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Recensione CyberGhost VPN

Una VPN potente e completa di una nota azienda attiva nel settore della privacy.

CyberGhost VPN
Immagine: CyberGhost
(Image: © Image Credit: Cyber Ghost)

Il nostro verdetto

CyberGhost è un servizio VPN di ottimo livello, pieno di funzionalità, semplice da usare e con un client Windows davvero molto potente. Le versioni per dispositivi mobili sono meno profonde, ma sono comunque apprezzabili. Gli altri aspetti positivi sono lo sblocco di Netflix, abbonamenti triennali a un prezzo davvero invitante e una chat per l’assistenza tecnica molto utile.

Pro

  • Versione Windows molto potente
  • Abbonamenti pluriennali convenienti
  • Sblocca sia Netflix che iPlayer
  • Supporto via chat rapido

Contro

  • Prova di sole 24 ore per la versione desktop
  • Il sito per l’assistenza tecnica non è privo di difetti
  • Su alcuni server, si registrano velocità sotto la media
  • Configurazione manuale per OpenVPN decisamente da rivedere

CyberGhost  è un colosso rumeno-tedesco attivo nel settore della privacy che fornisce servizi VPN completi a più di 10 milioni di utenti.  

CyberGhost VPN può contare su più di 3700 server sparsi in più di 55 Paesi. I torrent sono consentiti su molti di questi server, non su tutti, e l’azienda ha sviluppato client per Windows, Mac, iOS, Android e altre piattaforme.  

Oltre alle normali caratteristiche di un servizio di VPN, CyberGhost VPN si caratterizza per tanti servizi aggiuntivi. Per esempio, può bloccare siti dannosi, la pubblicità e i tracker. Il reindirizzamento automatico verso HTTPS garantisce che l’utente si connetta alla versione più sicura disponibile di un sito, mentre la possibilità di comprimere i dati è un aspetto che può risultare utile per ridurre l’ampiezza di banda a tutto vantaggio del consumo di dati quando si naviga con i dispositivi mobili.

A volte queste funzionalità aggiuntive possono causare dei problemi nella navigazione, ma fortunatamente l’utente può scegliere se e quali di queste funzionalità utilizzare.

Con CyberGhost è possibile connettere contemporaneamente fino a 7 dispositivi. Si tratta di un numero superiore alla maggior parte dei concorrenti (per esempio, ExpressVPN ne offre tre, mentre solitamente la media è di cinque dispositivi). Comunque, va tenuto a mente che si possono collegare dispositivi ben specifici. Nel senso che se collegate uno smartphone, una console o una smart TV anche una sola volta, avrete occupato uno dei posti disponibili. Se si esauriscono i posti a disposizione è possibile disconnettersi singolarmente da ogni dispositivo associato, ma troviamo questa soluzione non proprio ideale.  

In ogni caso, sulla pagina di assistenza tecnica del sito è disponibile un “centro informazioni” per fornire il supporto necessario qualora aveste difficoltà nell’utilizzo del servizio. 

Prezzi e abbonamenti

Cyber Ghost offre abbonamenti mensili e annuali (Immagine: CyberGhost)

Prezzi e abbonamenti

L’abbonamento mensile a CyberGhost VPN costa 11,99 euro al mese, un prezzo da prodotto di fascia alta del mercato (per fare un raffronto ExpressVPN chiede 12,95 dollari, NordVPN 11,95 dollari Private Internet Access invece si ferma a 9.99 dollari).

Il prezzo scende di parecchio se si aumenta la durata dell’abbonamento, visto che per esempio un abbonamento annuale ha un costo mensile di 5,29 euro, che diventano 3,29 nel caso di un abbonamento biennale e solo 2,45 euro se si sceglie l’opzione triennale. Questa strategia ha avuto conseguenze anche sulla concorrenza, visto che adesso Private Internet Access costa 3,49 dollari per due anni.

Alcuni piani tariffari potrebbero includere dei servizi aggiuntivi come bonus. Per esempio, nel corso della nostra recensione, gli abbonamenti di durata pari o superiore a un anno, comprendevano una licenza, usabile una volta sola, per il software di pulizia del computer Reimage. Questa promozione, però, è risultata visibile soltanto quando avevamo già scelto sia l’abbonamento annuale che il metodo di pagamento, per cui assicuratevi di controllare bene tutte le varie promozioni disponibili prima di procedere all’acquisto.

