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Un’azione legale di 270 milioni di sterline contro la Microsoft

Microsoft Redmond Office
(Image credit: Microsoft)

ValueLicensing, un’azienda rivenditrice di software con sede in Inghilterra, impugna la sentenza della Corte europea del 2012 ed accusa Microsoft di abusare della sua posizione monopolistica sul mercato applicando pratiche contrattuali ed azioni che vanno contro la sentenza stessa.

Fu proprio la sentenza nel 2012 a giudicare il colosso di Redmond colpevole di esercitare un controllo monopolistico sul mercato del software SEE (Spazio economico europeo), punendolo con una sanzione di 860 milioni di Euro e stabilendo che i produttori di software non possono difendersi dalla rivendita di software usato. Il diritto esclusivo di distribuire della copia del programma si esaurisce con la prima vendita.

In questa sentenza, la Corte afferma che il principio dell'esaurimento del diritto di distribuzione si applica non solo quando le copie del software sono vendute su supporti dati, ma anche quando sono rivendute e distribuite tramite download dal sito web della società. In poche parole, legittima la rivendita di software usati da parte di altre aziende.

L'autore

Nicola Iorillo. Specialista SEO e SEM, si occupa di digital marketing per aziende internazionali. Si è occupato anche di grafica e social media ed è un videomaker. Tra le altre cose ha diretto il documentario Benedictus Sanguis.

La politica mopolistica di Microsoft

È proprio Jonathan Horley, fondatore e amministratore delegato di ValueLicensing, a sostenere che la Microsoft da sempre si è ribellata alla rivendita di software usati applicando disposizioni contrattuali anticoncorrenziali e costringendo organizzazioni pubbliche e private al passaggio agli abbonamenti cloud di Office365 cercando di ripulite il mercato dalla licenze perpetue.

Ma l’azione decisiva che ha generato la reazione da parte della ValueLicensing è stata proprio l’intenzione del colosso statunitense di fare piazza pulita di tutte le licenze presenti sul mercato, ritirandole da grandi aziende e organizzazioni pubbliche in cambio di prezzi agevolati e sconti per l’acquisto dei nuovi prodotti in abbonamento. In questo modo la disponibilità dei software sul mercato si è ridotta in considerevolmente mettendo in seria difficoltà le aziende che tentano di recuperarle e di rivenderle a prezzi molto vantaggiosi rispetto ai listini Microsoft.

Cosa chiede la ValueLicensing?

La ValueLicensig si è rivolta alla High Court di Londra chiedendo un mega risarcimento di 270 milioni di sterline come risarcimenti a fronte dei danni economici che l’azienda ha avuto a causa dell’assenza di offerta di software sul mercato. Inoltre ha chiesto al tribunale di costringere la Microsoft a stoppare le sue pratiche anticoncorrenziali e monopolistiche ritenute un abuso che viola la sentenza della Corte europea del 2012.