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Xbox Series X, la nostra prova in anteprima

Xbox Series X
(Image credit: Future)

TechRadar ha provato per qualche giorno una versione non definitiva di Xbox Series X. Un test che fa parte del programma di anteprima Microsoft. Quanto segue sono le nostre prime impressioni sulla nuova console Microsoft. 

La Xbox Series X è esattamente quello che Microsoft aveva promesso, possiamo garantirlo in base al tempo che abbiamo passato sulla console e quello in cui abbiamo giocato. L’ultima generazione di console Xbox è super veloce, sorprendentemente silenziosa e sforna prestazioni che ci era capitato di vedere solo sui migliori PC gaming.

I PC da gioco comunque difficilmente permettono di raggiungere le stesse prestazioni al costo della Xbox Series X, dalla quale Microsoft è riuscita a spremere una mostruosa quantità di potenza per soli €499,99.

Il risultato è quello di una console che non è solo fantastica dal punto di vista tecnico, grazie a tempi di caricamento rapidissimi e a una eccezionale qualità visiva nei giochi, ma fornisce anche una serie di funzionalità aggiuntive per rendere l’esperienza di gioco più piacevole che mai.

In combinazione con il servizio  Microsoft's Xbox Game Pass, la Xbox Series X è certamente una presenza da non sottovalutare e mostra che Microsoft sa ancora quali tasti premere per accontentare i fan del marchio Xbox. 

Xbox Series X design

Xbox Series X

(Image credit: Future)

Il design della Xbox Series X prende le distanze dai suoi predecessori dall’aspetto piatto, grazie ad una una forma a torre che che ricorda più nelle sembianze un PC da gioco, rimane tuttavia la possibilità  di utilizzarla anche in posizione orizzontale. 

Le sue misure sono di 30 x 15,1 x 15 cm ed ha un peso di 4,45kg. La console è lunga, ha sembianze simili a quelle di un cubo, ed è completamente di colore nero opaco, con un poco di verde che si intravede dalle aperture superiori di raffreddamento. L’aspetto della console è prettamente lineare, con un pulsante di accensione sul lato sinistro in alto, mentre il lettore di dischi e relativo pulsante di espulsione si trovano più in basso disposti in verticale. Più a destra sono presenti il pulsante di accoppiamento del Joypad e una porta USB 3.2. Sul retro della console si trovano invece alcune aperture per il raffreddamento e una porta HDMI 2.1, 2 porte USB 3.2, un connettore di rete, uno slot di espansione e un connettore di alimentazione.

I lati della console sono vuoti, se si esclude un logo Xbox sul lato sinistro e dei gommini sul lato destro, che permettono di posizionare la console in orizzontale. Il fondo della console è leggermente elevato e a forma di disco e possiede ulteriori fori per il raffreddamento. Come già accennato, la parte superiore della console è completamente ricoperta da una griglia per garantirle un migliore raffreddamento. 

Xbox Series X

(Image credit: TechRadar)

La console nonostante il suo peso e le sue dimensioni piuttosto importanti, ha un aspetto minimalista. Il design simmetrico della Series X le permette inoltre di apparire più piccola di quanto non sia nella realtà. Siamo riusciti a piazzarla su uno scaffale Ikea Kallax da 39 x 39 cm orientata in verticale e in orizzontale, senza che si notasse eccessivamente. Un punto di forza della Xbox Series X è dato dalla sua incredibile silenziosità. 

Ci eravamo quasi abituati alle ventole in piena accelerazione delle console che sembravano quasi decollare durante il caricamento dei giochi, facendoci saltare i nervi. Ma la Xbox Series X è la più silenziosa Xbox con cui abbiamo mai giocato, anche ci servirà più tempo per testarla maggiormente per poter confermare questa impressione.

Quando si è sulla schermata iniziale, la console produce un suono intorno ai 30 dB, che è paragonabile al rumore di un sospiro e non aumenta di molto nemmeno durante i caricamenti e mentre si gioca. Giocando a Sea of Thieves, No Mans’ Sky e PlayerUnknown's Battlegrounds, abbiamo misurato non più di 33 dB. In ogni caso, installando un enorme update, il rumore prodotto è salito fino a 45 dB, simile a quello che fa una stampante al lavoro. 

