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Sony A7S III e Canon EOS R5 mostrano come ogni fotocamera sia un compromesso

Sony A7S III
(Image credit: Sony)

Spinte dall'incalzare degli smartphone con sensori sempre più avanzati e per evitare l’estinzione, le fotocamere si stanno trasformando in ibride full frame. Ma cosa sono esattamente le ibride full frame? A livello teorico, sono quei modelli che si posizionano nella fascia alta del mercato e pensate principalmente per professionisti, come la Sony A7S III e la Canon EOS R5 che stiamo mettendo a confronto. Potrebbero essere insufficienti per essere usate come videocamera principale in una produzione hollywoodiana, eppure sempre più spesso le vediamo utilizzare in ruoli specifici, spesso per risolvere problemi di portabilità o vestibilità. Nella pratica si rivelano modelli senza compromessi che offrono una qualità d'immagine di livello professionale sia per quanto riguarda le foto, che per i video, riuscendo a incorporare un ampio set di funzioni in corpi abbastanza piccoli da poter essere trasportati in una piccola borsetta.

Sony A7S III

(Image credit: Sony)

Nonostante la Sony A7S III e la Canon EOS R5 siano entrambe fotocamere incredibili e probabilmente le migliori del loro genere, nessuna delle due riesce tuttavia a raggiungere la decantata perfezione, come si disse sarebbero state (forse) in grado di fare prima della loro uscita. Che si tratti di segmentazione del mercato, di scelte di progettazione o altro, nelle nostre prove abbiamo scoperto come entrambe le fotocamere abbiano forti inclinazioni verso il loro compartimento video o foto, e ciò le rende strumenti diversi e destinati a lavori differenti. Ovviamente entrambe sono in grado di fare ciò che ai modelli della concorrenza è talvolta precluso e inoltre offrono il massimo della versatilità permessa dall'attuale tecnologia. Nonostante montino i sensori più avanzati e i processori più potenti del momento, entrambe mettono in chiaro come non esistano ancora ibride full-frame professionali perfette. Anche se possiamo dire che entrambe sanno avvicinarsi piuttosto bene al concetto di perfezione stessa.

Progettate per i video 4K

In tutta onestà non ci saremmo aspettati che la Sony A7S III fosse la migliore fotocamera ibrida dell’azienda. La Sony A7 III risente un po’ della sua età e speriamo che presto venga sostituita, ma rimane un buon esempio del motivo per cui non esiste ancora una ibrida full frame professionale in grado di coprire alla perfezione tutti i settori. Esattamente come i suoi predecessori, la Sony A7S III ha un sensore da 12 MP, una risoluzione incredibilmente bassa per una fotocamera nel 2020, considerato che ci sono alcuni smartphone che possono superare i 100. 

Il basso numero di fotositi sul sensore non deve però trarre in inganno: Sony ha fatto questa scelta almeno per un paio di buone ragioni. In primo luogo e nonostante non fosse in grado di registrare video 4K internamente, la A7S originale ha avuto successo tra i videografi a causa delle sue fantastiche prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione. Un sensore full frame da 12 MP, oltre 30 volte più grande del sensore di un iPhone 11 Pro, ha a sua disposizione fotositi di dimensioni considerevoli, che permettono di tenere il rumore sotto controllo e consentono all'A7S III di funzionare egregiamente alle sensibilità ISO più elevate. Nei nostri test, le immagini catturate a ISO 4000 sembravano addirittura essere state scattate intorno a ISO 400.

Sony A7S III

(Image credit: Sony)

Ma il motivo principale per cui la risoluzione 12MP della Sony A7S III la rende il sogno di ogni videografo, sta nella possibilità di girare video 4K per lunghi periodi di tempo. Sempre nei nostri test, siamo stati in grado di registrare video in 4K / 60p per un massimo di un'ora senza segni di surriscaldamento, mentre la Canon EOS R5 ha un limite massimo di 35 minuti nella stessa modalità. Le differenze diventano ancora più marcate quando si utilizzano frame rate elevati come 4K/120p. In tal caso, la EOS R5 può registrare per 15 minuti richiedendo un periodo di raffreddamento molto più lungo rispetto alla A7S III.

