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Storia del PC, dagli inizi ad oggi

Quella sporca dozzina

Nell'agosto 1979, i dirigenti di IBM si riunirono per discutere della crescente minaccia dei microcomputer e sulla necessità dell’azienda di sviluppare un nuovo tipo di personal computer per rispondere alla nuova concorrenza.

Per fare ciò l’azienda creò alcuni reparti indipendenti, fornendo loro un certo livello di autonomia. Uno di questi reparti sarebbe stato presto guidato dall'esecutivo Bill Lowe, rimasto nella storia con il titolo di “padre del Personal Computer”.

Nel 1980 Lowe dichiarò che, se non fosse stato vincolato dai metodi di IBM, avrebbe potuto realizzare un nuovo e innovativo elaboratore entro un anno.

Inizialmente Lowe aveva incontrato Atari, che desiderava lavorare per IBM come costruttore OEM, proponendo al colosso una macchina basata sul proprio Atari 800, uscito sul mercato l’anno precedente.

Lowe suggerì l’acquisizione di Atari da parte di IBM ma rifiutò la proposta ricevuta, perché era convinto che fosse necessario sviluppare un modello completamente nuovo, che avrebbe dovuto essere sviluppato entro l'anno dal team indipendente di Lowe.

La nuova squadra, chiamata informalmente “The Dirty Dozen”, la sporca dozzina, era composta da un gruppo di ingegneri provenienti da tutta IBM e fu autorizzata a fare tutto ciò che avrebbe ritenuto necessario per raggiungere lo scopo che le era stato assegnato.

Il progetto prese il nome di “Project Chess” e Lowe promise di mostrare un prototipo funzionante in appena 30 giorni.

Nonostante i concessionari fossero molto interessati ad una macchina proprietaria IBM, la squadra di Lowe decise di optare per un'architettura aperta. Tuttavia l’operazione sarebbe diventata irrealizzabile se la squadra avesse dovuto operare secondo i metodi abituali dell’azienda.

Inoltre, se i rivenditori avessero avuto la necessità di riparare queste macchine, avrebbero beneficiato di una realizzazione eseguita con parti standard, facilmente reperibili in commercio.

Nel mese di agosto del 1980, la squadra di Lowe aveva già realizzato un semplice prototipo ed aveva per le mani un piano aziendale piuttosto lontano dalle consolidate procedure IBM.

Sulla base della nuova architettura aperta e come previsto inizialmente, il PC venne realizzato con componenti e software standard, invece che con elementi proprietari.

L'intenzione era quella di distribuire le unità prodotte tramite i tradizionali canali di vendita al dettaglio.

Nei mesi successivi, il numero di membri della Dirty Dozen crebbe in maniera esponenziale, lavorando duramente per trasformare il prototipo in una macchina di fama mondiale.

La squadra si concentrò per dotare il PC di un’eccellente tastiera, che venne chiamata Model F e fu fornita in dotazione con il PC IBM. La periferica avrebbe dovuto essere robusta e affidabile, pertanto fu deciso che la vita stimata di ogni tasto avrebbe dovuto resistere a 100 milioni di battute.

IBM era rinomata per realizzare tastiere di qualità e aveva cercato di replicare il comfort delle vecchie tastiere Beam Spring dei terminali, dotandole di una nuova tecnologia Buckling Spring.

Questi meccanismi permettevano alle tastiere di produrre il famoso suono schioccante, piuttosto popolare tra i dattilografi perché forniva un piacevole un feedback tattile che in quel momento era senza rivali. Tali tastiere, apprezzate da moltissimi clienti, sarebbero diventate uno dei punti di forza del PC, rimanendo sulla cresta dell’onda per quasi due decenni.

Il team di lavoro si concentrò successivamente su un altro punto fondamentale, la scelta della CPU e dell’architettura necessaria per poter assemblare un intero sistema.

La squadra aveva preso in considerazione il processore RISC 801 di IBM, che sarebbe stato significativamente più potente, ma per praticità e motivi di compatibilità, optò per il chip Intel 8088. All’epoca era disponibile anche la CPU Intel 8086, che internamente ed esternamente a 16 bit, mentre l’8088 metteva a disposizione un bus esterno a soli 8 bit ma era piuttosto economico.

L'8088 pertanto era più semplice e costava meno, e ciò gli avrebbe permesso di venire prodotto in quantità maggiori in breve tempo. La sua adozione avrebbe anche permesso all'azienda di contenere la complessità della scheda madre, riducendo i costi e il tempo di sviluppo. Oltre a ciò, gran parte dell'hardware che sarebbe stato scelto per assemblare il PC avrebbe avuto un bus a 8 bit, rendendo l’8088 la scelta migliore in termini di compatibilità.

La scheda madre sarebbe stata dotata di cinque slot di espansione ISA, con la possibilità di installare un coprocessore matematico 8087 opzionale. Al lancio la RAM di sistema sarebbe stata compresa tra 16 o 64 KB, ma espandibile fino a 256 KB in un secondo momento.

Sull'IBM PC avrebbero potuto essere montate anche due unità floppy da 5,25 pollici, con la presenza di un jack per cassette per consentire l'archiviazione dei dati su nastro.

Le opzioni grafiche prevedevano una combinazione di scheda grafica e monitor monocromatico, oppure una scheda video CGA associata a un monitor a colori. Il processore 8088 avrebbe avuto una frequenza iniziale di 4,77 MHz.

Apple II: Il rivale

Se non fosse esistito Apple II, è probabile che il PC IBM non sarebbe mai stato realizzato. Sebbene questa affermazione sia ancora oggetto di dibattito, è generalmente accettato che Apple II abbia avuto un'influenza primaria sullo sviluppo del PC IBM.

Molti ingegneri IBM ne possedevano uno, così come molti clienti, i quali scoprirono di poter lavorare facilmente su applicazioni come i fogli di calcolo, quasi impossibili da utilizzare su un gigantesco mainframe.

Image Credit: Michael Holley, Public Domain

Architettura aperta e facile accesso agli slot di espansione? Steve Jobs non avrebbe mai potuto progettare una cosa del genere! (Image credit: Michael Holley, Public Domain)

Dotato di un processore MOS 6502 a 8 bit e una quantità di RAM variabile tra 4 KB e 64 KB, Apple II aveva debuttato nel giugno 1977 con un prezzo base di $1.298. Il sistema di Apple ebbe un incredibile ciclo di vita, durato dal 1977 al 1993. Sviluppato da Steve Wozniak, l'Apple II si trovò in netto contrasto con i prodotti sviluppati da Steve Jobs.

Anche Apple II fu infatti progettato utilizzando un'architettura aperta, con un pannello rimovibile sopra il case che consentiva un facile accesso alla scheda madre e agli slot di espansione.

Proprio come accadde successivamente al PC, Apple II fu oggetto di numerose clonazioni durante il corso degli anni.

Anche se il PC era più recente, l'Apple II manteneva alcuni indiscutibili vantaggi, come la disponibilità di otto slot di espansione contro i cinque del calcolatore IBM. L'Apple II poteva contare anche del joystick in dotazione, inoltre permetteva di caricare i giochi piuttosto velocemente.