struttura dei nomi dei file di configurazione .OVPN. Infatti se su NordVPN questi file iniziano con il nome di un Paese, per esempio “us2356.nordvpn.com.udp.ovpn” (scomodo se si mischiano i file da vari fornitori di servizi vpn) dove non è presente il nome della regione geografica, su IPVanish, invece, il nome inizia con IPVanish e comprende anche il nome della città (“'ipvanish-US-New-York-nyc-a01.ovpn”), il che rende il file di più immediata comprensione e di più facile utilizzo.  

Client Windows

Se avete già dimestichezza con una VPN, la versione Windows di IPVanish, vi sembrerà familiare (Immagine: IPVanish) 

Client Windows

Se avete usato diversi client VPN, saprete che sono tutti molto simili. Troviamo una lista di località, un pulsante connetti/disconnetti, una pagina per le impostazioni e, solitamente, nient’altro. 

Ancora una volta, IPVanish vuole distinguersi. Le app di IPVanish sembrano più complesse di quelle della concorrenza, ma il motivo è che offrono un numero maggiore di caratteristiche e funzionalità

Da questo punto di vista, il client Windows è un ottimo esempio. La schermata inziale di connessione rapida occupa la maggior parte dello spazio con diversi avvisi che informano che non si è connessi, mentre l’elenco con i Paesi a cui è possibile connettersi è nascosto in un layout a tendina. Per visualizzarlo, è sufficiente fare un clic con il mouse. Nel menu a tendina troviamo pulsanti on/off e per la connessione e disconnessione che svolgono sostanzialmente la stessa funzione.  

Quando ci si connette, si inizia a capire la vera natura di questo client. La schermata per la selezione della località consente di scegliere un Paese, una città in particolare o un server specifico. Un pannello di stato mostra informazioni relative a protocollo, tempo di connessione, nome del server, dati caricati e scaricati. Si tratta di un livello di dettaglio che si vede raramente in altre VPN. L’applicazione mostra persino un bel grafico che riporta le velocità di upload e download in tempo reale. (Un elemento fondamentale? Probabilmente no, ma va fatto un plauso agli sviluppatori per lo sforzo compiuto). 

Elenco Paesi

Oltre alla visuale mappa è possibile visualizzare le varie località di IPVanish sotto forma di elenco dei vari Paesi (Immagine: IPVanish)

Se non vi piace questa interfaccia, basta un clic per passare a un elenco con i vari Paesi dall’aspetto più tradizionale. Con questa visuale questo client assomiglia di più a quelli che di solito troviamo nelle altre VPN, ma anche qui IPVanish ha voluto aggiungere qualcosina. Un riquadro per la ricerca consente di filtrare l’elenco tramite una parola chiave. In questo modo è possibile ricercare per Paese, tempo di caricamento o di risposta. È possibile inserire i server tra i preferiti con un solo clic e, scelta intelligente, questi server possono essere visualizzati in cima all’elenco dei Paesi anziché in una scheda separata.

Cambiare server quando si è connessi è un po’ più complicato di quanto ci aspettassimo. Se siete collegati a un server di New York e, per esempio, volete connettervi a un server londinese, quando fate doppio clic il programma chiede di confermare la scelta. La maggior parte degli altri client effettuano questa operazione in automatico, senza richiedere una conferma da parte dell’utente.

IPVanish permette anche di selezionare la località del server da una mappa e, in questo caso, tale funzionalità è implementata in maniera migliore rispetto ai concorrenti. Se si va negli USA per esempio, la mappa non mostra una miriade confusionaria di pallini per i server, ma ne mostra soltanto quattro. Se volete connettervi ad un server sulla costa est, vi basterà ingrandire quell’area e spunteranno altre località disponibili. I numeri che compariranno indicano il numero di server a cui è possibile connettersi. Per esempio, ci sono 55 server a New York, 67 a Washington e 57 a Los Angeles. Se si clicca su una località, il programma si connette automaticamente al migliore server disponibile.

Impostazioni Windows

Il Kill switch si può attivare dalle impostazioni (Immagine: IPVanish)

Anche la schermata delle impostazioni offre più di quanto ci aspettassimo. Si può cambiare protocollo e scegliere tra IKEv2, PPTP, L2TP, TCP e UDP OpenVPN. Un’altra possibilità offerta è quella di scegliere la porta OpenVPN (1194 o 443). È presente la protezione sia per i leak DNS che per quelli IPv6. È possibile indicare quale server IPVanish deve usare quando si avvia il programma, riparare il driver OpenVPN se c’è conflitto con un’altra VPN e visualizzare i log di OpenVPN all’interno dell’interfaccia per risolvere i problemi.

L’app per Windows presenta qualche problemino in termini di usabilità, ma, tutto sommato, funziona molto bene e gli utenti più abituati alle VPN ne apprezzeranno l’ampia gamma di funzionalità offerte.