Va anche detto che alcuni test realizzati sulla Sony A7S III da alcuni Youtuber hanno permesso di scoprire che la fotocamera può surriscaldarsi in alcune situazioni. La strategia utilizzata nella progettazione della A7S III la rende una delle migliori fotocamere per realizzare video 4K, poichè il sensore fornisce già gli 8MP necessari per registrare in 4K e non è necessario accoppiare i pixel (binning), evitando così una serie di calcoli intensivi che vanno ad aumentare il calore prodotto dal processore, come accade per esempio con i 45MP della Canon EOS R5, capace di girare video sovracampionati che richiedono però una elaborazione successiva.

Fotocamere specifiche

Ciò cosa comporta all'atto pratico? Nonostante le voci insistenti che sono girate attorno alle nuove ammiraglie di Sony e Canon, rimangono ancora necessarie fotocamere professionali diverse (o sarebbe meglio parlare di sensori) per effettuare alla perfezione servizi diversi. Quanto detto della risoluzione però diventa esattamente l'opposto quando si tratta di scattare foto: per molti fotografi, la risoluzione di 12 MP di A7S III è obsoleta e non offre abbastanza spazio di manovra per ritagliare le foto e ricavare una quantità di dettagli sufficienti da un singolo scatto.

La Canon EOS R5, pertanto, potrebbe rivelarsi la migliore fotocamera ibrida per professionisti che necessitano scattare prevalentemente foto, anche se è praticamente assodato che non sembra essere adatta per diventare la fotocamera 4K principale di una produzione video. Inoltre, è probabile che Canon non abbia mai  voluto farla percepire come tale dalla propria utenza. La EOS R5 rimane in definitiva una formidabile fotocamera da 45 MP con alcune caratteristiche video di alto livello. 

Canon EOS R5

(Image credit: Canon)

La risoluzione disponibile permette di girare video 8K, ed è la prima fotocamera mirrorless ad essere in grado di farlo. Come detto in precedenza, il vantaggio non è notevole, poiché pur essendo sdoganato l’8K ha una diffusione ancora troppo frammentaria per essere davvero interessante. Tuttavia, le maggiori possibilità derivano dall'incredibile flessibilità che permette il ritaglio di un video 4K senza perdita di qualità a partire da uno 8K. In certe situazioni, come nelle classiche interviste, ciò permette di usufruire di due videocamere in luogo di una sola, un grande vantaggio in termini di tempo e denaro. La EOS R5 è pertanto una eccellente fotocamera e una videocamera 8K (quasi) a pieno titolo, tuttavia bisogna tenere in considerazione delle sue limitazioni in termini di capacità di registrazione, quando si decide di utilizzarla per lavorarci in ambito professionale.

La scommessa ibrida

Questa nuova stagione di modelli ibridi full frame sarà una pietra miliare per le fotocamere professionali. La Sony A7S III è in grado fare ciò di cui i videografi professionisti hanno bisogno, con una qualità video ai vertici della categoria e grandi funzionalità pratiche, il tutto in un corpo piccolo e leggero. Non può essere la rivale diretta della EOS R5 quando si parla di fotografia, ma questo vale anche in senso opposto.

Sony A7S III

(Image credit: Sony)

Rimangono, per finire, un certo numero di modelli che non rappresentano il meglio di quanto è disponibile oggi, e che sono maggiormente adatti per i non professionisti, ma si rivelano delle perfette fotocamere tutto in uno per realizzare foto e video, come accade con l'eccellente Fujifilm X-T4, per fare un esempio. 

Dato che fotografi e videografi professionisti hanno spesso esigenze specifiche e rigorose, rimarrà in vigore almeno per il momento, la segmentazione tra i modelli di Sony e quelli di Canon. Scegliere quale è la migliore richiede una analisi di quello che è il proprio target lavorativo ed è necessario sapere preventivamente per cosa si andrà ad usare la fotocamera.