Dimenticate il remaster: il Deus Ex del 2000 resta un capolavoro che va vissuto nella sua forma originale

an image of Deus Ex running on the Steam Deck
(Immagine:: Future)

Verso la fine dello scorso anno, il debutto di Deus Ex Remastered è stato posticipato a data da destinarsi, con il conseguente rimborso dei preordini. Aspyr, studio specializzato in operazioni di restauro, ha dichiarato di aver recepito le critiche negative riguardanti il comparto grafico, confermando che il titolo non uscirà il 5 febbraio 2026.

Considerando che ritengo ancora l'originale Deus Ex un capolavoro assoluto e uno dei miei titoli preferiti di sempre, la notizia mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Avrei rigiocato volentieri il titolo, ma con una veste grafica moderna e qualche aggiornamento all'interfaccia.

Deus Ex Remastered - Announce Trailer | PS5 Games - YouTube Deus Ex Remastered - Announce Trailer | PS5 Games - YouTube
Watch On

Sono certo che restaurare un titolo di 26 anni fa non sia un’impresa semplice. Tuttavia, rielaborare texture che appaiono fuori contesto e poco coerenti con l'estetica cupa e rigorosa dell'originale non è la strada giusta. Preferirei vedere un remake sviluppato in Unreal Engine 5 o nel Dawn Engine utilizzato per Deus Ex: Mankind Divided; quest'ultima opzione è probabilmente un sogno proibito, considerando che il motore è di proprietà di Square Enix.

Tuttavia, l'accoglienza negativa riservata a Deus Ex Remastered e lo storico altalenante di Aspyr in fatto di remaster mi hanno spinto a riflettere: abbiamo davvero bisogno di una versione rimasterizzata di Deus Ex?

L'arte e l'ambizione trionfano sulla grafica

an screenshot from Deus Ex

(Image credit: Eidos Interactive / Valve)

Fin dal lancio, Deus Ex non è mai stato un titolo spacca-mascella: le texture erano squadrate e l'illuminazione risultava piuttosto cupa in diverse aree. Eppure, questo faceva parte di una direzione artistica capace di catturare perfettamente quel clima da teorie del complotto tipico tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei 2000, con un tocco alla Matrix e un’estetica cyberpunk.

Inoltre, la rinuncia a una fedeltà grafica d'avanguardia permise a Deus Ex di non gravare troppo sull'hardware, offrendo in cambio mappe vaste e hub pronti per l'esplorazione. Persino rigiocandolo anni dopo, mi è capitato di scoprire luoghi segreti con risvolti narrativi significativi che mi erano sfuggiti la prima volta.

Evitando di dare priorità ai fronzoli grafici, Deus Ex ha potuto concentrarsi su una mole incredibile di elementi e sistemi tipici dei sim immersivi, manipolabili per aggirare ogni tipo di ostacolo. Il livello di varietà e immersione offerto supera ancora oggi molti titoli moderni dello stesso genere.

Per questo, una parte di me è convinta che per godersi davvero Deus Ex lo si debba giocare nella sua forma più originale possibile. La Game of the Year Edition resta la scelta più sensata, poiché supporta i controller moderni — anche se consiglio caldamente mouse e tastiera — e gira praticamente su qualsiasi configurazione.

Diavolo, sono riuscito a farlo girare discretamente persino sulla mia Steam Deck, sebbene sia necessario usare i trackpad per gestire alcune sezioni legate al puntatore del mouse.

Per chi desidera una grafica in stile Xbox prima maniera, c'è Deus Ex: Invisible War; è molto più semplificato rispetto al predecessore, ma ritengo offra comunque numerosi sistemi da sfruttare e sia probabilmente più sottovalutato di quanto meriti.

Una maggiore fedeltà visiva e uno stile artistico a mio avviso straordinario si possono trovare in Deus Ex: Human Revolution. È un prequel dell'originale, ma ne cattura gran parte dell'essenza grazie a sistemi di gioco ben rifiniti.

Mankind Divided evolve ulteriormente quella formula, specialmente grazie a un hub eccellente come la Praga del prossimo futuro. Il gioco si concludeva in modo piuttosto brusco, cosa che non gli ha attirato molti favori, ma le sue aree sembravano veri e propri parchi giochi ricchi di opportunità, con una miriade di percorsi e sistemi da esplorare; al contrario, in Human Revolution si aveva talvolta l'impressione di poter scegliere solo tra un paio di strade diverse per completare una missione.

Tutto ciò premesso, non credo che abbiamo davvero bisogno di Deus Ex Remastered, quanto piuttosto di un capitolo inedito, che prosegua la storia dei prequel o esplori un sequel alternativo rispetto alla direzione intrapresa da Invisible War.

Managing Editor, Mobile Computing

Roland Moore-Colyer is Managing Editor at TechRadar with a focus on phones and tablets, but a general interest in all things tech, especially those with a good story behind them. He can also be found writing about games, computers, and cars when the occasion arrives, and supports with the day-to-day running of TechRadar. When not at his desk Roland can be found wandering around London, often with a look of curiosity on his face and a nose for food markets.