Android client main

L'app Android di IPVanish assomiglia molto alle versioni per PC Desktop (Immagine: IPVanish)

App Android

App Android 

L’app Android di IPVanish all'inizio mostra una semplice schermata di connessione rapida in cui sono visualizzati l’indirizzo IP e la località dell’utente, un Paese, una città e un server a cui è possibile connettersi e un pulsante con scritto “connetti” per connettersi velocemente. Il Paese predefinito sembra siano gli Stati Uniti, il che è insolito e un po’ scomodo. La maggior parte delle app VPN permettono all’utente di scegliere da subito il server più vicino. In ogni caso, l’app è chiara e semplice da usare e, se avete già usato altre VPN, vi sentirete subito a casa.  

Se non si vuole connettersi agli Stati Uniti, è possibile scegliere il Paese a cui connettersi, la città a cui connettersi oppure scegliere un server specifico all’interno del Paese con un paio di tocchi.  

Come nel caso dell’applicazione desktop, una volta connessi l'app mostra un grafico a scorrimento che indica i valori di download e upload in tempo reale. Non siamo certi che sia una funzionalità utile e probabilmente si tratta di una caratteristica che inficia la durata della batteria se la si tiene aperta per un lungo lasso di tempo, ma comunque contribuisce a dare un po’ più di carattere alla schermata, visto che non ci troviamo di fronte alla solita visuale con l’elenco dei Paesi disponibili.

L'app dispone anche di alcune informazioni di stato davvero utili che sono presentate in maniera convincente. Queste informazioni sono il nuovo indirizzo IP dell’utente, il nome del server, la località, il tempo di connessione e così via. Il fatto che tutto funzioni come ci si aspetta non fa che rassicurare l’utente che usa questo servizio. 

Si può selezionare una nuova località a cui connettersi da una lista di Paesi davvero vasta. Stranisce un po’ che la città sia visualizzata per prima, con il Paese indicato in seconda battuta, anche se l’elenco è ordinato in base al Paese. Quindi, per capirci, vedrete “Tirana, Albania; Melbourne, Australia, Vienna, Austria” e così via. Questa scelta rende la lettura un po’ più difficile, sebbene si riesca a trovare facilmente la località desiderata. 

Fortunatamente, questo difetto si può risolvere in vari modi. Per esempio, si può ordinare l’elenco in base alla città (“Amsterdam, Paesi Bassi, Ashburn, Stati Uniti, Atene, Grecia”). Si può scegliere di mostrare soltanto i server di un Paese specifico o filtrare le località in base ai valori di ping, insomma una gamma di opzioni ben più vasta rispetto ad altre app VPN

L'app si caratterizza per una grande flessibilità, ma tutto ciò perde un po’ di forza visto che non c’è un sistema per includere i preferiti. La conseguenza è che dev’essere l’utente a individuare server specifici nell’elenco quando necessario. Questa mancanza può risultare fastidiosa nei dispositivi mobili, visto che si deve scorrere un display di dimensioni contenute per selezionare le località a cui agganciarsi.  

App Store Android

IPVanish per Android si scarica direttamente da Google Play Store (Immagine: Google) 

L'app offre più impostazioni e opzioni rispetto alla concorrenza. All’utente è offerta la possibilità di effettuare connessioni OpenVPN UDP o TCP, ottimizzando in base a velocità o affidabilità. L’offerta in termini di porte è più ampia rispetto alla versione Windows (443, 1194 e 8443). Una funzionalità di Scramble, rende più difficile per le reti individuare e bloccare le connessioni VPN. La caratteristica più interessante è quella di Split Tunneling che consente di selezionare quelle app che non si vuole usino IPVanish, un’ottima notizia se si hanno app che non funzionano in presenza di una VPN. ExpressVPN offre una funzionalità simile, ma è una caratteristica che raramente si trova nelle VPN. 

Come detto in precedenza, manca un kill switch integrato per impedire che la vera identità dell’utente trapeli in caso di caduta della connessione VPN mentre la si sta usando. Android offre la possibilità di configurare un pulsante di questo tipo (dalla versione 8 in avanti), ma non è una soluzione comoda come vorremmo. Comunque è meglio di niente, e l'app ha una funzionalità di riconnessione automatica integrata, utile per ridurre il rischio che le vere informazioni sulla propria connessione trapelino all’esterno.

Schermata principale IPVanish per iOS

IPVanish per iOS è simile alla versione Android (Immagine: IPVanish)

App iOS

L'app IPVanish per iOS presenta la stessa schermata iniziale di connessione rapida vista su Windows e Android. Le informazioni relative a indirizzo IP, località e stato della VPN possono essere visualizzate con un semplice tocco. Comunque, come nel caso della versione Android, il Paese predefinito sono sempre gli Stati Uniti, a prescindere dalla località dell’utente.

Una volta connessi, anche in questo caso troviamo un grafico che ci dà informazioni in tempo reale sul traffico internet. Ancora una volta ribadiamo che si tratta di un’aggiunta non necessaria, ma fa piacere vedere una app VPN che si concentra anche sull’aspetto estetico, non proprio una cosa frequentissima. 

