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Recensione CyberGhost VPN

CyberGhost VPN è potente e con ottime credenziali

CyberGhost VPN
(Image: © CyberGhost)

Verdetto

CyberGhost è un servizio VPN efficiente con un ottimo client Windows, ricco di funzionalità ma comunque facile da usare. C'è qualche problema, come il sito di supporto da rivedere e il protocollo OpenVPN un po' lento, tuttavia CyberGhost si difende più che bene in tutti gli aspetti principali, con ottime prestazioni in WireGuard, risultati eccellenti nello sblocco delle piattaforme di streaming e un'assistenza via chat in tempo reale veloce e risolutiva.

Pros

  • +

    Velocità eccellenti con WireGuard

  • +

    Sblocca Netflix USA, BBC iPlayer, Amazon Prime e Disney+

  • +

    L’assistenza via chat è molto rapida

Cons

  • -

    Niente audit di sicurezza

  • -

    Velocità in OpenVPN sotto la media

  • -

    Sito di supporto da rivedere

  • -

    L'app Windows non invia notifica quando è disconnessa

CyberGhost VPN (opens in new tab) è un grosso servizio operante nel settore della privacy che fornisce servizi VPN completi ad oltre dieci milioni di utenti.

CyberGhost VPN può contare su oltre 7.100+ server in tutto il mondo in 110+ destinazioni di 91 Paesi. Molti server (anche se non tutti) permettono di far funzionare i torrent e il provider ha sviluppato client per Windows, Mac, iOS, Android e altre piattaforme.

Oltre alle caratteristiche tipiche delle VPN, CyberGhost VPN offre tanti altri servizi aggiuntivi come il blocco di siti dannosi, di pubblicità e di tracker. Il reindirizzamento automatico verso HTTPS garantisce la connessione alla versione più sicura di un sito, mentre la possibilità di comprimere i dati può ridurre il consumo di dati, un’opzione utile per il traffico internet degli smartphone.

Con CyberGhost VPN è possibile connettere fino a 7 dispositivi contemporaneamente. Si tratta di un numero superiore alla maggior parte della concorrenza (la media è di cinque) ma bisogna tener conto che i dispositivi devono essere autorizzati. 

Se collegate, dunque, uno smartphone, una console o una smart TV anche una sola volta, avrete occupato uno dei posti disponibili. Se si esauriscono le autorizzazioni a disposizione è necessario disconnettersi da un dispositivo associato, ma troviamo questa soluzione non proprio ideale.

Per quanto riguarda il supporto è disponibile un centro assistenza, mentre chat e mail possono aiutarvi a risolvere le questioni più spinose.

Fra cli extra, ci sono gli IP dedicati. Pagando circa 5 euro in più al mese, sarà possibile ottenere un indirizzo IP unico da usare ogni volta che accedete al servizio.

Gli IP dedicati consentono di accedere alle reti con restrizioni all'accesso tramite indirizzo IP, utile se dovete utilizzare dei sistemi aziendali mentre siete collegati alla VPN. Inoltre, si riducono le possibilità di essere bloccati dalle piattaforme di streaming, dato che non saranno interessati dai feedback negativi assegnati a causa di usi impropri da parte di altri utenti.

Il rovescio della medaglia? Gli indirizzi IP dedicati consentono ad altri siti di riconoscevi, dato che utilizzerete sempre lo stesso IP a ogni visita. Per fortuna, CyberGhost consente di passare dagli indirizzi IP dinamici a quelli dedicati e viceversa ogni volta che occorre, in modo da utilizzarli in base al contesto.

Fra le nuove funzioni di CyberGhost rispetto all'ultimo aggiornamento, citiamo il blocco delle inserzioni per le app Android e Android TV. La possibilità di disattivare il kill switch dell'app e utilizzare server DNS alternativi offre un maggior controllo sul servizio, inoltre l'interfaccia è stata migliorata a livello globale.