Modalità di pagamento

Cyber Ghost accetta molte modalità di pagamento, compresi i Bitcoin (Immagine: CyberGhost)

Per qualsiasi tipo di abbonamento, è possibile pagare tramite Bitcoin, PayPal e carta di credito.

Sono disponibili delle prove gratuite, ma le condizioni sono più difficili da comprendere rispetto al solito. 

Ad esempio, se si scarica la versione per Windows e si crea un account, si hanno solo 24 ore a disposizione per provare il servizio. Se invece si attiva la prova tramite l’app iOS il tempo a disposizione è di sette giorni. Ma se create l’account tramite Windows e poi effettuate il login sull’app iOS usando lo stesso account, il tempo a disposizione per la prova è di nuovo di 24 ore. 

Se installate l’app di Android, invece, non è necessario creare o effettuare l’accesso a un account CyberGhost, quindi avrete sette giorni di prova in ogni caso.

Avete le idee un po’ confuse? Non vi preoccupate, non siete i soli. Probabilmente, la scelta migliore è di effettuare la prova tramite l’app Android, se possibile, in modo da farsi una chiara idea delle prestazioni offerte da CyberGhost e vedere se è possibile accedere a Netflix e altri siti sottoposti a restrizioni. Se da questa prova avrete sensazioni positive, aspettate di avere un giorno libero per provare in maniera intensiva la versione desktop. 

Noi, personalmente, avremmo preferito qualcosa di più semplice: sarebbe stato così difficile offrire una prova gratuita di sette giorni a tutti, a prescindere dalla piattaforma utilizzata? Perlomeno, va riconosciuto a CyberGhost il fatto che offre una prova gratuita prima di procedere all’acquisto. Se dopo aver effettuato l’abbonamento non vi riterrete soddisfatti dell’acquisto, non preoccupatevi: l’azienda adesso prevede una garanzia di rimborso di 45 giorni, una delle più generose sul mercato. 

Privacy

Cyber Ghost tutela la privacy degli utenti con sistemi di cifratura usati in ambito militare (Immagine: CyberGhost)

Log dei dati e privacy 

Nota: in questa sezione, gli spezzoni della Privacy Policy che trovate sono frutto di una nostra traduzione italiana. Sul sito di CyberGhost VPN è presente la Privacy Policy in italiano, ma ci è sembrata una traduzione poco convincente. Consigliamo quindi di fare riferimento alla Privacy Policy in inglese. 

Come altre VPN, il sito di CyberGhost non si tira indietro quando si tratta di decantare la propria “rigida politica che non prevede alcun log dei dati” sulla home page. 

A differenza di alcune VPN, dobbiamo dire che la Privacy Policy di CyberGhost VPN conferma quanto affermato nella home page del sito. Più in particolare si legge: 

"...quando si utilizza CyberGhost VPN, i dati relativi al traffico dell’utente (come la cronologia di navigazione, la destinazione del traffico, il contenuto dei dati e le preferenze di ricerca) non vengono monitorati, registrati o archiviati dalla Società. Inoltre, quando si usa CyberGhost VPN non vengono archiviati i log relativi alla connessione, ossia non abbiamo alcun log associato al vostro indirizzo IP, né abbiamo log con informazioni sulla data e l’ora delle connessioni effettuate dall’utente o informazioni riguardo alla durata delle sessioni.

Brevi descrizioni come questa non sono sempre precise, quindi la privacy policy include anche un paragrafo in cui esprime in maniera chiara le implicazioni pratiche della loro politica sulla riservatezza:  

"Noi NON sappiamo mai chi ha effettuato l’accesso a un particolare sito o servizio, né sappiamo quando è stato effettuato l’accesso. Noi NON sappiamo mai chi si connette al servizio CyberGhost VPN in un dato momento, né sappiamo qual è l’IP del server di CyberGhost VPN che è stato utilizzato. Noi NON sappiamo quale sia l’insieme degli indirizzi IP originali del computer dell’utente".

Per chi volesse saperne di più, è disponibile un documento con qualche dettaglio in più. 

La trasparenza di CyberGhost in merito alla privacy è senz’altro lodevole, ma la realtà delle cose è che non c’è alcun modo per gli utenti di sapere come funzioni veramente il servizio. Alcuni fornitori di servizi VPN (NordVPN, VyprVPN) hanno scelto di affidarsi a enti terzi che effettuano verifiche indipendenti sul funzionamento dei loro sistemi e ci auguriamo che sia CyberGhost sia tutto il settore nel suo complesso intraprendano questa strada quanto prima. 

