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Elden Ring: guida completa alle missioni principali

Elden Ring guida completa
(Image credit: Bandai Namco)

Elden Ring: troppa carne al fuoco?

"Elden Ring è il primo capitolo open world di From Software"

Oltre che per la loro (crudele) difficoltà, i giochi di FromSoftware sono noti soprattutto per le loro storie ombrose. Chi di voi ha provato titoli come Dark Souls o Bloodborne conosce benissimo la sensazione di spaesamento delle prime ore di gioco: si viene catapultati in mondi tetri e ostili senza troppe spiegazioni e senza grandi accenni su cosa stia effettivamente accadendo.   

Tuttavia, questa confusione veniva presto posta in secondo piano dal disperato bisogno di non farsi sbranare da segugi-zombie, arrostire da draghi giganti o precipitare in fossati sbucati dal nulla. Non sorprende che in tanti cerchino aiuta in una guida completa a Elden Ring, come quella che state leggendo ora. 

Dark Souls e Bloodborne offrivano numerosi percorsi alternativi e quest secondarie, ma la prosecuzione della trama principale rimaneva piuttosto alla mano. Quando i vostri obiettivi non erano immediatamente chiari, bastava procedere per tentativi e, prima o poi, si recuperava la strada maestra. 

Nel caso di Elden Ring però, il problema è la filosofia del “proseguire dritti” non funziona granché bene: l’ultima fatica di FromSoftware si presenta come un action RPG fantasy open world a dir poco colossale, composto di regioni vastissime e percorsi ambigui. Rispetto ai giochi precedenti, crediamo che l'ausilio di una guida completa a Elden Ring possa fare la differenza, e rivelarsi più determinante che mai. 

Infatti, non appena metterete i piedi a Sepolcride, la prima regione del gioco, vi renderete conto che il mondo di Elden Ring è a dir poco enorme

Dungeon, fortezze, laghi, montagne, edifici in rovina, spiagge e pianure sconfinate fanno della mappa di questo gioco un labirinto intricatissimo, che può dare qualche problema a chi preferisce sacrificare la pazienza esplorativa per andare direttamente al “sodo” della (altrettanto complicata) trama.   

A questo proposito, abbiamo deciso di offrirvi una breve guida alle tappe principali della storia, partendo dalle prime due aree da attraversare: Sepolcride e il Castello di Grantempesta. 

Parte I: Sepolcride e Castello di Grantempesta

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(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Una volta completata la creazione del personaggio e deciso quale Ricordo iniziale portare con voi, vi ritroverete alla Cappella dell’Attesa. 

Il gioco vi darà subito un assaggio della sua rinomata perversione: non appena metterete piede nel cortile verrete aggrediti dal Rampollo Innestato, una specie di boss di grado zero che vi farà molto probabilmente a fettine in pochi colpi (ma non temete, potrete tornare a dargli una lezione in un secondo momento). 

A questo punto, il gioco riprenderà nel Cimitero Abbandonato, dove potrete decidere se fare il tutorial o saltarlo. Uscite dalla caverna e proseguite fino al Luogo di Grazia: l’open world dell’Interregno comincia qui. 

I Luoghi di Grazia non sono utili soltanto per riposare o teletrasportarvi. Ciascuno di essi emette un flebile fascio di luce che indica approssimativamente il percorso principale da seguire. 

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(Image credit: FromSoftware)

Arrivati al Luogo di Grazia di Primo Passo, fate due chiacchiere con Varré (il primo NPC del gioco, che vi darà alcune utili indicazioni) e proseguite a Nord. Presto vedrete davanti a voi le guglie di una chiesa, dirigetevi in quella direzione. 

Nel tragitto verso la chiesa troverete anche un enorme cavaliere bardato d’oro, la Sentinella dell’Albero. Per il momento evitatela (è un osso durissimo) e proseguite verso la chiesa. 

Nella Chiesa di Elleh troverete Kalé (primo di una lunga serie di mercanti che vi permetterà di acquistare e vendere merci) e un banco di lavoro per potenziare le vostre armi. Vi suggeriamo caldamente di acquistare il kit di creazione per 300 rune (essenziale per il crafting). Raccogliete anche il kit di potenziamento degli equipaggiamenti accanto al mercante. 

Seguendo il fascio di luce del Luogo di Grazia dalla Chiesa di Elleh e attraversando la collina arriverete nei pressi di un accampamento militare. Se non avete tempo di buttarvi nella mischia tenetevi sulla sinistra, vedrete un grande arco in pietra scavato nella montagna e il Luogo di Grazia di Davanti al cancello. 

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(Image credit: Bandai Namco)

Riposando al Luogo di Grazia partirà un filmato e parlerete con Melina, un misterioso NPC che vi chiederà di stringere un patto con lei. Accettando sbloccherete la possibilità di salire di livello e il cavallo Torrente, essenziale per gli spostamenti all’aperto.

Attraversate l’arco di pietra e seguite il percorso a Ovest. Ci saranno dei soldati accampati dietro alcune barricate e – abituatevi a questo genere di sorprese – un Troll che pioverà dal cielo all’improvviso.

Si tratta di scontri che potete evitare utilizzando Torrente, ma vi suggeriamo di perderci un po’ di tempo in modo da raccogliere qualche runa e salire di livello.

Lungo la strada, raccogliete il Seme d’oro dall’albero luminoso sulla destra (fondamentale per aggiungere cariche alle ampolle), fate attenzione alle imboscate dei lupi e riposate al Luogo di Grazia di Capanna di Colle Tempesta.

Proseguite lungo la strada principale facendovi largo tra lupi e soldati. Quando arrivate alle mura, fate attenzione alla balestra gigante davanti all’ingresso di Grantempesta. Entrando nel tunnel troverete sulla sinistra il Luogo di Grazia della Galleria per il castello, riposatevi e preparatevi a combattere il vostro primo Boss: Margit il presagio implacabile.

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(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Non si tratta di un boss opzionale. Se non lo sconfiggerete non potrete proseguire verso il Castello. Non disperate in ogni caso: se non riuscite a batterlo subito potete sfruttare l’open world del gioco ed esplorare Sepolcride per potenziare i vostri attributi e ottenere alcuni preziosi oggetti.  

Lo scontro con Margit vi dà un buon assaggio del gameplay di Elden Ring contro i Boss. È un nemico imponente, dotato di un buon attacco fisico e magico., non eccellente nella difesa tuttavia.

Se avete abbastanza vigore, potrete parare buona parte dei suoi colpi, in caso contrario schivate e rotolate a più non posso. Per quanto più difficile, è anche possibile pugnalarlo. Non fatevi ingannare dalla sua apparente lentezza, i suoi movimenti a ralenti e gli attacchi lungamente caricati si risolvono spesso in scatti fulminei e combo a medio-lungo raggio.  

Questo vale soprattutto per il suo martello magico. Quando lo vedete sguainare l’arma, passate alla difensiva cercando di rotolare via all’ultimo istante utile. La spada magica è meno devastante del martello, ma possiede una rotazione maggiore.

La dinamica di combattimento è lineare e non subisce variazioni man mano che i PV del Boss diminuiscono. Adottando la giusta strategia dall’inizio, riuscirete a venirne fuori vittoriosi senza rischio di incorrere in imprevisti.

Attraverso il Castello

Una volta sconfitto Margit accederete al Castello di Grantempesta. Riposate al Luogo di Grazia della Porta principale di Gran Tempesta. Il grande cancello principale sarà chiuso, dunque passate dal piccolo ingresso di sinistra. 

Nella sala ci sarà Gostoc, un NPC che si offrirà di aprire il cancello per voi. Vi suggeriamo comunque di declinare l’offerta e aggirare l’ingresso principale passando dalla crepa nel muro sulla sinistra. Sbloccherete il cancello dall’interno in seguito, quando sarete in grado di sopravvivere all’enorme numero di truppe nemiche che lo proteggono. 

Il Castello di Grantempesta è il primo grande dungeon di Elden Ring. Per completarlo tutto, ci sarà molto da saltare, arrampicarsi, tirare leve e combattere. Fatevi coraggio dunque. 

La buona notizia è che, come in Dark Souls e Bloodborne, nel corso dell’esplorazione sbloccherete scorciatoie che vi faciliteranno il percorso (soprattutto se intendete ripercorrerlo in un secondo momento per ottenere tutti i preziosi oggetti del dungeon).  

Passando dalla crepa nel muro, fatevi strada lungo le mura diroccate, tenendovi sulla sinistra arriverete al Luogo di Grazia di Dirupo di Grantempesta. Salendo le scale di legno sarete avvistati da un esule che suonerà la carica alle truppe. Sfoderate l’arma e combattete. 

Entrate nella torre e continuate a salire, facendo attenzione alle bombe di fuoco che vi verranno lanciate addosso da alcuni popolani. Alla seconda rampa, dritto davanti a voi, ci sarà una porta chiusa a chiave, per il momento ignoratela e proseguite.

Arrivati in cima alla rampa di scale, entrate nella porta sulla destra, che si chiuderà alle vostre spalle. Fatevi largo nel buio e sconfiggete il cavaliere per recuperare la Chiave arrugginita. A questo punto, tornate indietro e usate la chiave per aprire la porta che avevate trovato chiusa poco prima.

Salite le scale e imboccate il corridoio di sinistra facendo attenzione alle imboscate. Uscite sul terrazzo e imboccate ancora le scale sulla sinistra. Entrando nella torre preparatevi a vedervela con un cavaliere armato di alabarda (ponderate bene le distanze, il raggio dell’alabarda può essere fatale).

Arrivate a metà delle rampe di scale e girate a sinistra, entrerete in una stanza dove potrete riposare al Luogo di Grazia della Torre baluardo. Uscendo attraverso la porta davanti a voi vi ritroverete tra le mura del Castello. 

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(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

 

Sconfiggete i tre falchi (attenzione ai barili di esplosivo che vi lanceranno addosso), percorrete il tetto tenendovi sulla destra, entrate nella piccola cupola e saltate nell’apertura circolare del pavimento. Uscendo nel cortile incapperete in un esule e un altro cavaliere, fateli fuori ed entrate nella sala di fronte.

Proseguendo vi ritroverete in una sala con un soppalco, diversi candelabri e un altro cavaliere munito di alabarda. Scendete le scale per entrare in una grande sala con un enorme dipinto sulla destra, attraversate la porta davanti a voi (potete decidere se ignorare o affrontare l’ostico rampollo innestato al centro della stanza) e prendete un bel respiro: il cortile in cui uscirete è pieno zeppo di esuli che vi attendono puntandovi contro balestre e lanciafiamme. 

Contrariamente agli standard di Elden Ring, farvi strada in questa mischia è più semplice di come sembra: badate di tenervi lontano dal getto dei lanciafiamme e concentratevi prima sugli esuli armati di spada e balestra, dopodiché’ sbaragliate gli esuli rimasti.

Terminato il bagno di sangue tirate dritto e, facendo attenzione al Presagio e al segugio zombie vicino la statua, salite le scale in pietra e riposate nel Luogo di Grazia della Camera del Montacarichi. A questo punto, tornate nel cortile e salite le scale davanti a voi facendovi strada tra un’ennesima serie di barricate. 

Al solito pacchetto di falchi ed esuli armati fino ai denti si aggiungerà anche un Troll che torreggia davanti all’ingresso di una galleria. Superatelo, entrate e riposate sulla destra al Luogo di Grazia della Cella isolata.

Quando siete pronti, attraversate la nebbia accanto al Luogo di Grazia per vedervela con Godrick l’Innestato, ennesimo Boss non opzionale del gioco.  

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(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

L’arena del combattimento è simile a quella di Margit: un cortile lungo e abbastanza stretto che aiuta di molto l’agilità del Boss. La prima volta che affrontate Godrick potreste rimanere ragionevolmente impressionati dalla dirompenza dei suoi attacchi.

Nella prima fase, il nemico utilizzerà la sua pesante ascia per scagliarvi addosso fendenti, affondi e ampie spazzate. Di tanto in tanto ricorrerà anche alle sue abilita draconiche per scatenare turbini di vento pericolosi sia da vicino che da lontano.

Non temete però: con un po' di pazienza vi accorgerete che la maggior parte delle sue mosse segue quasi sempre una sequenza precisa. Per imparare a schivare le rasoiate d’ascia e a mettervi al riparo dai turbini draconici non ci vorranno troppi tentativi. A quel punto la difficoltà del combattimento risulterà notevolmente ridimensionata.

