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Server VPN come trovare la posizione effettiva

Server VPN

Serve davvero conoscere la posizione dei server VPN? E perché è importante? Queste sono le domande a cui vogliamo dare risposta in questa guida.

Se avete deciso di sottoscrive un servizio di Virtual Private Network (VPN), avrete notato che tutti i provider promettono l'accesso a una rete di server sparsi in tutto il mondo. La maggior parte dei servizi punta molto sulla dimensione della rete per promuovere le proprie offerte, ad esempio NordVPN offre 5.400 server in 59 Paesi e 81 sedi, mentre ExpressVPN mette a disposizione oltre 3.000 server in 160 città di 94 nazioni.

E ci possono essere dei vantaggi concreti ad avere una rete molto ampia. Maggiore è il numero di sedi disponibili, maggiori saranno le probabilità di sbloccare i siti web soggetti a blocco geografico nei Paesi di riferimento. Sarà più semplice trovare un server vicino alla vostra posizione di partenza, magari aumentando le prestazioni della connessione. E anche in caso di sovraccarico, ci saranno sempre delle alternative nelle vicinanze.

Questa, in ogni caso, è la teoria.

In pratica, però, le posizioni mostrate da un provider di VPN nella propria lista o mappa dei server potrebbero non corrispondere ai casi d'uso reali. E qui non parliamo di speculazioni teoriche, dato che queste discrepanze potrebbero influire enormemente sul servizio.

In questo articolo, vogliamo approfondire proprio questo concetto.

Geolocalizzazione

Per comprendere come si comporta il vostro provider di VPN e perché questa considerazione è importante, dobbiamo fare un passo indietro e osservare un attimo i concetti di base, nonché uno dei motivi principali per cui si tende a usare una VPN, ovvero fingere di collegarsi da un altro Paese.

L'idea centrale è semplice. I siti web, in particolare le piattaforme di streaming come Netflix, spesso limitano la disponibilità di determinati contenuti a Paesi specifici. Dunque, quando accedete al servizio, si innesca un sistema di geolocalizzazione che stabilisce la vostra posizione specifica nel mondo, per poi personalizzare i contenuti disponibili in base a dove vi trovate.

La geolocalizzazione può avvenire in modo basilare, ad esempio rilevando l'indirizzo IP e cercando la relativa posizione in un database. Esistono grosse aziende che offrono servizi di questo tipo alle aziende, come MaxMind (opens in new tab) e IP2Location (opens in new tab).

Tramite una VPN, bypassare questo tipo di protezione diventa piuttosto semplice: basta connettersi a un server negli USA e la VPN dovrebbe assegnare un indirizzo IP riconducibile agli Stati Uniti. In questo modo, i siti web registreranno la vostra provenienza da New York, San Francisco o qualsiasi altra posizione geografica che vorrete scegliere.

Purtroppo, però, non è sempre così lineare. Ad esempio, i siti come Netflix vanno oltre la semplice tecnologia di geolocalizzazione, affiancando a essa tecniche di rilevamento degli indirizzi IP usati di solito dalle VPN, bloccando chiunque li sfrutti. Di conseguenza, i provider devono sempre aggiungere nuovi IP per aggirare il problema.

C'è poi un problema meno evidente. Il vostro provider VPN potrebbe offrire un server in Egitto e tutti i siti web vi riterranno collegati da tale nazione, tuttavia non è detto che sia davvero così. Di fatto, il server potrebbe trovarsi altrove.

posizioni server nel mondo

Posizioni virtuali

Quando un sito web tenta di individuare la vostra posizione, in generale, non impiega tecniche particolarmente avanzate. Nessuna tecnologia da spionaggio, niente effetti speciali cinematografici. Si tratta solo di individuare il vostro indirizzo IP, confrontarlo su un database e trovare la relativa posizione geografica, come dicevamo sopra.

