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Google completa l'acquisizione di Fitbit, ma l'antitrust continua a indagare

Fitbit Sense.
(Image credit: Ida Blix)

Google (opens in new tab) ha annunciato l'acquisizione di Fitbit (opens in new tab) tramite due comunicati stampa, concludendo un lungo processo arrivato all'attenzione dell'opinione pubblica a novembre 2019. Sembra che entrambe le aziende abbiano concordato l'annuncio nonostante il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti non abbia ancora preso una decisione finale in merito alle possibili violazioni delle normative antitrust determinate dall'acquisizione.

In ogni caso, le indagini dovrebbero essere ancora in corso, in base a una dichiarazione rilasciata a varie testate e citate da Android Police (opens in new tab)

"Le indagini da parte della divisione Antitrust sull'acquisizione di Fitbit da parte di Google sono ancora in corso. Sebbene la divisione non abbia ancora preso una decisione finale circa possibili azioni sanzionatorie, continua a indagare sui possibili danni alla concorrenza e ai consumatori degli Stati Uniti in relazione all'acquisizione di Fitbit da parte di Google. La divisione si impegna a condurre l'indagine nel modo più approfondito, efficiente e rapido possibile".

A quanto pare, Google ha chiarito che entrambe le aziende abbiano ricevuto un'approvazione implicita dopo aver osservato le indicazioni del Dipartimento della Giustizia nei 14 mesi precedenti e aver atteso il termine del periodo di attesa, senza ricevere alcuna obiezione severa da parte dell'ente. Per questo motivo, hanno proceduto ad annunciare in modo congiunto il buon esito dell'acquisizione di Fitbit.

Non è ancora chiaro se il Dipartimento della Giustizia interverrà per interrompere la transazione. Google ha ricevuto l'approvazione da parte della Commissione europea (opens in new tab) a dicembre, ma deve ancora convincere i legislatori australiani (opens in new tab), la cui decisione è ora attesa per il 25 marzo 2021. Entrambi i titolari delle indagini dell'antitrust temono che gli effetti della modalità di acquisizione possano limitare la concorrenza e non è chiaro se gli annunci di Google e Fitbit rispecchino effettivamente l'esito finale delle investigazioni.

Qual è l'obiettivo di Google con Fitbit?

Quando abbiamo sentito per la prima volta del tentativo di acquisizione di Fitbit da parte di Google, abbiamo immaginato che quest'ultima volesse migliorare l'hardware dei propri dispositivi indossabili, il sistema operativo per smartwatch, ampliare i propri prodotti di fitness tracking e, possibilmente, ottenere i dati sui 28 milioni di utenti Fitbit attivi, caricando ogni informazione sui loro allenamenti.

L'ultimo punto è forse la nota dolente in relazione alle indagini, tuttavia entrambi i comunicati stampa delle aziende garantiscono la protezione della privacy circa i dati dei clienti: "Abbiamo collaborato con i legislatori di tutto il mondo per una strategia che protegga la privacy dei consumatori, inclusa una serie di impegni vincolanti (opens in new tab) che confermano il fatto che i dati su salute e benessere degli utenti Fitbit non saranno utilizzati per le inserzioni Google. Inoltre, questi dati saranno separati da altri dati pubblicitari di Google", ha scritto il vice presidente senior di Google Rick Osterloh in un post (opens in new tab) dell'azienda. E anche il CEO di Fitbit James Park ha ribadito tale rassicurazione (opens in new tab) nel suo annuncio.

Ciò che emerge dall'acquisizione potrebbe dunque riguardare solo l'hardware. Insieme, ha scritto Osterlah, Google e Fitbit "collaboreranno fianco a fianco per creare nuovi dispositivi e servizi che vi aiuteranno a migliorare le vostre conoscenze, avere maggiore successo, potenziare la salute e raggiungere una maggiore felicità". Park ha sottolineato che le risorse, le conoscenze e la piattaforma globale di Google consentiranno all'azienda di "realizzare prodotti ancora migliori per soddisfare le vostre esigenze in termini di salute e benessere".

Considerata l'esperienza di entrambi e la community creata e mantenuta da Fitbit nel corso dell'acquisizione, c'è molto che potrà fare insieme a Google. Resta da vedere se gli enti di controllo degli Stati Uniti e dell'Australia daranno il loro nulla osta.

Fonte Android Authority (opens in new tab)

David is now a mobile reporter at Cnet. Formerly Mobile Editor, US for TechRadar, he covered phones, tablets, and wearables. He still thinks the iPhone 4 is the best-looking smartphone ever made. He's most interested in technology, gaming and culture – and where they overlap and change our lives. His current beat explores how our on-the-go existence is affected by new gadgets, carrier coverage expansions, and corporate strategy shifts.