TechRadar Pro usa OpenSpeedTest per valutare le prestazioni di ogni VPN recensita (Immagine: OpenSpeedTest)

TechRadar Pro usa OpenSpeedTest per valutare le prestazioni di ogni VPN recensita (Immagine: OpenSpeedTest)

Prestazioni

Valutare le prestazioni di una VPN non è semplice perché ci sono tanti fattori che entrano in gioco, ma ci siamo fatti un’idea sulla velocità raggiunta da CyberGhost testando diversi server con siti di benchmarking tra cui Netflix, Fast, SpeedTest e OpenSpeedTest.

I server nel Regno Unito, i più vicini al posto dove ci trovavamo, hanno restituito dei valori ottimi, con una media di 65-70 Mb/s utilizzando la nostra connessione in fibra ottica da 75 Mb/s. 

Nella maggior parte d’Europa i risultati hanno seguito questa tendenza, infatti i server situati nei Paesi più vicini a noi garantivano velocità di circa 55-60 Mb/s. All’aumentare della distanza abbiamo riscontrato un calo delle prestazioni; per esempio in Grecia e in altre parti dell’Europa orientale abbiamo a malapena raggiunto i 20 Mb/s. 

Quando ci siamo connessi agli Stati Uniti dal Regno Unito, i risultati si sono assestati intorno ai 55-60 Mb/s nel caso del New Jersey, mentre in California abbiamo raggiunto 40-45 Mb/s, un risultato di buon livello. Con altre VPN siamo riusciti a raggiungere valori massimi più elevati, ma, a meno che non dobbiate scaricare terabyte di dati, questo aspetto avrà scarsa rilevanza. 

La situazione si è fatta più problematica quando abbiamo cercato di connetterci a località meno comuni o più lontane. In Australia i risultati sono stati deludenti, ma ancora ci hanno consentito di navigare, infatti abbiamo raggiunto 15-20, ma per la maggior parte dei Paesi asiatici abbiamo ottenuto solo 10-15 Mb/s e, in alcuni luoghi le prestazioni si sono rivelate assai peggiori (in Cile abbiamo raggiunto in media 2,5 Mb/s, mentre in Indonesia 1 Mb/s).  

Per verificare meglio le prestazioni di CyberGhost negli Stati Uniti abbiamo effettuato dei test da un server prestatoci da HostGator. A parte il cambio di località da cui abbiamo effettuato i test, grazie a questo server abbiamo potuto contare su una connettività di livello eccellente, con un’ampiezza di banda pari a 1 Gb/s, la situazione ideale per mettere provare anche le VPN più veloci. Attenzione, però: si tratta di una serie di test senz’altro utili, ma tenete presente che, a meno che non disponiate di una connessione di pari livello, probabilmente se vi basate sui risultati ottenuti con questi test, sopravvaluterete il livello di prestazioni raggiungibile nella maggior parte delle circostanze. 

I risultati sono stati fedeli alle aspettative. Le velocità più elevate usando CyberGhost le abbiamo ottenute quando ci siamo collegati ai server USA più vicini a noi e, in questi casi, abbiamo rilevato velocità nell’ordine di 80-85 Mb/s. Un risultato ottimo, ma leggermente inferiore a quello che si può raggiungere con i concorrenti che rappresentano l’eccellenza su questo fronte (per esempio, ExpressVPN e NordVPN hanno raggiunto 90-100 Mb/s, mentre KeepSolid VPN Unlimited ha ottenuto 110 Mb/s). 

Quando ci siamo spostati verso l’Europa, i risultati ottenuti sono stati simili a quelli avuti quando abbiamo svolto i test nel Regno Unito: di buon livello quando ci si agganciava alle località migliori a livello di connessione, non esaltanti in alcune località e, generalmente, un po’ sotto la media in altre.

Nel corso dei test, abbiamo notato un altro problema. Ci riferiamo ai tempi di connessione che a volte possono essere molto lunghi, fino a 30 secondi di attesa. Questo inconveniente non si è verificato sempre e con ogni server, ma quando capita può essere una vera e propria scocciatura. Se avete intenzione di utilizzare spesso dei server non situati nelle località più note in Europa e nell’America settentrionale, vi consigliamo caldamente di provare attentamente le prestazioni ottenute con quei server prima di procedere all’acquisto del servizio.

