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RTX 3060, Nvidia contro i miner riduce l'hash rate

criptovalute
(Image credit: Yevhen Vitte / Shutterstock)

Nvidia sta tentando di impedire ai miner di criptovalute di acquistare in massa le GPU GeForce RTX 3060 in occasione del lancio previsto del 25 febbraio. A tale scopo, ha deliberatamente dimezzato l'efficienza della scheda in ambito di mining.

L'azienda si augura di rendere così la nuova GPU meno appetibile per i miner, consentendo ai gamer di acquistarla senza i problemi di stock che hanno afflitto le altre schede della serie Ampere, come la RTX 3080, la RTX 3090 e la RTX 3070. Tali problemi, in parte, derivano appunto dal mining di criptovalute come l'Ethereum: i miner infatti acquistano in massa le GPU più performanti per assicurarsi una sufficiente potenza di calcolo per ottimizzare i guadagni ottenuti tramite il mining.

Nel tentativo di scongiurare questo scenario per la RTX 3060, i driver software rileveranno l'algoritmo di mining di criptovalute Ethereum e limiteranno l'hash rate, dimezzando di fatto la capacità di mining della GPU.

Si tratta di una scelta promettente, considerata l'estrema frustrazione di chi sta cercando di acquistare una nuova GPU gaming. Ci auguriamo che la strategia sia efficace, ma c'è sempre la preoccupazione che i miner di criptovalute riescano ad aggirare il problema tramite driver non ufficiali.

Un nuovo processore per il crypto-mining

Tuttavia, Nvidia ha predisposto un'altra potenziale soluzione, annunciando una nuova linea di prodotti pensata per i miner, con un processore CMP (Cryptocurrency Mining Processor) dedicato.

I prodotti CMP non si occuperanno della grafica, dunque saranno del tutto inutili per i gamer, dal momento che non includono l'uscita display. Ciò aiuterà a realizzare soluzioni di raffreddamento più efficaci e una tensione e frequenza di picco dei core più basse, riducendo così i costi di gestione.

L'idea è quella di fare in modo che i miner acquistino tali prodotti, lasciando la RTX 3060 e le altre schede della serie ai gamer. Nvidia sembra sicura di poter realizzare i prodotti CMP senza impatti sulla produzione o sulla disponibilità delle GPU GeForce.

Al momento, non sono noti il prezzo e la data di arrivo dei dispositivi CMP, ma terremo d'occhio la situazione. Ci auguriamo che ciò contribuisca a risolvere il problema di approvvigionamento delle GPU.