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AMD, rubate informazioni sulle GPU

(Image credit: Future)

AMD ha rilasciato una dichiarazione riguardo a un furto di informazioni sulle schede grafiche: secondo l'azienda non si tratta di dati troppo importanti, che non riguardano gli elementi base dei prodotti né compromettono la competitività nell'ambito GPU. 

AMD ha pubblicato un post sul proprio sito, dove si legge che "In AMD la protezione dei dati e della nostra Proprietà Intellettuale (IP), ma ciò che è stato rubato non è un elemento essenziale della sicurezza, né compromette la futura competitività delle prossime soluzioni grafiche". 

"Sappiamo che il ladro ha altri file che non sono stati resi pubblici, ma crediamo che i dati rubati non siano determinanti per la competitività dei nostri prodotti grafici. Non ci risulta che l'attaccante abbia altre IP di AMD". 

Tuttavia ci sono anche informazioni non ufficiali da prendere in considerazione, sebbene siano da prendere con la dovuta cautela. Si tratta di dichiarazioni che hanno a che vedere con le schede grafiche Navi, e la GPU di Xbox Series X, realizzata ad hoc da AMD.

Come racconta Tom’s Hardware, Torrentfreak sostiene di aver parlato con una persona che afferma di essere l'autore delle informazioni in questione, che al momento starebbe cercando di venderle. L'autore del furto crede di poter ottenere un profitto nell'ordine dei 100 milioni di dollari, dai potenziali acquirenti. 

Secondo Torrentfreak i dati rubati riguardano il codice sorgente delle schede Navi esistenti così delle prossime Big Navi, cioè le CPU con architettura RDNA2 e Arden (quella della Xbox di prossima generazione). 

Alcuni dettagli sono già stati fatti circolare online, e AMD ha inoltrato due richieste di DMCA (almeno due, ma potrebbero essere di più) per chiederne la rimozione da Github, dove sono stati pubblicati. Pare che ci sia un post anche su 4chan. L'hacker avrebbe detto a Torrentfreak di essere pronta a pubblicare tutto online, se non trova un compratore interessato. 

Un successo inatteso

Secondo l'hacker "il codice è stato ottenuto, sorprendentemente, da un server o computer non protetto" in cui è riuscita a penetrare. 

Ovviamente qualcosa è successo e AMD ha effettivamente perso il controllo su alcuni dati. Che siano importanti quanto sostiene l'hacker, o trascurabili come afferma AMD, resta da vedere. 

AMD nella sua dichiarazione cerca di gettare acqua sul fuoco ma non del tutto, quando dice che ritiene che i dati non siano centrali per la sicurezza o la competitività. Un'affermazione che cerca di essere rassicurante ma non lo è fino in fondo, perché dopotutto le cose potrebbero essere peggiori di quanto sembri.

AMD ha aggiunto di essere al lavoro "fianco a fianco con le forze dell'ordine ed esperti privati che seguono le indagini", il che non è certo una sorpresa. 

Ovviamente, se alla fine dovesse saltar fuori che i dati sono effettivamente di natura sensibile e importante, per AMD potrebbe essere un colpo molto duro, nonché potenzialmente imbarazzante - ma tutto dipende da cosa c'è in quei file che ancora non sono stati distribuiti (e se mai le informazioni diventeranno pubbliche).