Netflix

Cyber Ghost è stato in grado di sbloccare Netflix nel corso dei nostri test (Immagine: CyberGhost)

(Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

Netflix

Sbloccare Netflix e siti del genere può essere una vera e propria sfida, anche con le migliori VPN. Il motivo di tanta difficoltà risiede nel fatto che la maggior parte dei fornitori di servizi VPN non rivela quali sono i server permettono lo sblocco e quali non lo consentono, e quindi sta all’utente dover provare ogni singolo server del Paese a cui vuole connettersi, finché non trova quello giusto. 

Le app di CyberGhost, però, cercano di rendere la vita un po’ più semplice agli utenti, visto che evidenziano le località che supportano i servizi di cui si vuole usufruire. Per esempio, quando si attiva il filtro per lo streaming nell’app per Windows, vengono evidenziate località consigliate per Netflix USA, Hulu, Amazon Prime, YouTube Red e altro ancora, come anche località del Regno Unito in cui era possibile usare BBC iPlayer e altri server specializzati per Paesi come Canada, Francia, Germania, Finlandia Polonia, Brasile e altri ancora. 

Però, i consigli offerti dall’app non sempre avevano molto senso. Per esempio, ci sono località distinte per i canali BBC 1 e BBC 2 e altre ancora per BBC iPlayer. Il problema è che BBC iPlayer già consente di vedere BBC 1 e BBC 2, quindi questa distinzione è inutile. Sembra che CyberGhost abbia voluto aggiungere il più alto numero di località virtuali possibile per far colpo sull’utente, anziché fornire solo quello che serve. 

A prescindere dal parere che potete avere su questi elenchi di server, va detto che quelli del Regno Unito si sono dimostrati efficaci, visto che sono riusciti ad evitare il sistema di rilevamento VPN della BBC e ci hanno consentito quindi di utilizzare iPlayer senza alcuna difficoltà. 

Lo stesso possiamo dire per i server statunitensi quando abbiamo scelto dei server in grado di farci accedere a YouTube e Netflix versione USA. Se cercate una VPN che vi faccia sbloccare Netflix in maniera semplice, allora CyberGhost potrebbe essere la soluzione per voi. 

Torrent

Cyber Ghost nasconde l'IP dell'utente per offrire una protezione mentre si usano i torrent 

(Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

Torrent

Alcune VPN nascondono il fatto di avere una politica “torrent-friendly”, ma CyberGhost ha deciso di agire alla luce del sole. Basta avviare la versione per Windows, ad esempio, e si può vedere che uno degli elenchi dei server si chiama “per i torrent”. 

Ci sono anche alcune opzioni interessanti tra le impostazioni, tra cui la possibilità di connettersi automaticamente al server preferito di CyberGhost ogni volta che si avvia il client torrent (su questo aspetto torniamo tra poco). 

Altre funzionalità utili comprendono un filtro per gli URL malevoli, attivato di default, che può rivelarsi un ottimo alleato per evitare situazioni spiacevoli. 

Se si sceglie di ignorare la lista dei server per torrent e ci si connette a una località manualmente, potrebbero esserci problemi. Infatti, come spiegato da CyberGhost, “dobbiamo bloccare i protocolli P2P su alcuni server o per ragioni strategiche (si tratta di un tipo di traffico non necessario che rallenta il traffico degli altri utenti collegati al server) o per ragioni legali in quei Paesi in cui siamo obbligati dai provider a bloccare il traffico torrent. Tra questi Paesi rientrano, tra gli altri, gli USA, la Russia, Singapore, Australia e Hong Kong”. 

Se utilizzate soltanto i server inclusi nell’elenco apposito, CyberGhost offre un buon livello di prestazioni e, nel complesso, si tratta di un modo semplice e diretto di rendere anonimo il proprio uso di torrent.

Configurazione client

Cyber Ghost è disponibile sia per deskop che in versione mobile (Immagine: CyberGhost)

Configurazione client  

CyberGhost fa del suo meglio per creare di rendere il processo di configurazione il più semplice possibile, e dobbiamo dire che questo sforzo dà i suoi frutti. 

