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Pagamenti digitali alle stelle nel periodo di lockdown da coronavirus

Mastercard
(Image credit: Mastercard)

In italia, il volto del commercio al dettaglio è stato totalmente ridisegnato dalla crisi sanitaria di coronavirus e ciò ha provocato un cambiamento nelle modalità di pagamento di beni e servizi, come testimoniano diversi recenti studi.

La società FinTech Paysafe ha condotto un sondaggio che ha coinvolto 8000 consumatori provenienti da ogni parte del mondo, i quali hanno risposto ad alcune domande sulle proprie abitudini di pagamento. I risultati hanno rivelato che l'84% degli intervistati ha ammesso di aver modificato il proprio punto di vista nei confronti delle modalità con cui effettuare le transazioni di denaro.

Da quando il nostro paese è in lockdown, la maggior parte dei negozi e dei punti vendita fisici ha chiuso i battenti, spianando la strada alla diffusione dell’utilizzo di piattaforme di shopping online, che sono diventate il nuovo standard in ambito commerciale. 

Secondo Nielsen, un’azienda globale di misurazione e analisi dati, la vendita di beni di consumo tramite e-commerce è aumentata dell’81%. Questo dato non ci sorprende: basti pensare a quante persone (soprattutto anziane) si sono approcciate per la prima volta al nuovo mondo dello shopping online. 

Dopo che i mass media hanno annunciato che il virus avrebbe potuto diffondersi attraverso le banconote, l’opinione pubblica ha cambiato il proprio punto di vista nei confronti della valuta e molti rivenditori hanno deciso di accettare soltanto pagamenti cashless. 

Ad esempio, uno studio condotto dalla società FinTech SumUp ha rivelato che, nell’ultimo anno, si è registrato un incremento di richieste di lettori NFC (per accettare pagamenti contactless) pari al +250%, nel settore del Food & Grocery. Facendo un confronto tra il periodo precedente la pandemia di coronavirus e quello attuale, i pagamenti cashless sono più che triplicati, toccando un picco di incremento pari al +350%; la fase 2, che dovrebbe segnare la lenta riapertura e il ritorno graduale alla normalità, è appena iniziata e i numeri sono destinati a salire. 

A causa delle restrizioni che sono state imposte alle aziende, non è da escludere che possano essere introdotti nuovi metodi di pagamento alternativi. Ad esempio, la società Fintech Nexi, oltre a rinunciare alle entrate derivanti dalle commissioni per i pagamenti sotto i 10 euro, ha sviluppato un paio di strumenti per sostenere gli esercizi commerciali: Pay-by-Link consente all’esercente di inviare un link di pagamento al proprio cliente tramite posta elettronica o canali social, mentre Nexi Welcome mette a disposizione dei commercianti un Mobile POS a canone zero, abilitato ad accettare ogni tipo di pagamento.

I numeri dell'innovazione

Secondo i dati raccolti da uno studio condotto dall’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano, già nel 2019 il settore dei nuovi metodi di pagamento digitali ha registrato una crescita annua del 109%, con smartphone e smartwatch che guidano questa speciale classifica, seguiti a ruota dalle smart TV.

Nomisma, una società italiana di consulenza che svolge attività di ricerca e advisory per realtà pubbliche e private nel campo dell'economia, ha condotto una ricerca secondo la quale il 40% degli intervistati ha ammesso di aver ridotto l’utilizzo di denaro contante rispetto al periodo precedente la pandemia di coronavirus. 

L’uso delle carte prepagate è aumentato del 32%, mentre quello delle carte di credito ha fatto registrare una crescita del 26%. Inoltre una quota pari al 28% degli intervistati afferma di essersi rivolta ai nuovi metodi di pagamento tramite le app di “portafoglio digitale” presenti sui propri smartphone.  

Tornando all’indagine condotta da Paysafe e prendendo in esame dati statistici su scala mondiale, si evidenzia che il 48% dei consumatori ha affermato di avere intenzione di ridurre la quantità di denaro che gestirà in futuro a causa di motivi legati alla salute e alla sicurezza (con i canadesi al primo posto della classifica che vede gli austriaci come fanalino di coda), mentre il 55% è pronto a fare un uso maggiore degli strumenti di pagamento contactless, con gli italiani che si dicono favorevoli da questo punto di vista. 

In sintesi, l’utilizzo di metodi di pagamento innovativi ha reso le transazioni più confortevoli e la curva della sua diffusione è destinata a crescere, anche grazie al fenomeno dello smart working che si prevede possa consolidarsi a realtà lavorativa stabile dopo la fine dell’emergenza sanitaria.