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Recensione Assassin's Creed Valhalla

Assassin's Creed Valhalla è un open world immenso, ma brilla solo negli episodi secondari

Assassin's Creed Valhalla review
(Image: © Ubisoft)

Il nostro verdetto

Assassin's Creed Valhalla è un titolo open world con una mappa gigantesca, ma la trama principale non lascia il segno. Fortunatamente, il protagonista, Eivor, è abbastanza carismatico/a da salvare la situazione. La concorrenza fa meglio in quasi ogni aspetto, ma Valhalla offre un'esperienza piacevole e missioni secondarie accattivanti.

Pro

  • Il gioco più divertente della serie
  • Eivor è un brillante protagonista
  • I villaggi “esplodono” di vita
  • Mappa enorme

Contro

  • La mappa è “vuota” in alcune zone
  • La trama non è coinvolgente
  • Il combattimento è caotico
Test

Durata test: 35 ore

Sistema: Xbox Series S 

Assassin's Creed Valhalla vede il ritorno della serie stealth sugli assassini dopo un anno di pausa, ma non riteniamo che Ubisoft abbia sfruttato al meglio questi due anni.

Valhalla è ambientato durante l'invasione vichinga dell'Inghilterra e vestirete i panni di Eivor. Il precedente capitolo, Odissey, è ambientato durante la guerra del Peloponneso, per cui non sorprende che il nuovo capitolo riproponga combattimenti adrenalinici e caotici.

A volte, il gameplay ricorda quello di Assassin's Creed II, inoltre torna a galla il senso dell'umorismo e i toni leggeri di Black Flag. I titoli della serie sono spesso troppo seri, quindi abbiamo apprezzato uno stile più scanzonato.

Le vecchie abitudini però sono dure a morire e Ubisoft crede ancora che “bigger is better”. Risultato? Il mondo di gioco è enorme, ma non tutte le zone sono sviluppate come dovrebbero.

Le dimensioni non sono tutto e ridurre queste aree avrebbe potuto concentrare maggiormente l'attenzione sui villaggi, che abbiamo trovato molto più divertenti delle escursioni attraverso i campi o in barca lungo i fiumi.

Il mondo di gioco non ci ha convinto del tutto, ma non possiamo dire lo stesso di Eivor: come Edward Kenway, si avventura lungo la via dell’assassino, ma non la fa sua fino in fondo. La trama è basata in gran parte sulla storia vichinga, presenta qualche accenno sugli Assassini e sulla narrativa dell'Animus, che interrompono il ritmo sporadicamente, ma in modo coerente.

Valhalla è diverso dai predecessori: è un'avventura d'azione open-world, che espande la formula di Assassin's Creed con un brillante senso dell'umorismo, combattimenti meno tattici e un protagonista carismatico che non si vedeva da tempo. Detto ciò, non possiamo fare a meno di pensare che la trama e il mondo di gioco non sono stati sviluppati al meglio.

Assassin's Creed Valhalla review

(Image credit: Ubisoft)

Disponibilità e prezzo

  •  Che cos'è? Il nuovo capitolo di Assassin's Creed, ambientato durante l'invasione vichinga dell'Inghilterra
  • Data di uscita? 10 novembre 2020
  • Sistemi compatibili? PS5, Xbox Series X / S, PS4, Xbox One, Google Stadia e PC
  • Prezzo? L'edizione standard costa 70 euro; su Amazon è in vendita la Limited Edition allo stesso prezzo, che presenta contenuti aggiuntivi 

Un mondo di gioco enorme… anche troppo

  • Valhalla è un buon open world, ma non è all’altezza dei “mostri sacri” del settore 
  • Il mondo di gioco presenta zone “vuote”
  • Viaggiare è di gran lunga la parte peggiore 

Assassin's Creed Valhalla è un gioco ben sviluppato e i contenuti non mancano, tuttavia se confrontato con la concorrenza, non risalta in alcun aspetto.

La caccia è molto meno sofisticata rispetto a quanto visto in Red Dead Redemption 2 e meno divertente rispetto a quella dei precedenti capitoli della serie. L’esplorazione non è interessante come in Horizon Zero Dawn o The Witcher 3, mentre il combattimento, sebbene abbia una certa profondità e siano disponibili numerose armi, non è sviluppato quanto quello di Ghost Of Tsushima.

I moderni open world sono sviluppati secondo l’idea "bigger is better" e Assassin's Creed ne è un chiaro esempio. Purtroppo, è un’idea erronea ed è un peccato che dopo un anno di pausa, gli sviluppatori non l’abbiano compreso.

Assassin's Creed Valhalla brilla nelle interazioni con gli NPC dei villaggi, dove si può conversare con personaggi interessanti, partecipare a gare di bevute e persino scontrarsi in rap battle.

Sembra che gli sviluppatori abbiano fatto di tutto per offrire plateali colpi di scena, tuttavia raramente lasciano il segno, poiché i personaggi centrali mancano dello sviluppo degli NPC secondari.

Valhalla sarà sicuramente paragonato a God Of War e forse sarebbe stato meglio proporre un mondo di gioco più piccolo, ma completo come Midgard. Al contrario, Ubisoft ha creato un’ambientazione enorme con missioni che richiedono lunghe cavalcate o navigazioni per spingere il giocatore a esplorare ogni centimetro della mappa.

