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The Sims, il sesso lesbico in un gioco che abbatte le barriere

The Sims 4
(Image credit: EA)

Bella Goth (Daniela Alberghini nella versione italiana) ha i capelli sciolti e sta guardando dritto verso di me. Nel bel mezzo di una festa piena di Sim, dove l’unica cosa degna d’interesse è un bambino malconcio e maleodorante abbandonato in una culla, Bella si fa strada verso il tavolo delle bevande, acquistato con Simoleon truccati.

Bella si porta i capelli dietro le spalle con tutta la naturalezza consentita dalle grafiche dei primi anni 2000 e punta verso Nikki Jones, il Sim di una ricca aristocratica mora ed elegante che ho creato per l’occasione. Le due si avvicinano, facendo accavallare il Plumbbob verde sopra la loro testa. Sono china sullo schermo del mio PC, con la classica postura ingobbita di una ragazzina di dieci anni, e guardo con occhi sgranati le labbra pixellate delle due Sim appoggiarsi le une sulle altre. 

Daniela Alberghini: come tutto è iniziato 

The Sims 4

 Daniela (e Maurizio) Alberghini in The Sims 4 (Image credit: EA)

Con il suo iconico vestito rosso, le calze nere e la vistosa collana di brillanti, il personaggio di Daniela si è evoluto nel corso del tempo, diventando nell’arco di vent’anni un vero e proprio schianto. Prima che il giocatore riesca a conquistarla, in ben quattro versioni di The Sims, è  sposata con Mortimer Goth (Maurizio Alberghini nella versione italiana). I due hanno una figlia, Cassandra, di importanza trascurabile. 

"Non ci siamo mai spinte più in là di un semplice flirt, ma non riuscivo a pensare ad altro, terrorizzata all’idea che i miei genitori scoprissero tutto”.

A differenza delle Barbie ormai finite in cantina, che dovevo frettolosamente separare prima che i miei genitori scoprissero che simulavo un bacio tra ragazze, The Sims per me era come un’oasi pacifica lontana dalla realtà, dove nessuno sapeva chi fossi. Mi muovevo all’interno della mia villa, piena di soldi che non avevo guadagnato onestamente, e invitavo le mie vicine di casa per flirtare un po’ quando mio marito era fuori. Instauravo varie relazioni clandestine, stando attenta a lasciare ben nascosta la verità. Mi assicuravo di tenere mio marito e le varie amanti in stanze separate per evitare ogni sorta di conflitto, e se qualcuno scopriva qualcosa, beh, finiva semplicemente sepolto nel giardino sul retro.

Non ci siamo mai spinte più in là di un semplice flirt, ma non riuscivo a pensare ad altro, terrorizzata all’idea che i miei genitori scoprissero tutto. Non ero sicura di come avrebbero reagito, ma sapevo che non sarebbe stato per niente simpatico considerando quello che loro pensavano si celasse dietro lo schermo di un computer in base alle loro convinzioni cattoliche. Mantenevo in vita la mia famiglia tradizionale su The Sims, convinta che così facendo avrei garantito la sopravvivenza del mio stile di vita eterosessuale anche fuori dalla vita virtuale. Non facevo caso a come in realtà tutto ciò mi annoiasse a morte: le cose iniziarono a cambiare quando la qualità grafica di The Sims mostrò i primi segni di maturità, proprio come accadeva a me.

Grant Dostal: il marito rifiutato 

The Sims

Colte sul fatto su The Sims (Image credit: EA)

Grant era il mio marito virtuale su The Sims, chiamato così in onore della mia cotta delle elementari, nonostante non ci fossimo mai rivolti la parola a scuola. Ricordo che un giorno lo rincorsi al parco giochi e lo misi alle strette chiedendogli se gli piacessi. Normalmente quando qualcuno ti insegue e ti fa una domanda scomoda così diretta, la risposta a questa domanda è no.

"Non mi sentivo a mio agio indossando gonne e vestiti, e non mi sembrava che ai ragazzi importasse granché di me. Ho aspettato per anni che qualcuno mi considerasse la più carina del gruppo invece che quella strana”.

Riversavo tutte le mie frustrazioni sul diario segreto, imbarazzata e con il cuore in gola. Ero orgogliosa di essere un “maschiaccio”, diversa dalle altre ragazze, e non capivo come mai questa diversità mi facesse sentire isolata. Non mi sentivo a mio agio indossando gonne e vestiti, e non mi sembrava che ai ragazzi importasse granché di me. Ho aspettato per anni che qualcuno mi considerasse la più carina del gruppo invece che quella strana. Una Bella in un mare di Cassandra, la sua figlia goth e reclusa. 

