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Signal invaso dai nuovi utenti in fuga da WhatsApp ma c'è lo zampino di Elon Musk

Signal
(Image credit: Signal)

In questi giorni le dichiarazioni del patron di Tesla, Elon Musk, e l'aggiornamento delle norme sulla privacy inviato da WhatsApp ai suoi utenti hanno provocato un forte aumento degli iscritti a Signal, un'app di messaggistica istantanea simile a WA. Cerchiamo di capire cosa è successo.

La crescente consapevolezza dell’importanza della privacy che prolifera tra i cittadini a livello globale ha raggiunto un picco storico, e oggi gran parte dei privati sono a conoscenza di come e quando i loro dati personali vengono utilizzati.

Questo insaziabile bisogno di raccogliere dati mostrato dai colossi della comunicazione ha spinto un buon numero di utenti verso servizi alternativi come Signal, un’app simile a WhatsApp ma completamente incentrata sulla tutela della privacy. In un post pubblicato su Twitter, l’azienda ha detto che sta registrando un picco di nuovi utenti e che come risultato ha avuto diversi problemi nell’invio dei codici di verifica necessari per la prima autenticazione.

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Il problema causato dalla congestione dei server è stato risolto in poche ore, e l’azienda ha subito dichiarato che il sistema di iscrizione è nuovamente funzionante con un altro post pubblicato su Twitter.

Elon Musk, Apple e nuove politiche WhatsApp sono i fattori scatenanti

Proprio in questi giorni, l'aggiornamento delle politiche sulla privacy inviato da WhatsApp ai suoi utenti ha riaperto il dibattito sul limite da imporre alla raccolta dei dati personali, generando un’ondata di panico che, insieme ad altri fattori decisivi, sembra aver favorito la migrazione verso Signal.

Nel messaggio seguito al nuovo GDPR, WhatsApp ha specificato alcune cose che in effetti si sapevano già, come ad esempio il fatto che tutti i dati raccolti dall'app e da Facebook vengono messi a disposizione degli inserzionisti per aiutarli a sviluppare pubblicità mirate per ogni utente.

Alla paura diffusasi tra gli utenti si sono sommati i report sulla privacy di Apple che premiano Signal come app di messaggistica più “discreta” in assoluto e le dichiarazioni del boss ti Tesla, Elon Musk, che in un tweet ha scritto a chiare lettere “Usate Signal.”

Signal vs WhatsApp: che differenze ci sono?

L’enorme quantità di informazioni raccolte da Google, Amazon, Facebook e simili inizia preoccupare gli utenti più attenti alla privacy. Questi servizi sono al corrente dei luoghi che visitate, dei beni che acquistate, di cosa vi piace o non vi piace, dei vostri hobby e perfino delle vostre preferenze politiche (e molto, molto altro).

Parlando nello specifico di Facebook, la piattaforma offre servizi come Messenger, Instagram e WhatsApp a più di un miliardo di utenti. Questo da all’insieme delle app che si trovano sotto l'egida di Facebook un’enorme influenza e l’abilità di condizionare il giudizio e le scelte dei suoi utenti.

Signal, come detto in precedenza, in aperto contrasto con queste politiche fa della privacy il suo punto di forza, e tutti i messaggi scambiati tramite l’app, come anche i file audio, le foto e i video, sono protetti dalla crittografia end-to-end.

L’app non richiede l’accesso ai contatti dell’utente o ai dati dei gruppi di cui fa parte e si caratterizza per un’interfaccia estremamente intuitiva. Signal, tra l’altro, è stata tra le prime app di messaggistica a introdurre i messaggi che si cancellano automaticamente nel 2016, e ha praticamente tutte le funzioni di WhatsApp eccetto i servizi di pagamento e le videochiamate.

Il protocollo di sicurezza utilizzato dall’app è considerato uno dei più sicuri in assoluto ed è stato scelto da aziende come Google, Microsoft e Facebook.

Premettendo che a nostro avviso le nuove policy di WhatsApp non aggiungono ulteriori rischi per la sicurezza dei dati degli utenti, ma piuttosto chiariscono dei dubbi sul loro utilizzo, Signal rimane una valida alternativa per tutti coloro che cercano un’app di messaggistica alternativa che pone la privacy al primo posto.