CyberGhost VPN - Prezzi e abbonamenti

CyberGhost VPN offre abbonamenti mensili e annuali (Immagine: CyberGhost)

Prezzi e abbonamenti

L’abbonamento mensile (opens in new tab) a CyberGhost VPN costa €11,99 con un prezzo che si colloca al punto più alto della fascia alta di mercato che in media si aggira tra i €10 e i €13.

Il prezzo scende di parecchio se si aumenta la durata dell’abbonamento, visto che per esempio un piano annuale (opens in new tab) ha un costo mensile di €3,75.

L’abbonamento biennale (opens in new tab) adesso costa €2,95 al mese con un prezzo leggermente più conveniente rispetto alla media. Infine, l'abbonamento triennale (opens in new tab) offre 3 mesi extra e costa €1,99 al mese. 

Qualsiasi tipo di abbonamento si scelga, è possibile pagare tramite Bitcoin, PayPal e carta di credito.

CyberGhost VPN - Pagamenti anche in Bitcoin

CyberGhost VPN accetta molte modalità di pagamento, compresi i Bitcoin (Immagine: CyberGhost) (Image credit: CyberGhost)

Sono disponibili delle prove gratuite, ma le condizioni sono più complesse rispetto al solito.

Se si scarica la versione per Windows e si crea un account, ad esempio, si hanno solo 24 ore a disposizione per provare il servizio. Non solo si tratta di un periodo troppo breve ma non si ha nemmeno accesso a tutte le funzionalità della VPN dato che, ad esempio, non si possono usare alcune funzionalità orientate allo streaming. 

Sempre durante la prova di 24 ore, inoltre, ogni volta che provate a connettervi appare un messaggio che avvisa del fatto che tutti gli slot liberi sono occupati e bisogna aspettare un minuto o due. Inoltre la versione gratuita supporta un singolo dispositivo.

Se invece si attiva la prova tramite l’app iOS la durata è di sette giorni. Se però create l’account tramite Windows e poi effettuate il login dell'app iOS usando lo stesso account, il tempo a disposizione è di nuovo di 24 ore.  

Se installate l’app di Android, invece, non è necessario creare o effettuare l’accesso a un account CyberGhost, quindi avrete sette giorni di prova in ogni caso.

Avete le idee un po’ confuse? Non vi preoccupate, non siete i soli. Probabilmente, la scelta migliore è effettuare la prova tramite l’app Android, se possibile, in modo da farsi una chiara idea delle prestazioni offerte da CyberGhost e vedere se è possibile accedere a Netflix nei territori che vi interessano e altri siti sottoposti a restrizioni. Se da questa prova avrete impressioni positive, aspettate di avere un giorno libero per provare in maniera intensiva la versione desktop.

Noi, personalmente, avremmo preferito qualcosa di più semplice: sarebbe stato così difficile offrire una prova gratuita di sette giorni a tutti, a prescindere dalla piattaforma utilizzata? 

Perlomeno, va riconosciuto a CyberGhost il fatto che offre una prova gratuita prima dell’acquisto. Se dopo aver effettuato l’abbonamento non vi riterrete soddisfatti, non preoccupatevi: l’azienda adesso prevede una garanzia di rimborso di 45 giorni, una delle più generose sul mercato.

CyberGhost VPN - Privacy

CyberGhost VPN tutela la privacy degli utenti con sistemi di cifratura usati in ambito militare (Immagine: CyberGhost)

No-log e privacy

Come altre VPN, il sito di CyberGhost non si tira indietro quando si tratta di decantare in home page la propria «rigida politica che non prevede alcun log dei dati».

A differenza di alcune VPN, dobbiamo dire che la policy sulla privacy (opens in new tab) di CyberGhost VPN conferma quanto affermato nella home page del sito. Più in particolare si legge: «Quando si utilizza CyberGhost VPN, non abbiamo la minima idea dei dati relativi al traffico come la cronologia di navigazione, la destinazione del traffico, il contenuto e le preferenze di ricerca. Questo significa che i dati non vengono monitorati, registrati o archiviati».

