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Windows 7 dovrebbe vivere ancora, come open source

Windows 7
(Image credit: Shutterstock)

Windows 7  ha  raggiunto la fine del suo ciclo di vita, con il supporto ufficiale terminato in modo definitivo (almeno non gratuitamente), ma il sistema operativo veterano di Microsoft potrebbe sopravvivere se solo l’azienda lo rilasciasse come open source.

Questa è la richiesta, una vera richiesta e non un suggerimento, da parte della Free Software Foundation (FSF), che ha lanciato una petizione chiedendo a Microsoft di "aggiornare" Windows 7 trasformandolo in open source. 

Dopotutto, Microsoft ha dimostrato di saperci fare con l’open source, giusto? Si tratta di ascoltare il feedback degli utenti e agire di conseguenza.

Sebbene la richiesta di FSF possa dare un qualche tipo di speranza agli utenti affezionati al sistema operativo Windows 7, questa potrebbe sollevare alcuni problemi a Microsoft.

Si legge: "Il 14 gennaio, Windows 7 ha raggiunto la sua fine in modo ufficiale, con la fine dei suoi aggiornamenti e dei suoi dieci anni di onorato servizio, passati a invadere la privacy e a minacciare la sicurezza degli utenti. La fine del ciclo di vita di Windows 7 offre a Microsoft l'occasione di rimediare agli errori commessi.

“Li invitiamo a rilasciarlo come software gratuito e di darlo alla comunità per studiarlo e migliorare. Poiché esiste già un precedente sul rilascio di alcuni programmi di utilità di base di Windows come software libero, Microsoft non ha nulla da perdere donando una versione del proprio sistema operativo che essi stessi affermano di aver "raggiunto la fine".

FSF si rivolge inoltre direttamente ai dirigenti Microsoft per "richiedere il rilascio di Windows 7 come software gratuito" e li esorta a "rispettare la libertà e la privacy dei suoi utenti, non a garantirli solamente nella nuova versione di Windows".

Ovviamente, la verità è che rendere Windows 7 open source sarebbe una mossa senza precedenti, e ci sono ovvi dubbi in merito alla decisione.

La FSF potrebbe insistere sul fatto che Microsoft non ha "nulla da perdere", ma non è proprio così, vero?

Microsoft potrebbe ovviamente perdere potenziali utenti che presto, o eventualmente, aggiorneranno a Windows 10 (se non cercano un altro sistema operativo completamente diverso).

Microsoft infatti sta ancora guadagnando da Windows 7, addebitando il costo di un supporto esteso che va oltre la fine del ciclo di vita (gli utenti aziendali possono ottenere un ulteriore anno di supporto con determinate versioni di Windows 7 ed esiste la possibilità  per le  aziende di pagare un supporto aggiuntivo per un tempo ancora maggiore). 

Inoltre, ci sarebbero pericoli evidenti per Windows 10 in una tale scelta, perché una buona parte del codice di Windows 7 è stata portata nel sistema operativo più recente di Microsoft, ovviamente.

In breve, non c'è quasi nessuna possibilità che ciò accada realmente, nonostante il numero di firme che la petizione potrebbe finire per raccogliere, con il conteggio di queste ultime attualmente pari a poco più di 1.000. La FSF vuole coinvolgere 7.777 sostenitori, un numero non casuale , che verrà raggiunto probabilmente non appena si diffonderà la notizia della petizione.

Ma non importa quanto Microsoft collabori  più progetti open source. Con molta probabilità, il rilascio di Windows 7 non accadrà mai.