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Tesla Powerwall si ripaga prima del previsto

Tesla Powerwall
(Image credit: Natural Solar)

Quattro anni fa, Tesla ha installato la sua prima batteria Powerwall in casa di una famiglia australiana, i Pfitzner, che oggi svela l’impatto di questo dispositivo per il risparmio energetico.

Usata insieme a un impianto solare, la batteria Powerwall consente agli utenti di immagazzinare tutta l’energia prodotta in eccesso dai pannelli, per utilizzarla quando i raggi solari non sono sufficienti a fornire l’elettricità necessaria.

Il sistema rende le case quasi del tutto autosufficienti, tuttavia occorre sempre l’allaccio alla rete elettrica principale, dal momento che la batteria tende a scaricarsi in caso di maltempo prolungato o altre situazioni in cui non sia possibile sfruttare al massimo l’energia solare.

In quattro anni, la famiglia Pfitzner ha risparmiato poco più di 5 mila euro sulla bolletta elettrica, pagando circa 27 centesimi al giorno.

Riguardo l’impatto ambientale, la possibilità di immagazzinare una riserva energetica all’intero di una batteria potrebbe determinare un calo delle emissioni di carbonio in ambito domestico di fino a 6 tonnellate all’anno, un numero importante se questa tecnologia fosse diffusa in maniera massiccia.

La casa della famiglia Pfitzner è composta da quattro camere da letto, lavanderia interna, aria condizionata, elettrodomestici di fascia alta, una piscina e un’area esterna dedicata all’intrattenimento, pertanto potrebbe consumare più elettricità della media.

Inoltre, c’è da sottolineare il fatto che la famiglia ha speso poco meno di 10 mila euro per l’installazione della batteria, dell’impianto solare e di altri dispositivi correlati in casa, pertanto la spesa non è stata ancora del tutto ammortizzata.

La stima iniziale relativa al ritorno sull’investimento era indicata a 20 anni, ma è stata corretta a sette, un dato estremamente promettente per il futuro sviluppo della tecnologia delle batterie domestiche.

[Fonte: Natural Solar]