Smartphone Huawei bloccati da Google: che cosa significa? (Aggiornato)

Karlis Dambrans / Shutterstock
(Image credit: Karlis Dambrans / Shutterstock)

Aggiornamento 14 giugno 2019: pare che Huawei abbia registrato il marchio Hongmeng in diversi paesi. Sarebbe il nome di un sistema operativo per smartphone alternativo ad Android. Inoltre l'azienda sta contattando molti sviluppatori Android affinché portino le loro app sul negozio AppGallery della stessa Huawei. 

La notizia che Google ha bloccato l'accesso ai servizi Android  sia a livello di app che di aggiornamenti di sicurezza, non rappresenta solo un brutto colpo per il futuro del produttore cinese ma anche per l'intero settore degli smartphone in tutto il mondo.

Dopo che Trump ha messo Huawei nella sua lista nera, limitando le possibilità di commercio tra i produttori USA e Huawei, Google è stata obbligata a bloccarne l'accesso al Google Play Store, il che significa che gli utenti non potranno aggiornare le loro app e nemmeno avere gli aggiornamenti di sicurezza di Android OS.

In pratica, Huawei non potrà più avere accesso alle principali app Google e avrà importanti limitazioni nell'utilizzo delle ultime versioni di Android, con tutte le nuove funzioni e gli aggiornamenti di sicurezza.

Aggiornamento: Il Ministero del Commercio degli Stati Uniti ha temporaneamente sospeso il blocco, quindi Google potrà riprendere la propria collaborazione con Huawei. La sospensione tuttavia durerà fino al prossimo 19 agosto, e non è chiaro se Huawei sarà in grado di recuperare la possibilità di lavorare con aziende statunitensi, visto che le autorità del Paese la considerano un rischio per la sicurezza nazionale.

Cosa succederà a chi possiede uno smartphone Huawei?

Stiamo ancora elaborando le notizie e al momento possiamo basarci solo sulla prima dichiarazione ufficiale di Google rilasciata a TechRadar:

“Abbiamo dovuto rispettare gli ordini e limitare l'accesso ai nostri servizi. In ogni caso chi già possiede un dispositivo Huawei potrà continuare ad usare Google Play e i sistemi di sicurezza di Google Play Protect ” 

Ci sono quindi buone notizie per chi ha da poco investito i propri risparmi su di un costoso Huawei P30 Pro: i dispositivi già venduti dal colosso cinese continueranno a ricevere gli aggiornamenti di sicurezza e avranno accesso al Google Play Store, almeno per il prossimo futuro.

Anche Huawei ci ha confermato che farà il possibile per garantire i suoi dispositivi e ha sottolineato il proprio ruolo nel settore: 

“Huawei ha contribuito in maniera rilevante alla crescita di Android nel mondo. In veste di partner chiave, abbiamo lavorato congiuntamente sulla loro piattaforma  open-source per sviluppare un ecosistema che ha giovato sia agli utenti che al settore."

"Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e ai tablet Huawei e Honor venduti, compresi quelli che sono attualmente a listino"

Questo comunque non significa che chi possiede un terminale può stare tranquillo, non è chiaro infatti quanto potrà durare questo supporto e non è probabile che possa estendersi per anni. 

Se in media gli aggiornamenti di sicurezza vengono garantiti per periodi di due o tre anni dal lancio, questo non è certo per i prossimi modelli a causa della nuova politica di Google.

I futuri smartphone Huawei continueranno ad usare Android?

Image Credit: TechRadar

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La mossa di Google indica che non collaborerà più direttamente con Huawei  per gli aggiornamenti di sicurezza, né offrirà più l'accesso al Google Play Store. Si tratta di un colpo potenzialmente fatale per il marchio che solo qualche mese fa puntava a diventare il principale produttore di smartphone nel mondo.

In pratica se Huawei vuole continuare a usare Android come sistema operativo, dovrà usare la Android Open Source Platform (AOSP), che è libera e può essere utilizzata come base per un proprio sistema.

Sarà invece vietato l'accesso ad app strategiche come YouTube, Google Maps e Chrome, e al Google Play Store. Sono tutte app proprietarie di Google che non sono disponibili liberamente e che diventeranno off-limits una volta che la collaborazione si interrompe.

Non potendo accedere al Google Play Store, Huawei sarà obbligata a collaborare con gli sviluppatori per creare versioni personalizzate dei loro software. Si tratta di una situazione paragonabile a quella di Amazon con Fire OS, il suo sistema basato su Android AOSP che ha un proprio app store e che permette al gigante della distribuzione di controllare completamente la piattaforma su cui funzionano i suoi tablet Fire e dispositivi  Echo.

Se Huawei è obbligata ad usare AOSP, potrebbero esserci conseguenze devastanti visto che avere uno store completo è cruciale per il successo, come hanno ben dimostrato Nokia e Microsoft che non sono riusciti a rendere Windows Phone un'alternativa possibile ad Android e iOS. E questo nonostante gli investimenti milionari spesi negli strumenti per gli sviluppatori e negli accordi con le principali app, affinché sbarcassero anche sulla loro piattaforma. 

In realtà Huawei ha dichiarato di stare sviluppando da sette anni una sua alternativa ad Android, definendolo "Piano B", che entrerebbe in azione non appena necessario.

