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Netflix con pubblicità, si farà insieme a Microsoft

Netflix Ads
(Image credit: Shutterstock)

Cosa succede? Netflix e Microsoft lavoreranno insieme per creare una versione di Netflix con pubblicità

Perché è importante? La nuova versione costerà meno, quindi più persone potranno o vorranno permettersi un abbonamento a Netflix

Netflix lavorerà con Microsoft per creare un nuovo account più economico ma con annunci pubblicitari. Il colosso dello streaming si affiderà al gigante del software per realizzare l'infrastruttura tecnica, ma anche come partner nelle vendite. 

L'idea, ricorda il CEO di Netflix Greg Peters, è di offrire una maggiore varietà di scelta ai consumatori. La speranza, chiaramente, è di aumentare gli incassi con un maggior numero di abbonati. 

A tal proposito, vale la pena ricordare che Netflix sta anche considerando di mettere un freno alla condivisione della password. Chi vorrà continuare a condividere, forse, dovrà pagare di più. Ma i primi test sono stati poco incoraggianti

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Non tutti lo sanno, ma Microsoft è attiva da anni nel settore della pubblicità online. Non si avvicina al giro di affari di Google, ma una collaborazione di prestigio come quella con Netflix potrebbe rappresentare una svolta. 

Tramite l'infrastruttura cloud Microsoft Azure, poi, le due aziende dovrebbero riuscire a garantire un'esperienza ottimale all'utente, a allo stesso tempo a garantire il migliore flusso di revenue possibile. 

In ogni caso, per il momento non ci sono date ufficiali per questo nuovo abbonamento Netflix. Né tantomeno abbiamo idea di quanto potrebbe costare. Come punto di riferimento si può prendere l'abbonamento più economico, che costa €7,99/mese, permette la visione su un solo dispositivo alla volta, con una risoluzione massima 480p. 

Un eventuale abbonamento economico+pubblicità, potrebbe costare forse €3,99/mese? Gli annunci quanto sarebbero invasivi o seccanti? Quanti utenti aggiuntivi potrebbero arrivare grazie a questa soluzione?

Ci sono molte domande a cui bisognerà dare risposta, nei prossimi mesi. Per ora, l'unica certezza è che Netflix vuole recuperare la piccola perdita di utenti registrata nell'ultimo trimestre.

Che non è stata una gran perdita, a dire il vero, considerando la "fine della pandemia " (non è finita per niente, ma in tanti lo dicono) e l'uscita dal mercato russo. Ma l'economia moderna si basa sul dogma della crescita costante, possibilmente a doppia cifra, quindi anche un microscopica battuta d'arresto ha scatenato il panico, in borsa e dentro la stessa Netflix. 

E così è scattata una frenesia di azioni riparatorie: serie cancellate, personale licenziato, cambi di politica interna, nuovi abbonamenti con pubblicità, iniziative contro la condivisione della password ... tutto insieme in ordine sparso. 

Quanto a Microsoft, non è alla prima esperienza con lo streaming. Qualcuno, forse, ricorda ancora Silverlight, una soluzione che era abbastanza diffusa anche in Italia, fino a qualche anno fa. Tra le altre cose, ad esempio, era la tecnologia usata dalla Rai, molto prima che RaiPlay diventasse ciò che è oggi. 

Valerio Porcu
Valerio Porcu

Valerio Porcu è Redattore Capo e Project Manager di Techradar Italia. È da sempre ossessionato dai gadget e dagli oggetti tecnologici che cambiano la nostra vita quotidiana, e dai primi anni 2000 ha deciso di raccontarla. Oggi è un giornalista con anni di esperienza nel settore tecnologico, e ha ancora la voglia di trovare le chiavi di lettura giuste, per capire davvero in che modo la tecnologia può rendere migliore la nostra vita quotidiana.