Cinque cose che mi infastidiscono di Android
Mancanza di app e bloatware eccessivo
Uno degli aspetti più riusciti di Android è l'enorme varietà di dispositivi che lo utilizzano: smartphone con fasce di prezzo, specifiche, feature e persino interfacce diverse. Di conseguenza, se c'è qualcosa che vi infastidisce in un telefono Android, di solito potete trovare un'alternativa che non presenti lo stesso difetto.
Nonostante ciò, ci sono alcune problematiche che affliggono molti, quasi tutti, o persino tutti i migliori smartphone Android, e di seguito ho elencato i cinque fastidi più comuni. Questi problemi riguardano principalmente il software poiché, indipendentemente dalle scelte del produttore, tutti si basano in ultima analisi sul sistema operativo Android. C'è anche un problema hardware nel mucchio, tanto per gradire.
1. L'attesa per gli aggiornamenti software
Quando Apple rilascia un aggiornamento iOS, questo è disponibile per tutti i telefoni compatibili quasi immediatamente, e la maggior parte degli iPhone utilizza la versione più recente del software – completa di correzioni di bug, patch di sicurezza e nuove funzionalità – entro pochi giorni dal lancio.
Ma quando Google rilascia un aggiornamento di Android, si rischia di dover aspettare mesi prima che arrivi sul proprio telefono. Certo, se si acquista un Pixel, si ottiene l'accesso agli aggiornamenti il giorno stesso, ma con altri marchi l'attesa può variare enormemente. Ciò è dovuto principalmente al fatto che gli altri produttori personalizzano Android con le proprie interfacce, quindi hanno bisogno di tempo per eseguire le proprie modifiche, oltre ad assicurarsi che il nuovo software funzioni bene sulle loro diverse configurazioni hardware.
Esiste quindi una buona ragione per questi ritardi, poiché permettono una vasta gamma di interfacce e funzionalità software Android. Ma questo significa anche che si può incorrere in un'attesa frustrantemente lunga per ottenere nuove funzionalità e fix, anche se si sta utilizzando un miglior smartphone di fascia alta.
2. Mancanza di un buon sistema di sblocco facciale
Un'altra area in cui gli iPhone eccellono è il Face ID, un modo elegante, affidabile e sicuro per sbloccare il telefono. Su Android, molti telefoni hanno sistemi di sblocco facciale propri, ma pochi possono essere descritti negli stessi termini.
La stragrande maggioranza di questi sistemi è meno sicura del Face ID, poiché si affida al riconoscimento di immagini 2D, mentre il Face ID utilizza la mappatura della profondità 3D. Ciò significa che, in teoria, si potrebbe ingannare più facilmente un telefono Android con una foto del viso; è anche il motivo per cui gli iPhone hanno notch o ritagli più grandi nello schermo, dato che l'approccio di Apple richiede più componenti.
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Inoltre, mentre alcuni telefoni Android sembrano altrettanto veloci e affidabili nello sblocco con riconoscimento facciale, altri no. Per questo motivo la maggior parte dei telefoni Android include anche un sensore di impronte digitali, per coloro che desiderano maggiore sicurezza o affidabilità rispetto ai sistemi di sblocco facciale. I sensori di impronte digitali vanno bene, ma semplicemente non eguagliano la comodità di guardare il telefono per sbloccarlo.
3. La mancanza di alcune app e giochi
Ci sono moltissime app e giochi eccellenti su Android, ma mancano alcuni titoli di grido disponibili su iOS. Per quanto riguarda le app, iOS offre soluzioni raffinate e potenti come l'app fotografica Halide e l'app calendario Fantastical, entrambe sostituti impressionanti delle alternative predefinite.
Per quanto riguarda i giochi, è possibile trovare titoli AAA come Death Stranding e Resident Evil Village su iOS, ma questi non sono disponibili su Android. E questi sono solo alcuni esempi: ci sono molte altre app e giochi di alto profilo che non sono disponibili su Android, pur essendo opzioni su iOS. E questo è un vero peccato.
4. Il bloatware (software preinstallato)
Non tutti i telefoni Android hanno bloatware, ma molti sì, anche nella fascia alta. Come minimo, spesso ci si ritrova con app duplicate: sia la versione Google che quella del produttore sono incluse nel telefono. In molti casi – in particolare sui telefoni di fascia bassa – si trovano anche varie app di terze parti installate, a causa di accordi presi dal produttore del telefono.
Spesso è possibile disinstallare queste app se non le si desidera, ma dover fare pulizia su ogni nuovo telefono Android che si acquista può diventare noioso.
5. Il periodo di supporto breve per alcuni telefoni
Una volta, i telefoni Android non ricevevano molti anni di aggiornamenti, con persino i modelli di fascia alta spesso limitati a soli due o tre anni. Fortunatamente, questo non è più vero: molti modelli di punta ora riceveranno cinque o più anni di aggiornamenti, con il Samsung Galaxy S25, ad esempio, che ne riceverà addirittura sette.
Ma questo non vale ancora per tutti i telefoni, in particolare per alcuni modelli di fascia bassa, come certi dispositivi Motorola e Nokia di gamma media e inferiore. E, naturalmente, se si acquista un telefono più datato, in molti casi non sarà, o non sarà più, idoneo a molti aggiornamenti. Questo è un peccato, perché acquistare un telefono più economico può rivelarsi un falso risparmio, dato che, in molti casi, dovrà essere sostituito prima di un modello più costoso.
Questi sono i principali aspetti che mi infastidiscono dei dispositivi Android, anche se, in molti casi, rientrano tra i migliori telefoni in circolazione. Ma cosa irrita voi? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto.
Questi sono i principali aspetti che mi infastidiscono degli smartphone Android, anche se, in molti casi, rientrano tra i migliori telefoni in circolazione. Ma cosa irrita voi? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto.
James is a freelance phones, tablets and wearables writer and sub-editor at TechRadar. He has a love for everything ‘smart’, from watches to lights, and can often be found arguing with AI assistants or drowning in the latest apps. James also contributes to 3G.co.uk, 4G.co.uk and 5G.co.uk and has written for T3, Digital Camera World, Clarity Media and others, with work on the web, in print and on TV.