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C'è vita su Venere? Una nuova scoperta sostiene di sì

(Image credit: ESO (European Space Organization)/M. Kornmesser & NASA/JPL/Caltech)

Venere è un pianeta decisamente inospitale. Come se non fosse sufficiente una temperatura media di centinaia di gradi centigradi, il pianeta è coperto da nubi che contengono gocce di acido solforico. Insomma, sembra davvero l’ultimo posto dove poter cercare tracce di vita.

Uno studio pubblicato su Nature Astronomy e condotto da ricercatori del MIT, della Cardiff University e di altri enti, potrebbe però cambiare la considerazione del pianeta che abbiamo avuto fino ad ora lasciando supporre che possa esserci vita su Venere. Lo studio ipotizza, infatti, che nelle nubi possa esserci una qualche forma aerea vivente.

Un team di ricerca guidato da Jane Greaves della Cardiff University ha riscontrato delle tracce di fosfina all’interno di uno strato di nubi nell’atmosfera di Venere. Lo studio è tutto incentrato sul modo in cui questo composto chimico possa essersi prodotto. Il team di ricerca del MIT ha valutato diversi possibili scenari e al momento l’unico compatibile con la situazione geologica e l’atmosfera di Venere, è che l’origine della fosfina possa essere legata solo ad organismi viventi.

La ricercatrice Clara Sousa-Silva del dipartimento di scienze atmosferiche del MIT ha spiegato sul sito dell’istituto l’importanza di questa scoperta: «Il motivo per cui la fosfina è speciale è che è molto difficile da creare sui pianeti rocciosi. La Terra è l’unico pianeta di questo tipo dove abbiamo trovato queste molecole, proprio perché c’è vita. Almeno fino ad ora».

Come spesso accade quando si tratta di astronomia, l’osservazione è avvenuta indirettamente, in questo caso attraverso dei pattern di luce osservati sulle nubi e ritenuti compatibili con quelli che la fosfina potrebbe emettere. Su Venere la concentrazione di queste molecole è molto rarefatta, ma la loro presenza è più diffusa che sulla Terra.  

Che si tratti di organismi viventi o meno, questa rappresenta comunque una scoperta inedita. Uno dei co-autori dello studio, Janusz Petkowski, ricercatore presso il dipartimento di scienze atmosferiche del MIT, ha dichiarato (come riportato dal New York Times) che «questo significa che o c’è vita o che la fosfina è causata da processi fisici o chimici che non ci aspetteremmo di trovare sui pianeti rocciosi».

A causa del suo ambiente all’apparenza poco adatto allo sviluppo di organismi viventi, Venere presenta anche una parte dell’atmosfera, a un’altezza di circa 48-60 chilometri, con temperature meno inospitali. Già in passato, senza però trovare un consenso, i ricercatori avevano ipotizzato che, se esistesse vita su Venere, quello sarebbe il posto più adatto per svilupparsi. Proprio su questa fascia dell’atmosfera si è concentrato il team di ricerca.

La ricercatrice Clara Sousa-Silva ha spiegato: «Prima di diventare un pianeta tutt’altro che ospitale, Venere era molto simile alla Terra tanto da poter essere ugualmente abitabile. Con il pianeta che è via via diventato sempre meno ospitale, alcune forme di vita potrebbero essersi adattate e adesso potrebbero sopravvivere in questa sottile fascia dell’atmosfera».

Le ricerche di possibili forme di vita solitamente si sono sempre concentrate su un altro “vicino” della Terra, ovvero Marte, e recentemente anche sui satelliti ghiacciati dei pianeti giganti. La nuova scoperta, però, potrebbe cambiare tutto permettendoci di vedere (e continuare a studiare) Venere con occhi diversi.