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Recensione Pamu Quiet

Pamu entra nel mondo degli auricolari TWS

Pamu Quiet
(Image: © Padme Tech)

Il nostro verdetto

I Pamu Quiet sono leggeri e comodissimi, offrono una qualità audio eccellente con le chiamate e ottima con la musica. Impreziosite da una custodia pregiata, che è anche un bell’accessorio, hanno anche un’ottima riduzione del rumore. Il tutto a un prezzo incredibilmente basso. Ammesso che riusciate a trovarli.

Pro

  • Prezzo basso
  • Leggeri e comodissimi
  • Custodia del design insolito e convincente
  • Buona qualità audio
  • Riduzione del rumore fantastica a questo prezzo

Contro

  • L’isolamento passivo potrebbe essere migliore
  • Il software è migliorabile
  • La custodia, pur bella, è molto ingombrante

Se ci si mette a cercare i migliori auricolari true wireless, si nota subito un dettaglio: i modelli dotati di riduzione del rumore attiva non sono molti, e tendenzialmente sono molto costosi. Per esempio, si possono prendere in considerazione i migliori della lista, cioè i WF-1000XM3, e bisognerà spendere più di 200 euro. La cifra sale ancora per gli AirPods Pro (che danno il meglio solo abbinati a un iPhone), e lo stesso vale per gli eccellenti Sennheiser Momentum True Wireless 2.

Se si vuole spendere meno, diciamo 100 euro al massimo, la scelta diventa molto limitata e bisogna stare attenti a non scegliere prodotti scadenti, che purtroppo abbondano in ogni dove e ci tentano con prezzi molto bassi, per poi farci pentire dell’acquisto. Tra le poche eccezioni potremmo contare le FreeBuds 3 di Huawei, ma bisogna rinunciare all’isolamento passivo. 

In questo scenario si inserisce Padmate, azienda che già da qualche anno ha cominciato a farsi conoscere con auricolari di buona qualità ma economici, che si posizionano nella fascia media tanto come qualità quanto come prezzo.

I nuovi Pamu Quiet alzano i livello.

(Image credit: Future)

 Pamu Quiet, disponibilità e prezzo 

Nel momento in cui scriviamo questa recensione i Pamu Quiet non sono ancora disponibili per l’acquisto. Potete però ordinarli sostenendo la campagna su Indiegogo, che in questo momento ha raccolto già oltre 300.000 dollari. Il prezzo minimo è fissato a 84 euro, in cambio dei quali avrete anche il laccetto in similpelle. Oppure potete averli per €76, che è probabilmente la scelta migliore. 

Il prezzo finale, quello che potreste pagare una volta che saranno disponibili su Amazon o altri shop, non è ancora stato definito ma non dovrebbe essere di molto superiore.

Nelle righe che seguono, soprattutto nelle conclusioni, terremo come punto di riferimento un prezzo di €100 euro esatti, per comodità. Se li trovate a un prezzo molto diverso, dovrete adattare la vostra scelta di conseguenza. 

Design 

(Image credit: Future)

I Pamu Quiet sono piuttosto piccoli e discreti. Il design è relativamente simile a quello degli Apple AirPads Pro, con un piccolo stelo che “scende” dall’orecchio, e in questo si differenzia da design più compatti e monolitici come quello, per esempio, dei Sony WF-1000XM3.

Ogni auricolare ha un piccolo LED, che lampeggia lentamente di blu quando sono connessi e in uso. Durante la fase di pairing invece, il LED diventa rosso. La luce è davvero molto flebile, difficile da notare a meno che non ci trovi in penombra o al buio. Il che è sicuramente un’ottima cosa, tranne per quelle persone che amano avere la testa che somiglia a un albero di Natale. 

Estetica a parte, la cosa importante è che i Pamu Quiet sono tra gli auricolari True Wireless più comodi che abbiamo mai provato. Si indossano facilmente e una volta che li avrete messi potreste anche dimenticare di averli, se non fosse per la musica che state ascoltando. Sono davvero fantastici per quanto riguarda la comodità e chi prevede di portare gli auricolari per molte ore al giorno dovrebbe prendere seriamente in considerazione questi auricolari.