«Oltre a questo, quando si usa CyberGhost VPN, non conserveremo i log di connessione e questo significa che non ci sarà alcun registro riconducibile all’indirizzo IP, alcun timestamp delle connessioni o della durata della sessione».

Per i clienti non proprio esperti di dettagli tecnici, il documento sulla policy preferisce essere il più chiaro possibile.

«Noi non sappiamo mai chi ha effettuato l’accesso a un particolare sito o servizio, né sappiamo quando è stato effettuato l’accesso».

«Noi non sappiamo mai chi si connette al servizio CyberGhost VPN in un dato momento, né sappiamo qual è l’IP del server che è stato utilizzato». 

«Noi non sappiamo quale sia l’insieme degli indirizzi IP originali del computer dell’utente».

Per chi volesse saperne di più, è disponibile un documento (opens in new tab) con qualche dettaglio in più.

Il provider rafforza queste dichiarazioni con report sulla trasparenza (opens in new tab) dove elenca tutte le richieste che riceve in termini di DMCA e da parte delle forze di polizia, e quanti dati vengono effettivamente consegnati (spoiler: nessuno).

Per quanto si tratti di una scelta molto chiara, la realtà è che alla fine si tratta di dichiarazioni su un sito internet e gli utenti non hanno modo di sapere come il servizio realmente funzioni.  Alcuni provider VPN (NordVPN, VyprVPN) stanno risolvendo la questione grazie a test condotti da soggetti terzi in maniera indipendente e speriamo CyberGhost e il resto dell’industria si adeguino.

In ogni caso noi stessi abbiamo potuto effettuare dei blandi controlli sulla privacy usando siti come IPLeak.net e DNS Leak Test per valutare il possibile livello di rischio.

Nessuno dei test ha rivelato dei reali rischi ed è stato risolto anche un problema che avevamo riscontrato con un DNS locale assegnato a un indirizzo IP americano mentre eravamo collegati a un server statunitense. Adesso collegandoci con qualsiasi località ci viene assegnato un DNS IP di quella area geografica, come ci saremmo aspettati.

SpeedTest.net

TechRadar Pro usa OpenSpeedTest per valutare le prestazioni di ogni VPN recensita (Immagine: OpenSpeedTest) (Image credit: Ookla)

Prestazioni

Abbiamo testato le velocità di CyberGhost da destinazioni in USA e Regno Unito, con connessioni da 1 Gbps, tramite vari servizi, come il sito web e l'app a riga di comando di SpeeTest, nPerf.com, SpeedOf.me e altri. Abbiamo verificato le velocità di download almeno cinque volte per sito, e ripetuto il processo con altri protocolli, prima di ripetere il tutto in una sessione serale.

I download in OpenVPN nel Regno Unito erano abbastanza standard, con una velocità di 170-210 Mbps. Sebbene i valori siano più che adeguati alla maggior parte dei casi, non sono le velocità più alte sul mercato: ExpressVPN e HideMyAss hanno superato facilmente i 300 Mbps nei test, per fare un esempio, mentre ProtonVPN ha raggiunto i 400-460 Mbps.

Le cose sono cambiate attivando WireGuard: i server UK di CyberGhost hanno raggiunto i 760-770 Mbps. Solo pochi altri provider hanno fatto altrettanto bene, come Hide.me, IPVanish, Mozilla, NordVPN.

Spesso notiamo grosse differenze nei risultati in USA e Regno Unito, d'altronde è normale dato che si parla di serve e destinazioni diverse.

Tuttavia, siamo rimasti sorpresi dai risultati in USA, molto simili a quanto visto in UK: 110-160 Mbps e OpenVPN e 760-860 Mbps per WireGuard.

CyberGhost VPN - Netflix

CyberGhost VPN è stato in grado di sbloccare Netflix nel corso dei nostri test (Immagine: CyberGhost) (Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

Netflix

Sbloccare Netflix e siti del genere può essere una sfida anche con le migliori VPN. Il motivo risiede nel fatto che la maggior parte dei provider non rivela quali server permettono lo sblocco e quali no. Quindi sta all’utente dover provare ogni singolo server del paese a cui vuole connettersi, finché non trova quello giusto.