Se si preferisce, l'app consente pure si selezionare le varie località da una lista testuale più semplice. Come nel caso della versione per Android, questo elenco può essere ordinato per Paese o città, ma questi campi sono mostrati in colonne separate e ciò rende più semplice la navigazione. Il carico dei server e i tempi di ping sono mostrati anch’essi, il che è utile per scegliere la località migliore a cui connettersi. 

IPVanish su iOS per iPhone e iPad

IPVanish funziona non solo su iPhone ma anche su Apple iPad  (Immagine: IPVanish)

Un altro aspetto importante, che manca nella versione Android, è la possibilità di avere dei preferiti. Il sistema funziona in maniera semplice e veloce: basta premere sulla stellina a destra di un server e questo comparirà quando si seleziona la finestra dei preferiti, in modo da evitare scocciature quando si deve selezionare o cercare un server specifico. 

La schermata delle impostazioni risulta un po’ scarna, almeno all’inizio. Come nel caso di Android, non è presente un kill-switch integrato per proteggere la propria identità e troviamo soltanto due impostazioni rilevanti per la VPN: un’opzione di connessione automatica e la possibilità di cambiare protocollo scegliendo tra IKEv2 (predefinito) e IPSEC. 

Se si apre la funzionalità di connessione automatica, però, si ha accesso a tutta una serie di opzioni e controlli. Oltre a impostare una connessione automatica, infatti, possiamo far sì che IPVanish si spenga quando ci si connette a reti cellulari sicure. Possiamo anche creare liste nere e elenchi sicuri relativamente alle reti wireless; in questo modo IPVanish saprà quali connessioni sono sicure e quali invece non lo sono. Inoltre è possibile creare una lista di domini per i quali vogliamo che si attivi la protezione di IPVanish, per esempio possiamo dire alla VPN di attivarsi ogni volta che visitiamo il sito di Netflix.  

L'app iOS di IPVanish non è perfetta, ma a differenza di parecchi concorrenti non si tratta di una semplice trasposizione della versione desktop. Questa app ha tante potenzialità e siamo davvero curiosi di vedere quali novità offrirà in futuro.

Assistenza tecnica

La pagina di assistenza tecnica di IPVanish fornisce parecchie informazioni sulla connessione dell'utente (Immagine: IPVanish)

 Assistenza 

Se la VPN non funziona come dovrebbe, la pagina di Assistenza tecnica di IPVanish (in inglese) è pensata per venire incontro all’utente e indirizzarlo verso la soluzione del problema. C’è un collegamento che rimanda alla pagina di stato del sistema, che avvisa in caso di problemi che riguardino l’intera azienda, gli articoli che forniscono informazioni sul servizio sono ben organizzati in categorie (Configurazione, risoluzione problemi, fatturazione, etc) ed è possibile creare specifiche parole chiave all’interno del centro informazioni.

Gli articoli non sono all’altezza di quelli che troviamo presso la concorrenza (ad esempio ExpressVPN), ma non sono di cattiva qualità e generalmente offrono tante informazioni. Non ci sono soltanto due o tre guide per la configurazione del servizio, ma potrete trovare diversi tutorial per Windows, Android, iOS, MacOS e Linux nonché delle indicazioni su come usare il sistema su ChromeOS e diversi router oltre a informazioni per l’utilizzo con Roku, Chromecast e Kodi. 

Meno convincenti, invece, sono alcune guide per la risoluzione dei problemi. Per esempio, l’articolo per la risoluzione di problemi di bassa velocità fornisce solo indicazioni di base non esaustive e i consigli forniti non sono sempre chiari (non è chiaro cosa voglia dire “provare tutti i tipi di VPN disponibili”, per esempio). Da questo punto di vista la pagina di ExpressVPN è senz’altro preferibile, visto che offre molti più dettagli, guide passo dopo passo e link ad articoli correlati.  

Se non si trovano le risposte ai propri problemi tra gli articoli , è disponibile un servizio di chat in tempo reale sul sito. Abbiamo posto due domande, a distanza di dodici ore l’una dall’altra e in entrambi i casi la finestra della chat ci ha informato che eravamo i primi in lista d’attesa e ha ci ha risposto un operatore che ci ha fornito risposte precise e utili in soli due minuti. Si tratta di un servizio di ottimo livello, davvero efficiente e un grande passo avanti rispetto al classico “invia un’email e aspetta” che si trova in altri servizi di assistenza.  

Se si preferisce inviare un’email direttamente al team di assistenza tecnica è possibile farlo, in ogni caso. I tempi di risposta sono nella media, in questo caso. Abbiamo aspettato 12 ore, ma le risposte fornite sono state davvero esaustive, complete di tutto il necessario per permetterci di risolvere i problemi dopo un paio di messaggi.

 Verdetto finale 

IPVanish è veloce, le app sono altamente configurabili e il supporto fornito dalla chat in tempo reale è eccellente, in modo da garantire un'esperienza d'uso fluida. Non mancano alcuni problemi, per esempio a livello di usabilità, oltre ad altri piccoli difetti che non consentono a questa VPN di essere la migliore sulla piazza.