Se si guarda alla sola eleganza, con ogni probabilità il nostro voto andrebbe ai Sony, ma se consideriamo anche il prezzo d’acquisto allora le cose potrebbero cambiare.

I Pamu Quiet hanno un design in-ear, e nella confezione ci sono gommini di tre misure diverse - e almeno una di esse dovrebbe andar bene per tutti. Il nostro consiglio è di fare molta attenzione a scegliere il gommino giusto, perché è una parte integrante dell’isolamento passivo e influisce direttamente sull’esperienza, tanto per la qualità del suono che sentirete quanto per la riduzione del rumore: la riduzione passiva infatti viene dal fatto che l’orecchio ha un “tappo” costituito dagli auricolari stessi. Migliore è l’isolamento costituito dal tappo, e meglio sentirete la musica. 

Trovato il gommino della misura giusta l’isolamento acustico dei Pamu Quiet è davvero molto buono. Indossandoli senza accenderli si nota un’attenuazione dei rumori esterni, proprio come ci saremmo aspettati. 

Una nota a parte per la custodia di ricarica: Pamu ne ha creata una circolare, il cui design ricorda tantissimo un orologio da taschino. Così tanto che più di una persona ha pensato che avessi preso qualche imprevedibile strada modaiola. 

È una custodia piuttosto grande per delle cuffie TWS, ma una volta messa nella tasca dei pantaloni o nella tasca interna della giacca non dà fastidio. Certo, l’ideale sarebbe avere un gilet o un panciotto, ma non si può avere tutto. La custodia stessa è rifinita in pelle sintetica nera, davvero molto elegante, con finiture in plastica lucida. C’è una luce LED blu che forma un cerchio quasi completo, e che indica la carica residua.

La custodia si apre premendo il pulsante in alto, proprio come si aprivano gli orologi di una volta. Gli auricolari trovano posto all’interno tramite un sistema magnetico. Nella confezione c’è un laccetto in nylon da agganciare alla custodia, che volendo potrete portare anche come un’insolita collana. Pamu però ci ha mandato un piccolo extra: un laccetto di pelle con un moschettone che si aggancia ai pantaloni: l’effetto è fantastico, se è il vostro genere. 

Caratteristiche 

(Image credit: Future)

La pagina dedicata dei Pamu Quiet sottolinea che questi auricolari sono i primi (e gli unici, per quanto ne sappiamo) a combinare il chip Qualcomm QCC5124 con l’AMS3460. I due chip insieme lavorano alla riduzione del rumore, che secondo l’azienda arriva fino a -40 db (ci torniamo più avanti). 

Padme Tech parla di riduzione del rumore “ibrida” per indicare appunto il lavoro combinato dei due chip, che funzionano su principi diversi e complementari. 

Questo non vi impedirà di sentire i vostri figli che urlano nella stanza accanto, ma vi permetteranno di camminare in strada senza sentire i rumori intorno (sempre che ci sia della musica in riproduzione). 

Il design aperto evita l’effetto “stetoscopio”, che dà la sensazione di avere le orecchie tappate come capita in aereo. Lo stesso design, tuttavia, permette a qualche suono di penetrare nelle cuffie. Pamu ha scelto un design più comodo e meno stancante, scelta che non possiamo certo criticare. 

Stando a quanto dichiarato dall’azienda i Pamu Quiet hanno una risposta in frequenza migliore degli Apple AirPods Pro; un’affermazione che non possiamo confermare né smentire, ma possiamo senz’altro confermare che lo spettro sonoro di queste cuffie è completo e pieno su tutte le frequenze. 

I comandi touch sono intuitivi e funzionali: un tocco prolungato cicla tra le modalità ANC disponibili (Spento, Acceso, Trasparenza), mentre con la riproduzione musicale si controlla con un tocco singolo (play/pausa), doppio o triplo. Durante l’uso abbiamo notato che la sensibilità ai comandi è migliorabile, e spesso le Pamu Quiet hanno messo in pausa quando volevamo passare alla canzone successiva. 

