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Processori e schede video potrebbero scarseggiare fino al 2022, il rischio sembra reale

Nvidia RTX 3080
(Image credit: Nvidia)

I principali produttori di processori e schede video stanno attraversando un periodo particolarmente problematico legato a evidenti difficoltà nella produzione e distribuzione dei propri prodotti, situazione che, stando a un recente report,  potrebbe protrarsi fino al 2022. 

MarketWatch ha intervistato diversi analisti specializzati nel settore rispetto ai recenti problemi di magazzino che hanno afflitto giganti del calibro di Nvidia e AMD, in buona parte dovuti a limitazioni logistiche legate alla pandemia da Covid-19. Il report prende in analisi anche l'esponenziale aumento della domanda dovuto alla diffusione del telelavoro e i problemi legati alla guerra commerciale tra Cina e USA. 

Maribel Lopez, analista presso la Lopez Research, ha parlato di “tempesta perfetta” descrivendo la situazione attuale, che stando alle sue previsioni non si risolverà in breve tempo principalmente a causa dell' imprevisto aumento della domanda verificatosi nel 2020.

Harlan Sur, analista presso JP Morgan, ha detto: “siamo convinti che le aziende produttrici di semiconduttori stiano distribuendo tra il 10% e il 30% in meno di quanto richiesto dal mercato, e che ci vorranno tra i tre e i quattro trimestri prima che la produzione riesca a soddisfare la domanda, e altri uno o due trimestri prima che gli inventari dei distributori tornino a livelli normali." 

Tra gli intervistati c'è anche l'analista finanziario Christopher Rolland, che viene citato nel report per aver sostenuto che la scarsità di magazzino potrebbe persino peggiorare in primavera.

Stando alle previsioni di Sur, se dovesse volerci davvero un anno prima che la produzione torni a livelli normali, ci saranno problemi di distribuzione per tutto il 2021 e per parte del 2022.  

AMD ha messo le mani avanti parlando di scarsità di magazzino per tutta la prima metà del 2021, in particolare riferendosi alle GPU Big Navi e ad alcuni processori della serie Ryzen 5000. Nvidia ha rilasciato dichiarazioni simili riferendosi alle sue RTX 3000, mentre Intel sembra intenzionata a chiedere aiuto per la produzione dei suoi chip in modo da contrastare, almeno in parte, il problema. 

In generale, sembra che tutta l'industria del silicio sia conscia che la situazione non si risolverà in tempi brevi, ed è una consapevolezza che non può che preoccupare l'intera catena di distribuzione, oltre che gli utenti finali.

Fonte: Tom’s Hardware