Nella sua ultima dichiarazione a TechRadar, Huawei ha confermato “continueremo a realizzare un ecosistema software sicuro e completo che  fornisca la migliore esperienza d'uso ai nostri utenti in tutto il mondo”, che sembra proprio fare riferimento al suo nuovo sistema operativo.

Come funzionerà in pratica non è chiaro, visto che Huawei ha confermato di preferire la collaborazione con Google e Microsoft su Android e Windows per offrire agli utenti la migliore esperienza d'uso.

"Huawei ha lavorato duramente per realizzare una propria App Gallery e altre app del genere, allo stesso modo in cui ha lavorato sui chipset. Ci sono pochi dubbi che tutti questi sforzi puntino a una sua indipendenza" ha confermato Ben Woods, capo della ricerca presso CCS Insight.

E in effetti sembra improbabile che il marchio cinese abbia sviluppato alternative alle principali app Android solo per divertimento.

Se Huawei perde l'accesso al Google Play Store, serviranno enormi investimenti per attirare gli sviluppatori e convincerli ad approdare nel proprio store in modo da tranquillizzare gli utenti che vogliono avere a disposizione le app che servono. Il rischio è quello di perdere grosse quote di mercato in breve tempo.

Gli stessi problemi riguardano Honor, il marchio economico di Huawei. Nonostante ad Honor abbiano cercato di smarcarsi dal marchio Huawei, è stato confermato che verranno colpiti dagli stessi provvedimenti. 

In ogni caso il lancio di Honor 20 è confermato, ennesima dimostrazione di come i modelli in stock non verranno colpiti da questi provvedimenti 

E per quanto riguarda gli altri marchi? Cosa succederà al settore degli smartphone?

iPhone XS

Image Credit: TechRadar

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Anche se queste sanzioni non colpiscono altri produttori, il messaggio è chiaro: la politica può influenzare i dispositivi che usano miliardi di persone in tutto il mondo.

Anche se ad oggi non ci sono minacce di alcun tipo, è chiaro che anche gli altri produttori devono iniziare a preoccuparsi. 

Solo qualche anno fa Samsung minacciò seriamente di staccarsi dal sistema Android in quanto pensava che Google esercitasse troppo controllo sui suoi smartphone Galaxy.

Ha così sviluppato Tizen OS e, se da una parte questo sistema viene usato negli  smartwatch Galaxy, dall'altra ha permesso di raggiungere un accordo con Google per avere maggiore libertà di azione.

(Bisogna notare che Samsung ha realizzato smartphone con sistema Tizen, modelli economici che non hanno avuto successo, a differenza dei Galaxy).

Qui il beneficiato potrebbe essere Apple - Trump chiede da tempo di spostare le fabbriche dalla Cina agli USA e allo stesso tempo ha esentato Apple dai nuovi dazi imposti alla Cina in modo che non debba aumentare i prezzi...

Nell'ultimo periodo Huawei è stata una spina nel fianco per Apple. Il successo del marchio cinese minaccia da vicino Apple anche nel settore dei dispositivi top di gamma e Trump vuole che il marchio americano abbia maggiore successo negli USA. 

Certo è che spostarsi dalla Cina sarebbe molto costoso per Apple, che avrebbe comunque bisogno di alcune componenti chiave cinesi per i propri iPhone. Così non è chiaro quanto una mossa di questo genere potrebbe rivelarsi veramente efficace. 

La scomparsa di Huawei avrebbe effetti anche sugli altri produttori. Lo sviluppo aggressivo di nuove tecnologie da parte del produttore cinese ha spinto gli avversari a loro volta a realizzare nuove tecnologie. Una perdita di un competitor così importante rallenterebbe sicuramente lo sviluppo tecnologico. Le nuove fotocamere Huawei negli ultimi due anni hanno dato il via a una gara che ha dato come risultati migliore qualità, paragonabile a quella delle fotocamere compatte. La serie P degli smartphone Huawei ne è la migliore dimostrazione.

Il marchio cinese è anche in competizione con Samsung per realizzare il primo smartphone pieghevole, la sola presenza di Huawei Mate X  ha spinto il marchio coreano a dare il meglio di sè per realizzare un proprio dispositivo pieghevole(anche se avrebbe fatto migliore figura a rimandare l'uscita di Galaxy Fold…).

Così è tutto finito per Huawei?

C'è comunque una speranza perché Huawei possa continuare ad usare Android e le sue caratteristiche.

Il Dipartimento del Commercio USA ha da poco concesso uno stop di 90 giorni sulle precedenti restrizioni imposte a Huawei, per consentire ai network americani di acquistare le infrastrutture necessarie a gestire le Reti. In pratica ha dovuto ammettere che queste restrizioni avrebbero potuto rivelarsi controproducenti per gli USA.

Google ha confermato da parte sua di stare valutando la situazione e le possibili implicazioni delle sanzioni sul suo ecosistema. Anche aziende americane come Qualcomm saranno colpite da queste decisioni e faranno lobby per cercare di convincere Trump a ritirarle. 

Se alla fine Google sarà costretta a bloccare l'accesso di Huawei ai futuri aggiornamenti di sicurezza e al Play Store, questo rappresenterà un grosso danno per tutti i produttori cinesi, visto che i consumatori non vorranno acquistare modelli che potrebbero rivelarsi inutilizzabili dopo alcuni anni.

Così mentre questa mossa sembra rivolta contro Huawei, avrà effetto sull'intera industria e probabilmente sul prossimo smartphone che comprerete. E potrebbe anche significare la nascita di un nuovo sistema operativo.