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Google elimina la funzione di risparmio della RAM di Chrome su Windows 10

Google Chrome dark mode
(Image credit: Google; Shutterstock)

Tempo fa Microsoft aveva dichiarato di aver trovato il modo per risolvere il famigerato utilizzo eccessivo della RAM di Chrome in Windows 10, tuttavia sembra che Google abbia disabilitato la funzionalità implementata in precedenza.

Chrome è, ad oggi, il browser Web più popolare al mondo e ricordiamo di come alla sua nascita si sia scontrato con Internet Explorer, che è sempre stato considerato non a torto, un browser lento. Tuttavia Chrome è diventato ormai da anni piuttosto affamato di RAM, e questo aspetto risulta molto spesso fastidioso e frustrante per gli utenti che lo utilizzano quotidianamente. Se si aprono molte schede contemporaneamente, è possibile notare dei rallentamenti del PC poiché il browser tende ad appropriarsi di quanta più RAM libera possibile, lasciandone solo una esigua quantità per il funzionamento del sistema operativo. Questo problema è stato considerato così grave da Microsoft che si è mossa autonomamente per tentare di risolvere il problema.

Nell'aggiornamento di Windows 10 maggio 2020 Microsoft ha quindi introdotto una modifica al codice che utilizza la funzionalità “Segment Heap“.

Secondo l’azienda, ciò produce una riduzione del 27% dell'utilizzo della memoria sul proprio browser Web Edge che è basato su Chromium, il motore usato anche da Chrome. 

Un risparmio di memoria considerevole che ha convinto Google ad adottarlo anche per il proprio browser Chrome. Tuttavia, ora sembra che la modifica escogitata da Microsoft verrà disattivata per impostazione predefinita nelle future versioni di Chrome.

Perché?

Quale è stato il motivo che ha spinto Google ad eliminare una soluzione così popolare? 

Un ingegnere Intel ha scoperto che nonostante l'utilizzo del Segment Heap abbia diminuito la richiesta di RAM da parte di Chrome, la modifica ha causato anche una "regressione delle prestazioni" in altre aree, in particolare nelle prestazioni di calcolo. Secondo uno sviluppatore di Chrome, "il costo in termini di CPU (pari ad un rallentamento del 10% misurato su speedometer 2.0, con un aumento del 13% del consumo elettrico) risulta troppo esoso per poterlo accettare", e perciò la funzionalità sarà disattivata per impostazione predefinita in Chrome 85, che uscirà ad agosto.

Ma questo significa che dobbiamo convivere con Chrome che fa incetta della nostra RAM? Speriamo di no. In primo luogo, Google ha disattivato la funzione sopra citata, ma sta eseguendo ulteriori test e potrebbe considerare di introdurla nuovamente, ma solo se ciò non andrà ad influire sull’utilizzo della CPU. Google ha affermato inoltre, che sta lavorando su altre ottimizzazioni per Chrome 85, quindi è possibile che l'utilizzo della RAM da parte di Chrome diminuisca comunque, cosa che ci auspichiamo. Un utilizzo così massiccio della RAM nel browser di Google potrebbe portare gli utenti a provarne e utilizzarne altri, nel lungo termine addirittura intaccare significativamente le quote di mercato del colosso di Mountain View in tale settore.

Fonte: TechDows