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Google vuole limitare gli ad-blocker in Chrome, ma Opera e Vivaldi non ci stanno

Google Chrome icon
Image credit: OpturaDesign/Shutterstock

Google vuole rivedere il suo sistema delle estensioni per Chrome, con il risultato che molti tra i più diffusi ad-blocker (app che bloccano le pubblicità) verranno disattivati. Allo stesso modo però molti altri browser basati su Chromium (come Vivaldi, Opera e Brave) hanno annunciato che non seguiranno l'esempio di Chrome.

Secondo ZDNet, queste tre aziende hanno confermato che non modificheranno le API, nonostante la base open source sia la stessa.

L'aggiornamento alle API  (application programming interface) di Chrome Manifest V3, è stato annunciato in Ottobre 2018, ma fino a gennaio 2019 non si erano ben capite le implicazioni per le estensioni.

Non passeranno

Ad-blocker come Ghostery e uBliock si affidano per funzionare alla webRequest API che consente di bloccare le pubblicità prima che queste vengano scaricate. Con l'applicazione di Manifest V3 questa funzione verrà abbandonata e di conseguenza gli ad-blocker saranno bloccati.

"Chrome ha deciso di abbandonare le capacità di blocco dell'API webRequest con Manifest V3, ma non le intere API" ha chiarito Simeon Vincent, sostenitore delle estensioni.

Se perciò volete continuare ad usare il vostro ad-blocker preferito, dovrete passare a un altro browser basato su Chromium o a un browser completamente differente come Firefox.