Skip to main content

Project xCloud e Xbox Series X: per Phil Spencer l'era dello streaming è lontana

(Image credit: Microsoft/Youtube)

Ci sono brutte notizie per tutti coloro che sognano di giocare ai loro titoli preferiti in streaming con Project xCloud. Anche se il progetto è in fase beta e centinaia di migliaia di utenti lo hanno già provato su dispositivi mobili e PC, il boss di Xbox Phil Spencer ha affermato che la piattaforma non è ancora pronta per diventare uno standard per i giocatori.

In un’intervista rilasciata a VC durante la Gamelab Conference (che trovate qui sotto), Phil Spencer ha tentato di placare l’entusiasmo per Project xCloud e per i servizi streaming in generale, sostenendo che “l’idea non è mai stata quella di sostituire xCloud al vostro PC da gaming o alla vostra console”.

Ha poi aggiunto: “Stiamo costruendo questa piattaforma per permettervi di giocare ai titoli che volete, non per sostituire il mezzo con il quale li giocate”...”Non penso che il modo migliore per giocare un titolo sia riprodurlo in streaming da un data centre Azure o dal data centre di qualcun’altro e di certo non lo diventerà a breve.”

Spencer contro Stadia

Si tratta di un’affermazione interessante, soprattutto se a dirla è il boss di Xbox, che in precedenza ha affermato di essere convinto che Xbox Series X e PS5 saranno le ultime console sulle quali giocheremo. L’affermazione assume ancora più peso se si considera che il lancio di Google Stadia è avvenuto alla fine del 2019 e che, al momento, il servizio ha grandi difficoltà a proporre una libreria giochi che possa competere con quelle di PS Now e Xbox Game Pass

I videogiochi in Streaming hanno sempre avuto problemi ad affermarsi, spesso anche a causa delle connessioni internet differenti in base alle aree geografiche e ai molti limiti tecnici, e sembra che questo abbia spinto Microsoft ad evitare di alimentare false speranze a riguardo. Nel frattempo, Project xCloud si prepara ad una nuova fase di lancio con l’integrazione di Xbox Game Pass e, proprio la mancanza di fiducia in questa tecnologia dimostrata da Microsoft, potrebbe spingere l’azienda a trovare soluzioni concrete che possano mitigarne le criticità.

Via GameSpot