Il fatto è che non c'è alcuna garanzia che la posizione trovata sia corretta. Chiunque può impostare alcuni server in un Paese e poi usarli per assegnare indirizzi IP relativi a un'altra parte del mondo.

A volte, i provider di VPN usano questo "trucco" per offrire posizioni apparentemente all'interno di un Paese ma che in realtà si trovano altrove. Queste, di solito, sono chiamate "posizioni virtuali" o qualcosa del genere.

Sebbene questa scelta possa destare dubbi, le motivazioni dietro a esse potrebbero essere valide. Secondo ExpressVPN, solo meno del 3% dei propri server non si trova fisicamente nel Paese assegnato, mentre la posizione reale è, in generale, nelle vicinanze (opens in new tab). Per fare un esempio, ExpressVPN offre una posizione in Indonesia, ma indirizza il traffico attraverso un server a Singapore. L'assegnazione rimane a un indirizzo IP indonesiano, ma la posizione fisica a Singapore dovrebbe garantire connessioni più veloci e affidabili.

HideMyAss è ancora più esplicito, dato che indica le posizioni virtuali nelle sue app. Ad esempio un servo taggato come "Londra, Regno Unito - Virtuale, Portogallo" significa che, mentre si trova fisicamente in UK, offre comunque un IP portoghese alla connessione.

Occorre riconoscere l'onestà dell'approccio, tuttavia non tutti i provider VPN sono così aperti, e questo potrebbe condurre a problemi imprevisti.

Perché è importante conoscere la vera posizione del server VPN

Abbiamo parlato spesso di VPN, e sebbene la maggior parte dei server si trovi esattamente nei posti indicati, non è sempre così. E questo potrebbe avere un impatto notevole sul servizio.

Facciamo un esempio: ci siamo collegati al server UK di un provider e ci siamo resi conto di non avere comunque l'accesso a BBC iPlayer. All'inizio, abbiamo pensato che BBC avesse rilevato l'uso di una VPN, ma in realtà il server UK scelto ci aveva assegnato un indirizzo IP tedesco, escludendoci dalle risorse web geolocalizzate in Regno Unito.

Questa situazione non resta fissa nel tempo. In altre recensioni, abbiamo trovato alcune differenze significative nelle località, ad esempio i server di un provider che risultavano dislocati in Liechtenstein, Lussemburgo, Macao e Isole Marshall ci assegnavano tutti indirizzi IP USA. Tuttavia, il provider ci ha spiegato che la situazione si sarebbe risolta entro una o due settimane, ovvero nel tempo necessario affinché il provider di servizi di geolocalizzazione aggiorni il proprio database. Buono a sapersi, ma resta il fatto che non riuscivamo ad accedere ai contenuti che ci interessavano.

In ogni caso, le posizioni virtuali non sono sempre un fattore negativo. Se vi capita di trovarvi negli USA e vi serve collegarvi a Macao solo per l'indirizzo IP, avere a disposizione un server nelle vicinanze ci garantisce una velocità di navigazione quantomeno accettabile.

Ma se vi trovate in Liechtenstein, Lussemburgo o in qualsiasi altra parte del mondo e siete convinti di essere collegati a un server locale quando invece questo si trova dall'altra parte del globo, allora noterete senz'altro un grosso impatto sulle prestazioni.

Come trovare le posizioni VPN reali

Non sempre ci si può fidare di quanto dichiarato da un provider VPN circa le posizioni, ma per fortuna ci sono dei modi per capire da soli a quale server vi state collegando.

Su Internet si trovano tantissimi siti web in grado di comunicarvi il vostro attuale indirizzo IP, la relativa posizione e molto altro. WhatIsMyIP.com (opens in new tab) è un ottimo esempio. Collegatevi a una posizione VPN, visitate il sito e vedrete il vostro IP locale, quelli IPv4 e IPv6, la vostra città e Paese, e anche il vostro ISP. Vale la pena sottolineare che la geolocalizzazione, però, non è una scienza esatta. Il Paese di solito è quello giusto, ma la città suggerita potrebbe distare anche 100 km dalla vostra posizione effettiva, o anche di più.