Calibrando bene le vostre rotolate e assestando i colpi con la giusta tempistica potreste anche riuscire a pugnalarlo un paio di volte prima dell’inizio della seconda fase, che partirà non appena i suoi PV saranno dimezzati.

Nella seconda parte dell’incontro, Godrick vi farà capire per quale motivo si fa chiamare l’Innestato: monterà sul proprio braccio sinistro la testa di un grosso Drago e la userà ora come un lanciafiamme, ora come una mazza. Una breve animazione anticiperà di volta in volta il suo attacco più micidiale, e cioè il morso infuocato del drago, che vi priverà di diversi segmenti dei vostri PV.

Per molti aspetti, la strategia da adottare è quella dei combattimenti con i draghi: approfittate delle sequenze in cui la testa innestata inizia a sputare fuoco e avvicinatevi al Boss per rifilargli un paio dei vostri colpi migliori.

Per quanto sembrino giocare a suo vantaggio infatti, i soffi di fuoco della testa di drago costituiscono i momenti in cui il Boss è maggiormente vulnerabile e meno reattivo. Approfittatene.  

Attivare le Rune maggiori

Una volta ottenuta la Runa Maggiore di Godrick dovrete ripristinarla presso la Torre Divina di Sepolcride. Come noterete, il grande ponte che collega la torre al castello è crollato, dovrete dunque optare per un altro percorso. 

Dal Luogo di Grazia della Camera del Montacarichi scendete verso Sud, attraversate il cortile con gli esuli e, giunti allo spiazzo aperto in fondo al sentiero, girate a sinistra ed entrate nella rocca. La riconoscerete immediatamente perché ci sono quattro statue di cavalieri con alabarda piantate a terra. 

Attraversate la sala e fatevi strada lungo il ponte. Incontrerete tre golem, ognuno a una buona distanza dall’altro. Non fatevi intimidire dalla stazza: sono estremamente lenti nel colpire e una serie ripetuta di attacchi alle caviglie vi permetterà di buttarli a terra e sferrar loro il colpo di grazia. 

Sconfitti i giganti azionate il portale di teletrasporto all’estremità del ponte, che vi condurrà direttamente alla base della torre. Salite sino in cima e interagite con il cumulo al centro dello spiazzale: il potere della runa maggiore è riattivato. 

Equipaggiandola, la Runa Maggiore di Godrick incrementera’ tutti i vostri attributi, ma perche’ il suo potere sia attivo dovrete costantemente ricorrere alle saette runiche (una sorta di equivalente delle braci in Dark Souls 3).

A questo punto, è tempo di mettere piede a Liurnia lacustre, il vasto territorio a Nord-Ovest di Sepolcride.

L'imbarazzo della scelta

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(Image credit: Bandai Namco)

 Una volta tolto di mezzo Godrick, Elden Ring vi offrirà la possibilità di intraprendere più percorsi: scendere nel sottosuolo del Fiume Siora (raggiungibile da Tetrobosco, nella parte orientale di Sepolcride), addentrarvi nelle Terre di Caelid (a Nord-Est di Sepolcride) o dirigervi verso la regione dei laghi di Liurnia (a Nord-Ovest di Sepolcride, subito dopo il Castello). 

Se avete già esplorato a sufficienza Sepolcride, il nostro suggerimento è di dare precedenza a Liurnia dei Laghi, località al momento decisamente più accessibile degli altri e ricca di dungeon e oggetti preziosi.  

Parte II: Liurnia dei laghi e l'Accademia di Raya Lucaria

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(Image credit: Future)

La chiave di Scintipietra

Al di là delle numerose deviazioni possibili (anche questa regione abbonda di luoghi e oggetti interessanti), lo scopo del viaggio a Liurnia è di recuperare la Runa Maggiore del mai nato, ccustodita da Rennala Regina del Plenilunio, il Grande Boss dell’Accademia di Raya Lucaria. 

Sfortunatamente però, l’Accademia è sigillata da un incantesimo magico che ne impedisce l’accesso. Per recuperarla, partite dal Luogo di Grazia di Godrick l’innestato, entrate nella sala del trono e girate a sinistra. Seguite il corridoio in pietra, scendete la piccola scala in legno sulla sinistra e uscite all’aperto, ora siete ufficialmente nel territorio di Liurnia lacustre.

Alla vostra immediata sinistra attivate il Luogo di Grazia del Dirupo sul lago. Mantenendovi sempre sulla sinistra, scendete la vallata e passate accanto alla Chiesa di Irith (sinistra) e a un piccolo cimitero (destra), noterete uno stretto sentiero in terra battuta che vi guiderà dritti dritti ad un accampamento di soldati di Raya Lucaria. 

Mandateli tutti al Creatore e proseguite lungo il sentiero fino al Luogo di Grazia delle Sponde del lago di Liurnia. A due passi dal Luogo di Grazia vi attende il mercante nomade, da cui potete acquistare una Lanterna (1800), ottima per esplorare le caverne.

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(Image credit: FromSoftware)

Iniziate ad attraversare il lago e riposate al Luogo di Grazia delle Rovine di Laskyar. I mostri dell’area non saranno eccessivamente impegnativi, ma fate attenzione ai maghi putrescenti che emergeranno dalle acque: la maggior parte di loro verrà fuori all’improvviso e i loro attacchi magici hanno una gittata discretamente lunga. 

La nebbia limiterà la vostra visibilità, pertanto cercate di mantenere un buon senso dell’orientamento e, tra un nemico e l’altro, fate in modo di procedere sempre in direzione Nord. Non distante dalle Rovine ci sarà un isolotto con il Luogo di Grazia dell’Isola Panoramica. 

Proseguite a Nord-Ovest facendo mambassa dei molluschi che troverete sul cammino. Tra le rovine spiccherà una piccola cappella con una statua: salite le scale e riposate al Luogo di Grazia di Capriccio sul lago. Marciando ancora a Nord-Ovest incontrerete un gruppo di albinauri (riconoscibili per il saio lurido, le teste da extra-terrestri e le grandi clave), è il segnale che siete arrivati alla Chiesa della rosa. 

Pochi passi dopo spunteranno all’orizzonte delle grandi mura. Non vi attardate troppo ad affrontare i mostri floreali (sia piccoli che giganteschi) nei pressi delle mura, vi garantiranno pochissime rune e un’esposizione prolungata alle loro spore infliggerà veleno. Vi suggeriamo tuttavia di fare una breve sosta al complesso di bare scoperchiate in pietra poco avanti, che abbonda di rune auree da raccogliere. 

Proseguite sempre sulla sponda interna del lago mantenendo l’orientamento a Nord-Ovest, quando il suolo non pullulera piu solo di relitti e erbacce ma anche di cristalli luminosi vorrà dire che siete a pochi passi dal Luogo di Grazia dei Boschi cristallini. Riposatevi e preparatevi a soffiare la Chiave di scintipietra al Drago. 

Il Drago di Scintipietra Smarag sarà addormentato a poco a Sud del Luogo di Grazia dei Boschi cristallini. 

La cattiva notizia è che la Chiave di cui avete bisogno per entrare nell’Accademia è riposta dietro di lui, su un cadavere adiacente al complesso roccioso dove dorme il drago; la buona notizia é che non dovrete necessariamente sconfiggere questo potente drago magico per recuperare la Chiave. 

Per il momento vi suggeriamo di accaparrarvi il bottino e cavalcare a gambe levate lontano da Smarag. Per neutralizzare la sua aggressività vi basterà tornare al Luogo di Grazia e riposare. 

Verso l'Accademia

Ora che avete la Chiave, è tempo di entrare nell’Accademia. Dal Luogo di Grazia usate il viaggio veloce fino al Dirupo sul lago. Anziché dirigervi verso il lago però, stavolta andate ad Est. Noterete che all’estremità del precipizio si staglia una lunga lingua di terra che corre parallela al lago. Raggiungetela saltando sulle grosse pietre a forma di lapide che sporgono dalla parete rocciosa. 

Pochi passi a Est ci saranno la Strada maestra di Liurnia sud e l’omonimo Luogo di Grazia. Proseguite lungo il cammino principale facendo attenzione ai soldati marionetta (la loro raffica di colpi non perdona), presto arriverete al Luogo di Grazia della Strada maestra di Liurnia nord e, seguendo la strada fino in fondo, a quello del Ponte dei sobborghi dell’Accademia.

Utilizzate il doppio salto di Torrente per scavalcare il ponte distrutto, continuando sullo stesso percorso arriverete al Luogo di Grazia dei Sobborghi dell’Accademia. Procedete dritto lasciandovi alle spalle qualche cadavere di albinauro, superate le palizzate lungo la stretta scalinata e uccidete i soldati. 

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(Image credit: From Software / Bandai Namco)

Utilizzate il doppio salto di Torrente per scavalcare il ponte distrutto, continuando sullo stesso percorso arriverete al Luogo di Grazia dei Sobborghi dell’Accademia. Procedete dritto lasciandovi alle spalle qualche cadavere di albinauro, superate le palizzate lungo la stretta scalinata e uccidete i soldati. 

Nel piazzale in cui vi troverete dopo aver sorpassato le palizzate svoltate a destra. Avrete da vedervela con altri soldati, un paio di popolani piazzati ai lanciafiamme e un grande carro sputafuoco a forma di testa (ignoratelo o abbattetelo colpendo il soldato alla cabina di pilotaggio dietro il carro). 

Al termine dell’ulteriore fila di palizzate ci sarà il Luogo di Grazia del Cancello meridionale di Raya Lucaria e, immediatamente dopo, il cancello d’ingresso dell’Accademia. Esaminate il sigillo ed entrate.

Non è un paese per accademici

Una volta dentro l’Accademia, riposate al Luogo di Grazia del Cancello principale e affilate le lame, ci sarà da fare un po’ di strada e da sbaragliare un bel po’ di nemici.  

Dal Luogo di Grazia, salite sul grande ascensore, attraversate il cortile e il cancello. La cappella davanti a voi sarà sorvegliata da due maghi di scintipietra che spareranno incantesimi a raffica da lunga distanza, ponderate la giusta strategia per sconfiggerli e, una volta dentro la cappella, occupatevi dei due manichini e di un terzo mago di scintipietra. Voltate a sinistra e riposate al Luogo di Grazia della Chiesa del Cuculo. 

Da qui, attraversate il corridoio e svoltate a sinistra per uscire nel cimitero della cappella. Il cimitero sarà per lo piu’ popolato da zombie, avversari che, presi singolarmente, sono decisamente scarsi. In ogni caso, fate attenzione: molti di loro emergeranno dalle lapidi e impiegheranno davvero poco tempo per circondarvi. Colpiteli a vista dunque. 

Superate il ponte di legno e, schivando le frecce di un manichino arciere appollaiato su una roccia, proseguite a destra. Quando arriverete davanti al grande edificio in pietra alla fine del percorso sarete attaccati da cinque segugi zombie. Attraversate l’edificio e saltate sulla base della grande carrucola alla vostra destra, che vi condurrà alla parte superiore del cimitero. 

Liberatevi velocemente dei popolani e riposate nel Luogo di Grazia dell’Aula scolastica di fronte a voi. Appena metterete i piedi nel corridoio adiacente ci sarà un guerriero di scintipietra pronto ad accogliervi. Il corridoio che vi attende è sorvegliato da diversi maghi di scintipietra e un vaso gigante. Sbarazzatevi prima dei maghi, poi di quest’ultimo.

Salite la rampa di scale sulla destra con prudenza: anche qui ci saranno maghi di scintipietra disposti ai lati della stanza (potete sfruttare le colonne della balconata per avere un riparo strategico e impostare la vostra manovra d’attacco). 

Salite ancora le scale e, quando siete pronti, attraversate la nebbia per dare inizio allo scontro con il Boss Lupo rosso di Radagon. Non dovrebbe trattarsi di un cliente molto impegnativo, ma badate che la sua difesa magica è molto più elevata di quella fisica. Puntare sulla forza bruta e le schivate può rivelarsi una buona strategia.

Al cospetto della Regina

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(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Sconfitto il Boss, recuperate le forze al Luogo di Grazia dell’Aula da dibattito e uscite nel cortile di sinistra. Il vostro obiettivo è di raggiungere la gradinata interrotta che vedete di fronte a voi. Per farlo, percorrete il cortile in direzione Nord-Est e saltate su uno dei cordoli di pietra che sporgono dalle scale. 

