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Xiaomi supera Apple e prende il secondo posto, Samsung nel mirino

Xiaomi Mi 11 Ultra
(Immagine:: Xiaomi)

Xiaomi (Si apre in una nuova scheda)ha fatto segnare un'incredibile crescita dell'83%, e questo le ha permesso di superare Apple e di prendersi il posto di secondo produttore di smartphone (Si apre in una nuova scheda) al mondo. Il primo posto è ancora di Samsung (Si apre in una nuova scheda), che detiene il 19% del mercato, ma il colosso sudcoreano deve guardarsi le spalle. Gli ultimi dati sono quelli di Canalys (Si apre in una nuova scheda) e fanno riferimento al secondo trimestre del 2021. 

Nel periodo indicato, Samsung è cresciuta del 15% ed Apple dell'uno percento. Cifre che possono solo impallidire di fronte all'83% di Xiaomi. Globalmente, poi, il mercato smartphone è cresciuto del 12%, nonostante (o grazie a) la pandemia. 

mercato smartphone globale - Q2 2021

(Image credit: Canalys)

Samsung deve preoccuparsi? Sì, probabilmente sì

Fino a non molto tempo fa il podio, tra i produttori di smartphone, era saldamente nelle mani di Samsung, Apple e Huawei. Oggi il produttore cinese è più o meno fuori dai giochi, per via del blocco imposto da Washington. Ma non si è trasformata in una gara a due tra Samsung ed Apple. 

Il cambiamento infatti ha dato spazio a Xiaomi, ma anche a Oppo, Vivo, OnePlus e altri. Tutti stanno crescendo moltissimo, e a farne le spese potrebbe essere proprio Samsung. Tra l'altro tra poche settimane Honor tornerà come marchio indipendente, con tutti i servizi Android a bordo - e ovviamente con Android 12 (Si apre in una nuova scheda)

Xiaomi Mi 5

Xiaomi Mi 5 fu il primo con porta USB-C (Image credit: Future)

Xiaomi, comunque, non è comparsa dal nulla. L'azienda è attiva da anni, anche fuori dalla Cina. Anzi, fu probabilmente con lo Xiaomi Mi 5 che il marchio cominciò effettivamente a farsi conoscere nel Vecchio Continente. Il che è tutto dire, visto che all'epoca installare un software non cinese era possibile ma per niente facile.  Altro che oggi, con shop Xiaomi nei centro commerciali e telefoni "pronti all'uso" come quelli di Samsung. 

Xiaomi è cresciuta, via via che le vendite aumentavano, aggiungendo anche tanti prodotti: oggi Xiaomi vende fitness tracker (Si apre in una nuova scheda), smartwatch (Si apre in una nuova scheda), bilance (Si apre in una nuova scheda) intelligenti, computer portatili (Si apre in una nuova scheda), monopattini elettrici, zaini, televisori. Chi più ne ha più ne metta, ma gli smartphone restano il prodotto principale. 

La strategia di Xiaomi, a un certo punto, è sembrata chiaramente improntata a prendere il posto di Huawei. Per riuscirci ha aumentato le vendite del 300% in America Latina, del 150% in Africa e del 50% in Europa Occidentale. In Asia era già un colosso, anche se qui subisce di più la concorrenza di Oppo e Vivo. 

Il marchio è nato come simbolo di prodotti economici, e in buona misura oggi un prodotto Xiaomi è ancora qualcosa che "costa poco". Ma ci sono anche costosi top di gamma come lo Xiaomi Mi 11, che sfida direttamente "mostri sacri" come iPhone 12 o Samsung Galaxy S21.

Gli smartphone di fascia media e bassa restano il volano che traina tutto, in ogni caso: modelli come Redmi Note 10 Pro o Xiaomi Mi 11 Lite sono davvero in grado di destabilizzare il mercato. Samsung ha dei modelli che in qualche modo "rispondono", ma non sembrano riuscire ad affermarsi con la stessa forza. 

"in confronto a Samsung ed Apple il prezzo medio è tra il 40% e il 75% più basso, rispettivamente", spiega Ben Stanton di Canalys. Al successo contribuisce anche la strategia multimarchio: Xiaomi, infatti, vende anche Redmi, Blackshark e Poco. 

Sguardo al futuro, l'avversario si chiama BBK

Il successo di Xiaomi è evidente, ma le sfide più difficili forse sono quelle che ancora devono arrivare. E sono rappresentate da altre aziende cinesi, in particolare Vivo, Oppo e OnePlus, a cui va aggiunta ovviamente Realme. Marchi separati ma controllati dalla stessa holding, BBK; qualcosa che somiglia almeno un po' a Xiaomi, e che include anche dei sottomarchi sconosciuti (per ora) nel nostro territorio.  

Oppo in particolare si è fatta conoscere anche in Italia, recentemente, portando alcuni modelli validi e soprattutto con una campagna di marketing piuttosto aggressiva. Un quadro simile lo si può dipingere per Realme, mentre Vivo sta insistendo in altre aree europee - ma avrete sicuramente visto le pubblicità sui campi di Euro 2020. 

Tutti queste aziende propongono smartphone di buona qualità a prezzi competitivi, che è la stessa strategia di Xiaomi. Oppo e Vivo puntano a vendere nei negozi tradizionali, mentre gli altri marchi cercano di sfruttare il commercio online. 

Se si considerassero tutti i marchi BBK come un unico nome, l'azienda sarebbe al primo posto mondiale, con numeri nettamente superiori a quelli di Samsung, Apple o chiunque altro. BBK, invece, vuole gestirli separatamente, come concorrenti tra loro. 

Xiaomi dovrà, dunque, gestire un assalto multiplo sulla fascia media e bassa del mercato. E allo stesso tempo l'azienda deve continuare a sviluppare top di gamma che possano sfidare i Galaxy S e gli iPhone. Il prossimo sarà lo Xiaomi Mi 12, e non vediamo l'ora di scoprire come sarà fatto. Nel frattempo, come abbiamo visto l'altro giorno, Apple sta aumentando la produzione - con l'intenzione, pare, di recuperare il terreno perduto.

Già perché è abbastanza normale che Apple resti un po' indietro in estate. Poi arriva settembre, viene annunciato un nuovo iPhone, e l'azienda di Cupertino recuperare la sua posizione. Vedremo che per il 2021 si ripeterà lo stesso schema. 

Valerio Porcu è Redattore Capo e Project Manager di Techradar Italia. È da sempre ossessionato dai gadget e dagli oggetti tecnologici che cambiano la nostra vita quotidiana, e dai primi anni 2000 ha deciso di raccontarla. Oggi è un giornalista con anni di esperienza nel settore tecnologico, e ha ancora la voglia di trovare le chiavi di lettura giuste, per capire davvero in che modo la tecnologia può rendere migliore la nostra vita quotidiana.