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Il lavoro dei sogni esiste: tester di videogiochi full-time con i benefit

A PC gamer in a racing-style gaming chair
(Image credit: Shutterstock / Gorodenkoff)

Activision Blizzard offrirà a tutti i suoi tester di videogiochi con sede negli USA un contratto a tempo pieno, con compenso di $20 l’ora e accesso a tutti i benefit aziendali. Al momento queste persone hanno contratti precari, e la conversione dei contratti avverrà dal primo gennaio e riguarderà ben 1100 dipendenti.

A quanto pare, il lavoro dei sogni esiste: essere profumatamente pagati per provare i giochi che più amate e ricevere al contempo una vasta gamma di vantaggi da uno dei più grandi colossi dell’industria dei videogame. 

Nota: Activions Blizzard è stata al centro di diverse vicende complesse nel corso degli ultimi anni, con problemi che vanno dalla discriminazione alle molestie sessuali. 

Per quanto la notizia oggetto di questo articolo abbia una denotazione positiva per l'azienda, e sia abbastanza rilevante da parlarne in un articolo, consideriamo ancora della massima gravità gli atteggiamenti tenuti da alcuni dirigenti dell'azienda. 

In questa particolare occasione, l'esplicita opposizione alle unioni sindacali, e un atteggiamento sbagliato da parte di Activision Blizzard, così come lo è nel caso di Amazon, e chiunque altro si opponga all'attività sindacale.

Techradar condanna fermamente le azioni anti-etiche in questione. 

Tuttavia, questo sogno non è esattamente alla portata di tutti. A quanto pare, i dipendenti dello studio Raven di Call of Duty, attualmente in cerca di un sindacato che li rappresenti, sono stati esclusi dalla conversione di Activision. 

L’azienda ha giustificato questa esclusione dicendo che alcuni “obblighi legali” del National Labor Relations Act proibirebbero “qualunque tipo di modifica ai compensi del personale Raven”.  

Poco prima di Natale inoltre, Activision avrebbe licenziato oltre un terzo del personale del controllo qualità assegnato allo studio Raven. Lo studio ha confermato il tutto in un’e-mail inviata la scorsa notte a tutti i dipendenti, specificando che le ragioni del licenziamento sarebbero dovute alla trasformazione di Call of Duty in un progetto “sempre attivo”. 

“Alla luce di questi cambiamenti e mentre guardiamo ai nostri ambiziosi piani per il futuro” ha dichiarato il dirigente di Activision Josh Taub, “stiamo perfezionando ulteriormente il modo in cui i nostri team di sviluppo lavorano insieme. IL rapporto qualità è e continua ad essere fondamentale per il nostro successo di sviluppo. Abbiamo un team incredibile che lavora sodo per garantire ai nostri giocatori le migliori esperienze di gioco possibili”. 

Secondo la segretaria-tesoriere di Communications Workers of America Sara Steffens tuttavia, la rivoluzione di Activision sarebbe una mossa intelligente per arginare il malcontento del personale. 

“Non ci sbagliamo. Il merito dell’ultima mossa di Activision Blizzard di offrire a tutti i membri temporanei del team del rapporto qualità un lavoro a tempo pieno e un aumento dovrebbe andare ai lavoratori che si sono organizzati, mobilitati, espressi”, ha dichiarato Stephens. 

“E’ particolarmente irritante dunque che Activision abbia escluso da questi benefit i lavoratori del rapporto qualità di Raven Software, che sono stati in prima linea in questo sforzo. L’affermazione dell’azienda secondo cui il National Labor Relations Act impedisce loro di includere i lavoratori di Raven nel progetto è un chiaro tentativo di dividere i lavoratori e minare i loro sforzi per formare un sindacato. L’annuncio di Activision è un’ulteriore prova della necessità che i lavoratori abbiano qualcuno che li protegga sul lavoro. Esortiamo vivamente Activision Blizzard a correggere questa situazione e garantire ai lavoratori di Raven il diritto di organizzarsi ai sensi della legge”. 

Insomma, il sogno americano esiste, ma non per i sindacati. 

Via Eurogamer