Recensione Sony A6600

La Sony A6600 èa miglior APS-C di questo marchio e può rivoluzionare il 2020

Sony A6600
(Image: © Future)

TechRadar Verdetto

Sulla carta, la A6600 dovrebbe essere la fotocamera APS-C da battere, grazie ad un sensore ad alte prestazioni e una gamma di funzioni in grado di soddisfare un’ampia gamma di fotografi. Sony non ha voluto rivoluzionare il design, quasi invariato da circa 8 anni , e questo la porta a perdere qualche punto se la si compara con altre APS-C rivali, che offrono maggiore ergonomia. Il miglioramento della batteria, dei menù, del grip e l’introduzione del nuovo schermo reclinabile, hanno però aiutato la a6600 a scalare le classifiche e tornare a dominare il mercato, come le precedenti fotocamere di casa Sony.

Pro

  • +

    Eccellente autofocus con un ottima tracciabilità

  • +

    Ampio parco ottiche a disposizione

  • +

    Eccellente durata della batteria

Contro

  • -

    Controlli un po’ scomodi

  • -

    Sistema di menu ancora contorto

  • -

    Il controllo del touchscreen è ancora limitato

  • -

    Un singolo slot per la scheda SD UHS-I

  • -

    Area di anteprima sullo schermo molto piccola

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Posta nel gradino più alto delle APS-C, la nuova top di gamma Sony A6600, è la miglior macchina per gli appassionati e i professionisti.La Sony A6600 è rivolta a coloro che desiderano una fotocamera di fascia alta, ma non hanno la possibilità di spostarsi nel mondo Full Frame e scegliere la A7 III

Sony è nota per il rilascio di fotocamere simili in rapida successione e la A6600 arriva non molto tempo dopo la Sony A6400 e condivide lo stesso sensore APS-C da 24,2 MP, insieme al processore d’immagine Bionz X che è presente anche nell’ultima ammiraglia Full Frame presentata da Sony, la A9 II.

L'A6600 ha ereditato parecchie funzionalità della A6400 (ne parleremo più avanti), ma offre anche alcune nuove funzionalità, tra cui la stabilizzazione delle immagini basata sul sensore e una nuova batteria, molto più prestante.

Sony ha dominato il mercato APS-C mirrorless per molti anni con le serie A5xxx e A6xxx, che hanno  specifiche tecniche e caratteristiche senza eguali. Ma ultimamente anche i marchi più noti e famosi della fotografia sono entrati a far parte di questo mondo, mettendo i bastoni fra le ruote a casa Sony. Nikon ha recentemente presentato la nuova Z50, mirrorless APS-C basata sulle ultimissime Z6 e Z7, mentre Fujifilm è pronta a lanciare nuovi modelli che come la X-T3 e X-T30, possono mettere in crisi la serie Alpha A6xxx.

Riuscirà questa A6600 a contrastare il mercato ed essere competitiva contro una concorrenza così agguerrita?

Caratteristiche tecniche

Il sensore CMOS da 24 Mpx è lo stesso presente su tutte le macchine della serie A6xxx, ma ultimamente è stato leggermente migliorato con l’introduzione sul mercato della A6400, A6100 e A6600.

In supporto al sensore è presente anche il nuovo processore d’immagine BIONZ X, preso direttamente dall’ammiraglia A9 II, che permette di gestire un'impressionante velocità di scatto a raffica di 11 fps e di gestire decisamente meglio il rumore di crominanza e luminanza, il medesimo della A6400.

Le somiglianze non finiscono qui. Un'altra specifica simile è il mirino da 0,39 pollici e ben 2,36 milioni di punti che, combinato con un touch screen inclinabile da 3 pollici, offre un’ottima esperienza d’uso. Il nuovo sistema di messa a fuoco ibrido vanta ben 425 punti, distribuiti equamente tra il rilevamento di fase e il rilevamento a contrasto, che coprono l'84% della superficie del sensore. Il video 4K, fino a 30 fps, con lettura pixel completa e nessun binning pixel, è presente su A6400, A6600 e su A6100.