Le app di CyberGhost, però, cercano di rendere la vita un po’ più semplice agli utenti, visto che evidenziano le località che supportano i servizi di cui si vuole usufruire. Ad esempio, quando si attiva il filtro per lo streaming nell’app per Windows, vengono evidenziate località consigliate per Netflix, BBC iPlayer, Hulu, Amazon Prime, Disney Plus, HBO Max e altri.

Accedere alla versione americana di Amazon Prime può essere complicato ma CyberGhost ci è riuscito e siamo riusciti a vedere contenuti americani senza alcun tipo di problema.

Gli stessi risultati positivi sono stati registrati con Amazon Prime e Disney Plus. E per la prima volta, abbiamo avuto accesso anche a BBC iPlayer con tutte le destinazioni messe alla prova.

CyberGhost VPN - Torrent

CyberGhost VPN nasconde l'IP dell'utente per offrire una protezione mentre si usano i torrent  (Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

Torrent

CyberGhost non supporta il P2P su tutte le destinazioni, come spiegato sul sito web: "Abbiamo dovuto bloccare i protocolli P2P su determinati server, per motivi strategici (traffico che rallenta in modo superfluo il traffico di altri utenti) o legali nei Paesi in cui siamo stati costretti dai provider a bloccare il traffico dai torrent, come USA, Russia, Singapore, Australia e Hong Kong".

Per fortuna, le app CyberGhost includono anche una lista di server per i torrent che non è affatto esigua: la nostra app Windows ha elencato 54 Paesi in cui è possibile usarli, un dato che supera quanto offerto dalla maggior parte della concorrenza.

Abbiamo verificato la lista connettendoci a tre diverse destinazioni e abbiamo scaricato correttamente un torrent in ogni caso, senza alcun problema.

Fra gli altri extra utili, le impostazioni dell'app Windows consentono di scegliere automaticamente la connessione CyberGhost preferita ogni volta che si avvia il client torrent.

Recuperare file torrent da siti poco affidabili a volte può esporre gli utenti a minacce online, in questo caso il filtro degli URL pericolosi del provider costituisce un'altra aggiunta gradita, che potrà risparmiarvi diversi grattacapi.

CyberGhost VPN Configurazione client

CyberGhost VPN è disponibile sia per deskop che in versione mobile (Immagine: CyberGhost)

Configurazione client  

CyberGhost VPN fa del suo meglio per semplificare il più possibile il processo di configurazione e dobbiamo dire che questo sforzo dà i suoi frutti.

Un clic sul pulsante della versione di prova presente sul sito ci ha permesso di scaricare velocemente l’installer per Windows. Abbiamo accettato i termini e le condizioni, inserito il nostro indirizzo email e la password e, dopo aver cliccato sul solito link di conferma dell’indirizzo email, abbiamo ricevuto un’email di follow-up. Fine della configurazione, senza che ci venisse richiesto un pagamento o altri dettagli.

Per le app mobili, la procedura è più o meno la stessa. Sul sito di CyberGhost è presente un link a ogni app store da cui poi è possibile scaricare e installare la VPN. 

Se avete bisogno dei file di configurazione di OpenVPN per impostare un router o un altro dispositivo, però, le cose si fanno molto più complicate. Altre VPN, in genere, forniscono una serie di file .OVPN standard da scaricare, ma CyberGhost chiede all’utente di effettuare l’accesso con il proprio account, aggiungere un profilo per il dispositivo, selezionare le funzionalità che si desiderano (blocco della pubblicità, compressione dei dati, protezione malware, e altro ancora), scegliere il protocollo TCP o UDP di OpenVPN, scegliere il Paese a cui si desidera connettersi, annotare il nome di un server, un nome utente personalizzato e la password, e poi scaricare i file .OVPN, i certificati e i file essenziali in formato .zip.

