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Recensione Oppo A9 2020

Potrebbe quasi essere considerato un best buy

Oppo A9 2020
(Image: © TechRadar)

Oppo A9 2020 nel complesso è migliore di quanto possiate immaginare nonostante i suoi piccoli difetti. Solo due delle sue quattro fotocamere sono realmente utili, e la scocca che sembrerebbe in vetro si rivela essere in plastica osservando il dispositivo con più attenzione. 

Ma gli aspetti positivi di questo smartphone la fanno da padrone. La durata della sua batteria supera di gran lunga quella di quasi tutti i dispositivi Android di fascia alta, e se per voi la mancanza di una risoluzione Full HD non è un problema, Oppo A9 2020 è ottimo anche per svolgere i compiti più impegnativi.

L'ampio display è ottimo per guardare video o giocare, e gli altoparlanti stereo sono tra i migliori disponibili per la sua fascia di prezzo. Cercare di proporre delle possibili migliorie sarebbe inutile visto che proprio un gradino sopra troviamo Oppo Reno Z, pensiamo quindi che per ciò che offre, Oppo A9 2020 abbia un ottimo prezzo, rientra quindi nella nostra lista dei migliori smartphone economici.

(Image credit: TechRadar)

A chi è indirizzato questo smartphone?

Oppo A9 2020 è un dispositivo pensato per coloro che cercano delle ottime caratteristiche a buon prezzo. È anche uno dei telefoni più convenienti per chi ha intenzione di guardare molti video.

La tecnologia del suo display potrebbe non essere la migliore in circolazione, ma è molto grande e luminoso. Può inoltre vantare una batteria in grado di reggere tranquillamente un’intera giornata su YouTube.

Dovreste comprarlo?

La fama di Oppo A9 2020 varia molto da paese a paese. In questo caso oltre alla risoluzione del display, il prezzo è uno dei fattori determinanti che condizionano la scelta di un dispositivo, visto che si trova nella stessa fascia di smartphone come Moto G8 Plus e Xiaomi Mi 9T. Questo smartphone potrebbe anche essere considerato un best buy in Italia visto che al prezzo di 190 euro viene venduto a meno della maggior parte dei suoi competitor.

Prima recensione: novembre 2019