Quali sono i vantaggi e le caratteristiche extra della A6600 rispetto alle sorelle minori? 

Le nuove caratteristiche  includono la stabilizzazione del sensore a 5 assi, il che significa che non si dovrà fare affidamento esclusivamente sulla stabilizzazione basata sugli obiettivi; oltre all'aggiunta di video HDR e Real-time Eye autofocus. Queste caratteristiche video presenti sulla A6600 sono le medesime dell’ultima Full Frame presentata dal marchio, la Sony A7R IV.

Sono state effettuate anche alcune modifiche a livello strutturale, ma ne parleremo successivamente: queste migliorie hanno dato la possibilità di montare una nuova batteria molto più capiente, che ora arriva fino a 720 scatti. È presente anche il jack delle cuffie, che permette di monitorare l’audio durante una registrazione.

In breve, l'A6600 può essere probabilmente descritta come un modello ”A6400 Plus”. Le due fotocamere sono molto simili tra loro, ma alcune differenze ne giustificano il  prezzo diverso. Sta all’acquirente scegliere il modello ideale in base alle sue esigenze e il suo budget, tenendo conto di tutti i fattori caratteristici dei due vari vari modelli e non soffermandosi solo al costo.

La A6600 viene venduta in kit con la lente 18-135, un’ottica tuttofare che permette di gestire tutte le situazioni in condizioni di luce ottimale, e che abbiamo potuto utilizzare durante tutti i nostri test. Il vantaggio di Sony è il suo parco ottiche:, possiede una vasta gamma di lenti per ogni esigenza, con varie fasce di prezzo. 

Questo è un punto a favore di Sony, dato che le rivali come la Z50 hanno pochissime lenti a disposizione, costringendo l’utente a scegliere lenti troppo costose o ad adattarle, non sfruttando così tutti i vantaggi del sistema mirrorless. 

Costruzione ed ergonomia 

Sony è un vero pioniere per quanto riguarda la tecnologia delle fotocamere, e ha offerto moltissime innovazioni negli ultimi 10 anni, riuscendo a rivoluzionare e stravolgere il mercato. Siamo rimasti però un po’ spiazzati dal fatto che non abbia pensato di rivoluzionare il corpo: tutte le nuove fotocamere infatti si basano sulla stessa scocca della A6000, mirrorless presentata da Sony nel 2014. Si pensa che questa scelta sia dovuta a motivi di marketing e di produzione in larga scala, ma ciò  non toglie che questa scocca stia diventando sempre più vecchia e datata e abbia bisogno di una riprogettazione più approfondita.

Come abbiamo visto con tutte le altre fotocamere della linea, la A6600 nella parte superiore utilizza un design piatto, con il mirino EVF incassato al lato sinistro della scocca. Rispetto ad altri modelli APS-C, come la Fujifilm X-T3, la Nikon Z50 e la Canon EOS M50, la scocca proposta da Sony risulta un passo indietro rispetto alle rivali, creando così dei dubbi da parte di alcuni utenti. Un vantaggio di questo nuovo corpo, come abbiamo già detto in precedenza, è il nuovo grip maggiorato, di cui si sentiva la mancanza e che ha dato la possibilità di installare una batteria più capiente. 

Sulla parte superiore della fotocamera ci sono due ghiere: una per selezionare la modalità di esposizione e l'altra per modificare le impostazioni in base alla modalità di scatto in cui ci si trova. Preferiremmo vedere un’altra ghiera secondaria, posta nella parte superiore dell'impugnatura per cambiare un'altra impostazione, proprio come nei modelli della serie A7. Sarebbe molto utile per coloro che scattano sempre in manuale e hanno bisogno del massimo controllo sulla  macchina. Al momento, è necessario utilizzare la rotella di scorrimento posta sul retro della fotocamera insieme alla ghiera superiore, il che è imbarazzante, specialmente quando si scatta utilizzando il mirino o si ha l’esigenza di modificare velocemente le impostazioni dei valori di scatto.

