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CPU, problemi di disponibilità già nelle prossime settimane

Processore Intel i9-11900K, parte anteriore e posteriore
(Image credit: Intel)

Intel ci avvisa che stiamo per entrare in un periodo in cui la disponibilità dei propri processori per il segmento consumer sarà ridotta all'osso.

George Davis, CFO di Intel, ha dichiarato che ci saranno grossi problemi di stock nel terzo trimestre di quest'anno (ovvero da ora a settembre). Di recente anche il CEO Pat Gelsinger aveva dichiarato che la carenza globale di chip potrebbe continuare fino al 2023.

In occasione di una call sui ricavi (trascritta da Seeking Alpha), Davis ha dichiarato: "Si prevedono carenze di componenti e substrati a livello permanente e in tutto il settore, che ridurranno i ricavi di CCG (Client Computing Group). Prevediamo che i problemi di disponibilità si protrarranno per diversi trimestri, ma saranno particolarmente gravi per i clienti nel terzo trimestre (2021 ndr). Nell'ambito del data center, prevediamo un'ulteriore ripresa nel terzo trimestre per i settori delle grandi imprese, degli enti governativi e del cloud".

Gestione delle priorità

Intel sta dando la priorità alla produzione dei processori dedicati ai data center, dato che è l'ambito più redditizio (e anche per via di alcuni contratti vincolanti). 

A fronte di una capacità produttiva limitata, è naturale produrre i componenti cha garantiscono i ricavi maggiori. E non è la prima volta che Intel "sacrifica" i processori di fascia bassa in favore di modelli Core top di gamma e chip per server.

Il problema centrale, però, è rappresentato dai substrati (il livello di base del chip). Come puntualizzato da Tom’s Hardware, il nucleo del problema è la carenza di substrati ABF Ajinomoto ABF. Ciò limita Intel nel numero di CPU producibili e sebbene l'azienda stia cercando di diventare autosufficiente, in termini di produzione interna e investimento in produttori esterni, sembra che questi sforzi non daranno i loro frutti prima della fine dell'anno.