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Huawei P40, la disponibilità non sarà influenzata dal coronavirus

Huawei P40 Pro
(Image credit: TechRadar)

La serie Huawei P40 è stata presentata in un momento inopportuno. Diversi Paesi in tutto il mondo si sono fermati per impedire la diffusione del Covid-19, e ciò significa che per molte persone acquistare un nuovo smartphone potrebbe diventare di secondaria importanza.

La pandemia sembra possa avere grandi ripercussioni nel mondo della tecnologia, con l'iPhone 12 che potrebbe essere presentato in ritardo, tuttavia Huawei ha confermato che la disponibilità della serie P40 non sarà influenzata dalle chiusure di fabbrica o dai problemi della catena di distribuzione. 

Questo è stato confermato direttamente dal CEO di Huawei, Richard Yu: dopo la presentazione della serie P40 ha dichiarato che la produzione degli smartphone è iniziata già a dicembre 2019, prima che il coronavirus diventasse un problema di rilevanza globale. Gli smartphone erano quindi già pronti prima che iniziassero a chiudere fabbriche e aziende.

Secondo Richard Yu, il fatto che in questo periodo molte persone utilizzano lo smartphone per restare in contatto con amici e familiari, la serie Huawei P40 non poteva arrivare in un momento migliore. Tuttavia, le parole del CEO dell’azienda cinese sono molto discutibili.

Huawei P40: la tempesta perfetta? 

(Image credit: TechRadar)

Ci sono due fattori che potrebbero influenzare la decisione di acquistare comprare un nuovo smartphone in questo momento.

In primo luogo, è improbabile che molte persone siano desiderose di acquistare nuovi smartphone, dato l'attuale clima globale. Questo potrebbe non essere interessare solo Huawei, dal momento che la serie Galaxy S20 di Samsung ha venduto finora il 40% in meno rispetto alla serie Galaxy S10.

In secondo luogo, i modelli Huawei P40 non hanno accesso alle app principali di Google. Questo significa che gli smartphone non avranno pre-installati i servizi di Google, come Play Store, Chrome, YouTube, Gmail e altri, il che riduce notevolmente la loro funzionalità nei paesi occidentali.

Questo problema potrebbe essere stato poco rilevante finora, dal momento che il divieto è scattato dopo la presentazione della serie Huawei P30, ma l’assenza dei servizi Google potrebbe avere ripercussioni più gravi sui nuovi modelli.

Durante il briefing tenutosi dopo la presentazione, Richard Yu ha anche affermato di voler lavorare di nuovo con Google nel caso in cui le tensioni tra la Cina (dove ha sede Huawei) e gli Stati Uniti (dove ha sede Google) si risolvessero.

Fonte: GSMArena