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Fase 2, gli italiani usano sempre meno contante

Coronavirus
(Image credit: SumUp)

Il periodo di lockdown che tutti noi stiamo vivendo ha scombussolato le nostre abitudini. La cosiddetta Fase 2, ovvero il periodo che dovrebbe coincidere con la riapertura del nostro paese, ha portato con sé sentimenti di gioia misti a lievi tratti di preoccupazione: da un lato le persone avvertono che tutto stia tornando pian piano alla normalità ma, dall’altro, chi lavora in smart working deve fare i conti con fenomeni di stress e con nuovi pericoli legati alla sicurezza informatica

Inoltre, l’attuale emergenza sanitaria ha determinato un’impennata nella mole di pagamenti digitali da noi effettuati. Uno dei settori maggiormente interessati da questo fenomeno è senza dubbio quello della ristorazione e, nella Fase 2, le transazioni cashless stanno assumendo un ruolo fondamentale nella ripresa delle attività di bar e pub. 

Questi ultimi hanno cercato di ovviare al divieto di servire piatti o bevande ai tavoli o al bancone, allestendo servizi di consegne a domicilio o cibo da asporto in modalità take away. Per garantire la sicurezza e il mantenimento delle distanze e per servire il maggior numero possibile di persone, i gestori di bar e pub hanno messo a disposizione della propria clientela i pagamenti cashless. 

Vediamo ora più in dettaglio come queste modalità di pagamento “senza contanti” si stiano diffondendo in scala sempre maggiore, in conformità alle attuali esigenze di distanziamento sociale.

Pagamenti digitali: una vera e propria rivoluzione 

SumUp è una società fintech che permette alle aziende di tutte le dimensioni di ricevere pagamenti in modo semplice e veloce, sia in negozio che online, attraverso dei lettori di carte di credito e di debito (SumUp Air e SumUp 3G) che consentono a chiunque abbia un’attività di accettare direttamente sul proprio smartphone pagamenti, senza canoni mensili o vincoli contrattuali e dicendo addio all'apparecchiatura POS tradizionale. 

Inoltre l’azienda si occupa di redigere un report di mercato a cadenza settimanale e, nella prima settimana di Fase 2, tra il 4 e il 10 maggio, SumUp ha registrato un aumento del 55% delle transazioni digitali per gli esercizi commerciali dediti ad attività di ristorazione, come bar e pub. 

Si tratta di un dato destinato ad aumentare ulteriormente poiché si prevede che i servizi di ristorazione, che stanno riaprendo i battenti in questi giorni, continueranno a fare uso di metodi di pagamento cashless. 

I commercianti sono consapevoli di ricoprire un ruolo di primaria importanza per quanto riguarda la rinascita economica dell’Italia e, al tempo stesso, hanno compreso i vantaggi sanitari e la comodità offerti dai pagamenti digitali. 

Per questo motivo, i gestori invitano i propri clienti a pagare con carta o smartphone anche la colazione o l’happy hour da asporto, in modo da ridurre al minimo il rischio di contagio che si avrebbe in presenza di pagamenti tradizionali (come il mancato rispetto delle distanze interpersonali e la possibile trasmissione del virus tramite lo scambio di contanti). 

Dunque, una vera e propria rivoluzione si appresta a caratterizzare i servizi di ristorazione nel prossimo futuro. A tal proposito, Inail (Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) e ISS (Istituto superiore di sanità) hanno elaborato il “Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore della ristorazione”, secondo il quale sarà “opportuno privilegiare i pagamenti elettronici con contactless” in vista delle riaperture complete di bar e ristoranti a partire dal 18 maggio. 

Si tratta di un messaggio ribadito anche dall’Autorità Bancaria Europea, che ha redatto lo “Statement on consumer and payment issues in light of COVID19”, un documento che sottolinea la “necessità di adottare le misure appropriate per garantire la sicurezza dei consumatori e il regolare funzionamento dei servizi di pagamento in tutta l'Unione Europea”. 

In sintesi, i pagamenti digitali risultano comodi, veloci e convenienti sia per gli esercenti che per i consumatori e ci aspettiamo che la curva della loro diffusione sia destinata a crescere in vista di un’ipotetica, quanto sperata, Fase 3.