Netflix, la pubblicità arriverà prima per battere Disney

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(Immagine:: Netflix)
  • Di che si tratta? Netflix starebbe anticipando il piano con inserzioni al 1° novembre per battere Disney sul tempo
  • Perché è importante? Fra poco potremmo risparmiare qualcosa sul nostro abbonamento

I dirigenti Netflix avrebbero deciso di anticipare il lancio del piano con inserzioni pubblicitarie per il proprio servizio di streaming, per battere la rivale Disney Plus. Questo è quanto emerge da nuove fonti.

Secondo Variety (Si apre in una nuova scheda), infatti, la dirigenza dell'azienda ha deciso di dare il via al nuovo piano di abbonamento integrato dalla pubblicità il 1° nella maggior parte dei mercati principali in cui opera la piattaforma, fra cui USA, Canada, Regno Unito, Francia e Germania.

Questa decisione si discosta dalla posizione ufficiale condivisa dai CEO di Netflix Ted Sarandos e Reed Hastings. Infatti, durante una chiamata sugli introiti dell'azienda, avevano confermato che tale piano non sarebbe arrivato prima del 2023.

Ma adesso, in base a quanto riportato da Variety, Netflix starebbe anticipando il progetto all'inizio di novembre per battere Disney sul tempo. Infatti, la compagnia di Topolino lancerà il proprio piano con pubblicità (a un prezzo più basso) a partire dall'8 dicembre.

Netflix non ha confermato ancora questa decisione, ma ha dichiarato al giornalista di Variety che l'azienda è "ancora nella fase iniziale del processo che porterà a decidere in che modo lanciare un piano più economico con il sostegno delle inserzioni e non sono state ancora prese decisioni".

Tuttavia, la notizia riportata da Variety è in linea con le informazioni in possesso del Wall Street Journal (Si apre in una nuova scheda), secondo cui Microsoft, che fornirà la piattaforma pubblicitaria su Netflix, avrebbe già chiesto agli acquirenti di fornire le offerte iniziali per le inserzioni la prossima settimana e sarebbe alla ricerca di grossi investimenti.

Di quanto stiamo parlando?

Alla salva di apertura, Netflix chiede agli inserzionisti 65 dollari di CPM.

Il CPM è il costo per mille impression, un termine usato nel marketing per definire il costo pagato dall'inserzionista per mille visualizzazioni di una pubblicità. Per fare un esempio, se l'editore di un sito web chiede due dollari per ogni CPM, l'inserzionista dovrà pagare 2 dollari per ogni 1.000 visualizzazioni della propria inserzione.

Il CPM medio di Google ammonta a 2,8 dollari, ma sembra che Netflix punti davvero in alto, infatti 65 dollari di CPM è una richiesta ben al di sopra degli standard di settore per le inserzioni di pre-roll sui servizi di streaming, che oggi si attesta a meno di 20 dollari.

Oltre a ciò, Netflix ha chiesto un impegno minimo di 10 milioni di dollari in spesa pubblicitaria da parte delle agenzie, anche per bloccare gli acquisti entro la fine di settembre. Secondo Variety, i dirigenti di Netflix prevedono di avere 500 mila clienti iscritti al piano con inserzioni entro la fine del 2022.

Come abbiamo avuto modo di vedere, Netflix vuole fissare un abbonamento compreso fra i 7 e i 9 dollari USA per il piano con inserzioni, con 4 minuti di pubblicità ogni ora di programmazione per le serie e per le inserzioni pre-roll prima dei film.

Per questa prima fase di avvio, i potenziali inserzionisti potranno acquistare spazi nelle 10 serie TV più viste su Netflix, ad es. The Crown e The Sandman. Tuttavia, in questa fase, gli inserzionisti non potranno pubblicare annunci basati sulla posizione geografica degli utenti. Inoltre, non sarà possibile pubblicare inserzioni in base a età, genere, abitudini di visualizzazione o all'orario del giorno, sebbene possiamo immaginare che questi criteri arriveranno presto.


Analisi: perché Netflix si sta affrettando per battere Disney?

Parlando di inserzioni su Netflix, la procedura ha avuto una brusca accelerazione.

All'inizio di marzo, il CFO Spencer Neumann aveva mantenuto un atteggiamento conservatore circa la possibilità di inserire inserzioni pubblicitarie nella piattaforma, dichiarando solo un laconico "mai dire mai", rispondendo a una domanda relativa all'idea di inserire pubblicità su Netflix, chiarendo anche che, all'epoca, la decisione non era ancora prevista di piani del brand.

Poi, il 20 aprile, durante una chiamata sugli introiti, Reed Hastings, uno dei due CEO di Netflix, ha svelato che il servizio era già "aperto" alla possibilità di inserire un piano con pubblicità. 

Ciò ha trovato conferma a luglio, in occasione della successiva call sugli introiti, sebbene non se ne sarebbe parlato prima del 2023.

Ora siamo a settembre, e i calcoli e gli sviluppi che di solito richiedono anni sono stati portati a "velocità curvatura" e le inserzioni arriveranno sulla piattaforma entro il 1° novembre.

Non c'è dubbio sui motivi che hanno spinto Netflix ad accelerare. Servono più introiti e utenti e, ancora una volta, i dirigenti sono convinti di aver preso la strada giusta.

Il motivo per cui occorre battere Disney, invece, è meno evidente. È chiaro che il budget degli inserzionisti non sia illimitato, e visto che ormai non manca tanto alla stagione delle festività, possiamo supporre che giocare d'anticipo abbia senso, probabilmente.

Marco Doria
Senior editor

Senior Editor and Professional Translator. Boardgaming enthusiast, Tech-lover.

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