Anche in questo frangente, la console non si può dire certamente che sia rumorosa, visto che a malapena riesce a superare il volume del gioco che stiamo utilizzando. Ciò è rimasto valido anche quando abbiamo giocato ai titoli di nuova generazione che abbiamo potuto provare, Dirt 5 e Yakuza: Like A Dragon. Questo farà piacere ai giocatori che sono più suscettibili al rumore e non sopportano il ronzio tipico dei caricamenti.

In ogni caso, tutto questo silenzio si paga dopo con una certa quantità di calore residuo. La Xbox Series X è simile a Xbox One X per quantità di calore prodotto, con l’aria calda che esce dalla griglia superiore, alla quale vi consigliamo di lasciare dello spazio intorno.  

La console stessa si scalda abbastanza, ma non abbiamo rilevato alcuna perdita di prestazioni anche giocando ai più esigenti titoli di ultima generazione.  Facciamo comunque presente che questa non è una versione definitiva della console, e la versione definitiva potrebbe anche implementare una gestione del calore migliorata. 

Il design di Xbox Series X è qualcosa che si odia o che si ama, ma noi l’abbiamo apprezzata per il taglio netto con le Xbox del passato. È slanciata, moderna e la sua estetica la fa apparire più matura di quanto non sia mai stata. Si tratta di una evoluzione, rispetto alle compatte ma piatte Xbox One S e X. 

Nonostante tutto il colore nero opaco fa pensare che si possa graffiare facilmente, ma almeno crediamo che si sporcherà difficilmente. Mentre il design esterno di Xbox Series X è un taglio netto con il passato, l’interfaccia utente e il pannello di controllo hanno subito apparentemente solo leggere modifiche. 

Xbox Series X

(Image credit: TechRadar)

L’interfaccia della Xbox Series X assomiglia moltissimo a quello di Xbox One. E la ragione è piuttosto semplice. Microsoft ha sfornato un consistente update ad agosto per rendere l’esperienza utente più simile tra le sue piattaforme, avvicinando l’aspetto dell’interfaccia di Xbox One a quello di Xbox Series X. 

L’interfaccia utente della Series X è ancora composto da riquadri personalizzabili, così è possibile decidere che cosa si desidera vedere sulla propria schermata iniziale, ed è facile accedere a giochi, applicazioni, chat di gruppo e altre funzionalità premendo il pulsante Xbox sul controller.

L’interfaccia utente è piuttosto lineare e permette un’ottima personalizzazione e una pratica navigazione. La personalizzazione sembra addirittura permeare l’intera interfaccia utente della Series X. Infatti, oltre a poter spostare giochi e applicazioni selezionandoli, Microsoft permette anche un maggior controllo grazie all’aggiunta di nuovi temi che agiscono da sfondo alla pagina profilo. Ma non è tutto, i giocatori possono finalmente utilizzare gli sfondi dinamici per personalizzare la pagina iniziale, eliminando un po’ di monotonia data da una pagina sempre identica. La Xbox Series X è considerevolmente più silenziosa ed elegante di quanto possiate mai immaginare.

Xbox Series X prestazioni

Xbox Series X

(Image credit: Future)

Xbox Series X  è un mostro di potenza dato che ha un processore AMD personalizzato con architettura Zen 2 a otto core e una frequenza di 3,8 GHz. La GPU è, invece, un’AMD RDNA 2 in grado di raggiungere i 12 TFLOPs di potenza. A queste caratteristiche si affianca poi una RAM GDDR6 da 16 GB. Ma come queste specifiche tecniche si traducono in prestazioni?

Tanto per cominciare, Series X è estremamente veloce grazie al suo SSD. Durante la nostra prova, abbiamo potuto constatare di persona che ci vogliono davvero pochissimi secondi per avviare un gioco rispetto a Xbox One S, che è una console esclusivamente digitale.

Confrontando i tempi di caricamento con quelli di Xbox One S, Series X si è dimostrata più veloce in tutte le occasioni: in alcuni casi solo di un paio di secondi, mentre in altri nella metà del tempo. Per darvi un’idea di quanto sia veloce Xbox Series X, abbiamo cronometrato il tempo necessario tra la scelta di proseguire il gioco dalla dashboard e l’effettivo caricamento. Per esempio, nel caso di Two Point Hospital, ci sono voluti 6 secondi per accedere al gioco su Xbox Series X, mentre ce ne sono voluti 9 su Xbox One. Selezionando, invece, un livello specifico dalla mappa del gioco, ci sono voluti 15,8 secondi sulla console next-gen, contro i 37, 27 di Xbox One: praticamente la metà del tempo.