Se si ha intenzione di configurare diverse località, è inoltre necessario rinominare ogni file .OVPN in maniera appropriata.

Questo approccio ha alcuni vantaggi: è sicuro e fornisce parecchio controllo sul funzionamento di ogni connessione, ma se speravate di scaricare 50 file di configurazione per OpenVPN in formato standard resterete delusi. Come vi abbiamo spiegato, il lavoro di configurazione richiesto non è cosa da poco.

CyberGhost VPN - Server

La versione Windows di CyberGhost VPN è molto simile a quella per dispositivi mobili (Immagine: CyberGhost)  (Image credit: CyberGhost)

Client Windows 

 La versione per Windows di CyberGhost VPN si caratterizza per un layout piuttosto comune: ci sono una schermata con informazioni sullo stato della connessione, un elenco di località e un pulsante per connettersi.

Non lasciatevi ingannare, però, dato che ci sono molte funzionalità in un pannello nascosto sulla destra. Una lista delle località permette di visualizzare i vari server insieme alla distanza e al numero di connessioni attuali. Ci sono anche dei filtri che permettono di visualizzare i server ottimizzati per lo streaming e i torrent e un sistema di preferiti che permette di costruire con facilità una propria lista personalizzata.

Cliccando con il pulsante destro sull’icona presente sulla system tray troviamo l’elenco di tutti i server disponibili con dei sottomenu per i torrent, lo streaming e i preferiti. Da qui è possibile scegliere, cambiare e chiudere una connessione senza nemmeno dover aprire l’interfaccia principale dell’applicazione.

Tra le opzioni c’è innanzitutto una scheda con varie funzionalità di connessione dove potete attivare caratteristiche riguardanti la privacy come il blocco delle pubblicità, di tracker e siti nocivi. CyberGhost può automaticamente reindirizzare le connessioni HTTP a quelle HTTPS for sicurezza extra e un'opzione bonus sulla compressione dei dati permette di diminuire le dimensioni di immagini e “altri elementi” per ridurre il traffico e aumentare le prestazioni.

CyberGhost VPN - Impostazioni

La finestra "Smart Rules" fornisce parecchio controllo sul funzionamento dell'applicazione per Windows (Immagine: CyberGhost) (Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

Anche se questo può sembrare impressionante, questi extra non sono poi così rivoluzionari.

Quando abbiamo attivato l'adblock e siamo entrati un sito pieno di pubblicità, ad esempio, il nostro browser ha ricevuto ben 671 richieste, ha scaricato 5 MB di contenuto e ci sono voluti 43 secondi per il caricamento completo.

Quando abbiamo disattivato l'adblock di CyberGhost e siamo passati a uBlock Origin, sulla stessa pagina sono state registrate 156 richieste, trasferiti 469 KB di dati e i tempi di caricamento si sono attestati intorno ai tre secondi.

Impostazioni di CyberGhost VPN

CyberGhost VPN vi consente di scegliere quale protocollo usare tramite la schermata delle impostazioni (Immagine: CyberGhost) (Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

Un’altra finestra chiamata Smart Rules fornisce all’utente un ampio controllo sul funzionamento del client. La maggior parte delle VPN permette all’utente di avviare il programma della VPN all’avvio di Windows, ma CyberGhost VPN consente anche di connettersi al server preferito e avviare in automatico un’app specifica, per esempio il browser predefinito in modalità in incognito. 

Troviamo ancora più flessibilità nel pannello della protezione del Wi-Fi, in cui è possibile decidere esattamente cosa avviene quando ci si connette a nuove reti. Possiamo per esempio dire al client di connettersi automaticamente alla VPN se la rete non è sicura, non connettersi mai alla VPN se la connessione è criptata, o fare eseguire al client determinate azioni per reti specifiche (proteggere sempre la connessione a casa, non proteggere mai la connessione al lavoro) o semplicemente dire al client di chiedere all’utente cosa fare.