Padme Tech ha poi inserito tre microfoni su ogni auricolare, che monitorano il rumore esterno per creare il segnale in controfase usato nella riduzione del rumore. Servono anche per rendere le chiamate più chiare, e nel nostro test non abbiamo mai avuto problemi di ascolto da parte del nostro interlocutore. 

L’applicazione ha bisogno ancora di molto lavoro, ma noi abbiamo provato una versione molto acerba, che ancora non ha nemmeno la traduzione dal cinese. Una cosa che abbiamo notato è che i Pamu Quiet appaiono come due diversi dispositivi, sia nelle impostazioni Bluetooth del telefono (Android 10) sia nell’app stessa. Bisogna poi cliccare su quella sinistra, nell’app, per accedere ai controlli. Tuttavia non conoscendo il cinese, non abbiamo potuto fare esperienze significative riguardo all’app. Abbiamo però trovato il pulsante per controllare la funzione ANC, utile per chi trovasse scomodi i comandi touch sugli auricolari stessi.

A bordo c’è anche un sensore di prossimità, grazie al quale basta togliere un auricolare per mettere la musica in pausa. Abbiamo notato che funziona solo togliendo quello destro, e che la musica non riparte semplicemente rimettendolo.

Prestazioni  

(Image credit: Future)

All’interno dei Pamu Quiet ci sono dei driver da ben 10 mm con parti in titanio, in grado di riprodurre uno spettro sonoro ampio e pieno. I bassi sono molto presenti, per degli auricolari, e da questo punto di vista i Pamu Quiet hanno poco da invidiare (ma qualcosa sì) ai modelli più costosi. 

Alti e medi sono brillanti e molto presenti, per un risultato che potrà soddisfare le orecchie di tutti. Fermo restando che gli audiofili più esigenti vorranno sempre delle cuffie sovraurali (e probabilmente cablate) i Pamu Quiet sono in grado di riprodurre la musica davvero molto bene.

Abbiamo provato con diversi generi musicali, selezionando tracce ad alta risoluzione presenti su Spotify e Tidal. Tutti gli strumenti si sentono in modo chiaro e distinto. Disattivando la funzione ANC, per ottenere il suono più pulito possibile, il risultato è davvero strabiliante. Potreste anche voler usare i Pamu Quiet in casa, quando vorrete godervi un po’ di musica “ascoltata bene”, ma senza l’ingombro di più pesanti cuffie sovraurali. 

Eccellenti anche le prestazioni in chiamata. La voce dell’altra persona si sente forte e chiara, e loro hanno sempre sentito noi. I sistemi di riduzione del rumore qui intervengono in entrambe le direzioni, e aiutano a togliere un po’ del rumore ambientale dalle orecchie dell’altra persona. Certo, se siete vicini a fonti di rumore molto forti non sarà possibile escluderle del tutto, ma potreste fare una chiamata dall’ufficio senza che le voci dei vostri colleghi in pausa caffé arrivino dall’altra parte. 

Per questo, crediamo che le Pamu Quiet siano consigliabili anche per l’uso in ufficio, dove in genere preferiamo i modelli sovrauricolari per via del maggiore isolamento passivo. 

Qualsiasi sia il vostro genere di musica favorito, questi auricolari sapranno rendere giustizia alle vostre canzoni preferite. E saranno anche in grado di attutire almeno un po’ il rumore della tastiera mentre scrivete, nel caso il vostro lavoro somigli un po’ al mio. Ma la tastiera, una delle sfide più difficili per cuffie e auricolari NFC, non se ne andrà del tutto purtroppo. 

Il volume massimo non è particolarmente alto, come accade con tutte le cuffie Bluetooth. Un amplificatore più potente forse richiederebbe più spazio all’interno dell’auricolare, o forse è una scelta dovuta al consumo energetico. Ma comunque sia non mi dispiacerebbe, un giorno, avere un paio di auricolari TWS “spaccacervello”, con un volume così alto da non farmi rimpiangere le cuffie cablate. 