Potete verificare le differenze nei tempi di caricamento in questa lista con tutti i giochi che abbiamo provato sia con la console attuale che con quella next-gen. Ecco i risultati:

  • Two Point Hospital: 9 secondi su Xbox One - 6 secondi su Series X
  • Fable Anniversary: 32.97 secondi su Xbox One - 21.62 secondi su Series X
  • Alan Wake: 7.95 secondi su Xbox One - 4.49 secondi su Series X
  • Ori and the Blind Forest: 4.47 secondi su Xbox One - 4 secondi su Series X
  • A Plague Tale: 66 secondi su Xbox One - 53 secondi su Series X
  • Sea of Thieves: 100 secondi su Xbox One - 35 secondi su Series X 

Anche se in alcuni di questi titoli i tempi di caricamento sono ridotti di pochissimi secondi rispetto a Xbox One, è innegabile che in tutti i casi ci sia un miglioramento. La differenza è stata minima in titoli come Ori and the Blind Forest che già in origine avevano tempi di caricamento ridotti, mentre abbiamo constatato grossi miglioramenti su altri giochi come, ad esempio, Fable. 

I titoli di questa generazione e di quella precedente, però, non solo hanno tempi di caricamento più veloci, ma hanno anche una grafica migliorata. La console Microsoft, infatti, punta a raggiungere i 4K con  un frame rate compreso tra i 60 e i 120 fps. 

Per poter provare al meglio Series X, abbiamo scelto di usare uno dei migliori televisori in circolazione, ovvero il Samsung Q80T 4K HDR da 55 pollici. Prima di passare ai test ci siamo accertati che la modalità gioco fosse attivata sul televisore e poi abbiamo impostato Xbox Series X sui 4K e i 120 fps. Questi valori, vale la pena ricordarlo, possono essere raggiunti grazie alla porta HDMI 2.1 che ovviamente è presente su questo smart TV e che è particolarmente raccomandata per poter avere la migliore qualità video sulle console next-gen.

Come Xbox One, Series X permette di calibrare l’HDR per i giochi. Il nostro consiglio è di impostare questa opzione al primo avvio in modo da ottenere un livello di contrasto particolarmente buono e di conseguenza la migliore esperienza grafica possibile.

(Image credit: Rare)

Con tutte queste impostazioni regolate, abbiamo avuto modo di constatare che l’aspetto dei giochi su XBox Series X era notevolmente migliorato, il che non sorprende dato che Microsoft è riuscita a implementare per i titoli che vi abbiamo elencato il supporto nativo all’HDR. Durante la nostra anteprima, abbiamo avuto la possibilità di provare alcuni titoli retrocompatibili particolarmente emblematici delle migliori grafiche permesse da Xbox Series X. 

Sea of Thieves, per esempio, ci è apparso fin da subito su Xbox Series X più brillante, con un'immagine definita e molti più dettagli rispetto a Xbox One. Abbiamo potuto inoltre constatare lo stesso con titoli come A Plague's Tale, Alan Wake e Fable Anniversary.

Qui trovate uno screenshot di Sea of Thieves su Xbox Series X: come potete vedere il risultato in termini di resa grafica è lo stesso che i giocatori PC conoscono ormai da tempo:

L’SSD di Xbox Series X ha complessivamente una capienza di 1 TB ed è un NVMe personalizzato. In realtà lo spazio a disposizione, al netto del sistema operativo, è di 802 GB. Nel complesso siamo riusciti a installare 18 titoli di diverse dimensioni: si tratta di un buon numero di giochi ma pensiamo che sarà altamente consigliato, all’uscita della console, avere una delle schede di espansione della memoria. Anche se i giochi retrocompatibili possono essere installati su un hard disk esterni, averli su un SSD permette di godere a pieno di quei vantaggi in termini di velocità di caricamento che abbiamo appena illustrato. In futuro, inoltre, con l’arrivo di molti altri titoli next-gen, lo spazio potrebbe esaurirsi molto più facilmente dato che i file avranno probabilmente dimensioni più grandi.

Insieme alla console, abbiamo avuto la possibilità di provare la scheda di espansione di Seagate da 12 TB per Xbox Series X. Questa si è rivelata molto facile da usare ma è un accessorio per niente economico dato che costa oltre €200. Quando ci siamo trovati senza più spazio a disposizione, abbiamo inserito la scheda sul retro della console.

A quel punto la console ci ha chiesto se volessimo installare il nuovo gioco sulla memoria interna o sulla scheda offrendo, nella prima ipotesi, anche delle opzioni discretamente efficaci per liberare spazio dall’SSD.

