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I Chromebook supporteranno anche le app di Windows

(Image credit: Shutterstock)

In seguito a una partnership con gli esperti di virtualizzazione di Parallels, il product manager di Google per Chrome OS, Cyrus Mistry, ha spiegato alla testata The Verge come l’azienda intende implementare le app di Windows su Chrome OS.

Mistry ha annunciato che quando questa funzionalità sarà introdotta, gli utenti saranno in grado di usare le app di Windows su Chrome OS. Questa novità dovrebbe essere introdotta nei Chromebook più recenti e nelle versioni business, anche se al momento non conosciamo maggiori dettagli. Di certo sappiamo che non sarà possibile far funzionare l’intero sistema operativo di Windows attraverso la virtualizzazione ma questa funzionalità dovrebbe permettere di far funzionare le singole app di Windows su ChromeOS.

Parallels è un’azienda specializzata in macchine virtuali che ha già lavorato su MacOS e Linux. Proprio sull’esperienza con questi sistemi operativi, si basa l’introduzione delle Windows app su ChromeOS.

(Image credit: Google)

Già nel 2018, c’erano stati alcuni indizi su un nuovo progetto con il nome in codice Eve Campfire che sarebbe stato ribattezzato Alt OS per permettere un dual-boot di ChromeOS. Mistry ne ha confermato l’esistenza aggiungendo però che il progetto era stato annullato per ragioni legate alla sicurezza.

La nuova funzionalità, invece, permetterà far funzionare i file di Windows all’interno di ChromeOS grazie a Parallels Desktop. Mistry assicura che questo permetterà di sfruttare al meglio entrambe le piattaforme senza soluzione di continuità e senza essere costretti a passare su un desktop virtuale di Windows.

Detto questo, non conosciamo ancora una data di lancio e il prezzo di Parallels Desktop per Chromebook. In ogni caso, una pagina è apparsa sul sito ufficiale descrivendone le caratteristiche e offrendo l’iscrizione a una newsletter. 

The Verge ha spiegato che i rivenditori potrebbero aggiungere Parallels Desktop in bundle con i Chromebook di fascia alta e gli amministratori di sistema potranno sbloccarne l’accesso per le versioni aziendali. Detto questo, la nuova funzionalità punta ad attirare un maggior numero di utenti Windows nell’ecosistema ChromeOS ma, usando le parole di Mistry, gli utenti avranno probabilmente bisogno di un Chromebook particolarmente potente per usarlo al meglio.