Man mano che vi avvicinerete al grande ingresso, avanzate tenendovi sulla destra per evitare le (mastodontiche) palle di ferro che rotoleranno giù dal soffitto. Anche se non rotoleranno dritte, la loro direzione è altrettanto prevedibile: urteranno contro il bordo della gradinata e rimbalzeranno dall’altro lato, lasciandovi così libera gran parte del passaggio.  

Attraversando il cortile del grande ingresso sarete accolti da un NPC ostile (a voi la scelta se misurarvi con lui oppure no, ma sappiate che non è un avversario facile), alle cui spalle c’è un ascensore. Attivatelo e attraversate la nebbia per ritrovarvi al cospetto dell’ennesimo Grande Boss: Rennala, la Regina del Plenilunio.   

Il combattimento si dividerà in due fasi piuttosto semplici e, similmente al Lupo rosso di Radagon, anche Rennala vanta un’elevata difesa magica. Puntate ancora una volta sulle “maniere forti” dunque. Sconfiggendo Rennala riceverete la Runa Maggiore del mai nato. 

Oltre a non dover essere riattivata, questa runa vi permetterà di utilizzare la rinascita: donando alla Regina una lacrima di larva, potrete ripristinare da zero ogni vostra statistica (ma siate parsimoniosi, le lacrime di larva sono piuttosto rare, specialmente a questo punto del gioco). 

Una volta chiusi i conti con l’Accademia, vi suggeriamo di dirigervi verso le inquietanti Terre di Caelid a Nord-Est di Sepolcride, dove ve la vedrete con uno dei Boss più’ entusiasmanti (e snervanti) del gioco: Radahn, il Flagello Celeste.  

Parte III: le Terre di Caelid

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(Image credit: Future)

Le Terre di Caelid raggruppano una regione non troppo vasta che si estende a Nord-Est di Sepolcride. Le sue grandi distese purpuree e marcescenti ne fanno una delle lande più inquietanti e (ovviamente) pericolose dell’intero Interregno. 

Oltre alla Runa maggiore di Radahn il Flagello Celeste, all’interno del territorio di Caelid sono raggruppate molte caverne, rovine, fortezze e… il maggior numero di draghi che incontrerete in tutto Elden Ring. 

Anche se vi inoltrate a Caelid dopo aver raccolto le Rune maggiori di Godrick e Rennala, la maggior parte dei nemici di queste aree sono micidiali: prima di completare tutti i percorsi disponibili e di essere in grado di confrontarvi con certi tipi di mostri, dovrete fare un bel po’ di gavetta. 

A tal proposito, vi proponiamo di seguito una guida veloce al completamento della missione principale delle Terre di Caelid, e cioè la conquista della Runa Maggiore di Radahn. 

Da Sepolcride a Caelid

Se avete letto le nostre precedenti guide di Elden Ring conoscerete il Luogo di Grazia della Capanna di Colle Tempesta (è subito dopo quello di Davanti al cancello, direzione Nord-Ovest). È un buon punto da cui partire per iniziare il vostro viaggio verso le Terre di Caelid. 

Anziché procedere a Ovest in direzione di Grantempesta, virate a Est e imboccate il sentiero in terra battuta. Sulla strada incontrerete due guerrieri di Kaiden armati di disarcionatore, sconfiggeteli e entrate nei boschi. L’ululato dei lupi precederà un’imboscata e vi farà capire che è di nuovo ora di sguainare l’arma. 

Continuando il tragitto verso Est entrerete in un accampamento con cinque segugi, una manciata di popolani e un cavaliere. Si tratta di nemici facili, ma fate in modo di affrontarli a piccoli gruppi: se verrete accerchiati dai segugi non avrete vita facile. 

Proseguite lungo il sentiero costeggiato da montagne, sulla destra troverete il Luogo di Grazia di Sacroponte e, poco più avanti, una Testa di Zucca Folle. Non lasciatevi intimidire dalla stazza, è un avversario molto lento e, se colpito al corpo anziché alla testa, la sua resistenza fisica sarà decisamente bassa. 

Attraversato il ponte ritroverete il sentiero in terra battura di poco fa e, ai lati, un piccolo cimitero da cui verranno fuori alcuni non morti. Se siete a cavallo potete tranquillamente ignorarli, ma se decidete di combatterli assicuratevi di sferrar loro un ulteriore colpo anche una volta sconfitti: trattandosi di non morti, senza quest’ultimo colpo finale risorgeranno e dovrete azzerare i loro HP di nuovo. 

Lungo lo stesso sentiero, poco più avanti, ci sarà il Luogo di Grazia di Margini del villaggio di Idrocanto. Riposatevi e rimettetevi in marcia. Seguite il sentiero oltre il villaggio finché non scorgerete la Chiesa ardente sulla sinistra, l’edificio di confine che separa Sepolcride da Caelid. Toccate il Luogo di Grazia all’interno della Chiesa. 

Uscendo, sbarazzatevi dei segugi zombie. A pochi passi da loro noterete una muraglia di pietre ardenti che sbarrano il passaggio, scavalcatele con il salto di Torrente e riposate al vostro primo Luogo di Grazia di Caelid, la Terrazza sulla Marcescenza.  

Una regione pericolosa

Il grande corvo putrefatto che vedrete appollaiato a breve distanza dal Luogo di Grazia è un perfetto biglietto da visita per le Terre di Caelid: proprio come il corvo, alcuni nemici in quest’area sono estremamente potenti, pertanto la strategia migliore per sopravvivere è quella di farsi i fatti propri e impegnarsi solo negli scontri inevitabili. Tornerete sui vostri passi quando sarete più potenti. 

Dalla Terrazza virate a Nord e incamminatevi lungo la strada maestra. Il passaggio sarà bloccato da una marmaglia di putrescenti che si muove nella vostra direzione. Potete dribblarli con Torrente oppure combatterli (sono probabilmente il nemico più accessibile che incontrerete in questa zona). 

La lotta a cavallo vi riparerà dal loro morso, ma fate attenzione alle esalazioni perché infliggono marcescenza scarlatta.

Proseguendo, la strada sarà parzialmente ostruita da una carrozza abbandonata adiacente ad un accampamento razziato da corvi e coyote giganti. Accampatevi al Luogo di Grazia delle Rovine di Caelem poco più avanti e rimontate in sella, superato il complesso di ruderi ci sarà un altro Luogo di Grazia, ovvero il Muro ardente. 

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(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Continuate a seguire la strada maestra, che a questo punto avrà iniziato a scendere verso Sud. Ci saranno due parassiti armati di lancia e un segugio putrescente che marciano sullo stradone. 

Anche questi avversari sono accessibili ma da non sottovalutare in fatto di rapidità nel colpire e schivare. Troverete altri due gruppi di mantidi e segugi poco più avanti: è il segnale che state proseguendo nella giusta direzione. 

Sulla destra, nei pressi dei grossi boccioli rossi che sporgono dalla terra ci sarà il Luogo di Grazia della Strada maestra di Caelid meridionale. Ancora una volta, tutto quel che dovrete fare sarà mantenervi sulla strada principale. 

Discretamente mimetizzato tra la vegetazione cinerea c’è addormentato il grande drago Ekzykes, che si sveglierà non appena gli sarete a pochi metri. Anche in questo caso, ricorrete a Torrente e allontanatevi il prima possibile. 

Proseguendo troverete il mercante nomade appostato sul bordo della strada: è il momento di deviare a destra e scendere per la vallata. A questo punto dovreste già vedere all’orizzonte il Castello di Mantorosso, la vostra destinazione.

Fatevi largo tra gli alberi prestando attenzione ai Coyote giganti, arriverete ad un accampamento messo a ferro e fuoco, con i Coyote e la fanteria di Radahn che combattono tra loro. Sulla destra, accanto alla torre di vedetta, c’è il Luogo di Grazia del Gran ponte invalicabile. 

Al di qua e al di là delle mura

Il grande cancello di Castello di Mantorosso sarà sbarrato, ma ci sono altri due modi per entrare nella fortezza. 

Se avete dato inizio alla quest di Ranni, troverete un sito di teletrasporto proprio prima del ponte. Interagendoci verrete trasportati al Castello, che per l’occasione giacerà incustodito. L’unica eccezione sono i due Leoni Guardiani che scorrazzano nel cortile a sinistra dal vostro punto di arrivo, ma non siete costretti ad affrontarli.

In caso contrario, dovrete optare per una strategia leggermente più impegnativa: attraversate il ponte in direzione del Castello, una volta davanti al cancello costeggiate la scogliera sulla destra e saltate di roccia in roccia fino ad arrivare ad un cimitero infestato di pipistrelli (vi suggeriamo di usare Torrente, in modo da non cadere nei precipizi tra una roccia e l’altra). 

Ignorate la scalinata in legno per ora. È una scorciatoia che potrà essere aperta più tardi, dall’interno dell’edificio. Piuttosto arrampicatevi sulla scala verticale lì accanto e, una volta in cima, sarete tra le mura del Castello. 

Seguite il sentiero tra le mura ma invece di scendere tramite la scala saltate sulla pila di sacchi subito di fronte, vi permetterà di scavalcare il muro di cinta e atterrare su una piattaforma in legno. 

Saltando ancora giù, svoltate a destra, fate il solito zigzag tra le palizzate ed entrate nell’edificio antistante la nebbia per interagire con il Luogo di Grazia della Camera sulla piazza. Quando siete pronti, attraversate la nebbia per vedervela con un doppio Boss: il Guerriero aberrante e il Cavaliere del Crogiolo. 

Per evitare di complicarvi la vita potete affrontare il Guerriero aberrante a muso duro: la sua difesa fisica è piuttosto bassa e i suoi colpi possono essere facilmente schivati. Toglietelo di mezzo il prima possibile così da rimanere uno contro uno con il Cavaliere del Crogiolo, che necessita di una tattica più paziente del suo compare. 

La grande battaglia

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(Image credit: Garden of Eyes via YouTube)

Una volta tolti di mezzo il Guerriero aberrante e il Cavaliere del Crogiolo, riposate al Luogo di Grazia, attraversate l’arena dei due Boss e percorrete la gradinata. Su un soppalco sulla sinistra incontrerete Jerren il cacciatore di streghe, parlategli per avviare un filmato, dopodiché entrate nel grande edificio di fronte a voi.

Al di là del portone in legno ci sarà un ascensore che vi porterà alla spiaggia del Castello. Interagendo con il portale di teletrasporto sarete trasferiti all’arena dello scontro con Radahn il Flagello Celeste. 

La battaglia contro Radahn è una delle più originali che FromSoftware abbia mai concepito: il vostro nemico si troverà a grande distanza da voi e inizierà a bersagliarvi con le sue potenti frecce magiche non appena metterete piede nell’arena. 

Schivate le frecce o mettetevene al riparo dietro i tumuli che troverete lungo il cammino. Avvicinandovi a Radahn potrete evocare numerosi NPC di supporto (vi suggeriamo caldamente di farlo). 

Quando la distanza tra voi e il Grande Boss sarà ridotta, Radahn sguainerà le sue mastodontiche spade. Cercate di schivare i suoi devastanti attacchi e colpitelo più duramente che potete. Sappiate che il colosso è vulnerabile al sanguinamento. 

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(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Checché se ne dica, questo scontro è lasciato molto al caso: potete avere fortuna e sbaragliarlo al primo tentativo, oppure potrete impiegare ore e ore per uscirne vittoriosi. Insomma: vi servirà anche un po’ di fortuna. Sconfiggendo Radahn vi aggiudicherete la sua preziosa Runa Maggiore e completerete la missione principale delle Terre di Caelid. 

Attivare la Runa Maggiore di Radahn 

Per attivare la Runa Maggiore di Radahn occorrerà compiere una breve ma impegnativa deviazione dalla mappa principale e recarsi alla Torre Divina di Caelid.

Dal Luogo di Grazia delle Rovine di Caelid, invocate Torrente e dirigetevi verso la spaccatura a Nord-Est. Troverete una roccia che sporge verso l’altro lato della spaccatura, saliteci con Torrente e saltate dall’altro lato, vi ritroverete nella regione del Dracotumulo di Greyoll. 