Gli altri pulsanti utilizzabili per le funzioni principali e l’interazione con i menù sono distribuiti tutti nella parte posteriore destra. Ci saremmo aspettati però la presenza di un joystick per gestire con più precisione e facilità i menù e il punto di messa a fuoco, anche perchè in questa fascia di mercato e con un prezzo non irrisorio, un joystick ci sembra necessario.

Il menù per la gestione dei tasti funzione FN o C permette di modificare tutti i pulsanti adibiti ai controlli personalizzabili, in modo da creare la configurazione più semplice per il vostro utilizzo, e dandovi la possibilità di disattivare o correggere tutti i tasti che non utilizzate frequentemente.

Sony A6600

(Image credit: Future)

Sony, come ben si sa, non ha una buona reputazione con i suoi menù ma recentemente ha avviato una serie di aggiornamenti per tutte le ultime macchine (tra cui anche la a6600) che hanno permesso di migliorare e rendere molto più semplici i menù. Non sono ancora a livello delle concorrenti, specialmente FujiFilm, però è stato fatto un buon lavoro, di cui si sentiva molta necessità. La macchina non riesce ancora a gestire in modo automatico il riconoscimento dell’occhio, infatti molto spesso abbiamo dovuto selezionare noi manualmente i tipo di riconoscimento, scegliendo tra il riconoscimento dell’occhio umano e quello animale.

Sony ha impiegato parecchi anni prima di implementare dei pannelli touch screen, e ancora adesso ne limita il loro utilizzo. È possibile solamente cambiare e gestire il punto di messa a fuoco, ma la navigazione nei menù e nella visualizzazioni delle immagini sono bloccate. Questo per molti è un grosso punto negativo: ora più che mai tutti siamo allo smartphone e ci si aspetta che anche una fotocamera del 2020 abbia le stesse funzioni touch screen, come il pinch in e out o i vari swipe.

Lo schermo della A6600 si inclina verso l'alto e verso il basso. Ma dopo l’introduzione del nuovo display della A6400, Sony ha montato su tutte le nuove APS-C un monitor che finalmente si può ruotare verso l’alto permettendo di realizzare un video o foto selfie, con la possibilità di vedere cosa si sta inquadrando, caratteristica molto importante per tutti coloro che si vogliono riprendere o utilizzano la macchina sopra un cavalletto e desiderano controllare la scena.

È doveroso però fare una piccola critica a Sony, che ha posizionato la slitta hot shoe, per flash e microfono, proprio davanti a dove lo schermo si ruota, annullando così la possibilità di vedere lo schermo, poiché coperto dagli accessori.
Per nostra fortuna Small Rig è venuta incontro agli utenti, creando una prolunga per il microfono in modo da spostarlo ed evitare che copra lo schermo.

Lo schermo ha una dimensione di 3 pollici, con un formato 16: 9; quando si desidera scattare in 3:2 l’immagine verrà mostrata al centro leggermente rimpicciolita, facendolo apparire molto più piccolo. 

Prestazioni 

L'area in cui Sony eccelle è la fotografia sportiva e d’azione, con la sua nuova A9 II che, assieme al modello precedente, sono diventate i punti di riferimento per le mirrorless sportive.

La A6600 ovviamente non offre le stesse prestazioni della serie A9, però garantisce uno scatto in raffica di ben 11 fps, che danno la possibilità a tutti coloro che si vogliono avvicinare alla fotografia sportiva di iniziare senza dover spendere cifre folli, e accontentandosi di un sensore APS-C. La capacità di buffer è di 116 scatti in JPEG e 46 in formato Raw; il buffer è quindi stato migliorato rispetto ai precedenti modelli, ma rimane comunque un po’ limitante. Bisogna imparare a gestire gli scatti in modo da non trovarsi con il buffer saturo durante l’attimo che si desidera cogliere. 

Un difetto abbastanza rilevante dello scatto in raffica è l’assenza della compatibilità con schede SD ad alta velocità: dopo aver scattato per qualche secondo ed aver riempito il buffer, la macchina rimarrà bloccata per sovrascrivere le immagini sul supporto di memoria, una pecca presente anche nei modelli precedenti che pensavamo Sony avesse risolto.

