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TV OLED e HDR: non sempre sono il binomio perfetto

Sony 48-inch A9
(Image credit: Sony)

I televisori LCD, in genere, sono più luminosi dei televisori OLED: un Samsung QN90A, ad esempio, offre una luminosità tre volte superiore rispetto a quella di un LG C1. Per quanto i televisori OLED siano ancora i migliori, ci sono aree in cui gli LCD - in particolare i recenti mini LED - sono preferibili. 

Un’elevata luminanza è fondamentale per valorizzare i contenuti HDR (High Dynamic Range) e, al momento, i TV OLED faticano molto in questo aspetto.

La luminosità non è l’unico parametro da tenere in considerazione, sia chiaro, ma è il più importante in questo caso.

La maggior parte dei contenuti HDR è masterizzata a 1000 nit, quindi serve uno schermo da almeno 1000 nit per apprezzarli al meglio. Ci sono anche contenuti masterizzati a 4000 nit, ma sono pochissimi e, in ogni caso, implicano livelli di luminosità che nessuna tecnologia consumer può offrire.

A dirla tutta, anche i display professionali da 4.000 nit si contano sulle dita di una mano.

Servono almeno 1.000 nit

Come accennato, un display deve offrire una luminosità di almeno 1.000 nit per visualizzare al meglio i contenuti HDR. Forse avrete sentito parlare dei pannelli OLED evo di LG: vantano una luminosità superiore del 20% rispetto a quella dei predecessori. LG G1 è uno dei pochi TV OLED a beneficiare della nuova tecnologia, ma ciononostante, raggiunge una luminanza massima di 870 nit. LG GX, a confronto, non va oltre i 750 nit.

Abbiamo testato LG G1 e possiamo garantirvi che questo piccolo aumento fa la differenza.

LG Gallery G1 OLED

LG G1 Gallery Series è più luminoso della maggior parte dei TV OLED (Image credit: LG)

Non è male se si considera che la luminanza di un televisori LCD di fascia media come il Samsung Q80T si aggira sui 700 nit. Tuttavia, queste cifre sono deludenti rispetto a quanto offerto dal Samsung QN90A, che può raggiungere circa 1800 nit. 

Vale la pena notare che la luminosità di picco di 870 nit si ottiene solo su una piccola porzione dello schermo (10 percento del pannello - finestra HDR del 10%). É una soluzione comune e accettata per misurare le prestazioni di un televisore, ma non ha molta attinenza con l’uso reale che fa ognuno di noi del televisore, quotidianamente. 

Su tutto lo schermo, i valori sono alquanto inferiori: Samsung QN90A, ad esempio, offre una luminosità sostenuta su tutto lo schermo di 700 nit. LG G1, nello stesso scenario, non va oltre i 175 nit. Sì, la differenza è abissale.

L’idea è che il televisore possa “spingere” al massimo una piccola area dello schermo, in modo tale da migliorare la resta di una certa immagine. Pensate, ad esempio, a una persona con abiti chiari su uno sfondo scuro: poter aumentare la luminosità solo in una certa area diventa chiaramente utile per aumentare il contrasto, e rendere più bella l’immagine. 

Luminosità a schermo intero

Samsung QN90A Neo QLED TV

Samsung QN90A è super luminoso (Image credit: Samsung)

Il problema dei TV OLED è che non possono sostenere a lungo scene super luminose, infatti, presentano una funzione di limitazione automatica della luminosità nota come ABL. Questa protegge il materiale organico del pannello OLED, che è sensibile al surriscaldamento ed è a rischio burn-in.

Come accennato, per visualizzare tutti i dettagli dei contenuti HDR serve una luminosità di almeno 1000 nit. L’High Dynamic Range è stato studiato tenendo conto delle capacità e dei limiti della visione umana (quantizzazione percettiva o PQ).

Un display eccessivamente luminoso può causare la posterizzazione dell’immagine, alte luci bruciate, perdita di contrasto, ecc, D'altra parte, un display poco luminoso può causare una perdita di dettagli nelle zone d’ombra.

I livelli di luminosità nei quali si verificano questi sgradevoli inconvenienti dipendono dal livello di luminosità al quale è stato prodotto il contenuto. Nel caso dei contenuti HDR, quel valore è di 1.000 nit. I migliori TV possono riprodurre al meglio i contenuti HDR, ma i televisori OLED fanno ancora fatica in questo campo.

Questione di… dettagli

LG C1 OLED

LG C1  (Image credit: LG)

I TV OLED, dunque, non sono abbastanza luminosi per visualizzare tutti i dettagli dell’immagine. Detto ciò, alcuni modelli includono una funzione di mappatura dei toni (o tone mapping) che può recuperare molti o tutti i dettagli persi. Tuttavia, ciò va a scapito della fedeltà dell’immagine, il che non è il massimo.

Con ciò non vogliamo affermare che la tecnologia OLED non sia idonea per i contenuti HDR, bensì che lo sia meno rispetto ai TV LCD. Sia chiaro, i pannelli OLED hanno enormi vantaggi rispetto alle controparti LCD: autoilluminazione dei pixel, angoli di visualizzazione più ampi, tempi di risposta inferiori, ecc.

Nel complesso, la tecnologia OLED resta nettamente superiore a quella LCD per molti o addirittura la maggior parte dei parametri di riferimento, tuttavia, quando sono richiesti livelli di luminosità elevati, fa ancora fatica.