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VPN tramite browser, ne vale la pena?

VPN
(Image credit: Shutterstock)

Le VPN sono sempre più sulla bocca di tutti, ma il fatto di dover sottoscrivere un abbonamento, scaricare il client e configurarlo non piace a tutti. È per questo che stanno sempre più prendendo piede le VPN integrate nei browser (o comunque dei servizi che sono descritti come VPN integrate nei browser). Ma si tratta di servizi affidabili? Sono veramente VPN? e che grado di protezione offrono? 

Il browser Opera ha deciso di puntare con vigore su questo aspetto, creandosi una vera e propria nicchia in cui vuole diventare un pioniere della sicurezza in rete, e non ha paura di sperimentare, assumere rischi e introdurre nuove caratteristiche legate alla privacy, in anticipo rispetto ai colossi del settore. Opera è stato il primo browser "di massa" ad avere una VPN integrata, sia per la versione deskop sia per quella mobile del browser.  

“Opera ha presentato per la prima volta la propria VPN integrata nel browser, gratuita e senza log dei dati più di tre anni fa", ha affermato a TechRadar un portavoce di Opera. "Abbiamo visto che c'era una domanda crescente per i servizi VPN: gli utenti avvertivano la necessità di proteggere meglio quello che facevano online e quindi abbiamo deciso di venir loro incontro e contribuire a soddisfare questa esigenza".  

“Il nostro browser non è preinstallato sui computer e sui dispositivi, sono gli utenti che devono decidere di scaricarlo e utilizzarlo, ecco perché puntiamo molto forte sull'innovazione e ci impegnamo al massimo per offrire le migliori funzionalità il prima possibile". 

Opera

(Image credit: Opera)

La VPN di Opera è gratuita; si tratta di una scelta precisa, un incentivo offerto agli utenti per spingerli a abbandonare i browser che utilizzano di solito e sposare il progetto di Opera. “I ricavi legati all'uso del nostro browser provengono da altre fonti non collegate alla VPN. Per esempio da accordi stpulati con i motori di ricerca più famosi al mondo", ha spiegato il portavoce. 

“La risposta da parte degli utenti è stata ottima. Apprezzano il fatto che la nostra VPN sia gratuita, che non registri i dati e che non abbia restrizioni in termini di utilizzo. A differenza di Firefox, per esempio, il browser Opera continua ad accrescere la propria base di utenti e adesso è la prima scelta per più di 300 milioni di persone in tutto il mondo, che lo usano sui PC e sugli smartphone". 

Opera si dimostra sicura di sé e il servizio che offre è senz'altro semplice da usare (tra l'altro i nostri colleghi di Tom's Guide hanno scoperto che questa VPN funziona molto bene con Netflix), ma si tratta si una VPN a tutti gli effetti? Secondo alcuni, no.  

Quando una VPN non è una vera VPN? 

A settembre 2019, Mozilla ha presentato uno strumento sperimentale chiamato  Firefox Private Network (FPN). Al momento è disponibile gratuitamente negli Stati Uniti, per finalità di testing, ma potrebbe diventare a pagamento quando verrà reso disponibile nella versione definitiva. Sebbene funzioni esattamente come lo strumento messo a punto da Opera, Mozilla ha deciso di non chiamarlo VPN e quindi abbiamo chiesto loro quale fosse la differenza.  

Come detto a TechRadar da un portavoce di Mozilla, “Firefox Private Network è stato progettato per garantire il miglior livello possibile di prestazioni e privacy. Rispetto a una vera VPN, che è un software che funziona a livello di sistema operativo, Firefox Private Network e un sistema sicuro e criptato per navigare su internet tramite il browser Firefox, usando Cloudflare come proxy".  

Dato che FPN protegge soltanto il traffico web che passa attraverso il browser, Mozilla ritiene che il termine proxy sia più appropriato per parlare del loro strumento. Stando a questa definizione, anche quello che offre Opera è un proxy visto che rende anonimo solo il traffico che transita tramite il browser. 

Firefox Private Network

(Image credit: Mozilla)

I proxy sono strumenti utili per garantire la privacy relativamente alla navigazione tramite browser, soprattutto quando si sta usando un Wi-Fi pubblico, ma è importante essere a conoscenza dei loro limiti rispetto a una vera VPN. 

Un proxy non assicurerà la protezione e l'anonimato dei dati inviati e ricevuti usando altre applicazioni tra cui programmi per la gestione delle email, applicazioni per i file multimediali e app di messaggistica. Visto che sempre più di frequente gli utenti usano tante app diverse e non un browser, si tratta di un aspetto importante da tenere a mente.  

Inoltre è importante sapere chi è l'organizzazione che fornisce il servizio di proxy al browser, e dove si trova (ogni Paese ha la sua legge sulla privacy). 