Un altro difetto che è stato riscontrato da molti utenti è il posizionamento della scheda SD: ogni volta che si desidera cambiare la scheda bisogna aprire il vano batteria e questo comporta un perdita di tempo che in alcune situazioni non ci si può permettere.

Molti clienti sono rimasti delusi perchè si aspettavano il vano per la scheda nel grip, dato il fatto che è stato ingrandito, proprio come nei modelli della serie A7.

Sony A6600

Il monitoraggio della messa a fuoco fa un buon lavoro nel mantenere il soggetto nitido, ma non può essere combinato con l'Animal Eye AF, il che è deludente. (Image credit: Future)

La messa a fuoco è uno dei punti di forza delle mirrorless Sony, con un Eye AF e Animal Eye AF incredibilmente veloci nel trovare l’occhio e bloccarsi su di esso senza perdere mai il tracciamento. È un peccato che si debba passare manualmente tra riconoscimento dell’occhio umano e di quello animale, ma è una tecnologia nuova, molto complessa, quindi è normale che ci siano ancora dei problemi di riconoscimento automatico. Sony ha già annunciato che apporterà a breve delle modifiche attraverso un aggiornamento firmware.

Abbiamo notato che il riconoscimento dell’occhio animale non funziona con tutti gli animali, ma si trova più a suo agio con gli animali domestici come cani e gatti.

Durante i nostri test ha ignorato completamente gli uccelli (cigni, anatre e oche), quindi è probabilmente meno utile per i fotografi naturalisti.

Il monitoraggio della messa a fuoco è ottimo durante il tracciamento di un soggetto, soprattutto se non si muove in modo irregolare. L’autofocus di Sony è, a detta dei fotografi professionisti, il miglior autofocus presente al momento sul mercato, seguito solamente dal Dual Pixel AF di Canon: Anche se si desidera mettere a fuoco un soggetto che si sta muovendo ad alta velocità, riesce ad agganciarlo e seguirlo. Logicamente farà un po’ di fatica nel trovare l’occhio, ad esempio in alcuni animali o persone, però rileverà subito il corpo e la massa in movimento, assicurando un risultato eccellente.

Le fotocamere mirrorless, a differenza delle reflex, hanno sempre avuto il problema della durata della batteria. E Sony ha avuto una pessima reputazione da questo punto di vista,  fino all’arrivo della serie A7 Mark 3 e A9, che hanno cambiato drasticamente l’opinione di tutti i clienti. Anche la A6600 ha subito questo restyling, infatti adesso monta la stessa batteria delle ammiraglie, garantendo un’ottima durata al contrario dei precedenti modelli e della nuova A6400, che montano ancora delle batterie di vecchia generazione.

Un altro aspetto positivo è il fatto che si possa ricaricare la fotocamera anche durante l’utilizzo attraverso un power bank o la corrente 220v, una caratteristica non da poco che permette di non rimanere mai senza batteria anche in mobilità.

Qualità dell'immagine 

Il sensore da 24 MP è lo stesso presente nella prima A6000: è stato aggiornato e migliorato sotto molti aspetti, ma la base rimane sempre la stessa.

Presumibilmente, Sony ritiene che il fotografo medio non abbia bisogno di una risoluzione più elevata e, in tutta onestà, un sensore da 24 MP è più o meno in linea con i modelli concorrenti. Solamente la X-T3 (26 MP) e la nuova Canon 90D (32 MP) montano sensori con una risoluzione più alta, ma non se ne sente l’esigenza sui modelli APS-C, anche perché l’aumento dei MP peggiora la resistenza alle alte sensibilità e alla gamma dinamica.

Il sensore della A6600 offre un livello di dettaglio veramente alto e i colori risultano molto veritieri e mai irreali, anche grazie alla nuova Color Science.

L’obiettivo fornito in kit con questa A6600 è un 18-135 stabilizzato che permette di coprire tutte le lunghezze focali di cui si ha bisogno. Si passa infatti da un grandangolo ad un teleobiettivo abbastanza spinto, che contando il fattore di crop diventa un 27-202 mm.

