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La scuola deve essere digitalizzata, ecco cosa va fatto

 Young female student studying in library.
(Image credit: Shutterstock / Jacob Lund)

Quando si parla di pandemia, siamo tutti consapevoli che la sanità è sicuramente il settore che ha dovuto cambiare, e a volte improvvisare, più rapidamente. Al secondo posto però c’è, specialmente se chiedete ai genitori, il mondo dell’istruzione.

La scuola è stata travolta dalla rivoluzione Covid e, nonostante svariate difficoltà, molte realtà hanno dovuto accelerare le loro iniziative di trasformazione digitale per poter garantire continuità di servizio e fruizione delle lezioni da parte degli alunni.

Secondo uno studio Polimi sulla Dad, il 57% dei docenti continua a utilizzare strumenti digitali per l'attività di valutazione degli studenti almeno una volta al mese, anche con il rientro in classe. Il 19% lo fa sempre, mentre il 35% degli insegnanti non li aveva mai utilizzati prima della pandemia (contro il 13% che ne faceva uso anche prima del Covid).

La trasformazione digitale in ambito scolastico non si riferisce solo alla possibilità di seguire le lezioni da remoto, ma comprende anche la creazione di contenuti ad hoc fruibili dagli studenti e lo sviluppo di una piattaforma di apprendimento online.

In questo contesto i fondi del PNRR potranno sicuramente rappresentare una risorsa importante per implementare una digitalizzazione efficiente. Si stima infatti, secondo quanto dichiarato dal ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, che saranno oltre cinque miliardi di euro i fondi dedicati al rilancio del settore scolastico.

Un’occasione più unica che rara per la scuola italiana che potrà finalmente sfruttare fondi aggiuntivi per modernizzare strutture e strumenti. Ed è proprio in vista di questi investimenti che è necessario comprendere le necessità delle singole realtà e darsi una scaletta di priorità per ogni scuola e università.

Ogni infrastruttura IT scolastica, da quella primaria a quella universitaria, deve essere facilmente accessibile a chiunque, evitando qualunque complicazione che possa disincentivare gli studenti. Alunni, così come professori, devono essere in grado di accedere facilmente a tutte le risorse e informazioni di cui hanno bisogno.

L’altro fattore fondamentale riguarda le prestazioni, nonostante l’accesso alle risorse da remoto sia fortemente influenzato dalla rete internet a cui ogni studente ha accesso, bisogna evitare inutili colli di bottiglia per quel che riguarda l’infrastruttura IT. In questi ultimi anni le scuole si sono trovate costrette a diventare 2.0 nello spazio di pochi giorni per andare incontro al lockdown e hanno preferito adottare facili scorciatoie - spesso a discapito proprio delle prestazioni - piuttosto che soluzioni efficaci.

La digitalizzazione dell'educazione è necessaria indipendentemente dal fatto che emergenze sanitarie simili a quella vissuta negli ultimi mesi possano verificarsi, e i fondi del Piano nazionale ripresa resilienza dovrebbero essere investiti in soluzioni efficienti a lungo termine.

Quando parliamo di prestazioni ci riferiamo alla possibilità dell’infrastruttura di essere scalabile e i fondi del PNRR dovrebbero essere investiti per dotarsi di soluzioni efficienti di lungo periodo!

Per questo motivo, una soluzione basata su NAS può essere ideale, sia per la semplicità della sua implementazione che per la possibilità di aumentare la capacità di archiviazione in modo quasi esponenziale aggiungendo dischi aggiuntivi. Tuttavia, oltre all'hardware, bisogna prendere in considerazione la facilità d'uso del sistema operativo e le opzioni complete che include, sia in termini di backup che di strumenti digitali che facilitano la comunicazione nell'educazione.

Francesca La Gala è Marketing Executive Italy & Greece, Synology