Se la scheda di espansione della memoria dovesse rivelarsi per voi un po’ troppo costosa, potete sempre collegare alla console un HDD o un SSD attraverso la porta USB 3.1. In ogni caso, vale la pena fare notare che solo i titoli per Xbox One e in genere quelli retrocompatibili possono essere giocati da questi supporti. Inoltre potete sempre mettere i giochi Xbox Series X su HDD o SSD ma per essere giocati devono trovarsi necessariamente su un SSD NVMe. Non abbiamo ancora provato i tempi di caricamento con i supporti esterni ma ci ripromettiamo di farlo al più presto.

L’aspetto positivo della gestione dello spazio di archiviazione è che installando (o disinstallando) i giochi, Xbox Series X vi permette di scegliere quali parti installare invece di essere costretti ad avere l’intero titolo sulla console. Così, per esempio, potete decidere di installare solo il multiplayer di Doom Eternal e lasciare da parte la campagna da giocatore singolo o viceversa. Siamo davvero curiosi di sapere quanti e quali giochi supporteranno al lancio questa installazione modulare, perché ci è sembrata davvero una funzionalità estremamente interessante. 

In questo modo è inoltre possibile di gestire in maniera più intelligente lo spazio di archiviazione permettendo all’utente di avere maggiore controllo sui contenuti che vuole avere sulla console o meno.

Xbox Series X controller

Xbox Series X

(Image credit: TechRadar)

Il controller di Xbox Series X risulta familiare dal primo momento, anche se le differenze si notano a partire dal nuovo rivestimento che ne migliora il grip alle geometrie che lo rendono più ergonomico (e comodo) durante il gioco. 

A primo impatto il controller di Xbox Series X non sembra molto diverso rispetto al suo predecessore. La forma è simile e anche i tasti sono disposti in modo pressoché identico.Guardandolo più attentamente però si notano tutti i piccoli miglioramenti apportati da Microsoft. 

Tanto per cominciare, la finitura lucida che ha caratterizzato il controller di Xbox One è stata sostituita da un look opaco che somiglia molto a quello di Series X. Anche se a livello estetico è migliore, ci sono anche alcuni lati negativi. Il controller si sporca più facilmente data la superficie ruvida e, considerando l’elevato numero di mani che di norma maneggiano un controller, crediamo sarà difficile tenerlo pulito nel tempo. Le altre varianti di colore disponibili (da acquistare separatamente) potrebbero in parte risolvere il problema. 

Del resto si tratta di un fattore piuttosto secondario e in generale il controller di Xbox Series X ha un aspetto più premium, sia nel look che a livello tattile. 

Xbox Series X

(Image credit: TechRadar)

I nuovi pad dispongono di una texture tattile sia sulle levette posteriori che sulle impugnature. A nostro avviso questo accorgimento fa si che il controller sia più saldo quando lo si tiene in mano, senza però creare problemi dovuti allo sfregamento. 

Inoltre, anche se le dimensioni sono rimaste pressoché invariate, la parte posteriore dell’impugnatura e i grilletti sono più arrotondati e leggermente più piccoli. Per chi aveva le mani piccole (basti pensare ai bambini) il controller Xbox One poteva risultare troppo grande, ma questo piccolo accorgimento ha in parte risolto il problema. 

Probabilmente la novità più evidente è l’aggiunta del tasto “Share” e del D-pad ibrido. Il primo consente di fare uno screenshot mentre giocate e condividerlo con un semplice click. Se il tasto viene premuto a lungo invece fa partire una registrazione video da 15 secondi (tempo che può essere modificato dal menù impostazioni) Di certo è molto più comodo della combinazione di tasti home+X o Y richiesta dal controller Xbox One, ma durante i nostri test abbiamo incontrato qualche difficoltà nel catturare screenshot in tempo reale (questo dipende molto dalla grandezza delle vostre mani)

Il D-pad ibrido, dal canto suo, è una via di mezzo tra il classico D-pad di Xbox One e quello a forma di disco presente sul controller Xbox Elite Wireless di seconda generazione. Il risultato è un D-pad tradizionale che poggia sopra un disco. Si tratta di un’altra piccola ma utile miglioria mirata a dare maggior controllo sul D-pad aumentando anche la comodità d’uso del controller. 