Un clic sul pulsante “Trial” presente sul sito ci ha permesso di scaricare velocemente l’installer per Windows. Abbiamo accettato i termini e le condizioni, inserito il nostro indirizzo email e la password e, dopo aver cliccato sul solito link di conferma dell’indirizzo email, abbiamo ricevuto un’email di follow-up. Fine della configurazione. Visto che si tratta della versione di prova, dopo questa procedura abbiamo potuto immediatamente usare il servizio, senza che ci venissero richieste informazioni aggiuntive relative a pagamento o altro ancora. Per le app versione mobile, la procedura è più o meno la stessa. Sul sito di CyberGhost è presente un link a ogni app store da cui poi è possibile scaricare e installare la app come qualsiasi altra app per smartphone. 

Se avete bisogno dei file di configurazione di OpenVPN per impostare un router o un altro dispositivo, però, le cose si fanno molto più complicate. Altre VPN, in genere, forniscono una serie di file .OVPN standard da scaricare, ma CyberGhost chiede all’utente di effettuare l’accesso con il proprio account, aggiungere un profilo per il dispositivo, selezionare le funzionalità che si desiderano (blocco della pubblicità, compressione dei dati, protezione malware, e altro ancora), scegliere il protocollo TCP o UDP di OpenVPN, scegliere il Paese a cui si desidera connettersi, annotare il nome di un server, un nome utente personalizzato e la password, e poi scaricare i file .OVPN, i certificati e i file essenziali in formato .zip. Se si ha intenzione di configurare diverse località, è inoltre necessario rinominare ogni file .OVPN in maniera appropriata.  

Questo approccio ha alcuni vantaggi, è sicuro e fornisce parecchio controllo sul funzionamento di ogni connessione, ma se speravate di scaricare 50 file di configurazione per OpenVPN in formato standard resterete delusi: come avete visto il lavoro di configurazione richiesto non è cosa da poco. 

Schermata principale della versione Windows

La versione Windows di CyberGhost è molto simile a quella per dispositivi mobili (Immagine: CyberGhost) 

(Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

Client Windows 

La versione per Windows di CyberGhost si caratterizza per un layout standard: una schermata con informazioni sullo stato della connessione, un elenco di località e un pulsante per connettersi. 

A destra troviamo un pannello con tante altre funzionalità che può espandersi con un clic. C’è una funzione che consente di selezionare la località a cui agganciarsi e vengono visualizzati tutti i server, oltre a informazioni quali la distanza e il livello di intasamento in un dato momento. La ricerca può essere filtrata per mostrare i server ottimizzati per lo streaming e per i torrent e un sistema di preferiti rende semplice la creazione di una propria lista personalizzata.

Server

Cyber Ghost fornisce una lista con tutti i server disponibili e dei sottomenu per alcune funzioni (Immagine: CyberGhost) 

(Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

Cliccando con il pulsante destro sull’icona presente sulla system tray troviamo l’elenco di tutti i server disponibili con dei sottomenu per i torrent, lo streaming e i preferiti. Da questo menu è possibile scegliere, cambiare e chiudere una connessione senza nemmeno dover aprire l’interfaccia principale dell’applicazione. 

Troviamo delle opzioni utili come un pannello per gestire le caratteristiche della connessione, tra cui quelle che riguardano la privacy. Si possono bloccare le pubblicità, i tracker e i siti dannosi. CyberGhost può reindirizzare automaticamente le connessioni HTTP verso quelle con protocollo HTTPS, così da garantire maggiore sicurezza. Troviamo anche una funzionalità di compressione dei dati che comprime le immagini e altri elementi per ridurre il volume di traffico e migliorare le prestazioni.

Impostazioni

La finestra "Smart Rules" fornisce parecchio controllo sul funzionamento dell'applicazione per Windows (Immagine: CyberGhost)

(Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

Un’altra finestra chiamata “Smart Rules” fornisce all’utente un ampio controllo sul funzionamento del client. La maggior parte delle VPN permette all’utente di avviare il programma della VPN all’avvio di Windows, ma CyberGhost consente anche di connettersi al server preferito e avviare in automatico un’app specifica, per esempio il browser predefinito in modalità in incognito. 

Troviamo ancora più flessibilità nel pannello della protezione del Wi-Fi, in cui è possibile decidere esattamente cosa avviene quando ci si connette a nuove reti. Possiamo per esempio dire al client di connettersi automaticamente alla VPN se la rete è insicura, non connettersi mai alla VPN se la connessione è criptata, o fare eseguire al client determinate azioni per reti specifiche (proteggi sempre la connessione a casa, non proteggere mai la connessione al lavoro) o semplicemente dire al client di chiedere all’utente cosa fare. 

