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Finita la pandemia (?), finita la pacchia dei Chromebook

Chromebook
(Immagine:: Future)

Durante la pandemia di COVID-19, abbiamo constatato una notevole crescita del mercato PC, in particolare dei Chromebook, dovuta soprattutto ai lockdown e all'aumento delle misure di lavoro a distanza come lo smart working e il lavoro agile.

Ma a tre anni di distanza dallo scoppio dell'emergenza sanitaria globale, le vendite dell'intero settore iniziano a calare, come dimostrato dalla ricerca.

Secondo due studi, condotti rispettivamente da Gartner (Si apre in una nuova scheda) e IDC (Si apre in una nuova scheda), il primo trimestre del 2022 sarebbe caratterizzato da un forte calo delle vendite di PC e Chromebook rispetto all'anno precedente, pari al 7,7%, ovvero una perdita compresa tra 77 e 80 miliardi di unità.

E sono proprio i Chromebook a guidare questo declino, soprattutto se consideriamo che, preso da solo, il PC-only avrebbe registrato una crescita annuale del 3,3%.

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I Chromebook hanno tenuto banco per oltre tre anni, registrando vendite record durante il periodo clou della pandemia di COVID-19 (Image credit: Google)

Durante i tre anni di pandemia, non è stato solo lo smart working a guidare la crescita commerciale dei Chromebook.

Infatti, molte famiglie si sono ritrovate improvvisamente a dover dotare i propri figli di un mezzo informatico per assistere alle lezioni tenute in remoto tramite software per videoconferenza come Zoom.

E i Chromebook rappresentano un'alternativa economica ma di qualità ai notebook Windows o ai MacBook, senza compromessi su prestazioni o funzionalità.

Ecco spiegato l'aumento di popolarità di queste macchine che, da sole, hanno trainato il mercato dei PC in un periodo in cui le difficoltà logistiche e di approvvigionamento hanno costituito un vero e proprio incubo per chiunque abbia solo pensato di acquistare una nuova scheda video o un PC gaming, per fare un esempio.

Nel settore, gli unici marchi a registrare una crescita annua sono ASUS, Dell e Apple. Quest'ultima sta beneficiando dell'uscita dei nuovi MacBook Pro da 16 e 14 pollici, resi ancora più appetibili dall'uso dei potenti chip interni Apple M1 Pro e M1 Max.

Ma in generale, la situazione sembra influenzata anche dalla crisi in Ucraina, dato che a seguito delle sanzioni inflitte alla Russia, molte aziende hanno smesso di esportare prodotti verso quel Paese.

Marco Doria
Senior editor

Senior Editor and Professional Translator. Boardgaming enthusiast, Tech-lover.