Skip to main content

Recensione Age of Empires IV

Age of Empires IV è un ritorno alla tradizione, ma è abbastanza?

Age of Empires IV
(Image: © Microsoft)

TechRadar Verdetto

Con Age of Empires IV il noto franchise di videogiochi strategici torna alle sue migliori origini, riproponendo molti di quegli aspetti che i giocatori hanno imparato ad amare dell’iconico Age of Empires II. Tuttavia, laddove alcuni di questi nuovi elementi splendono di nuova luce, il livello di creatività non basta a superare gli standard del suo predecessore.

Pros

  • +

    Contenuti di elevato livello documentaristico

  • +

    Notevole varietà delle diverse civiltà

  • +

    Buono per micro- e macro-play

  • +

    Accessibile ad un ampio pubblico

Cons

  • -

    Pecca di creatività

  • -

    Meno complesso della concorrenza

  • -

    La grafica non si spinge oltre la sufficienza

  • -

 Age of Empires IV, recensione in due minuti 

Review information

Piattaforma: PC
Tempo di gioco: 20 ore

L’aspetto più evidente emerso dalle ore di gioco è la dedizione della Relic Entertainment sia nei confronti dei fan storici di AoE, sia verso un pubblico che si approccia alla serie e al genere per la prima volta. Il tutorial fornisce una fluida panoramica di tutto ciò che conosciamo e amiamo della serie. Il livello di difficoltà della modalità Storia (campagna) si sbarazza del micro-play e delle tattiche di massa per fornire un’esperienza incentrata principalmente sugli aspetti narrativi. Le sfide de l’Arte della Guerra forniscono uno spazio in cui i giocatori possono mettersi alla prova e arricchire la loro comprensione dei principali elementi del gioco in maniera modulare. 

Tuttavia, resta ancora da appurare se tutto ciò sia sufficiente per soddisfare le aspettative dei giocatori moderni – e in particolare dei non nostalgici. A partire dai primi anni Duemila, il genere RTS ha fatto molta strada, e alcuni momenti del gioco non sembrano stare al passo coi tempi né per complessità né per originalità. 

L’albero tecnologico, ad esempio, non è granché ampio, soprattutto rispetto a come gli altri RTS moderni trattano l’argomento. A complicare il quadro vi è inoltre la mancanza di miglioramenti – o la presenza di vere e proprie omissioni - di elementi chiave dei titoli precedenti. Ciononostante, vi sono numerose variazioni nella strategia di gioco delle diverse civiltà che riportano efficacemente la sfida nella strategia.  

Tutto sommato, l’ampia versatilità delle diverse civiltà è una significativa novità della serie – ci sarebbe molto da dire riguardo le nuove aggiunte e le migliorie rispetto al passato, e possiamo ritenerci soddisfatti del tempo giocato sinora. Considerato quanto ci sia ancora da fare (come ad esempio il gameplay classificato), non vediamo l’ora di capire dove ci porterà AoE.

Age of Empires IV

(Image credit: Microsoft)

Ritorno ai fondamenti 

In Age of Empires IV i giocatori prendono il controllo di una tra le otto civiltà disponibili: inglese, cinese, francese, mongola, russa, del Sacro Romano Impero, del sultanato di Delhi e della dinastia abbaside. Ogni civiltà vanta bonus e truppe unici, che il giocatore può utilizzare a proprio vantaggio, sia in battaglia, che nel commercio o nella fede. 

I punti di forza delle diverse civiltà sono talmente peculiari che, ad ogni livello di difficoltà (ad esclusione della modalità Storia), vi accorgerete di quanto possa essere vantaggioso ricorrervi. 

C’è anche una grande variabilità nelle diverse modalità di gioco. In single-player, è possibile scegliere tra le modalità Campagna, Schermaglia o Arte della Guerra, tutte familiari ai veterani della serie. 

Al momento del lancio, il gioco base consta di quattro campagne (i Normanni, la Guerra dei Cent’anni, l’Impero mongolo e l’Ascesa di Mosca), che possono essere giocate in modalità Storia, Facile, Intermedia o Difficile. Partendo dalla Battaglia del 1066, i Normanni sono la scelta tipica per la campagna iniziale di Age of Empires IV. Nonostante occorra un po’ di tempo per godere delle nuove fantastiche funzionalità aggiunte al gioco, una simile opzione funge al tempo stesso sia da viaggio nella memoria per i fans della serie che da efficace introduzione al gameplay per i neofiti. 

