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No, i vostri TV OLED non sono ancora obsoleti

Mini-LED TV
(Image credit: Samsung)

I Mini LED, sulla carta, hanno tantissime funzionalità rivoluzionarie, come le migliaia di zone di dimming, un contrasto elevatissimo e livelli di luminosità mai sperimentati prima, senza dimenticare l'eccezionale effetto dell'HDR.

LG e Samsung stanno già distribuendo TV Mini LED, tanto da indurre alcuni osservatori del settore a predire che questa nuova tecnologia potrebbe sostituire l'OLED sui migliori TV in arrivo. La ricerca, invece, suggerisce che i Mini LED potrebbero sorpassare gli OLED in termini di volume entro il 2025. Ma questa nuova tecnologia è davvero così rivoluzionaria?

Rispetto alla tradizionale retroilluminazione LED, i diodi più compatti dei Mini LED consentono di inserire un maggior numero di singoli LED all'interno di un dato pannello, con un aumento delle zone di dimming e un miglior controllo di illuminazione e contrasto. Rispetto agli OLED, la tecnologia Mini LED promette anche una maggiore luminosità e nitidezza. Insieme, queste due caratteristiche potrebbero rappresentare la migliore esperienza HDR oggi disponibile.

I Mini LED sembrano anche durare di più rispetto all'OLED, dato che quest'ultima tecnologia è caratterizzata di problemi di degradazione causati dagli elementi organici utilizzati per la sua produzione.

Come dicevamo, questa è la teoria, quantomeno sulla carta. Un primo problema da comprendere è che la tecnologia Mini LED riguarda la retroilluminazione dei pannelli LCD. In altri termini, non è una tecnologia che riguarda i singoli pixel come l'OLED. E si tratta di un sistema trasmissivo e non emissivo. Dunque, richiede ancora la retroilluminazione di un pannello LCD, appunto. Certo, risolve alcuni dei problemi della tecnologia LCD trasmissiva, ma non li risolve tutti.

Inoltre, non esiste uno standard per l'effettivo numero di diodi e, dunque, di zone di dimming per gli schermi Mini LED. I primi TV Mini LED di marchi come TCL si attestano intorno alle 1.000 zone. In occasione del CES 2021, sia LG che Samsung hanno annunciato nuove serie di TV Mini LED, con i precedenti dispositivi QNED che includono anche 30.000 singoli LED, ma arrivando a 2.500 zone di dimming, anche se tali cifre riguardano solo i modelli più grandi da 85".

Samsung è stata più prudente sul numero di zone dei suoi prossimi TV Mini LED, mentre TCL ha dichiarato solo che i modelli di nuova generazione avranno "migliaia" di zone. In senso più ampio, la maggior parte dei nuovi TV Mini LED in arrivo quest'anno dovrebbe offrire tra 1.000 e 3.000 zone.

A primo impatto, sembra un grande passo avanti rispetto ai convenzionali TV con dimming di tipo full-array, dotati al massimo di qualche centinaio di zone di dimming. Ma se confrontiamo tutto questo a una tecnologia del pannello davvero basata su singoli pixel? Allora non c'è storia.

Benvenuti nelle zone

Mini-LED TV

(Image credit: Samsung)

Un pannello 4K contiene otto milioni di pixel. Con una tecnologia per-pixel come l'OLED, parliamo effettivamente di otto milioni di zone. L'illuminazione pixel per pixel è fondamentalmente possibile anche con la retroilluminazione LED, tuttavia, avendo talmente tanti diodi, si potrebbe tranquillamente abbandonare il pannello LCD in favore del Micro LED, una tecnologia che probabilmente rivoluzionerà davvero gli schermi piatti, anche se ci vorranno anni prima di vederla su TV accessibili anche agli utenti domestici.

Se pensate che le zone di dimming locali siano simili ai pixel, allora anche migliaia di zone risulteranno sempre in risoluzioni alquanto ridotte. Un "risoluzione" di 70 x 40 zone di dimming locali offre 2.800 zone in totale. Immaginate la bassissima qualità di uno schermo con tale risoluzione: vi trovereste davanti a pixel enormi. In realtà, anche con le migliaia di zone di dimming locali, questi prodotti difficilmente offriranno una retroilluminazione talmente precisa da eliminare del tutto gli effetti di aloni e blooming intorno agli oggetti luminosi posti su uno sfondo scuro.

Ma questo non è l'unico problema. Infatti le tecnologie con dimming locale come i Mini LED creano altri inconvenienti mai riscontrati prima. Sono necessari algoritmi molto complessi per il controllo delle zone di dimming, per ridurre al minimo gli effetti di cui abbiamo accennato prima, ma per garantire anche l'uniformità della retroilluminazione, evitare fluttuazioni e gestire i consumi energetici.

Di contro, una tecnologia basata sui singoli pixel come l'OLED non è solo più precisa, ma anche più semplice. Non occorre elaborare il flusso di immagini con algoritmi complessi per gestire la retroilluminazione, senza introdurre artefatti o altri difetti. L'immagine viene renderizzata direttamente pixel per pixel, un aspetto che lo schermo Mini LED deve fare da sé sul display LCD.

Naturalmente, la tecnologia Mini LED cambierà in qualche modo le carte in tavola per la tecnologia dei TV LCD con retroilluminazione. Un aumento delle zone di dimming locale andrà di sicuro a ridurre l'entità del blooming intorno agli oggetti luminosi. Probabilmente i migliori TV Mini LED riusciranno a conquistare la loro fascia di utenza. Se ciò avverrà, la maggiore luminosità dei Mini LED rispetto agli OLED sarà ancora più importante, ma è molto difficile che gli OLED vengano scalzati del tutto.

Mini-LED TV

Samsung Neo QLED con tecnologia Mini LED (Image credit: Samsung)

Nel frattempo, le proprietà dell'OLED che coinvolgono i singoli pixel costituiscono dei vantaggi chiari. Tuttavia, in fin dei conti, la tecnologia perfetta per gli schermi piatti non arriverà finché i pannelli Micro LED non diventeranno economicamente più accessibili. È anche probabile che verso la fine dell'anno i prezzi per gli OLED calino dopo l'avvio delle strutture di produzione di 8a generazione. D'altronde, i pannelli Mini LED sono concepiti per essere solo leggermente meno costosi degli OLED a causa della complessità dell'array di retroilluminazione e della potenza di calcolo richiesta per gli algoritmi di dimming.

Sarà comunque interessante vedere se i Mini LED manterranno le loro promesse. Anche in caso affermativo, è probabile che alcuni utenti continueranno a preferire la tecnologia OLED. Da questo punto di vista, è probabile che osserveremo un po' la stessa rivalità che abbiamo riscontrato tra i TV LCD e al plasma. Anche dopo che gli LCD sono diventati la tecnologia dominante per i TV, gli schermi al plasma hanno continuato ad avere certi vantaggi in termini di contrasto e angolo di visualizzazione. A oggi, esistono alcuni elementi della tecnologia al plasma che restano superiori agli LCD, se consideriamo i difetti intrinseci di questi ultimi. Lo stesso potrebbe avvenire fra LCD e OLED.

Gli LCD hanno tanti inconvenienti, come angoli di visualizzazione più ristretti e contrasto e reattività insufficienti, che hanno richiesto decenni di sviluppo per arrivare al punto in cui ci troviamo oggi. E tutto questo permane se confrontato alla tecnologia emissiva pixel per pixel.