Cavalcando poco più avanti potrete interagire col Luogo di Grazia del Dracotumulo occidentale. Rimettetevi in marcia seguendo il sentiero, ormai potrete già vedere la Torre Divina di Caelid svettare alla vostra sinistra.

Per raggiungerla aggirate il lago con i due draghi (vi attaccheranno solo se gli andrete estremamente vicino) e avvicinatevi alla sporgenza rocciosa. Continuando a fare affidamento su Torrente, saltate sul grande ramo di fronte a voi e, sfruttando il doppio salto, atterrate sulla piattaforma alla vostra sinistra.

Smontate da cavallo, sbarazzatevi del soldato di guardia e inerpicatevi sulla scala a muro. Una volta in cima dirigetevi a sinistra e passate radenti ai cornicioni (fate attenzione alle crepe che troverete lungo il percorso). Fate fuori l’ennesimo soldato, attraversate ancora il cornicione e salite sulla scala.

Sulla sinistra troverete un’insenatura con il Luogo di Grazia della Torre divina di Caelid: centro. Percorrete la lunga rampa di scale sulla destra fino ad arrivare al grande ascensore in pietra, attivatelo premendo il pulsante al centro e godetevi la salita.

A separarvi dal sito di attivazione ci sono un altro paio di rampe di scale sulla destra. Una volta interagito con il sito avrete attivato la Runa, che se equipaggiata (e corredata di una saetta runica) vi garantira un aumento di HP del 15% e del Vigore e dei PA del 12.5%.

Parte IV: Monte Gelmir e Villa Vulcano

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(Image credit: Future)

Viaggio al termine del fuoco

A questo punto, la quarta Runa maggiore da recuperare è quella del temibile Rykard, signore della blasfemia. Se sinora avete portato a termine soltanto la parte principale della trama, preparatevi ad affrontare un lungo e faticoso viaggio. 

Dovrete attraversare Liurnia lacustre spingendovi verso il lato nord-orientale della mappa, raggiungere l’Altopiano di Altus, inerpicarvi sulle vette del Monte Gelmir e, infine, completare il duro dungeon di Villa Vulcano. Come se non bastasse, una volta messe le mani sulla Runa di Rykard dovrete sudare ancora un po’ per attivarla. 

Armatevi di pazienza dunque e preparatevi a una traversata ricca di mostri, imboscate e terre da scoprire. 

Raggiungere l’Altopiano di Altus 

Dal Luogo di Grazia del Cancello orientale di Raya Lucaria seguite la strada maestra in direzione Nord-Est e attraversate il bosco con le rovine. Incontrerete prima un cavaliere del Cuculo, poi alcuni popolani al seguito di un secondo cavaliere e infine un popolano mago.

Scavalcate la muraglia per incontrare altri due popolani ma rimanete in allerta: ci saranno delle catapulte che vi lanceranno massi addosso da notevole distanza. Sfruttate la velocita di Torrente per battere le catapulte sul tempo e addentratevi oltre le barricate in legno davanti a voi. A questo punto sarete fuori dalla gittata dei massi. 

Appena varcherete la soglia delle barricate dovrete vedervela con un carro lanciafiamme, un cavaliere del Cuculo e due popolani. Se non riuscite a togliere immediatamente di mezzo il carro, potete adescarlo e attendere il getto del lanciafiamme: con una buona tempistica nelle schivate dovreste riuscire a far sì che il carro arrostisca i nemici intorno a voi, per poi vedervela direttamente con lui.

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(Image credit: Future)

Se siete in possesso delle due metà del medaglione di Dectus (la parte sinistra è custodita a Forte Haight, fortezza nei pressi di Tetrobosco; la destra si trova a Forte Faroth, nel margine orientale delle Terre di Caelid), tornate in groppa a Torrente e proseguite dritto oltre la grande scalinata in pietra. 

Sulla destra troverete il Luogo di Grazia del Grande montacarichi di Dectus. Sollevando il medaglione davanti alla piattaforma del montacarichi partirà un filmato e sarete trasportati direttamente nella parte meridionale dell’Altopiano di Altus. 

Nel caso in cui non disponeste del medaglione, avrete da affrontare un viaggio un po’ meno confortevole. Dal carro lanciafiamme virate verso Est e avvicinatevi al bordo del burrone. Dovreste vedere delle piattaforme simili a lapidi che sporgono dalle rocce. 

Saltateci sopra e fatevi strada sino alla base del burrone passando da una piattaforma all’altra. Una volta atterrati, verrete accolti da un cavaliere del Cuculo. Montate su Torrente e cavalcate in direzione Nord-Est, approderete a una regione sotterranea di Liurnia lacustre disseminata di creature sputaveleno. 

Ignorateli senza troppi complimenti e, mantenendo lo stesso orientamento, fermatevi alla capanna che vedrete di fronte a voi, dove troverete il Luogo di Grazia del Villaggio della gola nascosta. 

Accanto al Luogo di Grazia ci sarà una serie di scale verticali, salitele una ad una facendo fuori i piccoli molluschi che incontrerete strada facendo. Entrate nel complesso minerario facendo attenzione ai tre masnadieri: sono creature piccole ma decisamente bislacche, dotate di un buon attacco a distanza e in grado di produrre cortine di fumo per confondervi. 

Voltate a destra e, avvicinandovi all’ascensore, tenetevi al riparo dall’imboscata del popolano accanto a voi. Attivate la piattaforma per raggiungere la parte superiore della miniera. I minatori dediti a picconare i cristalli non saranno direttamente ostili, quelli armati di lanterna non vedranno l’ora di arrostirvi invece. 

Attraversate la galleria mineraria e uscite dal varco sulla sinistra, dove potrete riposare al Luogo di Grazia del Precipizio sulle rovine. Salite sull’ascensore lì accanto e preparatevi ad affrontare un masnadiere ed un pipistrello.  

Al termine della rampa di scale accederete ad uno spiazzale con due pipistrelli intenti a razziare un cadavere. Non appena li attaccherete se ne aggiungeranno altri due, dosate bene attacchi e schivate dunque. 

Tolti di mezzo i pipistrelli ci sarà un’altra scala verticale, seguita da uno spiazzale in legno e pietra più ampio del precedente. Qui troverete due pipistrelli addormentati all’estrema destra della piattaforma. Sbarazzatevene immediatamente perché, pochi passi più avanti, dovrete fare i conti con altri tre pipistrelli e un pipistrello umanoide. 

Quest’ultimo in particolare può risultare un avversario ostico: ha una discreta agilità, infligge facilmente veleno e se vi si avvinghia addosso con il suo attacco a onde soniche farete fatica a uscirne vivi. Tuttavia, sono mostri che droppano rune auree di livello 6 (2000 rune), quindi il gioco varrà la candela.

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(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Proseguite seguendo il sentiero e liberatevi di un altro paio di molluschi e pipistrelli, salite le scale e affrontate altri due pipistrelli umanoidi. Sarà il vostro ultimo sforzo prima di usare l’ennesimo ascensore e riposare al Luogo di Grazia di Vista sul precipizio delle rovine. 

Quando siete pronti, affilate le lame e attraversate la nebbia, è tempo di vedersela con il Drago di magma. 

Di tutte le varianti che troverete nel gioco (come nelle Terre di Caelid o nel Monte Gelmir), questa versione del Drago di magma è la più semplice da liquidare, soprattutto grazie alla presenza della grossa colonna in pietra al centro della stanza. Sfruttatela per ripararvi dalle colate di magma del drago o dai suoi potenti attacchi fisici e, al momento opportuno, uscite allo scoperto e colpite. 

Riposate al Luogo di Grazia del Drago di Magma e prendete l’ascensore di fronte. Finalmente tornerete a vedere la luce del sole ma, soprattutto, finalmente sarete arrivati all’Altopiano di Altus. 

Per mari (di fuoco) e monti

Che proveniate dal Montacarichi di Destus o dal precipizio, la questione cambia poco: il vostro obiettivo è muovervi verso Nord. 

Chi non possiede il medaglione di Dectus si troverà davanti il Luogo di Grazia del Sarcofago abbandonato, circondato da cumuli di carrozze e carcasse di giganti. Usate Torrente per attraversare velocemente questo bizzarro cimitero guardandovi le spalle dagli orchi. Non dovrete far altro che cavalcare verso Nord fino a lasciarvi alle spalle le due pareti rocciose che incorniciano il sentiero. 

Terminata l’ascesa scorgerete di fronte a voi l’imponente capitale reale di Leyndell. Scavalcate il cumulo di rocce sulla sinistra e, appena arrivati alle Rovine di Wyndham, virate ancora a sinistra. Approderete a una gola e al Luogo di Grazia del Fiume Thermae, il primo del Monte Gelmir. 

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(Image credit: FromSoftware)

Per chi di voi ha raggiunto l’Altopiano di Altus dal Montacarichi, superate i Golem e seguite la strada maestra fino a quando non avrete alla vostra sinistra un accampamento militare, invadetelo e sbarazzatevi della Testa di Zucca Folle, dei soldati e dei popolani. 

Dribblate le barricate in direzione Nord-Est e, invece di svoltare verso lo stagno, inerpicatevi sulla salita rocciosa. La riconoscerete grazie al piccolo albero dorato e al Luogo di Grazia del Colle prospiciente l’Albero Madre.

Tornate in sella e continuate a percorrere la salita rocciosa. Le rovine di Wyndham e il Fiume Thermae saranno a pochi passi sulla sinistra. Le strade si sono ricongiunte.

Cavalcate attraverso la gola del fiume evitando accuratamente i geyser lavici (fanno decisamente male). Mantenetevi sul corso del fiume sulla sinistra, dove ci saranno da sterminare una dozzina di uomini d’argilla. 

In fondo alla gola troverete il Luogo di Grazia della Foce del Thermae e, sullo sfondo, il Forte Laiedd. Come dicevamo poco fa, questo è il percorso più breve ma non certamente il più semplice per raggiungere Villa Vulcano, dunque sentitevi pure liberi di darvela a gambe da tutti gli scontri che non vi convincono. 

Le barricate di Forte Laiedd pullulano di sacerdotesse del fuoco e carri lanciafiamme. Le sacerdotesse hanno una quantità di PV pressoché ridicola ma le loro combo magiche possono uccidervi in men che non si dica. 

Sfruttate la velocità di Torrente per aggirare le barricate e raggiungere il lago di magma sulla sinistra. Per il momento ignorate il Drago di Magma che verrà fuori dalla lava e correte accanto alla parete rocciosa. 

Una volta al di là del lago riparatevi dall’imboscata dei semi-umani (vi lanceranno contro bombe di fuoco), razziate le rune auree dalle bare scoperchiate e continuate a seguire il sentiero principale fino al Villaggio secluso. 

Alcuni nemici saranno nascosti in mezzo al bestiame e, all’altezza delle palizzate, ci sarà una Vergine rapitrice che vi correrà incontro armata di due grosse seghe di ghisa. Altre creature emergeranno da dietro carri e scatole man mano che attraverserete le strade del villaggio. 

Infine, sulla grande sponda rocciosa a Nord verrete sorpresi dal boss opzionale Regina semiumana Maggie (avversario accessibile se siete dotati di una buona difesa magica). Se non ve la sentite di affrontarla, correte sulla sponda e saltate giù, atterrerete vivi e al sicuro dalla minaccia.

Togliete di mezzo i lupi e scendete per il sentiero, un ennesimo balzo da una sporgenza rocciosa vi condurrà ad un ponte in pietra e a un accampamento distrutto. Arrampicatevi sulla serie di scale verticali. Per il momento non incontrerete altro che soldati e popolani. 

Arrivate all’accampamento e percorrete il lungo ponte di legno sulla sinistra, dove potrete riposare al Luogo di Grazia del Nono accampamento sul Gelmir. Montate su Torrente e saltate sul vortice accanto alla scala, atterrete su un grande cratere con una Belva meteoritica adulta pronta ad incornarvi. 

Si tratta del nemico più temibile e impegnativo che avete incontrato sinora, notevolmente più forte delle varianti di Caelid e Leyndell. Quindi non esitate ad evitarlo: per farlo, correte sul bordo destro del cratere, ci sarà una sporgenza rocciosa al termine della quale potrete saltare giù. 

Scendete a valle e uccidete le marionette, a separarvi dall’ingresso di Villa Vulcano ci sarà solo un troll (che volendo può essere evitato). 