Tuttavia molti aspetti sono rimasti invariati. Il controller Xbox Series X conserva il jack audio da 3.5mm e la porta per l’espansione sulla parte bassa, come anche la porta di ricarica USB, il tasto per il pairing nella parte alta e i tasti View, Menu e Xbox posti frontalmente.

Oltre alle piccole modifiche strutturali il controller di Xbox Series X vanta anche alcune nuove interessanti migliorie. Lo abbiamo trovato più reattivo, probabilmente grazie alla diminuzione della latenza, e connettersi via Bluetooth a diversi dispositivi tra cui Xbox One, iPhone 11 e Mac è stata una passeggiata. 

Tra le similitudini con il precedente modello ci sono anche le batterie, che rimangono delle classiche AA. Il nostro controller è rimasto a secco dopo ben 10 di gioco intenso. Se volete risparmiare vi consigliamo vivamente di investire in un paio di batterie ricaricabili. 

In generale il controller di Xbox Series X ha fatto un passo in avanti in termini di materiali e funzioni senza aumentare di prezzo. 

Xbox Series X funzioni e caratteristiche 

Fable Anniversary

(Image credit: Microsoft)

Xbox Series X ha molte nuove funzioni e aggiornamenti che migliorano l’esperienza con la console

La migliore di tutti è probabilmente Quick Resume. Serve per riprendere un gioco da dove lo si è interrotto, più o meno istantaneamente. Entro pochi secondi, dunque, si può tornare all’azione esattamente dove la si era lasciata, senza dover passare di nuovo da schermate di caricamento. È persino possibile passare da un gioco all’altro, in questo stato sospeso, senza perdere neanche un istante.

Siamo effettivamente riusciti a saltare tra diversi giochi nel giro di pochi secondi, con la sola condizione che i giochi stessi fossero già stati avviati in precedenza. In particolare, siamo passati da Alan Wake Tell Me Why in 11.4 secondi, solo premendo il pulsante Xbox sul controller e selezionando il gioco desiderato dalla barra laterale. Si passa da un gioco all’altro senza schermate di caricamento. Volendo tornare a Tell Me Why dalla dashboard principale di Xbox Series X, invece, il tempo richiesto è 2.7 secondi; e parliamo di “tornare” direttamente al gameplay, non alla schermata iniziale del gioco. 

Microsoft non ha detto se c’è un limite al numero di giochi che si possono “sospendere” in questo modo, ma abbiamo notato che metterne più di quattro appesantisce un po’ le prestazioni. Al punto che per alcuni giochi si rende necessario riavviarli, con la console che chiude il primo della lista. Non è un gran limite ma non è detto che sia definitivo, e dobbiamo ricordare di nuovo che stiamo testando un esemplare non definitivo della console.

Chiaramente Quick Resume non può funzionare allo stesso modo con il multiplayer online, visto che se ci sono altre persone coinvolte non si può semplicemente mettere tutto in pausa e riprendere quando lo si desidera. In questo caso, il giocatore che lascia la partita viene eliminato, e con Quick Resume si torna alla schermata con i titoli iniziali. 

Alan Wake

(Image credit: Remedy Entertainment)

Un’altra bella caratteristica di Xbox Series X è la retrocompatibilità. Durante la nostra prova c’erano circa 1000 vecchi giochi già disponibili, e potrebbero essere ancora di più tra qualche settimana. I giochi di vecchia data si caricano più velocemente e girano meglio, senza cali di frame rate. In  generale i vecchi giochi sono migliori, per quando obsoleti rispetto agli standard odierni. 

La retrocompatibilità include anche gli accessori Xbox: abbiamo potuto usare senza problemi il controller Xbox Wireless originale e l’Xbox Elite Wireless Controller Series 2, senza il minimo problema.

Stesso discorso per le cuffie. Nessun problema con le Turtle Beach Recon Spark, che si collegano con il jack, ma con le SteelSeries Arctis 5 abbiamo avuto qualche difficoltà tentando di usare la connessione USB. Un problema che probabilmente sarà risolto con la versione definitiva di Xbox Series X. 

Infine, tra le caratteristiche aggiuntive di Xbox Series X vale la pena ricordare che c’è un lettore Blu-Ray 4k incluso, facile da usare. E ci sono le applicazioni per i servizi di streaming più diffusi, come Netflix, Amazon Prime Video e Disney Plus; tutte offrono la riproduzione 4K su Xbox Series X, se la vostra connessione a Internet lo permette. 

Xbox Series X gameplay

(Image credit: Sega)

Anche se non siete ferrati in tema di frequenze e frame rate in rapporto alle prestazioni di gioco, vi accorgerete facilmente delle differenze nei giochi Xbox Series X. 

