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L’IA che ci circonda

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(Image credit: Markus Spiske)

L’intelligenza artificiale è ormai parte delle nostre vite ed è così radicata intorno a noi che spesso neanche ce ne accorgiamo. Proviamo a fare un piccolo esperimento, quanta intelligenza artificiale vedete intorno a voi in questo momento?

Se non state leggendo questo articolo in un bosco, di IA intorno a voi ne esiste già molta, tanto da permeare e plasmare la realtà che vi circonda. Non ci credete? Seguiteci nella scoperta.

Se avete vicino una TV. Probabilmente ogni singola pubblicità che vedete ha ricevuto il contributo di più d'una IA. Infatti, quasi sicuramente è stata un’IA a decidere quando metterla in onda, ma non solo. Molto probabilmente altre IA si sono occupate del miglioramento delle immagini, della personalizzazione dei testi e dei messaggi ed è anche possibile che la musica di sottofondo non esista, non sia stata scritta da un compositore, ma da una IA (esistono addirittura concorsi in cui si valutano le migliori canzoni scritte dalle IA come l’AI Song Contest). Inoltre, nei paesi asiatici i personaggi virtuali controllati da un’IA stanno diventando sempre più popolari, almeno quanto le loro controparti reali.

Sicuramente avete uno smartphone. Ebbene, che voi diciate OK Google, Hey Siri o semplicemente apriate app come Instagram, TikTok, Facebook, state utilizzando moltissime IA. Alcune delle IA che gravitano nella galassia degli smartphone sono dedicate all’interazione uomo-macchina, è il caso delle IA conversazionali come Siri; il loro compito è di fungere da interfaccia tra ciò che desideriamo venga eseguito ed il dispositivo che deve eseguire l’azione. Al tempo presente queste IA sono poco più che dei launcher, attendono un comando ed innescano uno specifico programma, ma a brevissimo saranno pronte per dialogare direttamente con noi in linguaggio naturale.

Qualche app certamente la utilizzate. Dunque, ogni volta che utilizzate un’applicazione sul vostro smartphone, soprattutto se si tratta di un social network, intervengono varie IA che decidono per voi cosa dovreste vedere, quando vederlo e se lo dobbiate davvero vedere. Talvolta queste IA permalose vi propinano lo stesso contenuto, intervallato a tempo, finché, esausti, non vi decidete a cliccare sul risultato che il neuromarketing ha deciso debba essere il vostro contenuto sponsorizzato da visualizzare.

Avete acquistato un albero di Natale. No, forse vi siete salvati. Certo, non è dotato di IA, ma nella fabbrica dove è stato prodotto, molto probabilmente erano in esercizio varie IA che eseguivano un controllo qualità per scartare i pezzi difettosi, che regolavano le temperature degli ambienti, le pause dei macchinari o semplicemente addette alla decisione su quale operaio assumere e quale licenziare.

Magari avete ordinato un elettrodomestico durante il recente Black Friday. Quando arriverà, sappiate che di IA a bordo ne hanno molta. Si tratta di IA industriali in genere, che regolano il funzionamento del prodotto ed impiegano l’analisi predittiva per evitare logoramento, danni e problemi di ogni sorta. Per fare questo, registrano e classificano anche le vostre abitudini di utilizzo, ma dal momento che si suppone che esse non siano un segreto di stato, la problematica legata alla privacy di queste informazioni, per ora, non la stuzzichiamo.

Possedete un’automobile. L’auto sta diventando l’inferno dell’AI. Un girone dantesco, dove anche se la vostra non è una Tesla a guida autonoma, l’IA spopola tra il sistema di Infotainment, dispositivi di navigazione, analisi delle prestazioni ed ottimizzazione dei cicli del motore.

Wearables, Smartband e Smartwatch. Un guazzabuglio di IA che combattono per la vostra salute, il vostro benessere, la cura del vostro sonno, della vostra alimentazione da runner perché esse vogliono che voi diventiate un ultramaratoneta di alta montagna.

Il luogo più misterioso. Le AI stanno entrando anche nel nostro modo di pensare, non ce ne accorgiamo forse, non ne siamo coscienti, ma sono anche, in un certo qual modo, nella nostra testa. Anche se non siete dei data scientist, le IA che popolano la nostra realtà ci condizionano, ci guidano, intervengono in modo più o meno selettivo sulle opzioni per noi disponibili e sulle prossime che eserciteremo. Non è un bene, non è un male. Nel 1879 il nostro mondo si accendeva con l’incandescenza che ci aveva portato Thomas Alva Edison; 150 anni dopo, la luce diventa colorata ed autonoma, guidata da un’IA che stabilisce quale sia il nostro colore preferito rientrando a casa. Benvenuti in Matrix. 

Nicola Grandis

Nicola Grandis is the CEO of ASC27 s.r.l., He has been working in CyberSecurity since 2001 and he is involved in innovative startup engaged on CyberSecurity and Artificial Intelligence issues. 

He is an expert in CyberSecurity, Cryptography, Artificial Intelligence, Quantum Computing, Privacy. Also, he is an Entrepreneur, author, developer and a solver consultant for la fuga dai labirinti.