Dentro Villa Vulcano

Riposate al Luogo di Grazia di Villa Vulcano tra il camino e il grande tavolo ottagonale. Parlate con l’NPC Tanith e accettate la missione che vi proporrà, riceverete in cambio la Chiave della sala. Imboccate il corridoio e, ricorrendo alla Chiave, entrate nella prima stanza sulla destra. All’angolo destro del muro c’è una parete illusoria, interagiteci e infilatevi nel pertugio.

Percorrete il corridoio infestato di lumache e scendete le scale alla destra della stanza dove approderete. Oltre il cancello troverete un limiere, avversario particolarmente veloce e dotato di combo a raffica notevoli. Sul lato destro in fondo alla stanza c’è un altro cancello con il Luogo di Grazia della Chiesa della città carceraria. 

Subito fuori dalla Chiesa farete la conoscenza di un uomo-serpente, uno dei nemici più comuni dell’area. Inoltratevi nelle strade in pietra. Dovrete affrontare prima un uomo di cera, poi un segugio-zombie e, infine, una Vergine rapitrice che vi attacchera a sorpresa da dietro il vicolo. 

Scendete le scale fino alla piazza stando attenti alle bombe al veleno che pioveranno dai tetti e all’ennesimo segugio-zombie, dopodiché andate verso la grande cattedrale di fronte a voi, dove combatterete con un altro uomo-serpente. 

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(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

La porta d’ingresso della cattedrale sarà chiusa, quindi andate a sinistra e saltate sulle tegole, poi sul terrazzo. Fate fuori gli scheletri di cera che cadranno dal soffitto, girate a sinistra e scendete le scale. 

Le creature larvali di questa stanza sono semplici da sconfiggere, ma state attenti a non farvele attaccare addosso, consumeranno molti dei vostri PV. 

Nella sala grande troverete il Luogo di Grazia della Sala degli ospiti in una stanzetta sulla destra. Proseguendo dritto uscirete nel terrazzo, scendete le scale e uccidete le lumache laviche. 

Camminare sulla lava consumerà costantemente una parte della vostra salute: se possedete un talismano del drago di fuoco o oggetti che vi proteggano da questo elemento come il fegato essiccato ignifugo, è tempo di ricorrervi. State anche attenti agli uomini di cera, che riusciranno a pugnalarvi da distanze sorprendentemente ampie. 

Dalla scala da cui siete scesi, dirigetevi verso la statua del serpente alato, salite la gradinata fino alla piazzola con l’uomo-serpente. Attivate l’ascensore di fronte a voi, nella piazzola successiva dovrete vedervela con un monaco della nera fiamma. 

Ignorate temporaneamente la nebbia e svoltate a sinistra: attivando il meccanismo sbloccherete un ponte che vi permetterà di tornare al Luogo di Grazia della Chiesa della città carceraria. Quando siete pronti tornate indietro e affrontate il Boss Nobile Sacriderma. 

Usate le colonne dell’arena come riparo e assicuratevi di schivare le sue micidiali rotolate. Il vostro corpulento avversario è vulnerabile al sanguinamento, puntate quindi su un’arma o un tipo di ceneri che vi munisca di questo effetto. 

Ancora uno sforzo

Quando vi sarete liberati del Boss, riposate al Luogo di Grazia del Tempio di Eiglay e azionate l’ascensore. Dal piano superiore del Tempio, arrivate dall’altro lato della balconata e saltate giù, atterrete su un tappeto di magma e lumache laviche. 

Seguite il sentiero di rocce, scendete sulla piattaforma sottostante e attraversate la serpentina. Aggirando la parete della villa sarete sorpresi da una Vergine rapitrice munita di falci, infilatevi sotto il piccolo arco sulla destra, passate la stanza con le candele rosse e salite la scala a muro. 

Il terrazzo su cui metterete piede conterà alcuni popolani (morendo daranno luogo ad esplosioni venefiche, quindi colpiteli e allontanatevi) e due uomini-serpente (il secondo ha una frusta infuocata a lungo raggio che semina lava, cercate di schivare i colpi e avvicinatevi il più possibile per limitare i suoi attacchi). 

Vi rimarrà da percorrere il corridoio, svoltare a destra e far fuori tre uomini-serpe (due con spada appostati ai lati delle scale e uno al centro della gradinata che lancerà potenti incantesimi). 

La porta alla sinistra del trono darà su una balconata con un teletrasporto, azionatelo e riposate al Luogo di Grazia del Corridoio delle udienze. Il tanto agognato scontro con Rykard signore della blasfemia vi attende dietro la nebbia. 

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Il cacciatore di serpenti

Lo scontro con questo quarto Grande Boss si compone di due fasi. Nella prima dovrete combattere contro il Serpente divoratore di dei, nella seconda con Rykard in persona. Appena metterete piede nell’arena, raccogliete il Cacciatore di serpenti, un’arma imprescindibile per superare i due Boss.

In questo particolare scontro infatti, il Cacciatore di serpenti infliggerà una quantità di danni notevolmente superiore a qualsiasi altra arma (un po’ come il Signore delle Tempeste per Yhorm il Gigante in Dark Souls 3). Equipaggiatela, correte contro il serpente nella lava e non risparmiate colpi, né tanto meno ampolle per curarvi di tanto in tanto. 

Quando sarà il turno di Rykard, la strategia si ripeterà in maniera simile. Battere questo doppio boss vi permetterà finalmente di aggiudicarvi la Runa maggiore di Rykard. 

Attivare la Runa maggiore di Rykard 

Per attivare la Runa maggiore di Rykard dovrete dirigervi alla Torre divina di Altus ovest. Sarete felici di sapere che il procedimento di attivazione sarà un po’ più impegnativo dei precedenti. 

Dal Luogo di Grazia dell’Altopiano di Altus, immettetevi sulla strada maestra e cavalcate verso la capitale (vi basterà seguire il percorso delle colonne fino alla grande gradinata con le statue). Se vi mantenete lungo questa strada, incontrerete solo soldati  e cavalieri di Leyndell. 

Appena arriverete alla base delle scale inizierete ad essere bersagliati da enormi balestre, attraversate velocemente il primo spiazzale e attirate i nemici che vi inseguiranno lontano dalla gittata delle balestre. 

Sulla prima rampa di scale troverete dei soldati (uno di loro suonerà la carica, scagliandovi addosso tutta la truppa), su quella successiva tre cavalieri: uno con spada e scudo, due con archi pesanti. Avanzate riparandovi dalle frecce e sbarazzatevi di loro.

Sull’ultima rampa, quella del portone d’ingresso, ci sono due Sentinelle dell’albero. Per evitare il respawn dovrete sconfiggerle una dopo l’altra, vietato morire quindi. 

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(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Sulla carta, lo scontro sembra improponibile, ma se con un po’ di astuzia l’operazione risulterà notevolmente più semplice. Ignorate le sentinelle e procedete dritti attraverso il portone, accanto all’albero dorato ci sarà il Luogo di Grazia dell’Albero spettrale delle mura esterne, riposate così da non dover rifare l’intero percorso in caso di sconfitta.

A questo punto montate su Torrente e tornate indietro, se riuscirete ad attirare una delle Sentinelle al di qua del portone potrete affrontarle singolarmente. Avvicinatevi mantenendovi su uno dei due lati della parete, colpite e tornate dentro. La Sentinella non ci penserà due volte prima di inseguirvi. 

Attaccate ripetutamente sul fianco scoperto (quello senz’arma) e quando siete a corto di HP allontanatevi al galoppo per riprendere fiato. 

Tornate al Luogo di Grazia. Alla vostra destra, dovreste riuscire a scorgere la Torre divina di Altus ovest in lontananza. Ma per raggiungerla dovrete imboccare un tunnel sotterraneo. Dal Luogo di Grazia avvicinatevi al soppalco con i tre lupi e girate verso il canyon.

All’estremità sinistra della parete rocciosa ci sarà un percorso lungo il quale potrete scendere e arrivare allo stagno. Proseguendo ancora a sinistra arriverete ad una galleria, entrate e interagite con il Luogo di Grazia della Galleria sigillata. 

Sterminate i minatori e masnadieri che incontrerete e scendete lungo il percorso sulla destra fino ad arrivare ad un ascensore che vi condurrà al piano sottostante della galleria. Saltate sulle grandi radici sottostanti la piattaforma facendo attenzione alle imboscate dei masnadieri. Il vostro obiettivo è di varcare l’ingresso di fronte a voi (e non quello alla vostra destra).

La scala sarà sbarrata da delle radici, salta giù dal lato destro e allontanatevi dagli ordigni sferoidali. Sorpassate la galleria e scendete nel cunicolo saltando tra una radice e l’altra. Una volta in fondo attraversate la nebbia per affrontare il Campione di onice. 

È un Boss semplice: il suo pattern di attacchi è piuttosto ripetitivo (lo memorizzerete in fretta) e la sola cosa a cui stare seriamente attenti è il flusso meteoritico che vi scaglierà addosso nella seconda parte dell’incontro. 

Sconfiggendolo otterrete il suo Spadone di onice e potrete proseguire fino al Luogo di Grazia della porta della Torre divina di Altus ovest. Da adesso in poi il procedimento è il solito: usate l’ascensore in pietra, interagite con il Luogo di Grazia più avanti e terminate la scalata della torre. 

In cima attiverete la Runa maggiore di Rykard: con questa runa attivata, ripristinerete parte dei vostri PV ogni volta che sconfiggerete un nemico.  

Completato il lavoro, è tempo di fare rotta verso Leyndell, la Capitale reale. 

Parte V: Leyndell, Capitale reale

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(Image credit: Future)

Lo scopo del viaggio a Leyndell, Capitale reale è ottenere la Runa maggiore di Morgott, il Re Presagio. La Capitale è protetta da una barriera e per rimuoverla dovrete aver recuperato almeno due Rune maggiori, ma se avete seguito la nostra guida essenziale al momento ne possederete ben quattro. 

Il viaggio sarà meno impegnativo di quello al Monte Gelmir, tuttavia avrete il vostro bel da fare anche in questa occasione. Quello della Capitale è forse il dungeon più elaborato di tutto l’Interregno: perdersi tra le sue strade o girare a vuoto nei suoi sotterranei sono i tipici inconvenienti di chi mette piede a Leyndell per la prima volta. 

Nella parte di guida qui sotto vi forniremo le indicazioni essenziali per portare a termine la missione principale del dungeon. Tenete comunque a mente che la Capitale reale nasconde un’enorme quantità di Boss segreti e oggetti rari. Quando avrete messo la mani sulla Runa non dimenticate di tornare ad esplorarla dunque. 

La "porta" sul "retro"

Dal Luogo di Grazia dell’Albero spettrale delle mura esterne usate Torrente per cavalcare velocemente lungo la gradinata a Nord. 

All’altezza della prima rampa un Gargoyle vi piomberà addosso dal cielo. Se imparate a prevedere le sue mosse non è un nemico invincibile, né tanto meno il più forte della sua specie. In alternativa, se volete evitare a priori l’incontro, cavalcate sull’erba accanto alle scale e rientrate alla terza rampa.

Sulla cima della gradinata c’è un albero dorato. Se proseguite lungo le scale sulla destra troverete il portone principale chiuso: occorrerà farvi strada nella Capitale circumnavigando le mura. Attraversate il campo di battaglia e mantenetevi sulla destra passando accanto al Troll appollaiato sulle rocce. 

Superate l’accampamento devastato e salite le scale di pietra sulla destra. Avrete davanti a voi un cimitero abbandonato da cui salteranno fuori diversi non-morti, attraversatelo seguendo il sentiero in terra battuta e imboccate la discesa fuori dal bosco. La vostra destinazione è il grosso bastione che sporgerà all’orizzonte alla vostra destra. 

Il terreno dovrebbe essere sgombro da nemici, ma come insegna FromSoftware non si tratta (quasi) mai di un buon segno: per guadagnarvi il vostro biglietto d’ingresso per entrare nel bastione e dunque nella Capitale dovrete sconfiggere il Boss Sentinella draconica dell’albero madre che pattuglia la soglia dell’edificio. 

Sfruttate l’animazione iniziale della Sentinella per sferrare i primi colpi e mantenetevi al lato opposto di quello in cui brandisce il suo pesante Grandartiglio di drago. Di tanto in tanto, la Sentinella vi colpirà anche con lo scudo (sebbene i danni siano notevolmente inferiori a quelli dell’artiglio) e la magia, mentre il cavallo vi sputerà addosso sfere di fuoco ogni qualvolta vi allontanerete dal Boss.

