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Netflix è in crisi? La situazione è meno grave del previsto

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(Image credit: Shutterstock)

Netflix ha perso più di 970,000 iscritti nel secondo trimestre del 2022. A dirlo sono i dati ufficiali comunicati dall'azienda. 

Ci troviamo di fronte al secondo trimestre consecutivo in cui l'azienda divulga dati preoccupanti sugli iscritti, che erano già scesi di 200.000 unità nel primo trimestre dell'anno. 

Le perdite, pur essendo consistenti, sono meno gravi di quanto previsto da molti analisti. In effetti, lo stesso gigante dello streaming aveva comunicato di aspettarsi un calo di circa due milioni di abbonati, per cui una perdita inferiore alla metà della cifra prevista potrebbe risultare (per certi versi) una piccola vittoria.

Nonostante le tante notizie circolate sulla crisi di Netflix, infatti, anche a fronte di un calo dell'utenza (marginale se si considera l'enorme base di utenza di cui dispone la piattaforma) l'azienda sembra navigare in buone acque. Probabilmente, molto si deve al fatto che Stranger Things sia andato in onda in due parti, e abbia quindi spinto numerosi utenti a mantenere l'abbonamento attivo fino alla conclusione della quarta stagione.

Per avere un idea chiara sul quadro complessivo, basti pensare che Netflix, oggi, vanta un totale di 220,67 milioni di abbonati in tutto il mondo, in leggero calo rispetto al record di 222 milioni dello scorso anno. Nel 2022, l'azienda ha inoltre registrato un aumento del fatturato del 9%, raggiungendo i 7,97 miliardi di dollari. 

Nella relazione del secondo trimestre 2022, i dirigenti della società si sono detti ottimisti riguardo le prospettive per la seconda metà del 2022 e hanno ampliato i loro piani per riconquistare una parte degli abbonati. 

Stando al report, Netflix ha stabilito che "...una priorità fondamentale per riaccelerare la crescita dei ricavi è quella di evolvere e migliorare la nostra monetizzazione. Agli albori dello streaming, abbiamo mantenuto i nostri prezzi molto semplici, con un solo livello di abbonamento. Nel 2014 abbiamo introdotto tre livelli di prezzo per segmentare meglio la domanda. In futuro, ci concentreremo su una migliore monetizzazione".

(Image credit: Netflix)

Ad aprile, i dirigenti del gigante dello streaming hanno dichiarato che circa 100 milioni di famiglie condividevano una password con un altro account. Da allora, hanno perseguito due diverse strategie per affrontare il problema.

In primo luogo, Netflix ha sperimentato un sistema in Cile, Costa Rica e Perù nel quale veniva imposto un sovrapprezzo di 2,99 dollari agli account che volevano condividere le proprie credenziali al di fuori del nucleo familiare. In secondo luogo, lo scorso 19 luglio, il servizio di streaming ha iniziato a testare una funzione alternativa "Aggiungi una casa" in Argentina, Repubblica Dominicana, El Salvador, Guatemala e Honduras.

Il nuovo sistema offre ai clienti abbonati a Netflix la possibilità di aggiungere interi nuclei familiari - piuttosto che singoli utenti - pagando una piccola somma (attualmente equivalente a 2,99 dollari / 2,50 sterline / 4 dollari australiani) che si aggiunge al costo dell'abbonamento. In un post sul blog, Netflix ha dichiarato che gli iscritti al piano base possono aggiungere una casa in più, che diventano due per lo standard fino e tre per il premium.

Il report sottolinea inoltre il grande successo ottenuto da Stranger Things, che ha sicuramente contribuito a riportare un certo numero di iscritti sulla piattaforma grazie al suo enorme successo. Detto questo, il gigante dello streaming non potrà contare sui numeri derivanti dallo show dei fratelli Duffer nella seconda metà dell'anno e le prossime strategie che metterà in atto saranno determinanti per i prossimi due trimestri.

Marco Silvestri
Marco Silvestri


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