Nella maggior parte delle situazioni, il sistema di misurazione dell’esposizione della A6600 si comporta molto bene e bilancia la scena in modo corretto, anche se in alcune situazioni tende a sottoesporre leggermente, quindi bisogna sempre controllare e verificare l’esposizione e la compensazione affinché sia esposta come desiderate. Vi consigliamo di utilizzare il Dynamic Range Optimizer in modo automatico, in modo da ottenere un bilanciamento corretto.

La A6600 si comporta molto bene in condizioni di scarsa luminosità. Il rumore è ben gestito fino a ISO 6400. È possibile gestire il rumore fino a ISO 12.800 ma sarà necessario un po’ di lavoro in post produzione dato che saranno presenti alcuni artefatti o difetti cromatici dati dal rumore di crominanza. 

La stabilizzazione interna a 5 assi basata sul sensore permette alla A6600 di lavorare a tempi di scatto molto lenti, rispetto alle sue rivali, garantendo comunque un’immagine priva di micromosso e con meno rumore. 

Verdetto 

La Sony A6600 ha una personalità tutta sua.  È in grado di sfornare file veramente eccellenti, grazie al suo ottimo autofocus, una buona gamma dinamica, il sensore stabilizzato e lo scatto in raffica fino ad 11 fps.

I menù risultano ancora un po’ contorti e difficili da capire, ma tutto sommato sono migliorati molto rispetto ai modelli precedenti. Se state cercando una fotocamera con dei menu “user friendly”, la Fujifilm X-T3 è ciò che fa per voi, anche se vale la pena aspettare qualche mese dato che a breve Fujifilm presenterà la nuova Fujifilm X-T4.

È doveroso precisare che se non state cercando una fotocamera con sensore stabilizzato e una batteria performante, la A6400 potrebbe fare al caso vostro; infatti monta lo stesso sensore della A6600, con lo stesso autofocus e display ribaltabile, a un prezzo decisamente inferiore, ma in un corpo che non è ancora stato aggiornato.

Attualmente è possibile trovarla a circa €1400, un prezzo che risulta equilibrato per le caratteristiche che offre e la fascia di mercato che ricopre, anche se ci saremmo aspettati un restyling del corpo. Per coloro a cui non piace il design della serie A6xxx è prevista una possibile A7000, che dovrebbe ricevere un restyling basato sulla A9 II.

Attualmente è possibile trovarla a circa €1400, un prezzo che risulta equilibrato per le caratteristiche che offre e la fascia di mercato che ricopre, anche se ci saremmo aspettati un restyling del corpo. Per coloro a cui non piace il design della serie A6xxx è prevista una possibile A7000 che dovrebbe ricevere un restyling basato sulla 

Sony ha una marcia in più rispetto a tutte le sue rivali per quanto riguarda gli obiettivi perché, al contrario di Nikon e Canon, possiede un vasto parco ottiche native e di terze parti che permettono ai clienti di decidere a seconda delle loro esigenze, vantaggio che Nikon e Canon non hanno per via dell’arrivo in ritardo nel mercato mirrorless.

Sony continua costantemente ad aggiornare e migliorare i suoi prodotti, che sotto alcuni aspetti sono molto avanti rispetto alla concorrenza. Ed è proprio quando un’azienda riesce a migliorare un prodotto quasi perfetto che si possono apprezzare le innovazioni e la dedizione nella ricerca. Speriamo soltanto che riesca a migliorare i suoi corpi e design proprio come fa con l’autofocus e i sensori, portando il marchio ancora più in alto, rispetto a quanto non lo sia già.

Le rivali 

Amy Davies

Amy has been writing about cameras, photography and associated tech since 2009. Amy was once part of the photography testing team for Future Publishing working across TechRadar, Digital Camera, PhotoPlus, N Photo and Photography Week. For her photography, she has won awards and has been exhibited. She often partakes in unusual projects - including one intense year where she used a different camera every single day. Amy is currently the Features Editor at Amateur Photographer magazine, and in her increasingly little spare time works across a number of high-profile publications including Wired, Stuff, Digital Camera World, Expert Reviews, and just a little off-tangent, PetsRadar.