Se combattete a piedi privilegiate le rotolate alla corsa. Approfittate dell’agilità di Torrente per prendervi qualche pausa per ripristinare i vostri PV con le ampolle. In ogni caso, se usate una build forza rimanere incollati al nemico e soppesare i giusti tempi per schivare rimane la migliore delle strategie.

Sconfitta la Sentinella la nebbia si diraderà e potrete riposare al Luogo di Grazia del Baluardo della capitale. Attraversate il corridoio a sinistra e prendete l’ascensore. Oltrepassate il corridoio e la piccola chiesa. Superata la rampa di scale andate a destra ed entrate nell’edificio per attivare il Luogo di Grazia del Baluardo orientale della Capitale.

Uscendo all’aperto, percorrete le mura liberandovi dei vari Messaggeri dell’oracolo che incontrerete. Scendete la rampa di scale, vi troverete davanti una specie di drago meccanico sputafuoco, evitate il getto saltando nella piazzola sottostante.

Un modo veloce per arrivare a destinazione è quello di passare sui tetti: ignorate l’ingresso di fronte a voi e saltate ancora sulla destra. Passate di tetto in tetto tenendo come punto di riferimento l’edificio con la cupola dorata. Atterrate sulla carrozza accanto alla cupola per accedere direttamente al centro della Capitale.  

Percorrete la grande strada in pietra a sinistra della carrozza, mentre avanzate verrete intercettati da un Avatar dell’Albero Madre che cadrà dall’alto. Se preferite ignoratelo, dopodiché varcate il piccolo edificio con il cancello d’oro subito a destra, scendete le scale e interagite con il Luogo di Grazia della Terrazza sul Viale. 

Continuate a scendere le scale, quando arriverete in fondo vi troverete in un corridoio all’aperto con un cavaliere di Leyndell che scoccherà frecce dalla lunga distanza. Schivate i colpi e fatelo fuori. Alle spalle del cavaliere c’è un enorme drago ossidato che potrete sfruttare per raggiungere l’altro lato della città. 

Saltateci sopra e scalate le sue ali, raggiungerete una breccia tra le mura dalla quale potrete saltare giù.  Salite la scala, sconfiggete il cavaliere e il soldato di Leyndell e riposate al Luogo di Grazia del Baluardo occidentale della capitale. 

Uscite dall’edificio e, a due passi dalle scale che vi appariranno di fronte, saltate giù dal piccolo muro di cinta. Salite sulle grandi radici che protrudono dalla neve. Non appena le radici si biforcano girate a destra, sbarazzatevi dei sacerdoti dell’albero e inerpicatevi sulla grande radice che sale verso la balconata. 

Lord e Re

Terminata la scalata sarete di fronte alla nebbia che vi separa dal vostro prossimo Boss: Godfrey, primo Lord Ancestrale. 

Quella con Godfrey è una Boss battle minore, una specie di antipasto prima del grande scontro con Morgott, il Re Presagio. Il Boss ricorre principalmente a pestoni, attacchi radiali e affondi con la sua imponente ascia. La principale raccomandazione che vi facciamo è di allontanarvi in tempo dai suoi pestoni, perché’ sono sempre seguiti da combo micidiali. 

Chiusa la pratica Godfrey uscite sul terrazzo a destra e correte sulla radice a serpentina per accedere al piano superiore della struttura. Attraversate il terrazzo e interagite con il Luogo di Grazia della Camera della Regina (i fan di Dark Souls sentiranno un certo déjà-vu).

Salendo le scale sulla destra finirete dritti dritti attraverso la nebbia, e cioè nelle grinfie di Morgott, l’ennesimo Grande Boss del nostro viaggio. 

Elden Ring guida completa

(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Volendo, potete invocare Melina per darvi una mano a distrarre il Boss. Gli attacchi fisici di Morgott sono a dir poco devastanti e, laddove cercherete di svignarvela per stargli a distanza, lui vi risponderà lanciandovi addosso incantesimi altrettanto potenti. 

La buona notizia è che il Boss è vulnerabile al sanguinamento: calcolare i momenti adatti per schivare e colpire vi premierà prima con il bonus sanguinamento e poi, con un po’ di fortuna, con quello di stordimento. 

Al termine della vostra fatica sarete ricompensati con un bel po’ di rune e con la Runa Maggiore di Morgott, il Re presagio. 

Attivare la Runa di Morgott

Per attivare la Runa maggiore di Morgott dovrete dirigervi alla Torre divina Est dell’Altopiano di Altus. Dall’arena del boss viaggiate velocemente al Luogo di Grazia della Terrazza sul viale. Salite le scale sulla destra e, tornati sullo stradone principale della Capitale, andate a sinistra. Ora che Morgott è stato sconfitto, il grande portone di pietra in fondo alla strada sarà aperto. 

Sbarazzatevi dei nemici e salite le scale in pietra mantenendovi sul lato destro del percorso per evitare una micidiale imboscata. Entrate nell’edificio e prendete l’ascensore di legno (se siete sfuggiti all’imboscata non attardatevi, avrete i nemici alle calcagna). 

Attraversate il primo ponte e fate fuori i soldati, varcando la soglia entrerete nei Sobborghi della capitale, sconfiggete il cavaliere e proseguite finche’ lo schermo non diventa nero. 

Dovrete combattere con due mini-boss, i Gemelli implacabili. Fondamentalmente, si tratta di una battaglia con due orchi. Una buona invocazione vi avvantaggerà non poco perché terrà a bada uno degli orchi mentre sconfiggete l’altro. Inoltre, ricorrendo ad un’arma pesante riuscirete a interrompere la maggior parte dei loro attacchi.

Sconfiggere gli orchi vi permetterà di ottenere le ceneri di Rollo ammazzapresagi e di proseguire verso la Torre Divina Est dell’Altopiano di Altus e di riposare al Luogo di Grazia. Aprite le porte in pietra, azionate l’ascensore e salite ai piani superiori della Torre. 

D’ora in avanti il procedimento è uguale agli altri. Una volta in cima potrete ripristinare la Runa maggiore di Morgott, che se corredata di una saetta runica incrementerà i vostri PV massimi. 

. VI: Vette dei giganti e Forgia

Oltre il Trono non si passa 

Dopo lo scontro con Morgott vi accorgerete di non poter procedere oltre. Sarà Melina a venire ancora una volta in vostro soccorso e a fornirvi le coordinate del prossimo viaggio. Detto molto sinteticamente (e con un linguaggio a prova di spoiler), da adesso in poi l’obiettivo della trama principale non consiste più nel recuperare le Rune maggiori. 

Terminati i vostri compiti nella Capitale, dovrete dirigervi all’estremità Settentrionale della mappa, in quelle che un tempo erano terre abitate dai giganti e di cui, attualmente, non resta che un cimitero di neve e carcasse a cielo aperto. 

Con questo passo avanti inizia a tutti gli effetti la sezione conclusiva del gioco. Gli avversari che incontrerete da adesso in poi sono tutti ossi duri e, prima di proseguire, potrebbe essere saggio da parte vostra girovagare un po’ per l’Interregno e salire di qualche livello. 

Se vi sentite sufficientemente pronti tuttavia, eccovi una guida essenziale alla vostra prossima meta: le Vette dei giganti. 

An Elden Ring player squaring off against a boss

(Image credit: Bandai Namco)

 Ombre e nebbia

Dal Luogo di Grazia della Torre divina di Altus est tornate indietro sino alla cupola e attivate l’ascensore. Vi ritroverete nel paesaggio di neve e nebbia delle Terre proibite, dove potrete subito attivare l’omonimo Luogo di Grazia.  

Proseguite dritti sbarazzandovi dei masnadieri (meglio levarli di mezzo subito, prima che vi circondino). All’altezza della grande colonna abbattuta girate a sinistra e procedete in avanti aiutandovi con le lance piantate in terra che vi faranno da segnavia. 

Prima di saltare sulle rocce ricorrete alla modalità stealth: ci saranno dei masnadieri pronti a colpirvi e il loro attacco a distanza potrebbe anche farvi precipitare nel vuoto. Se siete a corto di ampolle incapperete presto in tre Scarabei cremisi e uno d’ambra per fare rifornimento. 

Avanzando, vi suggeriamo caldamente di fare qualche pausa per guardarvi intorno e di ricorrere al puntatore per capire se avete dei masnadieri alle calcagna. Superato il piccolo albero dei semi d’oro, proseguite dritto finché non avvistate le due colonne della scalinata e il piazzale. 

A questo punto sappiate che riceverete la visita di un Seguace della lama nera che, similmente al Gargoyle della Capitale reale, vi piomberà addosso dall’alto. A differenza del suo predecessore però, questo esemplare è notevolmente più forte. 

Il suo pattern di mosse continua ad essere telefonato come quello dei suoi consimili, ma aumenta sensibilmente in termini di danno e velocità (non temete di provare l’impresa tuttavia, anche se morite c’è una statua di Marika a pochi passi da cui potrete ripartire senza dover rifare tutto il percorso). 

Una volta che avete sconfitto il Gargoyle o gli siete sgusciati via tramite Torrente, riposate al Luogo di Grazia del Grande montacarichi di Rold. Interagite con la piattaforma del montacarichi e sollevate il Medaglione di Rold (lo riceverete automaticamente da Melina dopo aver sconfitto Morgott). 

Partiranno due sequenze, al termine delle quali sarete trasportati alle Vette dei giganti. Incamminatevi lungo il sentiero e interagite col Luogo di Grazia delle Rovine di Zamor. 

I seguaci di Zamor che troverete in questa piccola zona sono pochi, ma impegnativi. Non fatevi ingannare dalla loro calma apparente, sono in grado di scattare all’improvviso e di infliggervi una grossa quantità di danni con una sola manciata di colpi. Come se non bastasse, ricorreranno anche ad attacchi che causano assideramento a lungo raggio. 

Seguite il sentiero principale attraverso il quale vi lascerete le rovine alla vostra destra, inerpicatevi lungo il sentiero fino alla coppia di alberi luminosi, scalate le rocce sulla destra e scendete verso l’accampamento di Sacerdotesse del fuoco. 

La raccomandazione del Monte Gelmir è ancora valida: affrontatele singolarmente in modo da non finire preda dei loro potenti incantesimi e non date loro la chance di aggregarsi. Questa volta inoltre, le sacerdotesse saranno assistite anche da un Prelato del fuoco, avversario lento e prevedibile che, ciononostante, vi colpirà duramente. 

Il vostro obiettivo è superare il ponte in roccia al di là degli avversari. Se non volete attardarvi nel combattimento, vi consigliamo comunque di fare piazza pulita di qualche sacerdotessa, in modo da non essere poi bersagliati durante l’attraversamento. 

Varcate il lungo ponte e proseguite verso Nord, un cumulo di colonne in pietra inclinate vi permetterà di salire al livello superiore della montagna e di riposare presso il Luogo di grazia delle Rovine dell’antica valle innevata.

Dal Lago ghiacciato al Cimitero dei giganti 

Mantenendo l’orientamento verso Nord, ad un certo punto arriverete ad un bivio, il sentiero è formato dal corso di un fiume ghiacciato. Ci sarà un Golem armato di ascia che si aggira nei paraggi. Svoltate a destra e, poco dopo il secondo Golem, imboccate il sentiero di sinistra (un terzo Golem sarà addormentato a due passi da voi). 

Non molto distante, accanto ad un albero, ci sarà il Luogo di grazia del Lago ghiacciato. Rimettetevi in marcia e attraversate il Lago in direzione Sud-Ovest. 

Qui lo scenario del territorio cambierà drasticamente: se fino ad ora ve la siete vista con qualche – lentissimo - Golem, questa porzione di mappa è ricca di nemici altamente reattivi, pronti ad attaccarvi senza il minimo preavviso (primo tra tutti Borealis, la nebbia gelida, un drago di ghiaccio appostato nella foschia del lago).

Sorpassato il lago virate a Ovest, superate i Coyote giganti e le lumache laviche e attivate il Luogo di Grazia della Strada del bianco crinale. 

