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Huawei Mate 20 Pro
Immaginet: TechRadar

Batteria 

Il Mate 20 Pro ha una gigantesca batteria da 4.200 mAh, che lascia facilmente supporre un’autonomia da record. Nella nostra prova, ha affrontato riproduzione multimediale, navigazione, localizzazione, riproduzione audio e video, uscendone piuttosto bene. 

Ci sono anche molte opzioni per estendere ulteriormente l’autonomia, ma dovrete affondare nelle voci dei menu per trovare quelle più adatte alle vostre esigenze. Il sistema operativo suggerisce possibili azioni correttive, come per esempio chiudere le applicazioni che consumano di più in background, e ci sono  anche opzioni manuali per ridurre la risoluzione o rendere monocromatica l’interfaccia. 

Abbiamo ottenuto oltre un giorno e mezzo di autonomia con un utilizzo normale, e il test di laboratorio conferma questo ottimo risultato. Abbiamo riprodotto un video HD per 90 minuti, con la luminosità e la risoluzione al massimo, e il Mate 20 Pro ha perso solo il 10% di carica. È un po’ meglio di quanto fatto da quasi tutti i concorrenti, a eccezione dell’iPhone X. Modelli come iPhone XS, Samsung Note 9 e Galaxy S9 Plus hanno perso solo qualche punto percentuale in più, ma altri hanno fatto molto peggio: il Google Pixel 3 si è scaricato del 18% el’HTC U12 Plus del 27%.

Nella confezione è incluso anche un caricatore da 40W con tecnologia SuperCharger, che secondo Huawei può caricare fino al 70% in solo 30 minuti. È la ricarica più veloce che possiate avere, anche considerando che nel nostro caso siamo arrivati “solo” al 68%, che è comunque tantissimo. 

Il Mate 20 Pro supporta la ricarica wireless Qi ed è stato il primo a poter funzionare anche come stazione di ricarica per altri dispositivi. L’opzione è un po’ nascosta nelle impostazioni, ma una volta attivata è potenzialmente molto utile. Basta posare il dispositivo scarico sul retro del Mate 20 Pro per avviare la ricarica wireless, e funziona anche se ci sono delle custodie (non troppo spesse) in mezzo. 

La ricarica non è molto veloce, quindi i due dispositivi andranno mantenuti in contatto piuttosto a lungo. Un aspetto che rende questa opzione non la più comoda, ma se si tratta di un’emergenza è sicuramente una risorsa da tenere in considerazione. 

Fotocamera 

Chi prende in considerazione un top di gamma ha grandi aspettative per la parte fotografica, e poca tolleranza per i difetti. La buona notizia è che il Mate 20 Pro soddisferà il vostro desiderio di grande fotografia. 

Allo Huawei P20 Pro va riconosciuto il merito di aver inaugurato una nuova epoca per la fotografia su smartphone. Il Mate 20 Pro eredita il sensore principale da 40 MP con ottica grandangolare f/1.8 e il teleobiettivo da 8MP, con apertura f/2.4 e ingrandimento 3x. Anche in questo caso la fotocamera è marchiata Leica, ma in questo caso solo quella posteriore. 

Il trio di sensori dietro è completato da una novità, il super grandangolo da 16MP f/2.2. Una scelta che rende lo smartphone ancora più versatile e capace di creare belle inquadratura anche da posizioni difficili. Anche con gli scatti occasionali, rende più semplice far stare nell’immagine un maggior numero di elementi. 

 Da sinistra a destra: super grandangolo, lente standard e zom ottico 3x 

 Da sinistra a destra: super grandangolo, lente standard e zom ottico 3x 

Il Super Grandangolo non è privo di difetti: i bordi delle immagini possono apparire distorti, e non sembra beneficiare del contrasto semi-HDR presente con le altre ottiche. Il grandangolo dell’LG V40 presenta una distorsione nettamente minore, meno rumore e colori meglio bilanciati, forse perché LG ha più esperienza con questo tipo di ottica. 

A parte questo dettaglio, il Mate 20 Pro fa fotografie fantastiche. Messo a confronto con una mezza dozzina di modelli si è distinto, nonostante in modalità standard fatichi po’ con il contrasto, il che porta a zone dai colori un po’ sbiaditi sullo sfondo. 

Quando si inquadra una scena con poco colore o poca luce, aspettatevi di perdere un po’ di contrasto e di dettagli sullo sfondo. Se vi interessa questo aspetto, il Google Pixel 3 e l’iPhone XS sono preferibili. Ma le prestazioni generali con scarsa illuminazione sono superiori nel caso del Mate 20 Pro, rispetto alla maggior parte degli altri smartphone, in particolare con la Modalità Notte e la relativa lunga esposizione. Il che non è una grande sorpresa, considerato il grande miglioramento rispetto al sensore monocromatico del P20 Pro.  

Come con il P20 Pro, le fotocamere si comportano molto bene nella misurazione di profondità. C’è la modalità ritratto ma si ottengono risultati migliori con l’opzione Apertura, che permette di gestire la messa a fuoco con maggiore libertà - basta che il soggetto principale sia entro qualche metro. Anche in questo caso, se tra sfondo e soggetto c’è solo un leggero contrasto i risultati potrebbero non essere ideali. Vale la pena di giocare con la lunghezza focale, soprattutto con soggetti vicini: abbiamo notato che lo smartphone può mettere a fuoco anche oggetti molto vicini (usando la Modalità Manuale). 

Il teleobiettivo con zoom 3x fa un ottimo lavoro quando si vogliono ingrandire soggetti lontani; usando lo zoom 5x ibrido si arriva anche più in là, sfruttando il software. Il risultato non è perfetto, ma riesce a fare meglio rispetto a zoom totalmente digitali come quello del Google Pixel 3. 

La qualità fotografica del Mate 20 Pro non è data solo da sensori e ottiche. Il processore Kirin 980 gioca un ruolo importante grazie alle due unità neurali (NPU, Neural Processing Unit) e all’Intelligenza Artificiale che interviene quando si fanno fotografie, individuando scene e applicando filtri in modo automatico. Funzioni che sono racchiuse nella funzione Master AI, ma abbiamo notato che attivarla non porta a miglioramenti evidenti. 

L’applicazione Fotocamera offre molti strumenti extra, come lo scanner per i documenti e HiVision, un’alternativa a Google Lens che permette di riconoscere oggetti nel mondo reale. Questo strumento è realizzato da Microsoft e non è velocissimo né incredibilmente utile, ma d’altra parte è ancora in sviluppo. La funzione di traduzione è interessante, ma anch’essa ha bisogno ancora di qualche ritocco. 

Prevedibilmente Huawei ha introdotto la sua versione degli Animoji, con maschere digitali che si sovrappongono al volto in Realtà Aumentata. Una cosa simpatica, ma non è precisa quanto quella fornita da Apple su iPhone X e XS. 

Il Mate 20 Pro ha qualcosa di ancora più innovativo, cioè la possibilità di fare scansioni 3D degli oggetti, usando la fotocamera frontale. Anche in questo caso, non è una cosa incredibilmente utile oggi, ma guardando al futuro è sicuramente qualcosa da tenere in considerazione. Soprattutto per chi ha la passione (o lo fa per professione) di modellazione e stampa 3D.