Age of Empires IV

(Image credit: Microsoft)

Benché la varietà di scelta nella selezione della civiltà e nella modalità campagna appaia leggermente indietro rispetto a AoE II, entrambe rimangono incredibilmente ben strutturate. Le campagne costituiscono il vero punto di forza di AoE IV, offrendo numerosi e istruttivi quadri storici che non si esauriscono soltanto alle grandi battaglie - di cui i giocatori avranno già probabilmente sentito parlare. 

Per quanto riguarda il multiplayer, è possibile scegliere tra le modalità partita veloce, personalizzata e osserva, con la classificata che sarà presto disponibile dopo la fase di lancio. Sfortunatamente, a causa del limitato numero di copie distribuite prima del lancio, non ci è ancora stato possibile provare la modalità multiplayer. 

Come nei precedenti titoli di Age of Empires, la principale strategia di avanzamento consiste nel far progredire la tua civiltà attraverso quattro ere. Qui, il gioco rimane fedele al sistema politico in AoE III, in cui per progredire i giocatori dovevano selezionare un punto di riferimento strategico, ciascuno dei quali è unico e pensato apposta per avvantaggiare la rispettiva civiltà. È un tocco di classe in più che, se scelto bene, potrebbe davvero cambiare il destino della partita (soprattutto giocando in multiplayer). 

Accanto alle campagne e alle sfide de l’Arte della Guerra, Age of Empires IV propone una nuova condizione di vittoria. Oltre allo sterminio degli avversari o alla costruzione di meraviglie, i giocatori possono vincere anche ottenendo il controllo di tre siti sulla mappa – nonostante tenerne il comando sia un’impresa tutt’altro che semplice. Si tratta di una potente miscela tra un approccio militaristico completo e del più sovversivo stile di gioco di altri titoli RTS.

Age of Empires IV

(Image credit: Microsoft)

L’Era degli RTS 

In generale, i quattro pilastri dei giochi RTS sono gli edifici, le risorse, la tecnologia e le truppe militari. 

I combattimenti di Age of Empires IV non propongono nulla di sconvolgente, e la ridondanza di un set di truppe fin troppo spoglio rischia di rivelarsi, per l’appunto… ripetitiva. Certo, le tipologie di truppe uniche possedute da alcune civiltà (come gli elefanti da guerra del Sultanato di Delhi o i lanciafiamme cinesi) rendono il gioco più variegato. Ciononostante, quella delle truppe rimane un’area in cui l’impatto ridotto dell’albero tecnologico è quanto mai evidente. 

Ad ogni modo, ci sono alcune nuove intriganti funzionalità aggiunte al gioco. Ad esempio, grazie alle torri che i giocatori possono posizionare a piacimento, le unità militari sono ora in grado di sferrare i loro attacchi dall’alto delle muraglie di pietra. Queste torri sono potenziabili, e possono anche avvisare i giocatori quando sono sotto attacco. 

Age of Empires IV

(Image credit: Microsoft)

La fanteria può ora costruire anche arieti e torri di assedio, una vera e propria manna dal cielo quando il nemico si trova dall’altra parte della mappa – dubitiamo fortemente che a qualcuno sia piaciuto vedere un’intera armata strisciare lungo tutta la mappa per tenersi al passo con le unità di assedio. 

È anche disponibile una nuova meccanica stealth, che consente alle truppe di nascondersi per compiere imboscate contro le armate in avvicinamento. Oltre a rendere il combattimento maggiormente dinamico, questa aggiunta dota gli esploratori di maggiori funzionalità, tra cui quella di inoltrarsi nel territorio alla ricerca di nemici nascosti. 

Un altro contenuto nuovo di zecca, sebbene leggermente più sbilanciato, è l’abilità degli arcieri di costruire palafitte per respingere la cavalleria o le unità da mischia. In mancanza di un termine migliore, diremo che questa nuova funzionalità appaia piuttosto grossolana: si possono costruire palizzate super efficaci in un lasso di tempo sorprendentemente breve. 

Tutto questo per dire che, meccanicamente parlando, Age of Empires IV non è altro che Age of Empires II con qualche ingegnosa aggiunta. Non che ci dispiaccia. Ma non sarebbe stato male provare a mettere un po’ più di carne sul fuoco.

Age of Empires IV

(Image credit: Microsoft)

Scrivere la storia  

Per chi non lo sapesse, il franchise di Age of Empires ha fatto ampio affidamento su… beh... la storia. Occorre tuttavia aggiungere, come hanno ammesso gli stessi sviluppatori, che ciò non è sempre avvenuto con la dovuta cura e attenzione. Nonostante numerosi fan della serie riconoscano che il gioco li abbia istruiti su una notevole varietà di eventi storici, la rappresentazione di alcuni di essi o di certe culture non è risultata sempre accurata, per non dire incorretta. In questo caso, la collaborazione con Lion Television ha permesso alla produzione di compiere grandi sforzi per aumentare il prestigio storico del gioco, e questo, possiamo dire, è avvenuto magnificamente.  