Le sorprese continuano a mano a mano che si usa il client. La funzionalità App Protection, per esempio, permette di connettersi a una località specifica quando si avvia una determinata applicazione. Non ci sarà bisogno di attivare la VPN prima di utilizzare il client torrent, CyberGhost può farlo in automatico.

C’è un’altra caratteristica interessante nella sezione delle eccezioni. Infatti è possibile creare un elenco di siti per i quali la VPN non si attiverà. Se un sito di streaming è accessibile solo in Italia, ad esempio, basterà aggiungerlo tra le eccezioni di CyberGhost e non si verrà mai bloccati, non importa a quale località si è agganciati in quel momento.

Nella schermata delle impostazioni è possibile scegliere il proprio protocollo preferito (OpenVPN, IKEv2, L2TP), utilizzare delle porte casuali per connettersi (questa opzione potrebbe servire per aggirare alcuni sistemi di blocco delle VPN), abilitare o disabilitare il kill switch, le connessioni IPV6 e la protezione contro i leak DNS. 

Il client, nel complesso, ha un aspetto familiare ed è semplice da usare, pur offrendo molte più funzionalità rispetto alla concorrenza.

App iOS

Ecco l'interfaccia della app iOS di CyberGhost VPN (Immagine: CyberGhost) (Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

App per dispositivi mobili

La versione di CyberGhost VPN per iOS è più semplice di quella desktop, con molte meno funzionalità e un’interfaccia per certi versi essenziale.

L’app iOS, all’avvio, mostra qualcosa in più rispetto a un semplice pulsante per connettersi e disconnettersi. Come impostazione predefinita, si connette al server più vicino, ma è possibile anche sfogliare un elenco di località disponibili. Se si preme su una località compaiono molte informazioni, tra cui il numero di utenti connessi. Inoltre si possono salvare delle località specifiche, per includerle nella propria lista dei preferiti.

Le impostazioni sono minime (non è possibile nemmeno scegliere il protocollo) ma l’app svolge un buon lavoro nell’aiutare l’utente a definire come la app stessa debba comportarsi in caso di reti specifiche.

Quando l’abbiamo lanciata per la prima volta, per esempio, l’app ha mostrato sullo schermo il nome della rete Wi-Fi più vicina. Si tratta di una scelta inusuale ma è comunque una buona idea dato che aiuta a vedere quale rete si sta usando per connettersi. 

Se toccare il pulsante con il nome, potete specificare se in futuro CyberGhost VPN dovrà connettersi automaticamente o chiedervi di decidere ogni volta. L’app può anche salvare le azioni appropriate per tutte le reti che usate regolarmente, così l’app sa come comportarsi esattamente a casa, lavoro o in biblioteca.

CyberGhost VPN - App Android

La app di Android di CyberGhost VPN offre alcune caratteristiche non presenti nella versione per iOS (Immagine: CyberGhost)  (Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

L’app Android non mostra purtroppo la connessione wireless attiva ma la lista di funzionalità è piuttosto lunga includendo anche molte caratteristiche del client desktop.

C’è una lista dei preferiti che permette di aggiungere i server ai quali ci si connette più frequentemente, ad esempio, il che è particolarmente utile su smartphone dov’è meno facile avere a che fare con liste troppo lunghe.

Anche se manca la possibilità di scegliere il protocollo (funziona solo con OpenVPN), dalla versione desktop è presente l’opzione di usare una porta scelta casualmente quando ci si connette alla VPN, un trucco abbastanza semplice può aiutare ad aggirare i blocchi della VPN.

Lo split tunneling è la funzionalità che eccelle tra le altre, permettendo di decidere quali app devono funzionare sulla VPN e quale no, in un paio di clic.

L’app include molti extra dedicati alla connessione presenti sul client desktop: il blocco della pubblicità e dei tracker, la compressione dei dati e il filtro dell’URL per evitare i siti pericolosi.

Nel complesso le app mobile di CyberGhost VPN funzionano piuttosto bene ma hanno un minor numero di funzionalità principali che è possibile trovare in altri provider (kill switch, protocolli e impostazioni degli stessi) e dunque c’è molto spazio per dei miglioramenti.