Le sorprese continuano a mano a mano che si usa il client. La funzionalità App Protection, per esempio, permette di connettersi a una località specifica quando si avvia una determinata applicazione. Non ci sarà bisogno di attivare la VPN prima di utilizzare il client torrent, CyberGhost può farlo in automatico. 

C’è un’altra caratteristica interessante nella sezione delle eccezioni. Infatti è possibile creare un elenco di siti per i quali la VPN non si attiverà. Se un sito di streaming è accessibile solo in Italia, ad esempio, basterà aggiungerlo tra le eccezioni di CyberGhost e non si verrà mai bloccati, non importa a quale località si è agganciati in quel momento.

Settings

CyberGhost vi consente di scegliere quale protocollo usare tramite la schermata delle impostazioni (Immagine: CyberGhost)

(Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

Nella schermata delle impostazioni è possibile scegliere il proprio protocollo preferito (OpenVPN, IKEv2, L2TP), utilizzare delle porte casuali per connettersi (questa opzione potrebbe servire per aggirare alcuni sistemi di blocco delle VPN), abilitare o disabilitare il kill switch, le connessioni IPV6 e la protezione contro i leak DNS.  

 l client, nel complesso, ha un aspetto familiare ed è semplice da usare, pur offrendo molte più funzionalità rispetto alla concorrenza.  

App iOS

Ecco l'interfaccia della app iOS di CyberGhost (Immagine: CyberGhost)

(Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

App per dispositivi mobili

La versione di CyberGhost per dispositivi mobili è più semplice di quella desktop, con molte meno funzionalità e un’interfaccia per certi versi essenziale. 

La app di iOS, all’avvio, mostra qualcosa in più rispetto a un semplice pulsante per connettersi e disconnettersi. Come impostazione predefinita si connette al server più vicino, ma è possibile anche sfogliare un elenco di località disponibili. Se si preme su una località compaiono molte informazioni, tra cui il numero di utenti connessi. Inoltre si possono salvare delle località specifiche, per includerle nella propria lista dei preferiti. 

Le impostazioni sono davvero essenziali, non è possibile nemmeno scegliere il protocollo, ma l’app svolge un buon lavoro nell’aiutare l’utente a definire come la app stessa debba comportarsi in caso di reti specifiche.

Appena abbiamo avviato la app, per esempio, ci è stato mostrato il nome della rete Wi-Fi più vicina. Si tratta di una scelta non comune, ma è un’ottima idea, visto che aiuta a capire cosa si sta usando per connettersi. Se si preme sul nome della rete, si può scegliere se CyberGhost deve proteggere questa rete automaticamente in futuro o se invece si preferisce che CyberGhost chieda ogni volta cosa fare. L’app è in grado di memorizzare tutte queste scelte per le reti che si usano di frequente, per cui sa esattamente come si deve comportare a casa, al lavoro, al bar o in biblioteca. 

App Android

La app di Android di CyberGhost offre alcune caratteristiche non presenti nella versione per iOS (Immagine: CyberGhost) 

(Image credit: Image Credit: Cyber Ghost)

La versione per Android, invece, non mostra la rete wireless in uso, purtroppo. Però offre alcune opzioni di filtro del web non presenti sulla versione per iOS, tra cui la possibilità di comprimere i dati e bloccare i tracker e i siti dannosi. Ritroviamo anche la possibilità di scegliere  una porta casuale quando ci si connette alla VPN, un trucco semplice che potrebbe risultare utile nell’aggirare i sistemi di blocco VPN meno sofisticati. 

Probabilmente, l’aspetto migliore di Android è che adesso è presente un elenco dei preferiti in cui includere le località a cui vi connettete più frequentemente. Si tratta di una caratteristica attesa a lungo e siamo contenti che adesso sia arrivata. 

In generale, le app per dispositivi mobili di CyberGhost non sono di cattiva qualità, ma mancano alcune caratteristiche importanti che si trovano solitamente in altri servizi concorrenti (kill switch, scelta del protocollo e impostazioni del protocollo). Insomma, lo spazio per miglioramenti non manca.

