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Ryzen 4000, la strategia di AMD per dare l’assalto a Intel

(Image credit: AMD)

AMD ha presentato da poco i nuovi processori AMD Ryzen 4000 Mobile, vale a dire la linea dedicata ai computer portatili. I due esponenti principali sembrano essere i Ryzen 9 4900H e 4900HS,  che dovrebbero essere i modelli di punta, destinati a finire nei migliori notebook del 2020 (e probabilmente del 2021).

La notizia è interessante per più di una ragione. Tanto per cominciare, AMD ha una leadership ormai consolidata da almeno un paio d’anni. L’azienda ha recuperato molto del terreno che aveva perso in favore di Intel, e se consideriamo solo i dati degli ultimi mesi la situazione tra i due concorrenti si è del tutto invertita. 

Intel tuttavia mantiene ancora una posizione molto solida se si considerano solo i computer portatili, e i nuovi processori AMD Ryzen 4000 Mobile sembrano destinati a cambiare di nuovo le posizioni sulla scacchiera, ancora una volta in favore di AMD.

Già, ma sono sufficienti dei processori di qualità, persino migliori di quelli Intel, a conquistare l’ambita arena dei portatili? No, nemmeno per sogno. Prima di tutto, i processori per notebook non sono un prodotto che i consumatori comprano direttamente. Chi compra un notebook sceglie il modello e la marca che preferisce, e molto difficilmente farà differenza a seconda del processore che c’è dentro. Guarderà prezzo, prestazioni, design, batteria… ma non la CPU. 

AMD, in altre parole, dovrà convincere i produttori di notebook a scegliere i suoi processori invece di quelli Intel. O almeno a mettere in catalogo notebook che si aggiungano a quelli Intel, un po’ come ha fatto Microsoft con il Surface Laptop 3, che ha rappresentato un debutto importante per AMD nel mondo notebook. 

Si tratta di un passaggio difficile, nel quale AMD dovrà giocare con attenzione le proprie carte. I vari produttori (Dell, Lenovo, HP e così via) non saranno facili da convincere, per non parlare del fatto che stringere un accordo con AMD potrebbe compromettere i rapporti con il fornitore principale, vale a dire Intel. In passato la faccenda si è rivelata piuttosto complessa, in effetti. 

Ammesso e non concesso che nel corso del 2020 arrivino molti portatili con processori AMD, e che si rivelino di buona qualità, c’è poi il capitolo distribuzione. Vale a dire fare in modo che questi computer arrivino in effetti alla portata dei potenziali compratori. Qui la partita vede in campo ancora più attori: Intel e AMD, gli OEM, i distributori (società terze che si occupano solo di questo) e infine i gestori dei negozi, a cui spetta decidere dove mettere un certo prodotto e quanto renderlo visibile. Quest’ultima decisione, tra l’altro, include anche i vari reparti marketing, perché spesso e volentieri la posizione “in vetrina” di un negozio è una posizione che il produttore può comprare, pagando un extra al negozio.

La risposta di AMD agli Ultrabook

AMD non può fare più di tanto sugli aspetti citati. Per esempio, se Intel decide di spendere il proprio budget marketing affinché i notebook con le sue CPU, AMD difficilmente potrebbe mettere in campo armi sufficienti per rispondere, semplicemente per liquidità disponibile.

C’era una mossa che AMD poteva fare, per compensare almeno un punto su cui Intel è ancora in vantaggio: vale a dire creare un design di riferimento per i portatili. Una cosa che Intel ha iniziato a fare ormai molti anni fa, prima con i notebook chiamati Centrino (i lettori meno giovani li ricorderanno) e poi con gli Ultrabook. 

Già, forse non tutti lo sanno ma un Ultrabook può chiamarsi così solo se al suo interno ha hardware Intel, e se risponde a certi criteri di progettazione e di design stabiliti dalla stessa Intel. Una strategia che ha aiutato la diffusione di questi computer, non ultimo per il fatto che il consumatore che voglia un buon portatile, che sia leggero e veloce, sa cosa aspettarsi se sceglie un Ultrabook. 

Ebbene, AMD ha iniziato a fare la stessa cosa. Gli OEM che vorranno usare i Ryzen 4000 HS nei propri notebook dovranno seguire le linee guide stabilite da AMD. Con il tempo forse salterà fuori anche un nome per fare concorrenza agli Ultrabook di Intel, ma ancora più importante presto ci sarà uno standard, grazie a cui comprando un notebook con Ryzen 4000 avremo alcune garanzie quanto a design, qualità dello schermo, prestazioni e autonomia (e forse anche altro).

Potrebbe sembrare un dettaglio, ma la strategia degli Ultrabook ha aiutato molto Intel negli ultimi anni. E non c’è ragione per pensare che non funzioni anche con AMD.