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Storia del PC, dagli inizi ad oggi

L'alba dei 32 bit

Probabilmente il 386 a 32 bit è il processore che diede inizio all'informatica moderna. 

Le caratteristiche di un sistema operativo moderno per PC sono state introdotte in gran parte con questo processore, servendo come base e specifica minima per le nuove generazioni di sistemi operativi negli anni '90.

Dopo il lancio del 386, i sistemi operativi desktop fecero un balzo generazionale e furono eseguiti porting di diverse varianti Unix sulla piattaforma PC.

L'elaborazione avanzata, precedentemente dominata da costose workstation Unix, iniziò a migrare su PC non appena questo si convertì ai 32 bit. Le grandi aziende votate a Unix come DEC e Sun Microsystems iniziarono così a cadere in rovina. Fino alla fine del 2012, un PC 386 era ancora capace di eseguire Linux, oltre 25 anni dopo la sua introduzione.

L'era dei 64 bit

Nell'aprile 2003, AMD rilasciò il processore Opteron a 64 bit. Questa fu la più grande novità della piattaforma x86 non realizzata da Intel, e sarebbe stata etichettata come x86-64 o AMD64. Un fatto piuttosto imbarazzante per Intel che l’aveva lanciata poco più di 20 anni prima. 

Intel fu costretta a modificare i propri processori con le nuove specifiche di AMD per mantenere la compatibilità del software. L’azienda aveva giocato d’azzardo lanciando la propria architettura Itanium IA-64 EPIC, ma era costosa e non offriva alcun vantaggio in termini di prestazioni rispetto a RISC o AMD64.

Nel maggio 2005, IBM decise di abbandonare completamente la divisione PC che aveva creato, vendendola a Lenovo nel mezzo di un accordo del valore di quasi 2 miliardi di dollari. C’era molto scetticismo sulla fattibilità di tale fusione, ma Lenovo è infine diventato il più grande fornitore di PC al mondo, mentre IBM è rimasta focalizzata sul mercato della grande industria e sull’innovativo Cloud.

Intanto, nel giugno 2005, Apple annunciò che i Mac sarebbero passati dai processori PowerPC a quelli x86. Steve Jobs era rimasto deluso dal progresso delle CPU PowerPC, che erano più lente di quanto Apple aveva promesso ai consumatori, troppo calde per essere montate sui notebook e consumavano anche troppa energia.

Successivamente, tra luglio e ottobre 2006, AMD acquisì la società ATI Technologies con un accordo del valore di 5,6 miliardi di dollari. Unendo la tecnologia grafica di ATI con il suo know-how nel campo delle CPU, AMD iniziò ad assumere le stesse proporzioni di Intel e Nvidia.

Qualcuno ha detto BeOS?

Be Inc. (fondata da un ex dirigente Apple, il francese Jean-Louis Gassée) lanciò il sistema a doppio processore BeBox nell'ottobre 1995, dotato di un proprio sistema operativo, chiamato BeOS. Ottimizzato per le prestazioni multimediali, BeOS avrebbe dovuto competere con le versioni contemporanee di Mac OS e Windows.

Il sistema operativo era velocissimo e privo dei retaggi del vecchio hardware a 16 bit, nonché dotato di funzionalità come la multielaborazione simmetrica per macchine multi-CPU, multitasking preventivo e file system BFS journaled a 64 bit.

Sebbene BeBox non ebbe grande successo, BeOS fu portato su Macintosh nel 1996 diventando uno dei candidati alla sostituzione di Mac OS, che ormai era inadeguato. Tuttavia, la cifra di 300 milioni di dollari richiesta da Gassée era troppo alta e Apple decise pertanto di optare per il sistema operativo NeXTSTEP di Steve Jobs, che nel 1997 ritornò nell'azienda che lo aveva cacciato anni prima.

BeOS fu portato successivamente su PC nel 1998, con la versione minimalista gratuita BeOS 5.0 Personal Edition, ma non riuscì a raccogliere grandi consensi, finendo per venire relegato ad un piccolo pubblico di nicchia. Be Inc. fu poi rilevata da Palm Inc. nel 2001.

Nonostante i numerosi revival, BeOS è ora sopravvissuta grazie ad Haiku, una popolare implementazione open source con compatibilità binaria con BeOS a 32 bit.