Addentratevi tra le palizzate per arrivare al Presidio dei guardiani. Ancora una volta, badate alle sacerdotesse di fuoco e ai loro compari (un Prelato e quattro Sacerdoti del fuoco). Sono tutti evitabili ma finire nel loro raggio di attacco – soprattutto se esitate - equivale a morire. 

Lasciatevi il Presidio alle spalle. A Sud, al di là delle palizzate, ci saranno una grossa catena che potrete usare come ponte e il Luogo di Grazia del Cimitero dei giganti. 

Il Boss che state per incontrare è un cliente difficile e, a tal proposito, una piccola deviazione per accorciare il percorso che dovrete rifare in caso di sconfitta può essere utile. Dirigetevi a Sud-Ovest, il territorio sarà popolato da Yeti e Corvi giganti. 

Potrete sconfiggere gli Yeti con la stessa strategia dei Troll (colpire alle caviglie e schivare i pestoni). I Corvi sono notevolmente più veloci, possiedono combo letali e sono degli ottimi inseguitori se decidete di darvela a gambe. 

Ad ogni modo, dopo una cavalcata non troppo lunga vedrete spuntare il soffitto di una chiesa: si tratta della Chiesa del riposo, provvista dell’omonimo Luogo di Grazia. Fuori dalla Chiesa dirigetevi a destra, orientamento Sud-Est, e cavalcate fino alla torcia accesa piantata nella neve. Percorrendo la catena-ponte finirete dritti dritti nelle braccia del vostro prossimo Boss, il Gigante di fuoco.

Più sono grandi… più PV hanno 

La prima volta che lo vedrete, rimarrete probabilmente intimiditi dalla stazza del Gigante di Fuoco. La brutta notizia è che fate bene ad esserlo: pur essendo un Boss miserabilmente lento, i suoi attacchi hanno una gittata irragionevole e aspireranno i vostri PV in men che non si dica. Oltre ad essere molto potente, il Gigante vanta anche una quantità di salute di ben 20.000 unità. 

Nella prima fase il suo stile di combattimento sarà prettamente fisico. Come ogni altro gigante o nemico di notevoli dimensioni, il Boss sarà in piedi e si avvarrà soprattutto delle valanghe causate dagli urti del suo scudo contro il suolo. Nella seconda fase, il Gigante cadrà a terra e vi bersaglierà con attacchi magici di elemento fuoco che viaggiano a distanze lunghissime. 

Una (ignobile?) alternativa allo scontro diretto col Boss consiste nell’entrare nell’arena, attendere e schivare il suo primo attacco con lo scudo, corrergli con Torrente sotto le gambe e appollaiarvi sulla sporgenza rocciosa all’estremità Nord-Ovest dell’arena, esattamente dietro il grande macigno che si affaccia sul vuoto. 

Se ci fate caso, in basso a destra ci sarà un percorso roccioso su cui scendere. Attendete che il Gigante vi raggiunga e, non appena lo vedete preparare l’attacco, usate il doppio salto di Torrente e saltate sulle rocce in basso. 

Attendente l’arrivo del Gigante stazionando nella piccola sporgenza che si trova a due passi da dove atterrerete. Quando il Boss si sporgerà dalla parete rocciosa per attaccarvi, allontanatevi mantenendovi sempre sull’estremità delle rocce. Se tutto va come deve andare, nel tentativo di colpirvi il Gigante cadrà giù dal macigno e atterrerà dalle vostre parti. 

Questo processo darà direttamente inizio alla fase due dello scontro, in cui non dovrete far altro che ripetere il tutto per dire definitivamente addio al Boss e mettere le mani su una soddisfacente quantità di rune e sulla Rimembranza del Gigante.

Melina wearing a cloak in Elden Ring

(Image credit: Bandai Namco)

La Forgia dei giganti

Uccidendo il Gigante di fuoco sbloccherete l’omonimo Luogo di Grazia (apparirà all’estremità meridionale dell’arena) e potrete proseguire verso l’enorme forgia a Est, a cui accederete grazie a un’ennesima catena-ponte. 

Arrivati alla sommità della Forgia dei giganti percorrete il bordo a sinistra, riposate al Luogo di Grazia e, dal menu, parlate con Melina. Al termine del filmato sarete automaticamente trasportati nella vostra prossima location, e cioè tra le rovine di Farum Azula in frantumi.

Parte VII: Farum Azula

A spasso tra le rovine

Il filmato innescato dopo il dialogo con Melina alla Forgia dei giganti vi condurrà direttamente alla vostra prossima tappa essenziale nell’Interregno, e cioè a Farum Azula in frantumi. 

Dal punto di approdo in cui vi ritroverete, attraversate il ponte e saltate giù di pietra in pietra sino ad atterrare su una piccola balconata. Attraversate la galleria, girate a sinistra e scendete le scale. 

Nella sala al piano di sotto ci saranno cinque Bestie di Farum Azula, ma niente paura: soltanto una di loro sarà ufficialmente di pattuglia, mentre le altre quattro saranno impegnate a rosicchiare cadaveri e non vi noteranno neanche se passate loro accanto. 

Nella stanza adiacente incontrerete altre due Bestie sufficientemente distanti tra loro per essere affrontate una alla volta. Più avanti sulla sinistra ci sarà un piccolo chiosco con delle lapidi in pietra e alcuni vasi d’argilla e, al centro, il Luogo di Grazia della Tomba della bestia in rovina in cui riposare. 

Uscite all’aperto e saltate sulla grande piattaforma in pietra con le nicchie sepolcrali. Fate in modo di attraversarla in fretta perché, a circa metà tragitto, un Drago antico piomberà su di voi e farà di tutto pur di non farvi arrivare dall’altra parte del percorso. 

Elden Ring

(Image credit: From Software / Bandai Namco)

Infilatevi nel colonnato in fondo a sinistra per interagire con il Luogo di Grazia degli Abissi della tomba della bestia. Se volete misurarvi col Drago tornate pure indietro, affrontarlo può essere un’ottima prova di ingresso al dungeon di Farum Azula, soprattutto se intendete completarlo al cento per cento. 

Come tutti i draghi di quest’area, il Drago antico è dotato di molti PV, una buona difesa fisica e una variegatissima gamma di mosse: pestoni, onde d’urto, respiri di fuoco, saette magiche e, non per ultimo, fiamme elettrizzanti che esploderanno sotto i vostri piedi se rimarrete troppo a lungo nel loro raggio. 

Al di là della gloria, un motivo in più per battere il Drago è che facendolo fuori vi aggiudicherete la Pietra da forgiatura del drago antico, essenziale per portare un’arma (non speciale) all’ultimo tier di potenziamento. 

…e tra gli ossari

Dal Luogo di Grazia degli Abissi della tomba della bestia entrate nella sala con gli ossari e liquidate le due Bestie di Faruz Azula (una la vedrete subito sotto il colonnato, l’altra vi aspetta dietro un altare pronta a infilzarvi).

Infilatevi nelle scale sulla destra e correte a più non posso verso l’uscita davanti a voi (eviterete ulteriori e sgradite imboscate), dove potrete interagire col Luogo di Grazia della Terrazza affacciata sulla tempesta. La grande sala da cui uscirete pullula di Bestie guerriero e magiche: un calcolo errato di quale nemico attaccare per primo vi manderà al Creatore in un soffio. 

Come per il Drago, potrete tornare indietro anche da questo punto strategico per avere la vostra rivincita (calcolate però che una delle Bestie magiche sarà sulla balconata al di sopra della stanza, quindi dovrete alternare colpi e rotolate praticamente per tutto il tempo). 

Passate oltre il Luogo di Grazia e scendete il percorso roccioso alla vostra sinistra. Una volta sulla piattaforma sarete bersagliati da diverse Bestie armate fino ai denti. Come se non bastasse, in questa sezione le Bestie sono non-morte, questo significa che dovrete colpirle nuovamente dopo averle sconfitte per sbarazzarvene una volta per tutte. 

Approfittate dei grandi blocchi in pietra per isolare i vostri nemici e gestirli nel minor numero possibile alla volta, altrimenti correte al lato opposto della piattaforma, usate la colonna diroccata come ponte e saltate giù per ritrovarvi su un’altra piattaforma. 

Correndo all’altra estremità di quest’ultima, saltate ancora sulle rovine e fatevi strada fino al Luogo di Grazia dell’Altare del Tempio del drago. Entrando nella galleria successiva affronterete il vostro primo Esiliato del tempio del drago. 

A prescindere dall’arma che brandiscono (alabarda, scudo e spada o doppia spada) questo tipo di soldati può essere rognoso anche per i giocatori più esperti: in aggiunta alle tipiche tattiche di un melee, sono in grado di creare correnti d’aria simili a tornado che, oltre a danneggiarvi, vi esporranno ai loro duri affondi. Allontanatevi non appena tirano un pestone a terra ed eviterete di finire nella loro trappola.

Potreste ritrovarvi molti di loro di spalle, quindi la modalità stealth è una buona tattica per iniziare lo scontro con un affondo da dietro, ma attenti: anche se siete accovacciati, basterà calpestare un qualunque coccio per attirare l’attenzione del nemico. 

Giù per le scale ci sarà un altro Esiliato, sconfiggetelo, girate a destra e proseguite ancora dritto. Al termine delle scale avrete davanti a voi la nebbia del Boss che vi separa dal Duo sacriderma. È un combattimento che può rivelarsi molto duro e, i fan di Dark Souls 1 ci rivedranno la tanto epica quanto amara battaglia contro Ornstein e Smough (senza la seconda fase per fortuna). 

Il Duo sacriderma 

Il Duo sacriderma è composto da un Apostolo e un Nobile Sacriderma che condividono la stessa barra di salute. Il primo brandirà un falcetto con cui concatenerà sequenze di attacchi lunghe e logoranti e all’occorrenza si snoderà a mo’ di serpente combinando attacchi fisici e magia nera. Il secondo sarà una versione potenziata del Nobile Sacriderma affrontato a Villa Vulcano (stocco e rotolate). 

Puntare sulla loro vulnerabilità al sanguinamento e ricorrere all’invocazione delle ceneri della Lacrima riflessa (il cosiddetto “mimic”) sono le condizioni di base per rendere più tollerabile il combattimento con questo doppio Boss. 

La via del drago 

Archiviata la pratica, recuperate le forze al Luogo di Grazia dell’Altare del tempio del drago e imboccate la piccola galleria subito alla vostra sinistra (direzione Nord-Ovest). Scendete le scale sulla destra, uccidete le due Bestie di Farum Azula e, continuando nel tragitto obbligato, il segugio zombie. 

Saltate attraverso l’archetto (andateci piano se non volete precipitare nel nulla) e sconfiggete gli altri due segugi zombie e la Bestia di Farum Azula che cercherà di colpirvi dalla distanza. Continuando a farvi strada tra le rovine, sbarazzatevi della grossa Bestia armata di mannaia e uscite nel corridoio sulla destra. 

Rimbalzate ancora una volta tra i ciottoli delle rovine e proseguite dritto fino al cortile con i resti del Drago antico. Qui troverete un Cavaliere del crogiolo armato di martello che volendo potete evitare. L’obiettivo è saltare sulla tettoia al di sotto del cortile sfruttando il passaggio tra le crepe della ringhiera in pietra a destra. Sopravvivendo a tutto questo, riposerete al Luogo di Grazia del Tetto del tempio del drago. 

Attraversate le tettoie per arrivare ad un altro cortile, qui liberatevi il prima possibile dei falchi. Se avete difficoltà a colpirli la strategia di combatterli al chiuso funziona anche in questo caso: attirateli nella cupoletta con l’ascensore così da limitare i loro movimenti e colpirli senza troppa fatica. 

Saltate le due rampe di tettoie consapevoli che da questo momento in avanti sarete sia bersaglio di altri falchi, che di un Drago antico che vi lancerà addosso magie dalla distanza (le solite fiamme elettrificate che protrudono dal suolo). Una volta che lo avrete sorpassato, il Drago volerà via, quindi se avete in mente di affrontarlo fatelo subito. 

In caso contrario potrete rifarvi immediatamente con le quattro Bestie di Farum Azula sulla salita di terra (un mago, che vi attaccherà appena possibile, e tre guerrieri che giaceranno al suolo dormienti). Dietro il muro subito dopo la salita ne troverete un altro che tenterà l’imboscata, precedetelo e mettetelo al tappeto. 