Arricchire gli scenari storici con contenuti educativi e applicazioni in-game adeguate è un’aggiunta di grande fascino, che migliora sensibilmente l’esperienza di gioco nel suo complesso. Il montaggio di filmati originali e filmati in computer grafica per raccontare la storia delle battaglie, e la presenza di documenti storici e opere d’arte ha permesso a Age of Empires IV di rivoluzionare il proprio modo di narrare la storia.

Inoltre, i giocatori godono di un’esperienza multimediale completa, in cui sono allestite alcune tra le battaglie più avvincenti della storia. La presenza di assetti sbloccabili descrive ancor più nel dettaglio il modo in cui truppe, edifici e altri elementi chiave della Storia hanno svolto la loro parte.  

Vista la loro elevata qualità, non sarebbe male se la Relic Entertainment raggruppasse tutti questi contenuti in una serie di documentari o di materiale educativo fruibile anche ai non giocatori.

Age of Empires IV

(Image credit: Microsoft)

 Un gioco da ascoltare ma non da vedere 

Non è facile esprimere un commento univoco sulla grafica di Age of Empires IV. Da un lato, abbiamo un titolo ricco di gameplay; dall’altro, però, ci troviamo davanti la prosecuzione moderna di una serie ormai consolidata. È per questo motivo che speravamo di trovarci davanti una componente visuale più innovativa. Non che la grafica sia poi così male. È solo che è molto, forse persino troppo… AoE II, solo più brillante. 

Non siamo sicuri di cosa ci aspettassimo veramente da AoE IV. Ma anche il fatto che le truppe non si evolvano distintamente nel corso delle epoche (come accadeva nei titoli precedenti) tradisce l’impressione di scarsa ispirazione. Tanto per fare un esempio: gli arcieri lunghi rimangono arcieri lunghi, mentre i balestrieri costituiscono un’entità separata che viene acquisita più avanti nel gioco. 

D’altro canto, gli edifici sono ricchi di dettagli e appaiono notevoli sia in costruzione (con le sagome dei minuscoli abitanti del villaggio che scorrazzano in giro), sia successivamente, quando vengono rasi al suolo. 

Inoltre, man mano che si aggiungono edifici, anche le città si evolvono: si formano nuove strade, il terreno si appiattisce. La trasformazione ciclica dei suoi elementi rende ciascuna città variegata e diversa dalle altre. Musica e suoni sono alla pari con lo standard che ci aspetteremmo da un capitolo di AoE. A partire da questo quarto capitolo, ogni civiltà possiede il proprio set di musiche ambient, ciascuno distintivo e divertente. Le tanto apprezzate voci fuori campo delle unità militari – incluso il tribale “Wololo” dei monaci intenti a convertire le forze nemiche - ritornano qui in tutta la loro forza. Nel complesso, gli effetti delle unità militari e degli edifici sono nitidi e soddisfacenti. 

Age Of Empires IV

(Image credit: Microsoft)

Verdetto

Se dovessimo descrivere Age of Empires IV ricorrendo ad una sola parola, questa sarebbe “solido”. La Relic Entertainment ha letto il brief ed ha consegnato ciò che le era stato chiesto: un grande successore spirituale di Age of Empires II. Il gioco è modernizzato e ottimizzato, e questo senza allontanarsi eccessivamente dalla sua vocazione originale. È abbastanza? Sicuramente sì. È divertente da giocare, offre numerosissime opportunità di personalizzazione ed è del tutto basato sull’idea di community. È esattamente ciò che si aspettavano (e che speravano di trovarsi tra le mani) i fan piu’ devoti.

Tuttavia, ad eccezione degli impressionanti filmati, il gioco non è abbastanza sbalorditivo. In un mercato così condensato, è difficile credere che Age of Empires IV diverrà un fenomeno culturale quanto lo è stato il II. Rispetto alle (davvero) poche funzionalità aggiuntive che abbiamo visto, speravamo di trovare una maggior cura nei dettagli. 

Age of Empires IV ha ancora tempo per crescere e migliorarsi. Dopo il lancio, Relic Entertainment ha in programma anche la release di una roadmap per le funzionalità che abbiamo passato brevemente in rassegna, e che riguarderà alcuni problemi emersi durante lo stress test non risolti per la data di lancio. La speranza è quella di poter tornare quanto prima a guardare questo gioco con occhi diversi.