Assistenza tecnica

Il "Centro informazioni" di CyberGhost lascia molto a desiderare, ma è possibile contattare un operatore tramite chat o email (in lingua inglese) (Immagine: CyberGhost)

Assistenza tecnica

Se si va nella sezione di assistenza tecnica del sito di CyberGhost (in inglese, a differenza del resto del sito), si resta colpiti dall’impressionante quantità di articoli.  Sono disponibili guide per Windows, iOS, Mac, Android, Linux, Kodi, console e router, oltre a articoli per la risoluzione dei problemi e diverse FAQ. 

Ad uno sguardo più attento, abbiamo notato diversi problemi. Innanzitutto non ci ha convinto l’organizzazione dei contenuti. Ci saremmo aspettati, per esempio, di trovare tutta una sezione apposita per i problemi di installazione, invece gli articoli che coprono questo tema sono sparsi e mischiati. C’è la possibilità di cercare tra gli articoli tramite delle parole chiave, ma non è una soluzione molto utile, visto che i risultati non sono organizzati in base alla rilevanza. 

Anche il contenuto degli articoli non è di grande qualità. Abbiamo visitato la sezione “risoluzione dei problemi di connessione e velocità” e abbiamo notato che non c’era nessuna guida con consigli generici su come migliorare la velocità (connettersi da una rete diversa, connettersi da una località diversa, provare un protocollo diverso, riavviare il dispositivo, etc). Invece abbiamo trovato dei contenuti inutili come questo: 

"Se usate un modulo UMTS per connettervi a internet, solitamente installate anche il software del modulo UMTS. Questi programmi potrebbero causare dei problemi quando si usa CyberGhost VPN, anche quando si smette di utilizzare il modulo UMTS”. 

Non si tratta di un estratto, non lo abbiamo modificato o altro, è proprio l’intero articolo

Le guide non aggiornate sono state un altro problema che abbiamo riscontrato. Un tutorial di Windows affermava che CyberGhost fornisce una prova di sette giorni, quando in realtà adesso la prova è di sole 24 ore. 

Anche i consigli forniti ci hanno fatto sorgere qualche dubbio. Il primo articolo nella sezione dedicata alla risoluzione dei problemi, per esempio, suggeriva che un’installazione pulita di CyberGhost permette di risolvere la maggior parte dei problemi. Rivolgiamo ora una domanda a chi usa le VPN da tempo: quante volte i problemi che avete avuto usando le VPN sono stati causati da problemi di installazione del client? 

Ma non è finita qui. Il primo consiglio pratico fornito per la domanda “Cosa fare se sembra che CyberGhost stia rallentando la connessione ad internet è stato quello di cambiare MTU passando da 1500 a 1300, un suggerimento un po’ troppo drastico per essere la prima cosa da fare.

Alcuni degli articoli, poi, sono scritti in un inglese non proprio convincente, il che fa pensare che si tratti di cattive traduzioni. Certo, si riesce comunque a capire con un po’ di sforzo, ma il messaggio perde in termini di precisione e chiarezza.

Si può anche parlare a una persona in carne ed ossa, per fortuna, tramite email e una chat in tempo reale (in inglese). Però bisogna dire che, purtroppo, CyberGhost non ha reso questa opzione ben visibile, anzi. Per trovarla, bisogna cliccare sul pulsante “Help” in basso a destra, effettuare una ricerca all’interno dei vari contenuti disponibili e poi compare il pulsante per la chat. Dopo aver cliccato, sono bastati due minuti di attesa per parlare con un operatore. La domanda posta era un po’ tecnica e riguardava la creazione dei file di configurazione di OpenVPN, ma l’operatore ha capito immediatamente di cosa avessimo bisogno e ha spiegato cosa dovessimo fare in maniera chiara. 

Insomma, la sezione di assistenza tecnica di CyberGhost non sarà proprio l’ideale, ma non è un dramma. Per fortuna, in caso di problemi, c’è una buona probabilità che, tramite la chat in tempo reale, l’operatore riesca subito a indicarvi la soluzione.

Verdetto finale

CyberGhost VPN è un servizio di buon livello, con un’applicazione per Windows davvero molto potente, piena di funzionalità e semplice da usare. Le versioni per dispositivi mobili sono molto più tradizionali, ma i lati positivi di questo prodotto non mancano, per esempio lo sblocco di Netflix, i prezzi davvero competitivi per l’abbonamento triennale e un servizio di assistenza tecnica via chat davvero utile.