Nella mia villa su The Sims, invece, vivevo da regina, portando avanti una marea di relazioni segrete con le donne di Strangetown e intenzionata a conquistarne sempre di più. Lo confessavo solo al mio diario, certa che le mie amiche avrebbero smesso di invitarmi ai loro pigiama party se avessero scoperto che avevo creato un Sim maschio per rimorchiare quante più donne possibile. Al tempo non ci davo molto peso, pensavo solamente di dare corda alla mia curiosità. Da adulta invece ho iniziato ad auto-psicanalizzare questo comportamento con insistenza: nel mondo di The Sims mi sentivo semplicemente desiderata. Dopo il rifiuto di Grant ho deciso di iniziare un’avventura da single su The Sims 2, impostando la mia aspirazione su Amore.

 The Sims 3: scegli la tua avventura

The Sims 3

Daniela Alberghini in The Sims 3 (Image credit: EA)

Con The Sims 3 erano arrivate novità che permettevano di creare Sim altamente personalizzabili rispetto alle versioni precedenti. Avevo sposato la versione virtuale del mio vero ragazzo di allora, che avevo creato impostando i tratti fisici e caratteriali più appropriati. Scelsi che fosse romantico, mentre lui mi volle brava nel fai da te. Il mio Sim era un vero e proprio schianto, un’emulazione bionda e sexy della vera me. Tenevo il mio ragazzo aggiornato sui progressi della nostra famiglia fittizia, sentendomi sempre più annoiata e confusa dai sentimenti che mi provocava il vivere il nostro matrimonio ipotetico all’età di 19 anni: non la consideravo di certo una prospettiva eccitante. 

"Durante le feste della vita reale, potevo quasi vedere riempirsi delle barre verdi fittizie sopra la testa delle ragazze che parlavano tra di loro bevendo un drink dietro l’altro, mentre immaginavo di aumentare le possibilità di baciarle cliccando ripetutamente il pulsante per flirtare”.

Presto mi dimenticai della nostra famiglia e rivolsi le mie attenzioni a Daniela, guardando il mio Sim fare Fiki-fiki con un’altra donna per la prima volta. Non è stato niente di spinto o eccitante, dato che l’atto viene sempre oscurato, ma è stato sicuramente liberatorio fare finalmente quello che non avevo avuto il coraggio di fare quando ero più piccola. Ho potuto agire senza la pressione del giudizio di mia madre, e da lì è stato facile cambiare le carte in tavola anche nella mia vita.

Durante le feste del mondo reale, potevo quasi vedere riempirsi delle barre verdi fittizie sopra la testa delle ragazze che parlavano tra di loro bevendo un drink dietro l’altro, mentre immaginavo di aumentare le possibilità di baciarle cliccando ripetutamente il pulsante per flirtare. Al mio ragazzo non importava che flirtassi con Daniela Alberghini su The Sims quando ero una matricola al college, ma gli importò eccome quando tre anni dopo pensai bene di sgattaiolare fuori dalla mia stanza di notte per incontrarmi con una ragazza.

La resa dei conti

The Sims 4

Flirtare in The Sims 4 (Image credit: EA)

Sono a casa, nell’Iowa, seduta sul divano a scrollare l’app di appuntamenti Hinge mentre penso al taglio di capelli per il mio nuovo Sim. Nella vita reale li porto corti, ma nel gioco voglio che il mio Sim li abbia lunghi, un piccolo vezzo eteronormativo che ormai in realtà non mi manca e non sento più il bisogno di ricercare. I miei genitori stanno guardando un talent show musicale e di punto in bianco dico a mia mamma, per la milionesima volta, “tua figlia è una lesbica!”, solo per vedere la sua reazione.

Dopo essere stata licenziata sono dovuta tornare a vivere con i miei per un lasso di tempo imprecisato. Potrebbe sembrare la fine del mondo, ma ho un sacco di tempo libero, e la cosa migliore è che non mi sento sotto pressione. “Smettila di dire quella parola”, mi rimbecca mia mamma, facendomi cenno di passarle il telecomando. Mi sento battagliera ora, la ragazzina genderqueer di una volta adesso è in grado di affrontare i suoi genitori guardandoli negli occhi: “Perchè odi tanto quella parola, mamma? Odi il fatto che io sia lesbica?” “Sappiamo che sei gay e non ci interessa”, mi risponde, agitando la mano esasperata. “Ora vuoi per favore passarmi il telecomando?”

Meggie Gates è una comica e scrittrice. Vive a Chicago, in Illinois, e i suoi lavori sono stati pubblicati sulle testate Bitch Media, Chicago Reader, Consequence of Sound e Reductress. Ha realizzato quattro spettacoli con l’impresa comica The Second City, se volete finanziarla potete iscrivervi alla sua newsletter sulla piattaforma Substack