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Smart Working per piccole e medie imprese

(Image credit: Shutterstock / Robert Kneschke)

A causa della pandemia da Covid-19 che costringe milioni di persone a rimanere segregate nelle proprie abitazioni, con l'ingresso nella fase 2 lo smart working è sempre più diffuso e sta diventando la norma per aziende di tutte le dimensioni. Anche le organizzazioni riluttanti a questa forma lavorativa stanno cambiando strategia per consentire ai dipendenti, se in grado, di lavorare da casa.

Il lavoro a distanza non è un concetto nuovo, in particolare per le piccole imprese che vantano un buon livello di mobilità. Mentre milioni di persone seguono i consigli del governo restando a casa, nei programmi televisivi e talk show si discute sempre più spesso dei vantaggi del lavoro da remoto per aziende e dipendenti. Senza dubbio, il lavoro da remoto presenta delle necessità che vanno dall’acquisto di prodotti tecnologici idonei, alla differente gestione del personale fino alla sicurezza della rete aziendale.

Quali sono gli ostacoli che si presentano sul cammino di chi decide di lavorare da casa? E cosa devono fare le piccole e medie imprese?

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Investire nella giusta tecnologia per la massima produttività

Le piccole e medie imprese sono avvantaggiate nel lavoro da remoto e molto più adattabili e aperte al cambiamento; al contrario le grandi imprese hanno una metodologia di lavoro consolidata, nonché una diversa gestione del personale

Al fine di mantenere la produttività anche da remoto i dipendenti devono essere dotati della giusta tecnologia. Non a caso, per la gioia dei produttori, nell'ultimo mese la domanda di notebook è aumentata nettamente in risposta alla diffusione del telelavoro. Molte aziende si sono trovate costrette ad investire in dispositivi leggeri, portatili e potenti, progettati per adattarsi alle necessità di chi lavora da remoto. 

La connettività e le prestazioni sono fondamentali, i dipendenti dovranno imparare a sfruttare gli strumenti di collaborazione online, superando il problema della distanza e preservando la collaborazione all'interno del team con videoconferenze e aggiornamenti costanti tramite appositi software di messaggistica istantanea.

Investire in nuove tecnologie per superare i problemi di capacità della rete

La sfida per qualsiasi azienda è la gestione dei dati. A seguito dell’epidemia da coronavirus, le PMI si scoprono in vantaggio rispetto alle grandi imprese che fanno spesso affidamento su sistemi legacy e che non dispongono della tecnologia e dell'infrastruttura giuste.

Detto questo, revisionare completamente le reti può richiedere molto tempo e risorse, soprattutto per le PMI che non hanno un enorme budget cui attingere. Per queste ultime, l’edge computing offre una soluzione efficace e, allo stesso tempo, consente di creare nuovi metodi di raccolta, analisi e ridistribuzione dei dati.

La sicurezza digitale 

Probabilmente la sfida più importante del telelavoro è la sicurezza, un problema che le piccole imprese non hanno mai affrontato prima. Il National Cyber Security Centre (NCSC) ha recentemente messo in guardia contro i gruppi criminali informatici che cercano di arricchirsi con sofisticate campagne di phishing, nonché con l’utilizzo di malware e ransomware. Per le piccole imprese, in particolare, gli attacchi informatici possono avere un effetto devastante, in quanto spesso mancano delle competenze interne o delle risorse per far fronte a questa minaccia.

Man mano che un numero sempre maggiore di dispositivi accede ai dati aziendali, aumenta anche il rischio che la rete venga violata. La sicurezza digitale è ora una priorità assoluta anche per le piccole imprese. Le aziende devono garantire che i dipendenti siano dotati degli strumenti e delle funzionalità di sicurezza giusti per ridurre il rischio di attacchi informatici. I dispositivi con riconoscimento facciale o delle impronte digitali e i metodi di archiviazione delle credenziali basati su hardware aiutano a scongiurare eventuali log in non autorizzati su device aziendali. 

Altre difese includono soluzioni zero client che assicurano che i dispositivi stessi non conservino informazioni riservate. In questo modo, le informazioni vengono archiviate su un sistema centrale basato su cloud, quindi se un dispositivo viene smarrito o rubato, queste informazioni rimangono sicure.

Non c'è dubbio che l'attuale situazione globale ci abbia portato a una nuova fase di lavoro remoto e mobile. Come per qualsiasi cambiamento aziendale, ci sono molti ostacoli da superare, soprattutto nella gestione dei dipendenti, della disponibilità della larghezza di banda e della sicurezza informatica. Oggi più che mai, indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda, è indispensabile affrontare con la massima serietà le sfide imposte dal lavoro a distanza.

Nick Offin è responsabile vendite, marketing e operazioni di dynabook