Guardando alla riduzione del rumore, le prestazioni ANC dei Pamu Quiet non sono al livello delle Sony WF-1000XM3 o delle AirPods Pro, ma ci vanno davvero molto vicino. E considerando che lo fanno per una frazione del prezzo, questa è una vittoria assoluta per i Pamu Quiet. Le abbiamo provate in un parco pubblico, vicino all’area bambini: urla e risate si sentivano, forse più di quando le avremmo sentite con il prodotto Sony o Apple, ma l’attenuazione ottenuta ci ha sorpreso considerando il prezzo ridotto dei Pamu Quiet.

Durata della batteria 

I Pamu Quiet se la cavano davvero molto bene anche dal punto di vista dell’autonomia. Gli auricolari possono funzionare per oltre cinque ore con un carica. Nella custodia avrete poi un’altra trentina di ore disponibili. Sono tantissime, ed è possibile proprio perché la custodia, come abbiamo visto, è un po’ più grande del normale. 

Magari è un po’ meno comoda da tenere in tasca, ma è presente una batteria molto capace, che vi permetterà di usare i Pamu Quiet per molto tempo senza bisogno di ricaricarli.

Di fatto, abbiamo caricato la custodia quando ci sono arrivati, una settimana fa. E stando al LED blu la custodia ha ancora oltre il 70% di carica residua. Questo nonostante abbiamo voluto usare i Pamu Quiet per molte ore, proprio per mettere alla prova la batteria. 

La custodia stessa si ricarica tramite una porta USB-C, ma è compatibile con la ricarica wireless. Il caricatore necessario andrà comprato a parte, se non ne avete già uno. 

Verdetto finale 

I rappresentanti di Padme Tech ci hanno detto che i Pamu Quiet costeranno “meno di cento” dollari, almeno per le persone che vorranno sostenere il prodotto, quindi non siamo del tutto certi riguardo al prezzo finale vero e proprio.

Consideriamo però che Pamu dovrebbe tenere un prezzo finale intorno ai 100 euro. Per tale cifra i Pamu Quiet sarebbero semplicemente un best-buy, e i migliori True Wireless in quella fascia di prezzo. 

Offrono un design tra i più comodi che abbiamo mai provato, una qualità audio eccellente e una riduzione del rumore davvero molto efficace, di poco inferiore rispetto ai modelli più costosi. L’autonomia è fantastica e il design della custodia ci è piaciuto molto, perché sembra un vecchio orologio da taschino e per la finitura in pelle. Ma c’è anche la ricarica wireless, che per qualcuno sarà importante. 

E se dovessero costare più di cento euro. Beh, considerando che oggi (settembre 2020) i Sony difficilmente si trovano a meno di 170 euro, crediamo che per i Pamu Quiet saremmo disposti a pagare fino a 130-140 euro. Almeno per ora, in assenza di concorrenti credibili. Ma sappiamo che Xiaomi sta per introdurre una versione ANC delle sue True Wireless Earphones 2. Quindi staremo a vedere che succede. 

Aldilà di un paio di problemi, a nostro avviso trascurabili, con i WF-1000XM3 Sony sembra avere superato sé stessa. Non solo esteticamente sono i migliori true wireless in circolazione ma combinano una vera eliminazione del rumore con un audio eccezionale. Chiaramente su versanti come la qualità dell’audio gli auricolari non sono ai livelli delle più costose e performanti cuffie over-hear ma possono rappresentare una buona alternativa.

La durata della batteria è sopra la media e la custodia compatta ha un design accattivante. Avremmo preferito qualche comando per controllare il volume sugli auricolari come nei PowerBeats Pro ma, lo ripetiamo, niente di così grave.

Da qualche tempo la competizione in campo true wireless si è fatta molto dura ma Sony con i WF-1000XM3 sembra essere in vantaggio con un distacco netto rispetto agli avversari. Almeno per il momento.

Dopo questa recensione aspettatevi di vedere i Sony WF-1000XM3 ai primi posti nelle nostre guide all’acquisto.