CyberGhost VPN - IP dedicato

(Image credit: CyberGhost)

Sistema di IP dedicati

CyberGhost offre anche IP dedicati con un'aggiunta di poco meno di €5 al mese. In questo modo, otterrete un indirizzo IP unico a vostro uso esclusivo, riducendo le probabilità di essere bloccati dai siti per i comportamenti discutibili di altri utenti, consentendovi inoltre di accedere a reti aziendali con restrizioni IP mentre usate la VPN.

Iscrivendovi, potrete scegliere la vostra località preferita da un elenco ristretto: Montreal, Francoforte, Parigi, Londra, Manchester, Chicago e New York.

Abbiamo scelto New York e il sito web ci ha fornito un token, ovvero una lunga stringa di testo "DIP26mZCWKAQP3oKceFu8YLRaqlW6LrR" che rappresentava il nostro IP. Incollandola nell'app per Windows, abbiamo ottenuto il nostro IP dedicato tramite lo strumento di selezione della località.

Sebbene possa sembrare complicato, questo servizio ha uno scopo ben preciso: CyberGhost non associa l'IP al nostro account, in questo modo garantisce l'anonimato come un normale indirizzo IP di VPN. L'azienda non ha modo di risalire a un determinato account in base alle azioni compiute sul web.

Naturalmente, ci sono dei risvolti negativi: in particolare, se perdete il vostro token IP non c'è modo di recuperarlo, dato che CyberGhost non ne tiene traccia. Ma ciò non deve sorprendere e l'azienda fa il possibile per fornire assistenza, ad esempio generando e scaricando automaticamente un file di testo contenente il token una volta assegnato.

Dopo che il nuovo indirizzo viene attivato, apparirà immediatamente nella sezione degli IP dedicati dello strumento di selezione delle località di CyberGhost. Potete selezionarlo quando vi serve o sfogliare il solito elenco di posizioni durante la selezione dell'IP dinamico.

Abbiamo svolto tutte queste operazioni nel modo semplice che era stato promesso dall'azienda. Il nostro nuovo IP è stato assegnato rapidamente, corrispondeva a New York, come richiesto. E infatti Cyren, BrightCloud, Talos e altri sistemi di verifica dell'IP hanno dato esito positivo, escludendo possibili blacklist.

Il sistema di IP dedicati di CyberGhost è un'utilissima novità e a un prezzo più che ragionevole. Il piano dedicato di PureVPN è meno costoso (meno di €4 al mese), ma i prezzi complessivi superano €8 al mese con piano annuale, quindi nel complesso CyberGhost è più conveniente.

CyberGhost VPN - Assistenza tecnica

Il "Centro informazioni" di CyberGhost VPN lascia molto a desiderare, ma è possibile contattare un operatore tramite chat o email (in lingua inglese) (Immagine: CyberGhost)

Assistenza tecnica

Se si va nella sezione di assistenza tecnica del sito di CyberGhost (opens in new tab) (in inglese, a differenza del resto del sito), si resta colpiti dall’impressionante quantità di articoli.  Sono disponibili guide per Windows, iOS, Mac, Android, Linux, Kodi, console e router, oltre a articoli per la risoluzione dei problemi e diverse FAQ.

Ad uno sguardo più attento, abbiamo notato diversi problemi. Innanzitutto non ci ha convinto l’organizzazione dei contenuti. Ci saremmo aspettati, per esempio, di trovare tutta una sezione apposita per i problemi di installazione, invece gli articoli che coprono questo tema sono sparsi e mischiati. C’è la possibilità di cercare tra gli articoli tramite delle parole chiave, ma non è una soluzione molto utile, visto che i risultati non sono organizzati in base alla rilevanza.

Anche il contenuto degli articoli non è di grande qualità. Abbiamo visitato la sezione “risoluzione dei problemi di connessione e velocità” e abbiamo notato che non c’era nessuna guida con consigli generici su come migliorare la velocità (connettersi da una rete diversa, connettersi da una località diversa, provare un protocollo diverso, riavviare il dispositivo, etc). 

