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Storia del PC, dagli inizi ad oggi

La guerra dei sistemi operativi a 32 bit

Non c'è dubbio che per moltissime persone Windows sia sinonimo di PC. Ciò non dovrebbe sorprendere più di tanto, perché come vedremo "WinTel" è stato a lungo sinonimo di rilasci pressoché contemporanei di nuove CPU e nuovi sistemi operativi.

Ma perché non dovrebbe essere così?

È certo che le nuove funzionalità software richiedano hardware più veloce e hardware più sofisticato richieda software migliore per gestire gli aggiornamenti e le funzionalità. Nel tempo si è creato un circolo vizioso che ha favorito il consumismo, ma anche la diffusione del personal computing.

In quel periodo Microsoft stava proponendo al grande pubblico un’interfaccia semplice e conveniente per sfruttare al meglio la propria gamma di software (e anche quello della sua concorrenza, a pensarci bene).

Intanto un altro progetto ambizioso era in procinto di decollare, quello di Linux. La sua carriera è iniziata in maniera umile, partendo da uno studente dotato di un PC con processore 386, e oggi è capace di sfruttare l’hardware sofisticatissimo dei più potenti supercomputer del mondo.

Ma come ha fatto un disordinato gruppo di sviluppatori, tra cui uno studente finlandese e alcuni accademici californiani hippy a creare un intero ecosistema che riuscisse a sfidare l’egemonia Microsoft? Scopriamolo!

In questa parte vedremo i principali cambiamenti nel mondo dell’informatica di consumo e business, ma alla fine dell'articolo torneremo su Linux e sul software open source per chiudere il cerchio.

Le prime versioni di Windows non ebbero un grande successo, ma a partire da Windows 3.0, uscito nel maggio del 1990, il desktop del PC iniziò ad essere considerato come una valida alternativa a Macintosh e Amiga.

Windows 3.0 aveva una nuova interfaccia, alcune capacità multitasking e poteva sfruttare delle suite software di produttività che, grazie all’utilizzo del mouse, permettevano agli utenti non doversi scontrare con la complessità della riga di comando.

Nel frattempo, a partire dal 1987, anche il sistema operativo OS/2 di IBM aveva cercato di affermarsi come una rispettabile GUI presso le aziende americane. Nel 1990 però, l'alleanza tra IBM e Microsoft era sostanzialmente finita e le due aziende divennero rivali.

Sebbene le versioni più recenti di OS/2 fossero piuttosto avanzate, Microsoft alla fine del decennio manteneva un certo vantaggio tecnologico. IBM fu ostacolata dai computer dotati dei vecchi chip 286 a 16bit, costringendo l’azienda a non sfruttare le funzionalità avanzate del 386.

Nell’aprile 1992 anche OS/2 divenne a 32 bit. Per molti versi, era un sistema operativo superiore. Stabile e con estensioni per l’ambiente real time di DOS e il supporto alle applicazioni Windows 3.x.

Ma mentre Windows era orientato a funzionare su cloni IBM PC, OS/2 veniva installato su macchine IBM, non potendo funzionare su molti cloni su cui Windows funzionava perfettamente.

Inoltre, mentre IBM vendeva OS/2 come prodotto separato, Microsoft forniva Windows in bundle con i nuovi PC, facilitandone la diffusione.

Il dominio di Microsoft iniziò con l’arrivo di Windows for Workgroups 3.11 nell'agosto 1993. L'aggiornamento della versione 3.0 aveva nuove funzionalità a 32 bit e notevoli capacità di rete, diventando l'ambiente con cui molte persone hanno compiuto i loro primi passi nel campo dell’informatica.

In questo periodo vengono rilasciati anche le distribuzioni Linux Debian e Slackware.

L'era multimediale

Alla metà degli anni '90, ogni PC montava una scheda audio, un'unità CD-ROM e un set di altoparlanti multimediali. I 650 MB di spazio di archiviazione del CD-ROM avevano reso possibile una nuova generazione di videogiochi, con spezzoni di filmati e colonne sonore di qualità.

Nelle famiglie e nelle scuole hanno fatto capolino enciclopedie multimediali sempre più complete e sofisticate per intrattenere e informare gli studenti e i membri delle loro famiglie.

Il PC 486, inizialmente costoso, divenne il processore standard. Sebbene i 386 fossero ancora funzionali per il lavoro di tutti i giorni, era necessario un 486 per godere dei vantaggi multimediali del nuovo software.

Con l’aumentare della diffusione dei PC, i prezzi dell'hardware diminuirono drasticamente. Mentre i PC degli anni '80 montavano principalmente CPU Intel, i produttori concorrenti erano in aumento e ciò fece abbassare i costi.

Sebbene le CPU AMD fossero di una generazione indietro rispetto ai corrispettivi processori Intel, i suoi chip erano più efficienti e consentivano velocità di clock più elevate, offrendo prestazioni simili a prezzi molto inferiori.

Cyrix si stava facendo un nome proponendo processori economici per aggiornare i 386 e le prime generazioni di 486, diventate obsolete dopo pochissimi anni.

Questo garantiva una soluzione economica per ottenere maggiori prestazioni senza dover sostituire le vecchie (e costose) schede madri.

Con l'Intel Pentium del 1993 arrivò una nuova generazione di processori capace di sdoganare completamente il concetto di multimedialità.

Per motivi di copyright Intel decise di abbandonare il suffisso "86" in favore del nome commerciale Pentium™, differenziandosi dagli altri produttori.

Pentium deriva dal greco penta, che significa cinque. Indicando indirettamente di essere un 586, ma senza metterlo in evidenza e permettendo la registrazione del nome commerciale.

I Pentium erano capaci di fornire quasi il doppio delle prestazioni del 486 per ciclo di clock, anche se i primi modelli erano limitate da una frequenza di 60/66 MHz e un bus da 30/33 Mhz, che non permetteva un reale salto generazionale. Oltre a questo le prime generazioni furono sorpassate molto velocemente per via del FDIV bug, che creava problemi di calcolo in particolari condizioni.

Nel frattempo, AMD stava sviluppando ancora i propri 486, dotati di altissime frequenze di clock come il 486DX4-120, capace di girare a 120 MHz e dotato di un moltiplicatore 3x al bus di 40 MHz (un fatto strano per un oggetto che porta il nome di DX4). Questa CPU aveva prestazioni non dissimili da quelle dei primi Pentium e fu un un successo.

Le ottime prestazioni e i prezzi bassi di AMD hanno attratto produttori come Acer e Compaq, mentre i design efficienti di Cyrix hanno attirato l'attenzione di IBM, che nel 1994 avviò una partnership con il produttore.

Nel 1995 venne introdotto lo standard ATX che usiamo ancora oggi, definendo una modalità completamente nuova nell’assemblaggio dei PC grazie alle funzionalità automatiche di alimentazione delle schede madri.

A differenza di XT e AT, questa modifica venne apportata da Intel anziché da IBM. Il tasto di accensione e spegnimento del PC non era più un interruttore come quello di una lampada da comodino, ma si era trasformato in un pulsante dotato di feedback.