Il silicio-carbonio è solo l'inizio: queste tecnologie per batterie potrebbero far durare il tuo smartphone ancora più a lungo

Samsung Galaxy S25 Ultra charging
The Samsung Galaxy S25 Ultra (Immagine:: Future / Lance Ulanoff)

Per lungo tempo, quasi tutti gli smartphone hanno adottato lo stesso tipo di batteria: quella agli ioni di litio. Sebbene queste facciano il loro dovere, hanno costretto la maggior parte degli utenti a ricariche quotidiane, con un'autonomia che le aziende hanno faticato a migliorare sensibilmente, nonostante gli altri componenti siano progrediti in modo esponenziale.

La situazione sta iniziando a cambiare: le batterie al silicio-carbonio sono ora impiegate in un numero crescente di dispositivi, come il OnePlus 15 e lo Xiaomi 17 Ultra. Questa tecnologia sta aprendo la strada a capacità comprese tra 7.000 e 9.000 mAh in smartphone dalle dimensioni standard, laddove le batterie convenzionali agli ioni di litio superano raramente i 5.500 mAh senza costringere i produttori a realizzare dispositivi ingombranti.

Tuttavia, sebbene le batterie al silicio-carbonio rappresentino il più grande balzo in avanti nella storia degli smartphone, ci sono altre tecnologie in fase di sviluppo che potrebbero offrire un'autonomia ancora più impressionante o altri vantaggi competitivi. Di seguito, abbiamo analizzato cinque tecnologie per batterie che un giorno potrebbero alimentare il vostro telefono.

1. Batterie allo stato solido

The Kuxia S3

Il Kuxia S3 ha una batteria allo stato semi-solido (Image credit: Kuxia)

Tra le numerose tecnologie per le batterie attualmente in fase di sviluppo, quelle allo stato solido sembrano essere tra le più vicine al debutto negli smartphone, dato che diverse aziende stanno già svelando altri tipi di prodotti che le integrano.

Di recente, ad esempio, è stata annunciata la Kuxia S3 – una power bank dotata di una batteria allo stato semi-solido – e anche i produttori di veicoli elettrici stanno sperimentando soluzioni allo stato solido. L'impiego nelle power bank è il dettaglio più rilevante in questo contesto, trattandosi di dispositivi di piccole dimensioni molto simili a uno smartphone. Ciò suggerisce che le batterie allo stato solido potrebbero funzionare egregiamente anche nei telefoni.

Queste batterie utilizzano un elettrolita solido o in gel, anziché gli elettroliti liquidi impiegati nei modelli agli ioni di litio; tale cambiamento permette una maggiore densità energetica, consentendo di ottenere una capacità superiore senza aumentare l'ingombro. Queste batterie, inoltre, degradano più lentamente: la Kuxia S3, per esempio, promette di mantenere oltre l'80% della capacità originaria per almeno 1.000 cicli di ricarica, mentre la maggior parte delle batterie agli ioni di litio scende sotto tale soglia dopo circa 300-500 cicli.

2. Batterie nucleari

Close up of the nuclear battery BV100 created by Chinese company Betavolt

(Image credit: Betavolt)

Le batterie nucleari non sono una tecnologia che vedremo presto alimentare gli smartphone, ma un giorno potrebbero farlo, offrendo il potenziale per mantenere un telefono acceso per 50 anni senza mai aver bisogno di una ricarica.

Ciò significherebbe eliminare la necessità di caricabatterie o power bank e, poiché la batteria non verrebbe ricaricata, non subirebbe nemmeno il degrado della capacità tipico dei cicli di ricarica ripetuti.

Potrebbe sembrare materia da fantascienza, ma in realtà le batterie nucleari esistono già. Tuttavia, sono tipicamente utilizzate per scopi quali veicoli spaziali e stazioni scientifiche automatizzate, poiché i modelli attuali sono grandi, pesanti, costosi e generano molto calore.

Alcune aziende stanno però lavorando per risolvere questi problemi: Betavolt Technology, ad esempio, afferma di aver miniaturizzato con successo queste batterie, con il progetto di utilizzarle un giorno per i telefoni cellulari.

3. Una batteria proprietaria Apple

Apple iPhone 17 Review

Un futuro iPhone potrebbe avere una batteria proprietaria (Image credit: Jacob Krol/Future)

Mentre la maggior parte delle tecnologie presenti in questo elenco potrebbe potenzialmente essere adottata da qualsiasi smartphone in futuro, è probabile che alcune aziende sviluppino tecnologie proprietarie per far distinguere i propri dispositivi.

Apple ne è un esempio: già nel 2023, fonti del settore hanno affermato che l'azienda di Cupertino fosse al lavoro proprio su questo fronte. Sebbene queste fonti non siano entrate nei dettagli tecnici sul funzionamento di tali batterie, hanno menzionato l'uso di nanotubi di carbonio come materiale conduttivo per migliorarne le prestazioni.

Tuttavia, il rapporto suggeriva che queste batterie avrebbero fatto il loro debutto nei dispositivi del 2025, cosa che ovviamente non è avvenuta. È possibile che le fonti fossero errate o che Apple abbia incontrato un ostacolo nello sviluppo. Di conseguenza, non è chiaro se o quando vedremo effettivamente queste soluzioni sul mercato.

4. Batterie strutturali

Apple iPhone Air Review

Le batterie strutturali potrebbero dare vita a smartphone capaci di far sembrare spesso persino l'iPhone Air (Image credit: Jacob Krol/Future)

Le batterie strutturali sono una tipologia di celle in cui la batteria stessa funge anche da telaio o scocca del telefono. Questo permetterebbe ai produttori di ottimizzare lo spazio interno e ridurre il peso dei dispositivi, rendendoli potenzialmente molto più sottili, data l'assenza di un modulo batteria separato.

Finora, i ricercatori si sono concentrati sull'impiego delle batterie strutturali principalmente nei veicoli, come le auto elettriche, ma in futuro questa tecnologia potrebbe portare alla realizzazione di smartphone sottili come carte di credito, sebbene ciò richiederebbe probabilmente anche la miniaturizzazione di altri componenti.

5. Batterie al grafene

Samsung Galaxy S25 from bottom in hand, showing USB-C port

Le batterie al grafene potrebbero consentire una ricarica più rapida (Image credit: Philip Berne / Future)

Le batterie al grafene utilizzano una combinazione di grafene e materiali allo stato solido, e promettono una ricarica più rapida, capacità maggiori e – come le batterie allo stato solido descritte sopra – un degrado più lento, permettendo loro di sopportare un numero superiore di cicli di ricarica.

Queste batterie esistono già, ma al momento hanno costi proibitivi per la maggior parte dei casi d'uso. Tuttavia, una ricerca di Focus – tramite Energy Monitor – suggerisce che entro la metà degli anni 2030 i prezzi potrebbero scendere a sufficienza da consentire a queste batterie di iniziare a vedere un uso diffuso nei veicoli elettrici.

Non viene fatta menzione degli smartphone, ma i loro vantaggi sembrano renderle una soluzione adatta ai telefoni se e quando diventeranno accessibili.

James is a freelance phones, tablets and wearables writer and sub-editor at TechRadar. He has a love for everything ‘smart’, from watches to lights, and can often be found arguing with AI assistants or drowning in the latest apps. James also contributes to 3G.co.uk, 4G.co.uk and 5G.co.uk and has written for T3, Digital Camera World, Clarity Media and others, with work on the web, in print and on TV.