Abbiamo avuto modo di provare in anteprima Yakuza: Like A Dragon e Dirt 5 (entrambi titoli ottimizzati per Xbox Series X, quindi versione create su misura per la console). Sono questi i giochi con i quali si possono comprendere le reali potenzialità della console next-gen di Microsoft. 

Considerando che né Yakuza né Dirt 5 sono usciti, non siamo in grado di confrontarli con i loro equivalenti per Xbox One, quindi li confronteremo con i predecessori: Dirt 4 e Yakuza Kiwami 2.

Dirt 4 non regge minimamente il confronto con Dirt 5 in quanto a prestazioni, il che non sorprende se si considera che è un gioco piuttosto datato anche per la precedente console Microsoft. Dirt 4 soffriva di alcuni cali di frame rate su Xbox One e la grafica era tutt’altro che definita anche se, in effetti, in un gioco di corse quest’ultima non è una componente fondamentale. D’altro canto, Dirt 5 è molto scorrevole, reattivo e la grafica è davvero incredibile su Xbox Series X. 

Il gioco ha tre modalità video che esaltano rispettivamente le frequenze di aggiornamento (120hz), la qualità dell’immagine o il frame rate. Mentre le differenze sono palesi quando si opta per la qualità grafica,  anche le altre modalità hanno un aspetto fantastico, e nessuna di queste ha intaccato le prestazioni della console. I tempi di caricamento sono rapidi e la navigazione istantanea. 

Abbiamo avuto un’esperienza simile con Yakuza: Like A Dragon. Le schermate di caricamento sono rapidissime e anche quando vengono visualizzate, passano pochi secondi prima di ritrovarsi nel bel mezzo dell’azione. Anche se nemmeno Yakuza Kiwami 2 è particolarmente soggetto a lunghe attese, in alcuni casi abbiamo atteso fino a 24 secondi tra una scena e l’altra (molto di più rispetto a Like a Dragon). Questo aspetto è ancora più evidente quando si utilizzano gli spostamenti veloci in Like a Dragon, che consentono di arrivare a destinazione in meno di 5 secondi. Onestamente non c’è confronto tra i due titoli, dato che appartengono a generazioni diverse, ma confrontarli è un buon modo di comprendere quanto la console next-gen sia migliorata in termini di esperienza di gioco. 

Di certo l’aspetto più evidente a testimonianza del salto generazionale è rappresentato dalla grafica di Like A Dragon. In Kiwami 2 spesso i bordi delle texture sono poco definiti, mentre su Like a Dragon la nitidezza è assoluta. I colori sono più vibranti e in generale l’azione è molto più scorrevole che sul suo predecessore.

Passando dai giochi Xbox Series X alle loro precedenti iterazioni la differenza è palese sia in termini grafici che nei tempi di caricamento, il che ci fa ben sperare per i titoli che usciranno in futuro. 

Verdetto

Xbox Series X

(Image credit: Future)

Per quanto abbiamo potuto vedere in questa prima prova con Xbox Series X, Microsoft ha fatto le cose per bene, creando una console veloce e potente, capace di migliorare anche i vecchi giochi. 

Xbox Series X taglia i tempi di caricamento, migliora enormemente la qualità grafica e porta una maggiore stabilità a tutta l’esperienza. Ma sono caratteristiche extra come Quick Resume o la retrocompatibilità che hanno superato (di molto) le nostre aspettative. 

L’esperienza che ci ha offerto Xbox Series X, almeno per ora, è davvero molto buona, con giochi migliori dal punto di vista visivo, del suono e delle prestazioni. L’eliminazione degli irritanti tempi di caricamento è davvero una cosa fantastica. 

Questa discreta (noiosa) scatola nera si combina con la vasta libreria di Xbox Game Pass, può essere il salto generazionale in cui speravamo. Detto questo, dobbiamo usarla ancora un po’ prima di farci un’opinione definitiva, ma saremo pronti con una recensione vera e propria per quando Xbox Series X sarà effettivamente in commercio. 

Siamo un po’ delusi per il fatto che alcuni grandi giochi non saranno disponibili al lancio, primo tra tutti Halo Infinite. Per quanto Xbox Game Pass offra un catalogo enorme, crediamo che Xbox Series X abbia bisogno di qualche titolo in esclusiva, e di qualche gioco che ne possa mettere in mostra l’immensa potenza.