Invece abbiamo trovato dei contenuti inutili come questo: "Se usate un modulo UMTS per connettervi a internet, solitamente installate anche il software del modulo UMTS. Questi programmi potrebbero causare dei problemi quando si usa CyberGhost VPN, anche quando si smette di utilizzare il modulo UMTS”. 

Non si tratta di un estratto, non lo abbiamo modificato o altro, è proprio l’intero articolo (opens in new tab). Altri utenti sembrano essere d'accordo con noi tanto che l'articolo segna un impietoso zero su nove nel numero di utenti che hanno trovato utile il contenuto. Cyberghost però non sembra averlo notato o non è interessato.

Le guide non aggiornate sono state un altro problema che abbiamo riscontrato. Un tutorial di Windows affermava che CyberGhost fornisce una prova di sette giorni, quando in realtà adesso la prova è di sole 24 ore.

Anche i consigli forniti ci hanno fatto sorgere qualche dubbio. Il primo articolo nella sezione dedicata alla risoluzione dei problemi, per esempio, suggeriva che un’installazione pulita di CyberGhost permette di risolvere la maggior parte dei problemi. Rivolgiamo ora una domanda a chi usa le VPN da tempo: quante volte i problemi che avete avuto usando le VPN sono stati causati da problemi di installazione del client?

Ma non è finita qui. Il primo consiglio pratico fornito per la domanda “Cosa fare se sembra che CyberGhost stia rallentando la connessione ad internet (opens in new tab)" è stato quello di cambiare MTU passando da 1500 a 1300, un suggerimento un po’ troppo drastico per essere la prima cosa da fare.

Alcuni degli articoli, poi, sono scritti in un inglese non proprio convincente, il che fa pensare che si tratti di cattive traduzioni. Certo, si riesce comunque a capire con un po’ di sforzo, ma il messaggio perde in termini di precisione e chiarezza.

Si può anche parlare a una persona in carne ed ossa, per fortuna, tramite email e una chat in tempo reale (in inglese). Però bisogna dire che, purtroppo, CyberGhost non ha reso questa opzione ben visibile, anzi. Per trovarla, bisogna cliccare sul pulsante “Help” in basso a destra, effettuare una ricerca all’interno dei vari contenuti disponibili e poi compare il pulsante per la chat. Dopo aver cliccato, sono bastati due minuti di attesa per parlare con un operatore. La domanda posta era un po’ tecnica e riguardava la creazione dei file di configurazione di OpenVPN, ma l’operatore ha capito immediatamente di cosa avessimo bisogno e ha spiegato cosa dovessimo fare in maniera chiara. 

Insomma, la sezione di assistenza tecnica di CyberGhost non sarà proprio l’ideale, ma non è neanche così drammatica. Per fortuna, in caso di problemi, c’è una buona probabilità che, tramite la chat in tempo reale, l’operatore riesca subito a indicarvi la soluzione.

Verdetto finale

CyberGhost ha qualche problema: ci piacerebbe che il protocollo OpenVPN fosse più veloce e serve davvero un audit di sicurezza. Ma nel complesso, offre quanto ci si aspetta da una VPN, con connessioni WireGuard veloci, lo sblocco di un gran numero di servizi geolocalizzati e diverse funzioni, nonché un'assistenza via chat davvero utile. Vale la pena provarlo, senza dubbio alcuno.

Mike Williams
Mike Williams

Mike is a lead security reviewer at Future, where he stress-tests VPNs, antivirus and more to find out which services are sure to keep you safe, and which are best avoided. Mike began his career as a lead software developer in the engineering world, where his creations were used by big-name companies from Rolls Royce to British Nuclear Fuels and British Aerospace. The early PC viruses caught Mike's attention, and he developed an interest in analyzing malware, and learning the low-level technical details of how Windows and network security work under the hood.