In ogni caso, il problema con la maggior parte dei siti di questo tipo è che tendono ad affidarsi a un unico provider di servizi di geolocalizzazione. A volte, altri operatori potrebbero fornirvi risultati diversi, dunque vale la pena fare un confronto fra più siti. IPLocation.net (opens in new tab), ad esempio, mostra la posizione attuale secondo quattro servizi di geolocation (IP2Location, ipinfo.io, EurekaAPI, DB-IP). Visitate il sito mentre siete connessi a un server VPN e controllate che tutti e quattro i risultati vi indichino il Paese previsto. In caso di risultati disomogenei, è probabile che tale situazione si rispecchi online. In un caso del genere, è probabile che la VPN funzioni su alcuni siti ma non su altri, a seconda del servizio di geolocalizzazione usato.

In ogni caso, anche se tutti e quattro i risultati corrispondono al Paese assegnato al vostro indirizzo IP, non è detto che il server si trovi nella stessa posizione. Per scoprire se è posizionato altrove, occorre un piccolo passo in più.

Collegatevi un server VPN, dal browser andate a https://ping.pe (opens in new tab) e osservate il vostro attuale indirizzo IP sullo schermo, insieme alla posizione. Digitate l'indirizzo IP nella casella "Ping" in alto e fate clic su "Go".

Se il sito non riesce a inviare un png all'indirizzo IP (la pagina mostra la dicitura "100% loss") dovrete trovare e utilizzare altri nomi server VPN. A volte, i provider di VPN li elencano sui propri siti (è il caso di PureVPN (opens in new tab), per fare un esempio). Inoltre, potete consultarli nei file di configurazione di OpenVPN, laddove il provider li offra (online trovate vari tutorial per la configurazione manuale dei router o su Linux), Inoltre, la maggior parte dei servizi possono fornirveli su richiesta.

Il sito ping.pe invia un ping al vostro indirizzo IP o nome del sito da 30 posizioni nel mondo, fra cui USA, Europa, Cina, Russia, Singapore e Australia, e mostra varie statistiche sui risultati (tempo di ping migliore e peggiore, valore medio e altro).

Più basso è il ping, più vicino è il server VPN alla posizione indicata (in teoria), di conseguenza consultare questi dati potrebbe essere utile. Vi facciamo un esempio: ci siamo collegati al server di Singapore di PrivateVPN, e i ping medi più bassi riscontrati per i nostri indirizzi IP assegnati erano 0,74 (Singapore), 50,77 (Taiwan) e 76,22 (China). Questa è una buona indicazione del fatto che il server si trovasse davvero a Singapore.

Poi abbiamo provato il server in Afghanistan dello stesso provider. In questo caso, i ping medi più bassi erano a Chicago (1,5), Atlanta (16,88) e New York (19,9). Tutto lascia pensare che si trattasse di una sede virtuale, ovvero un server dislocato in USA a cui però era assegnato un indirizzo IP afgano.

Il significato di tutto ciò dipende dal contesto. Chi si trova a Chicago avrà a disposizione un server molto veloce, chi invece sta in Afghanistan, noterà un'esperienza del tutto diversa.

Indipendentemente dalla vostra situazione specifica, scoprire l'esatta posizione dei server della vostra VPN vi dice molto del servizio e vi fa capire quanto faccia davvero al caso vostro. Fate le vostre prove e scoprite se il vostro provider mantiene davvero le promesse.

Mike Williams
Mike Williams

Mike is a lead security reviewer at Future, where he stress-tests VPNs, antivirus and more to find out which services are sure to keep you safe, and which are best avoided. Mike began his career as a lead software developer in the engineering world, where his creations were used by big-name companies from Rolls Royce to British Nuclear Fuels and British Aerospace. The early PC viruses caught Mike's attention, and he developed an interest in analyzing malware, and learning the low-level technical details of how Windows and network security work under the hood.

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