Da questo punto di vista apprezziamo la trasparenza di Mozilla. Il portavoce ci ha detto: "FPN è stato attentamente progettato dai progettisti e dagli ingegneri di Mozilla per garantire il livello più alto di prestazioni e privacy, in maniera fortemente integrata con il browser Firefox. Tenendo fede al nostro impegno nei confronti della privacy, l'elaborazione dei dati da parte di Cloudflare per Firefox Private Network è soggetta alle privacy policy di Mozilla. Tutti i dati relativi al proxy saranno cancellati entro 24 ore". 

Ad ogni modo, se volete essere sicuri che tutto il traffico internet sia reso anonimo e criptato, anche al di fuori del browser, dovrete considerare l'idea di abbonarvi a un servizio VPN. 

Proxies e VPN, che differenza c'è?

ExpressVPN è una delle maggiori realtà quando si parla di VPN e al momento occupa il primo posto nella nostra classifica delle migliori VPN.  Un portavoce dell'azienda, ci ha detto:" Siamo contenti di vedere che un numero crescente di imprese concordano con noi nel ritenere che le VPN siano uno strumento essenziale per garantire la privacy e la sicurezza dei dati in rete".  

“Collaboriamo dal 2018 con Mozilla per offrire per offrire agli utenti di Firefox Lite una prova gratuita di sette giorni di ExpressVPN. È anche un modo per contribuire a informare ed educare gli utenti sui rischi legati all'uso delle reti Wi-Fi pubbliche, fornendo loro anche gli strumenti per proteggersi", ha aggiunto.  

Tuttavia, sebbene abbia riconosciuto l'utilità dei proxy basati su browser, ha anche sottolineato che questi strumenti non proteggono tutto il traffico internet.  

In ultimo, secondo il portavoce, i servizi VPN dedicati possono investire di più sui loro prodotti e offrono servizi come assitenza clienti 24 ore su 24 per 7 giorni su 7, elevata ampiezza di banda, uno sblocco dei contenuti affidabile e hardware all'avanguardia in termini di velocità, stablità e sicurezza. Per esempio, i server di ExpressVPN sfruttano soltanto la RAM, non usano hard disk e questo garantisce che tutti i dati e tutti i software presenti nel server siano cancellati a ogni riaccensione. 

Si tratta di caratteristiche che la maggior parte dei browser non può garantire, senz'altro non gratuitamente. Forse, nel panorama dei browser, c'è solo un attore che potrebbe permettersi questo sforzo. 

E Chrome?

Ebbene sì, ci riferiamo al browser di Google. Senz'altro ci sono estensioni proxy di terze parti per Chrome (e ce ne sono molte), sia gratuite che a pagamento, ma non ci sono notizie riguardo l'integrazione di un proxy o una VPN proprietaria su Chrome. Con in mano più del 60% del mercato mondiale dei browser a settembre 2019, secondo StatCounter, Google senz'altro non ha bisogno di ricorrere a questi mezzi per acquisire ulteriori quote di mercato.  

Google fornisce, per necessità, un servizio di VPN per i clienti del servizio di telefonia mobile Google Fi. Però Google non controlla una rete per cellulari di sua proprietà, ma negli Stati Uniti dove il servizio è attivo, si appoggia alle infrastrutture di Sprint, T-Mobile e US Cellular. 

Ciascuno di questi operatori telefonici ha le proprie politiche di sicurezza e di privacy e quindi questo rende complicatissimo per Google creare una privacy policy standard. Per risolvere questo problema, Big G ha deciso di installare un servizio di VPN su ogni smartphone. I dati sono criptati e inviati su in server in remoto prima di arrivare a uno dei tre provider di servizi di telefonia e di internet a cui Google si appoggia. In questo modo, i tre operatori non possono vedere i dati ricevuti e da chi provengono. 

Google Fi

(Image credit: Shutterstock)

Non è un servizio a basso costo, ma dimostra che Google è capace di arricchire i suoi servizi con strumenti per la protezione della privacy quando necessario. E se i proxy dovessero diventare uno standard per tutti gli altri browser, Chrome potrebbe vedersi costretto a seguire a ruota. 

All'inizio di quest'anno, Google ha seguito l'esempio di Mozilla e Opera, fornendo agli utenti di Chrome la possibilità di bloccare i cookie di terze parti (sebbene la sua insistenza su questo punto, porterà gli inserzionisti a usare metodi meno trasparenti come le impronte digitali per tracciare gli utenti di internet). 

Una vera VPN integrata nel browser sarebbe un grande punto di forza per Google, soprattutto se la popolarità di Google dovesse iniziare a calare per via dell'elevato consumo di RAM. Se gli utenti poi accetteranno una VPN di Google è un aspetto da vedere, ma senz'altro non vogliamo escludere che Big G compia questa mossa nei prossimi anni.  

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