Nel corso dell’avventura, saranno sbloccati diversi punti di viaggio rapido, ma questa è una soluzione che non dovrebbe essere necessaria. Si può esplorare a piedi, a cavallo o in barca, ma il gioco non riesce a esaltare queste meccaniche. A piedi si ha la possibilità di scoprire tutti i segreti del mondo, ma occorre molta dedizione. Andare a cavallo non è coinvolgente, e sebbene il combattimento su di esso sia possibile, spesso non funziona come dovrebbe.

La navigazione è interrotta costantemente dai ponti e in realtà non sembra molto più veloce della corsa. Gli spostamenti a cavallo e in barca possono anche essere automatici, ma non sempre viene selezionato il percorso più veloce e non si arriva mai più velocemente, probabilmente per consentire al giocatore di ammirare la natura.

Durante la navigazione, si può godere di una brillante visuale cinematografica, peccato non si possa dire lo stesso degli spostamenti a cavallo: la visuale tende a seguire i movimenti del destriero nel vano tentativo di esaltarli, mentre dovrebbe concentrarsi sulla maestosità dell'Inghilterra medievale.

Assassin's Creed Valhalla review

(Image credit: Ubisoft)

Eivor e il folklore salvano la baracca

  •  L'umorismo è un aspetto chiave del gioco
  • Eivor è carismatico
  • La versione femminile del protagonista è persino migliore 

Valhalla risulta più interessante negli episodi minori poiché sono divertenti. Dal punto di vista del gameplay, potrebbe non essere all'altezza della concorrenza, ma il suo humor e i toni leggeri non sono secondi a nessuno.

C'è una missione in cui dovrete bruciare la casa di una coppia, affinché possano ricreare la loro prima volta (avvenuta durante un saccheggio).

Eivor si presta bene anche a tali episodi: è intelligente e versatile. Edward Kenway, protagonista di Assassin's Creed IV: Black Flag, è sempre stato la pecora nera della famiglia ed Eivor ha uno spirito affine.

Il titolo permette di giocare come Eivor maschio, Eivor femmina o con l'impostazione "predefinita", in cui il gioco cambierà tra le due versioni a orari prestabiliti e in linea con le scelte fatte nell'Animus.

Sì, l’ultima opzione lascia interdetti. La variante femminile di Eivor è stata pressoché assente nel marketing, ma si adatta molto meglio alla storia.

Eivor maschio è un guerriero impavido e teatrale, per certi aspetti la sua personalità sa di già visto, mentre Eivor femmina si distingue:

abbiamo ritenuto che si adattasse molto di più all'umorismo del gioco ed è una protagonista più interessante da controllare durante le conversazioni. Probabilmente, se gli sviluppatori avessero optato per la sola variante femminile, il titolo avrebbe avuto un impatto migliore.

Assassin's Creed Valhalla review

(Image credit: Ubisoft)

Un gioco dalle mille contraddizioni

  • La trama non è sviluppata al meglio
  • C’è qualche bug
  • Le battaglie sono caotiche

Qualunque sia la versione di Eivor con cui giocherete, scoprirete che le fasi iniziali del titolo sono un po’ pesanti, ma in seguito l'esperienza diventa molto più fluida.

Occorre percorrere lunghe distanze poiché la mappa diventa sempre più grande a ogni nuova missione, ma ci si immerge facilmente nel ritmo del gioco.

Il problema principale risiede nella trama: Eivor e il suo clan non abbandonano la Norvegia a causa delle persecuzioni o della guerra, ma poiché i clan sono uniti e si è raggiunta la pace... e la pace è noiosa.

Sì, in questo capitolo, noi saremo gli invasori; Eivor e la sua gente salpano per l'Inghilterra con l’obiettivo di conquistarla. La trama sviluppa anche i punti di vista e i contrasti tra Sigurd ed Eivor, ma non ciò non è stato sufficiente a dare un’adeguata profondità alla storia principale.

Il titolo è brutale, il che si adatta bene all'era vichinga, ma non sempre tali episodi sono introdotti al momento opportuno; in ogni caso, sono una costante durante tutta l’avventura.

Le battaglie sono fantastiche, soprattutto dopo aver sbloccato armi speciali e le abilità, ma sono anche ripetitive, e nella mischia si fa fatica a distinguere alleati e nemici.

La grafica è stupenda, ma abbiamo anche riscontrato diversi bug. Per due volte, il gioco si è bloccato e abbiamo dovuto riavviarlo; in un episodio, abbiamo potuto esplorare un'area proibita, e in un altro, Eivor è stato colpito al petto da una freccia durante una sequenza video, sebbene ciò non fosse previsto.

Valhalla è un gioco pieno di contraddizioni, come Eivor che non aderisce del tutto ai principi dell'assassino.

Assassin's Creed Valhalla review

(Image credit: Ubisoft)

Conclusioni

I titoli del brand Assassin's Creed raramente lasciano a desiderare e Valhalla non fa eccezione: è un discreto open world, sebbene abbia bisogno di un maggior labor limae. Il mondo di gioco è enorme e offre molte missioni secondarie, ma come spesso accade, alla lunga risultano ripetitive. Alcuni aspetti del gameplay e la trama non sono interessanti quanto gli episodi di vita e gli NPC secondari dei villaggi.

Inseguire gatti smarriti, vincere duelli di insulti e bere birra è molto più divertente che completare una serie di incursioni sullo sfondo di un complotto cinico e ipocrita.

Se vi piacciono i giochi open world, vi divertirete con Assassin's Creed Valhalla, ma non probabilmente non lo valuterete un "capolavoro". Eivor è il fulcro del gioco, specialmente la versione femminile, e offre l'umorismo leggero che mancava dai tempi di Black Flag; il titolo non è eccezionale, ma vale la pena giocarlo.