Usate la colonna abbattuta come ponte proteggendovi dagli attacchi a distanza di un’altra Bestia, poi entrate nell’edificio di fronte a voi: ci saranno una Bestia magica davanti all’altare e un guerriero e un mago appostati tra le colonne. Imboccate il corridoio a destra e salite con l’ascensore. Una volta in cima, interagite con il Luogo di Grazia di Prossimità del granponte. 

Salendo la doppia rampa di scale e raggiungendo il gran ponte avrete davanti a voi i vostri prossimi due problemi: la nebbia del Boss e, prima ancora, una Sentinella draconica che marcia davanti alla soglia. 

La strategia per sconfiggere la Sentinella è quella standard, eccetto per un particolare: stavolta vi sarà impedito di usare Torrente, quindi dovrete combattere a piedi. Come sempre, mantenetevi vicino alla Sentinella e colpitela sul lato dello scudo o, per quanto possibile, alle spalle. Le sferzate dello scudo sono meno compromettenti dei colpi del Grandartiglio di drago, ed evitare il confronto frontale vi risparmierà di essere arrostiti dal respiro di fuoco del cavallo. 

Come per ogni altra Sentinella, una volta eliminata non è previsto il respawn. Pertanto, sarà saggio da parte vostra tornare all’ultimo Luogo di Grazia e raccogliere le energie prima di attraversare la nebbia.

Maliketh, la lama nera

Elden Ring bosses

(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

La prima fase della Boss battle vi vedrà affrontare una Belva ecclesiastica: un imponente bestione intabarrato che vi attaccherà forsennatamente a colpi di pugnale, di incantesimi dell’Ordine Aureo e con la sua ingombrante mole. 

Nella seconda fase, la Belva si toglierà di dosso la cappa ecclesiastica e si rivelerà in tutto il suo oscuro “splendore”: Maliketh la lama nera è una creatura straordinariamente potente e veloce, che farà rimbalzare fendenti ammazzadei (colpi che, oltre a far male, riducono e consumano i vostri PV nel tempo) per tutto il terreno di battaglia. 

Le cose, specie in questa seconda fase, sono due: o sacrificate un paio di tentativi per studiare le tempistiche d’attacco del Boss in modo da soppesare accuratamente ogni spiraglio buono per colpirlo senza essere colpiti a vostra volta; oppure ricorrete alla carne da macello del mimic e vi limitate a farvi avanti per attaccare solo quando avete la certezza di non pentirvene. 

Sconfitto Maliketh avrete terminato la missione principale di Farum Azula e sarete trasportati a Leyndell, anche se non sarà esattamente la location che avete conosciuto in precedenza. 

Parte VIII: Leyndell, capitale cinerea

Elden Ring Map Fragment showing

(Image credit: Future)

Paesaggi familiari

Al termine del filmato vi ritroverete a Leyndell, ma con un’ambientazione abbastanza diversa dalla precedente: la capitale reale per come la conoscevate, tersa e splendente, è ora diventata una città distrutta e sommersa dalla cenere. Una capitale cinerea, per l’appunto. 

Anche se potrete ancora completare le missioni secondarie della location, la percorribilità del territorio è decisamente più limitata rispetto alla versione precedente. 

La struttura ad alveare della Leyndell tradizionale - con i suoi tetti su cui saltare, le deviazioni labirintiche e gli interi plotoni di soldati appollaiati ovunque – è stata sostituita da una distesa desertica, che conserva solo parzialmente la complessità del suo predecessore. 

Ciononostante, ci sono molti contenuti intriganti che potrete ottenere gironzolando per i resti della capitale e, ora che siamo alle battute finali del gioco, assicuratevi di non farveli scappare. 

La quiete prima della tempesta (magica)

Elden Ring bosses

(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Dal Luogo di Grazia a cui approderete, dirigetevi a Sud-Ovest, tenendo il castello alla vostra sinistra. Dopo un tragitto lungo e privo di nemici, noterete una scala semicircolare in marmo che conduce ad un ascensore. Salite, girate a sinistra e inerpicatevi sulla gradinata. 

Entrando nella cattedrale di fronte a voi dovrete vedervela senza indugi con una faccia conosciuta: Ser Gideon Ofnir l’Onnisciente, il (sedicente) capo della Tavola della Grazia Perduta. 

Questo Boss non conosce vie di mezzo: la sua resistenza fisica è pressoché ridicola ma, al contempo, la potenza e la velocità di lancio dei suoi incantesimi sono asfissianti.  

Se siete al vostro primo tentativo, approfittate dei suoi verbosi convenevoli per somministrargli immediatamente la vostra combo migliore e, per tutto il combattimento, cercate di dargli meno tregua possibile. Ogni volta che avrà il minimo spiraglio di azione, Ser Gideon ne approfitterà per curarsi o per triturarvi con i suoi incantesimi fittamente concatenati. 

Se avete a disposizione le Ceneri della lacrima riflessa, invocate il mimic (se è adeguatamente potenziato si rivelerà un valido compagno di lotta, altrimenti usatelo come esca) e cercate di sincronizzare il più possibile i vostri attacchi così da togliere il fiato al Boss. 

Una volta sconfitto Ser Gideon, riposate al Luogo di Grazia del Santuario dell’Albero Madre e uscite sul terrazzo di fronte a voi. Sulla destra c’è una grossa radice su cui potrete arrampicarvi. Arrivate al piano di sopra ed entrate nella Camera da letto della regina. Salite le scale fino all’arena dove avete combattuto contro Morgott e attraversate di nuovo la nebbia del Boss. 

Godfrey, Primo Lord Ancestrale (Hoara Lux)

Elden Ring bosses

(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

La battaglia con Godfrey non dovrebbe impegnarvi più delle precedenti. Se quello con Ser Gideon era stato pensato come uno spettacolare incontro con un potentissimo mago, Godfrey rappresenta il rovescio fisico della faccenda: è un guerriero estremamente possente, che manderà a segno attacchi in grado di farvi fuori in uno o al massimo due colpi.

Tuttavia, ciò non significa che si tratti di un avversario rapido: nella prima fase le sue mosse sono abbastanza telefonate e possiedono quasi tutte un’animazione di caricamento che vi lascerà il tempo di decidere se schivare o parare.

Come per gli altri Boss di questo tipo, state molto attenti ai pestoni, che potrebbero facilmente stordirvi e lasciarvi in balia di attacchi molto più potenti.

Una volta che i suoi PV scenderanno al 50%, partirà un filmato durante il quale Godfrey si strapperà di dosso Serosh, il suo spirito protettore, e libererà tutta la sua micidiale sete sanguinaria, rivelandosi come lo spietato Hoarah Loux.

Liberatosi di armi e armature, Godfrey combatterà ora a mani nude, prestandosi a vere e proprie mosse da wrestler. Non appena il combattimento riprende, tenetevi pronti a schivare o a uscire dal raggio d’azione del nemico, che tenterà di afferrarvi per somministrarvi una vera e propria power bomb ancestrale (a cui è difficile sopravvivere).

In questa seconda fase, non fate troppo affidamento sulle parate e limitatevi a schivare. Approfittate di quei momenti in cui il Boss termina gli attacchi concatenati per rispondere all’offensiva. Per fortuna, la sua barra PV non si ricaricherà e, con un po’ di prudenza e dei colpi ben assestati, non impiegherete molto a prosciugare la vita che gli rimane.

Quando avete finito, interagite col Luogo di Grazia del Trono ancestrale e preparatevi alla (doppia) battaglia finale.

Lo scontro finale

Elden Ring bosses

(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Questa volta, il passaggio in cima alle scale sarà spalancato. Al di là di esso vi attendono due micidiali Boss finali. Quando ritenete di essere pronti, toccate la luce dorata per dare inizio alle ultime due battaglie del gioco. 

Il primo dei due Boss è Radagon dell’Ordine Aureo, un cliente scomodissimo, soprattutto grazie alla sua capacità praticamente infinita di scagliarvi addosso attacchi concatenati, devastanti onde d’urto a lunghissimo raggio e sigilli aurei tanto ostacolanti quanto dannosi. 

I colpi del suo Martello di Marika sono violentissimi e, talvolta, estremamente difficili da schivare. Il nostro consiglio è pertanto quello di affidarvi ancora una volta all’aiuto del mimic per limitare i danni diretti e selezionare con cura i vostri attacchi più potenti, in modo da limitare le esposizioni e massimizzare i danni. 

Similmente a Malenia, ma forse in maniera persino peggiore, Radagon è in grado di cambiare bersaglio con una rapidità disarmante: anche se ricorrete al mimic come diversivo, non ci sarà un attimo in cui potrete essere sicuri di essere al sicuro dai suoi attacchi.

Il Boss è provvisto anche di diverse animazioni in cui si solleverà da terra per caricare pesanti colpi di martello che deflagreranno al suolo e si spargeranno in ampie porzioni del terreno di gioco, facendovi saltare letteralmente in aria. Non cercate di colpirlo in queste occasioni (non servirà a niente), piuttosto allontanatevi il più possibile o, meglio ancora, rotolategli alle spalle per uscire dalla gittata delle onde d’urto. 

Elden Ring bosses

(Image credit: Bandai Namco Entertainment)

Subito dopo la caduta di Radagon, partirà un filmato che introdurrà il secondo e vero e proprio Boss finale del gioco, la Belva ancestrale. A inizio combattimento, posizionatevi quanto prima a lato o (meglio ancora) alle spalle del Boss e, ancora una volta, colpitelo con quanta più forza riuscite. 

Se siete fortunati, un buon affondo alle spalle durante il suo soffio cosmico potrebbe riuscire a mandare in tilt l’AI del nemico e a farne un vero e proprio vegetale: potrete attaccarlo fino a quando la sua barra PV non si azzererà, senza il timore di essere contrattaccati. In alternativa, questi arresti del Boss potrebbero non essere definitivi, ma lo terranno comunque inerme per una buona manciata di secondi. 

Si tratta di un’ottima chance, considerando soprattutto che il precedente combattimento con Radagon vi avrà probabilmente indeboliti. Tuttavia, non fateci troppo affidamento, questi “blocchi” sono una manna dal cielo che si manifesta molto di rado. 

Se la battaglia proseguirà nella maniera tradizionale, sappiate che sarete costretti a vedervela con attacchi a breve e lungo raggio estremamente pericolosi e che, se minimamente concatenati, vi ridurranno in poltiglia in men che non si dica. Il tutto aggravato da una dinamica di combattimento più scomoda del solito: la titanica stazza del Boss, unita ai suoi continui movimenti, vi farà perdere spesso la bussola della visuale dello scontro, esponendovi a situazioni il più delle volte senza rimedio. 

Anche in questo caso dunque, ricorrete a tanta pazienza e centellinata con cura le tempistiche di attacco.  Se disponete di un buon arsenale a lunga gittata potete ricorrervi per assestare dei danni extra durante gli spostamenti del Boss alle estremità dell’arena. 

All’occorrenza, la Belva comincerà ad avvitarsi in aria formando nel terreno sottostante il sigillo dell’anello ancestrale. Quando parte l’animazione assicuratevi di allontanarvi il più possibile dal Boss e di uscire dall’area del sigillo. Considerate anche che, una volta deflagrata la raffica ancestrale, il Boss riemergerà a distanza ravvicinatissima da voi: se avrete efficacemente schivato l’attacco precedente e non dovete ripristinare i vostri PV, potrete contare su alcuni utili secondi per attaccare il nemico. 

Con questa coppia di Boss FromSoftware è riuscita in qualcosa che non deve essere affatto sottovalutato: proporre una battaglia di fine gioco che risulta difficile anche per chi ha precedentemente sconfitto tutti gli altrettanto complicati Boss secondari (da Mohgwyn a Malenia), dimostrando di essere riuscita a mettere a punto un gioco tanto “enorme” quanto efficacemente bilanciato in ogni suo punto. 

Se sopravviverete a Radagon e alla Belva ancestrale, potrete godervi il finale di Elden Ring. 

A questo punto, avete anche la possibilità di decidere se avviare immediatamente una nuova partita (NG+) o continuare ad esplorare l’Interregno. In questo secondo caso, l’opzione NG+ resterà disponibile in qualsiasi momento alla Tavola della Grazia Perduta. Tutto quello che dovrete fare sarà recarvi lì e interagire con il Luogo di Grazia speciale al centro della Tavola.

Elden Ring

(Image credit: From Software / Bandai Namco)